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“Una lettera di un ministro non vuol dire che le dimissioni debbano essere accettate, per me era anche un modo per dire ‘faccio sul serio, sono serio su questa cosa’: anche nella speranza che il Governo si ricredesse. Evidentemente non è stato così”. Hanno quasi del paradossale le parole dell’ormai ex Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Lorenzo Fioramonti.

Lo racconta durante la trasmissione di Lucia Annunziata “Mezz’ora in più” della scorsa domenica. “Le mie dimissioni – spiega – nascono da lontano. Io già da viceministro del governo Conte I, nella primavera del 2019, avevo indicato chiaramente che bisognava fare uno sforzo importante per l’università e la ricerca: a suo tempo io ero viceministro con quella delega. Creato il Conte II, diventato ministro, ho preso questa cosa ancora più seriamente. Servivano più risorse e almeno 2 miliardi per la scuola”.

Da qui la sua volontà di dare un segnale forte. Ma evidentemente frainteso dall’Esecutivo a cui apparteneva fino allo scorso dicembre.

Attualmente, Fioramonti è un ex-M5S passato al Gruppo Misto in Parlamento.

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