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MIUR attiva i Corsi di specializzazione su sostegno nelle Università fuori legge

Lavoro, Governo e sindacati

Ignorate nell’autorizzazione dei 14 mila posti autorizzati agli Atenei a pagamento dei candidati (3 mila euro) le effettive esigenze degli organici. Anief attiva il ricorso gratuito al Tar Lazio per impugnare il bando (DM 92/19) e allargare il numero dei posti programmato nelle regioni. Adesioni entro venerdì 8 marzo. Per Pacifico è scandalosa la distribuzione che ignora i diritti di alunni, famiglie, insegnanti precari

Solo 200 posti per i corsi di specializzazione in Piemonte, 260 in Liguria, 320 in Emilia Romagna, 110 in Trentino, addirittura zero al I e al II grado a Palermo rispetto al migliaio tra Marche e Molise. Nella sola provincia di Torino sono state circa tremila le supplenze quest’anno su sostegno, quasi tutte assegnate a docenti non specializzati per assenza di personale con titolo specifico. In Sicilia, Anief aveva ottenuto l’annullamento della circolare degli organici dell’USR per palese violazione delle effettive esigenze dei 24 mila alunni con handicap certificato. Per tutta risposta, dal Miur è arrivata la doccia gelata dell’attivazione di un numero di posti del tutto insufficienti, in diverse regioni, a coprire il fabbisogno di docenti specializzati, probabilmente perché si è tenuto conto soltanto dell’offerta formativa degli Atenei e non delle effettive esigenze che, comunque, rimangono falsate nella definizione dell’organico di diritto e in deroga. Basta guardare le Gm e le Gae esaurite in molte regioni del Nord, nonché il numero delle supplenze, per comprendere l’irragionevole distribuzione dei posti. Per tutte queste ragioni, ANIEF attiva il ricorso per aumentare i posti per violazione delle disposizioni normative relative all’accesso al numero programmato, di cui al comma 1 e 2 dell’art. 5 del DM 249/10 come richiamato dal DM 948/2016.

“Il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca definisce annualmente con proprio decreto la programmazione degli accessi ai percorsi di cui agli articoli 3 e 13. Il numero complessivo dei posti annualmente disponibili per l’accesso ai percorsi è determinato sulla base della programmazione regionale degli organici e del conseguente fabbisogno di personale docente nelle scuole statali   (seguivano alcune parole non ammesse al “Visto” della Corte dei conti)   deliberato ai sensi dell’articolo 39 della legge 27 dicembre 1997, n. 449, previo parere del ministero dell’economia e delle finanze e del ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione, maggiorato nel limite del 30% in relazione al fabbisogno dell’intero sistema nazionale di istruzione, e tenendo conto dell’offerta formativa degli atenei e degli istituti di alta formazione artistica, musicale e coreutica”.

“Una simile assurda suddivisione dei posti – dichiara Marcello Pacifico, presidente Anief – è uno schiaffo agli studenti, alle famiglie, alle scuole, ai docenti e anche all’amministrazione scolastica delle regioni svantaggiate. Ancora una volta siamo costretti a rivolgerci ai tribunali per garantire il diritto all’inclusione degli studenti disabili in diverse regioni del nostro paese”.

Una situazione inaccettabile per ANIEF, che avvia una specifica azione legale anche in sede giudiziaria, per garantire alle regioni svantaggiate un numero di posti adeguato alle loro reali esigenze.

È possibile aderire al ricorso gratuitamente dal portale ANIEF fino all’8 marzo. Durante l’adesione è necessario scaricare e inviare la diffida e l’istanza di accesso agli atti per conoscere il reale fabbisogno di posti nelle singole regioni.