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Dopo anni passati quasi tranquillamente, la Formazione Professionale campana è di nuovo nell’occhio del ciclone. Colpa (e merito) del vulcanico Luca Lanzetta, presidente del Movimento Libero e Autonomo che rappresenta in maniera non certo “istituzionale” le istanze degli enti formativi campani associati.

La richiesta agli atti negata

Ma cosa è accaduto di preciso?

Il Movimento è sempre molto attento quando riceve segnalazioni di “formazione fantasma” o irregolare. Lo fa perché convinto che un comparto che lavori nella trasparenza venga preservato da condotte di concorrenza illecita. Lo fa anche per rendere il luogo un mondo migliore, perché no.

E la Campania ne ha bisogno. In un passato nemmeno troppo remoto Napoli e le altre province si sono distinte nelle pagine di cronaca e società per corsi fasulli, autorizzazioni mancanti etc.etc.

Proprio grazie alla capillare attività delle associazioni di categoria, su tutte Movimento e Si.Form, i fenomeni illegali erano rientrati.

Ma le ultime segnalazioni richiedevano maggiori delucidazioni. Il Movimento sostiene di aver avuto segnalazioni di “illiceità” (così le definisce l’avvocato Francesco Monetti in una nota stampa) per cui ha chiesto l’accesso agli atti regionali. Ma dopo 60 giorni questo accesso non è arrivato.

La segnalazione all’ANAC

Interpretando il FOIA (Freedom of Information Act, d.lgs 97/2016), l’avvocato Monetti dichiara che il prossimo passaggio sarà quindi la segnalazione all’Autorità Nazionale Anticorruzione.

Abbiamo chiesto l’accesso agli atti oltre 60 giorni fa – spiega Monetti – ossia 30 in più rispetto alla naturale scadenza. Abbiamo avuto rassicurazioni in tal senso, l’accesso sarebbe stato concesso entro il 22 settembre. Ma così non è stato, in barba alla normativa FOIA. Adesso porteremo la Regione all’attenzione dell’Anac perché solo così possiamo tutelare i tanti imprenditori seri e rispettosi della legge che operano in un mercato che rischia di essere una giungla”.

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