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Coronavirus, quarantena e bambini: come comportarsi?

bambino asilo generica

I nostri bambini sono sicuramente i più tranquilli per le conseguenze di un eventuale contagio da Coronavirus: il sistema immunitario risponde bene, e a meno di gravi patologie preesistenti anche nello sciagurato caso di un contagio dovrebbero avere un decorso veloce e tranquillo. Ma dire che l’intera situazione non abbia impatto sulle loro vite, la loro quotidianità, le loro abitudini sarebbe negare l’evidenza. Ormai da giorni a casa, i nostri figli e nipoti sono da un lato costretti nelle quattro mura, dall’altro a rischio noia e utilizzo smodato di videogiochi. Cambiano anche le abitudini alimentari di chi è abituato a mangiare in mensa sotto il vigile sguardo delle operatrici scolastiche. E spesso mamma e papà non possono essere a casa di supporto.

In questa situazione difficile per tutti, è bene tenere a mente qualche utile indicazione per far decorrere questo tempo di isolamento nel migliore dei modi.

  • Didattica: i ragazzi devono studiare anche in questo periodo, non associandolo a una vacanza. Indispensabile quindi l’attenzione dei genitori sull’attuatività della Formazione a Distanza prevista dalla scuola. Il tempo dedicato allo studio e quello dedicato alle altre attività non deve cambiare, contribuendo a una sensazione di normalità.
  • Tempo libero: è vero che non si può uscire di casa, ma ciò non significa che dobbiamo tenere parcheggiati i ragazzi davanti alle console o ai tablet. Questo può essere il momento utile per comprare un libro online e leggerlo, per attività manuali, per attività fisiche a casa (saltarelli e palestrine sono indicatissime in questo momento, e anche l’eventuale pavimentazione di sicurezza come quella delle scuole si può acquistare online).
  • Alimentazione: è da tenere bene d’occhio la necessità di un’alimentazione sana ed equilibrata. Poche merendine e biscotti per casa, meglio frutta e yogurt per gli snack. Può essere inoltre il momento buono per farsi aiutare in cucina dai propri bambini!
  • Aria aperta: come suggeriscono gli esperti, è importante quando possibile uscire al sole e prendere aria. Ogni tanto fate giocare i vostri figli al balcone o al terrazzo.
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Coronavirus, i sindacati: si intervenga legislativamente, non possiamo navigare a vista

sigle sindacali scuola

“Le misure adottate nella serata dell’11 marzo 2020 dal Governo (DPCM), necessarie per far fronte con efficacia alla diffusione tuttora crescente del contagio da coronavirus, ancor più di quelle che le hanno precedute hanno un chiaro ed esplicito obiettivo: contenere quanto più possibile le uscite di casa e gli spostamenti delle persone, limitando allo stretto indispensabile l’accesso a servizi la cui erogazione è assicurata solo per quanto riguarda beni di prima necessità”. Così si apre la nota dei sindacati del mondo della scuola (FLC Cgil, Cisl FSUR, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal e Gilda Unams) che chiedono interventi decisi da parte del Ministero, in particolare un intervento legislativo forte e univoco.

“Sono misure drastiche, indotte dalla recrudescenza del virus che sta trasformando l’infezione epidemiologica in pandemia (così ieri l’OMS)”

“In questo quadro si inserisce la situazione degli istituti scolastici, per i quali è in atto come è noto la sospensione delle attività didattiche disposta sull’intero territorio nazionale fino al 3 aprile 2020.
Fino a tale data sono state sospese anche tutte le riunioni di organismi collegiali, dovendosi evitare assembramenti per i quali risulterebbe problematico garantire il rispetto del necessario distanziamento. Per quanto riguarda le attività di insegnamento, esse continuano a essere svolte – laddove ve ne siano le condizioni – con modalità di didattica a distanza, alle quali i docenti possono provvedere con la strumentazione di cui dispongono a domicilio, senza necessità di diretta presenza nei locali scolastici, in linea con le restrizioni imposte dal Governo in materia di spostamento e assembramento delle persone.

Stante la situazione, appare del tutto inopportuno fare decorrere le normali procedure amministrative, propedeutiche all’avvio del nuovo anno scolastico, come se l’attuale fosse un contesto di ordinaria amministrazione.

In un’emergenza di queste proporzioni servono provvedimenti d’urgenza: occorre un intervento legislativo specifico per evitare che l’attuale “navigazione a vista” porti a conseguenze ancora più gravi che avrebbero certamente ripercussioni sul regolare avvio dell’anno scolastico.

È necessaria una moratoria di tutte le attività, rinviandole al momento in cui vi sarà la riapertura delle scuole e degli Uffici, fatte salve unicamente le limitate inderogabili esigenze che possono riscontrarsi in particolari tipologie di istituti scolastici, in relazione ai minimi di servizio (convitti, aziende agrarie, stipendi e altre inderogabili attività che possono essere di volta in volta individuate dall’amministrazione).

Non appaiono infatti strettamente indispensabili né dunque giustificabili, in assenza di attività didattica e quindi di alunni e docenti, le prestazioni del personale ausiliario, mentre il lavoro degli uffici di segreteria e quello degli assistenti tecnici da tempo avviene quasi totalmente operando su sistemi informatici, una modalità che ben si presta, in questa fase di drammatica emergenza, all’attivazione temporanea di forme di lavoro agile e a distanza. Le stesse considerazioni valgono anche per quanto riguarda la figura del dirigente scolastico e per quella del Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi.

In tutte le situazioni in cui non sono garantite condizioni di sicurezza del personale le attività vanno comunque interrotte, cosi come in tutte le situazioni in cui vi è assenza di attività o sono già in atto modalità di lavoro agile.

Tanto premesso, si chiede di interrompere ogni attività amministrativa legata alla mobilità, alle graduatorie dei 24 mesi ed ogni altra attività di gestione del personale che richieda consulenza e informazioni che gli Uffici scolatici non possono dare, anche in considerazione del fatto che le sedi sindacali non possono svolgere alcuna azione di supporto per la chiusura totale cui sono soggette le loro attività.

Sarebbe infine quanto mai opportuno, anche per semplificare le attività propedeutiche, provvedere per il prossimo anno scolastico alla conferma degli organici nella loro attuale consistenza.

È di tutta evidenza come la misura proposta sia pienamente rispondente alle finalità dei diversi DPCM varati dal Governo, da ultimo quello dell’11 marzo 2020, limitando considerevolmente le esigenze di spostamento delle persone, favorendo la loro permanenza a domicilio per tutte le necessità indotte dallo stato di emergenza e senza pregiudicare le esigenze di funzionalità degli uffici”.

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Azzolina apre la videoconferenza dei Ministri dell’Istruzione dell’Unione Europea sul Coronavirus

lucia azzolina foto facebook

“Il Ministero dell’Istruzione si sta adoperando per garantire il funzionamento del sistema educativo” anche “con modalità alternative”. Lo ha detto la Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina aprendo stamattina, dopo l’intervento introduttivo della Croazia, che detiene la Presidenza di turno del Consiglio dell’Unione Europea, la videoconferenza dei Ministri dell’Istruzione dell’Unione Europea sulle implicazioni dell’emergenza Coronavirus nel settore dell’istruzione e della formazione.

I Ministri si sono confrontati sulle rispettive risposte nazionali messe in campo per garantire la salute delle studentesse e degli studenti ed evitare interruzioni dei processi di formazione scolastica e professionale.

La Ministra Azzolina ha evidenziato l’impegno del Governo e della scuola italiana per tutelare il diritto allo studio dei ragazzi anche in questa emergenza. Ha illustrato le misure progressive che sono state adottate in queste settimane e sottolineato la straordinaria risposta della scuola anche attraverso il ricorso alla didattica online e alle nuove tecnologie. “Il ruolo del Ministero dell’Istruzione – ha aggiunto – è quello di rendere disponibili una serie di strumenti che le scuole possono scegliere quali piattaforme per l’insegnamento a distanza, webinar di formazione e contenuti digitali. La posta in gioco nelle prossime settimane – ha concluso – non è solo la continuità dell’attività didattica, ma la preservazione delle relazioni umane, anche a distanza”.

La Presidenza croata ha proposto di portare avanti il coordinamento fra Paesi anche sul tema dell’istruzione. L’UE è pronta a sostenere i Paesi membri nelle loro necessità.

(fonte: Miur)

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Coronavirus e didattica a distanza: “Libertà per i docenti, si organizzino come meglio credono”

Negli ultimi giorni, sono giunte al sindacato Anief diverse richieste di chiarimento sulle modalità di gestione della didattica via web: si tratta della procedura d’insegnamento che tutte le scuole stanno portando avanti per sopperire alla sospensione dell’attività didattica prevista fino al prossimo 3 aprile. Molti docenti hanno chiesto se sia lecito gestire dall’alto metodologie, software, piattaforme digitali d’utilizzo, come starebbero tentando di fare alcuni dirigenti scolastici. Il giovane sindacato ritiene di no. Sia per il vuoto contrattuale in merito, sia perché la libertà d’insegnamento va sempre e comunque tutelata.

Nel tempo del Coronavirus e della didattica a distanza, se è vero che la scuola non si ferma, è altrettanto vero che “la libertà d’insegnamento quale libertà individuale che costituisce un valore costituzionale (art. 33 comma 1 Cost.), e che detti principi costituzionali trovano conferma negli artt. 1 e 2 del T. U. Scuola (D.Lgs. n. 297 del 1994) non è stata soppressa”, leggiamo giustamente oggi su Orizzonte Scuola. L’osservazione appare più che lecita. Perché imporre l’attività didattica a distanza con tanto di metodologie risulta un’operazione decisamene illegittima.

Sempre la rivista specializzata ricorda che “la didattica a distanza non è normata in generale, salvo che per alcune casistiche, come quella per l’istruzione domiciliare, che prevede delle garanzie importanti a tutela dei docenti e dello studente. Il Vademecum per l’istruzione domiciliare del 2003, riporta delle indicazioni importanti che potrebbero essere valutate per una futura regolamentazione della didattica a distanza”. Al momento, tuttavia, non vi sono indicazioni chiare e univoche.

Lo stesso ministero dell’Istruzione, attraverso la Nota n. 279 dell’8 marzo 2020, ha previsto “che la normativa vigente (Dpr 122/2009, D.lgs 62/2017), al di là dei momenti formalizzati relativi agli scrutini e agli esami di Stato, lascia la dimensione docimologica ai docenti, senza istruire particolari protocolli che sono più fonte di tradizione che normativa”. Non sono pertanto accettabili eventuali intromissioni da parte del dirigente scolastico o dello staff dirigenziale, attraverso cui imporre modalità di accesso e di gestione dell’attività didattica a distanza.

La posizione di Anief

Marcello Pacifico (Anief): “No alle invasioni di campo. I docenti hanno dimostrato e stanno dimostrando di non volersi sottrarre, benché non vi siano obblighi contrattuali in tal senso, all’impegno di continuare a mantenere un contatto attivo con i loro alunni. Il sindacato, tuttavia, ribadisce che occorre anche evitare il rischio del digital divide: un rischio, concreto se pensiamo che non tutte le famiglie hanno a disposizione connessioni, computer o tablet. Va infatti ricordato che, pur considerando la presenza di buone pratiche in alcune realtà, in Italia il ritardo informatico e telematico rimane considerevole. I docenti sono consapevoli di questo. È bene che tutti lo tengano presente, rimanendo con i piedi per terra, evitando di avventurarsi in progetti formativi impossibili”.

In generale, Anief ritiene senz’altro importante attivare lezioni o l’invio di supporti digitali: in piena fase di crescita di casi da Coronavirus, la didattica via web rimane l’unico modo per garantire il diritto all’istruzione degli studenti nelle prossime settimane. Alla non sempre adeguata disponibilità tecnologica in seno agli istituti scolastici, soprattutto del primo ciclo, va aggiunta la mancanza di accesso informatico e telematico di una percentuale di famiglie, con alunni, tutt’altro che trascurabile.

In conclusione, non essendo uniforme la presenza di supporti hardware e software, oltre che di adeguate connessioni internet, è bene che le pratiche di didattiche a distanza proseguano, però evitando di discriminare una parte degli alunni. È bene che i dirigenti scolastici, cui il DPCM del 4 marzo 2020 delega la necessità di attivare la didattica a distanza (e i docenti?), ne tengano conto.

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Il Ministro Bussetti e la Sindaca Raggi alla presentazione del progetto “Casale delle Arti e dei Mestieri”

In occasione della Giornata Internazionale per la Consapevolezza sull’autismo, martedì 2 aprile alle ore 15, presso l’ITA “Giuseppe Garibaldi” di Roma in via Ardeatina n.524, il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti, parteciperà, insieme alla sindaca di Roma Capitale e Città Metropolitana, Virginia Raggi, alla presentazione del progetto “Casale delle Arti e dei Mestieri”.

All’illustrazione del progetto, che mira all’inclusione sociale e lavorativa di ragazzi con disabilità psichica e relazionale o che vivono in condizioni di disagio, seguiranno i saluti istituzionali del Ministro e della Sindaca.

Il “Casale delle Arti e dei Mestieri” sarà realizzato presso l’ITA “Giuseppe Garibaldi” e l’ITAS “Emilio Sereni”, entrambi diretti dalla Professoressa Patrizia Marini. A moderare l’incontro sarà Gianluca Nicoletti, giornalista, ideatore del progetto e presidente della Onlus Insettopia, coinvolta nell’iniziativa.

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Il Ministro Bussetti ha incontrato l’Ambasciatore d’Israele in Italia Ofer Sachs

Il ministro dell'Istruzione Marco Bussetti

Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti, ha incontrato ieri l’Ambasciatore d’Israele in Italia Ofer Sachs. Un confronto cordiale e proficuo, nel corso del quale il Ministro ha ribadito la volontà, da parte del MIUR, di rafforzare la collaborazione e la cooperazione fra i due Paesi, in particolare in materia di istruzione e ricerca. Maggiori azioni saranno dedicate anche al contrasto ad ogni forma di antisemitismo attraverso l’educazione delle giovani generazioni. Sul fronte della cooperazione accademica, è stato affrontato il tema dell’allargamento del riconoscimento reciproco dei titoli universitari conseguiti nei due Paesi.

Bussetti ha ribadito la necessità di un impegno costante di memoria e sensibilizzazione attraverso campagne da realizzare nelle scuole “pensando ai giovani come gli adulti del domani, in grado di far capire i pericoli dovuti all’odio del diverso”. Il Ministro ha inoltre accettato l’invito rivoltogli dall’Ambasciatore Sachs a recarsi in visita in Israele nei prossimi mesi.

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Concorso 24 mesi ATA, le scadenze in tutte le regioni e i requisiti per accedervi

Con nota n. 8991 del 6/03/2019 il Miur ha dato il via all’indizione, da parte degli USR, dei concorsi per soli titoli del personale ATA (24 mesi).

Alla nota sono allegati anche i modelli da utilizzare:

  • Allegato B1 – modello domanda d’inserimento nelle graduatorie per l’a.s. 2019/2020
  • Allegato B2 – modello domanda di aggiornamento delle graduatorie per l’a.s. 2019/2020
  • Allegato F – rinuncia all’attribuzione di rapporti di lavoro a tempo determinato per l’a.s. 2019/2020
  • Allegato H – attribuzione della priorità nella scelta della sede per l’a.s. 2019/2020

In particolare, dovranno essere inviati:

  1. con modalità tradizionale i modelli di domanda allegati B1, B2, F e H mediante raccomandata A/R ovvero consegnati a mano ovvero mediante PEC, all’Ambito Territoriale Provinciale della provincia d’interesse entro i termini previsti dal relativo bando;
  2. tramite le istanze on-line, in un momento successivo, il modello di domanda allegato G di scelta delle sedi delle istituzioni scolastiche. Per quest’ultimo non dovrà essere inviato il modello cartaceo in formato pdf prodotto dall’applicazione in quanto l’Ufficio territoriale destinatario lo riceverà automaticamente al momento dell’inoltro.

Sul sito della FLC è possibile scaricare i documenti necessari

Di seguito i bandi regionali e le relative scadenze:

  • Abruzzo bando – domande entro il 19 aprile 2019
  • Basilicatabando – domande entro il 19 aprile 2019
  • Calabriabando – domande entro il 18 aprile 2019
  • Campaniabando – domande entro il 12 aprile
  • Emilia Romagnabando – domande entro il 19 aprile 2019
  • Friuli Venezia Giuliabando – domande entro il 19 aprile 2019
  • Laziobando – domande entro il 10 aprile 2019
  • Liguriabando – domande entro il 19 aprile 2019
  • Lombardiabando – domande entro il 19 aprile
  • Marchebando – domande entro il 19 aprile
  • Molisebando – domande entro il 19 aprile
  • Piemonteavviso – domande entro il 19 aprile 2019
  • Pugliabando – domande entro il 19 aprile 2019
  • Sardegnabando – domande entro il 17 aprile 2019
  • Siciliabando – domande entro il 19 aprile 2019
  • Toscanabando – domande entro il 19 aprile 2019
  • Umbriabando – domande entro l’11 aprile
  • Venetobando – domande entro il 17 aprile 2019

ATA 24 mesi: requisiti

Di seguito i requisiti richiesti:

  • anzianità di servizio di almeno due anni, ovvero 23 mesi e 16 giorni, anche non continuativi (le frazioni di mese vengono tutte sommate e si computano in ragione di un mese ogni trenta giorni e l’eventuale residua frazione superiore a 15 giorni si considera come mese intero) prestato in posti corrispondenti al profilo professionale cui si richiede l’accesso e/o in posti corrispondenti a profili professionali dell’area del personale ATA statale della scuola immediatamente superiore a quella del profilo cui si concorre;
  • essere in servizio in qualità di personale ATA a tempo determinato nella scuola statale nella medesima provincia e nel medesimo profilo professionale, cui si concorre;
  • il personale che, eventualmente, non sia in servizio all’atto della domanda nella medesima provincia e nel medesimo profilo professionale, cui concorre, non perde la qualifica di “personale ATA a tempo determinato della scuola statale”, come sopra precisato, se inserito nella graduatoria provinciale ad esaurimento della medesima provincia e del medesimo profilo (per il profilo di CS) e negli elenchi provinciali per le supplenze (per i profili di AA – AT – CR – CO – GA – IF);
  • il personale che non si trovi nelle condizioni di cui ai due punti precedenti conserva, ai fini del presente bando, la qualifica di “personale ATA a tempo determinato della scuola statale” se inserito nella terza fascia delle graduatorie di circolo o di istituto per il conferimento delle supplenze temporanee della medesima provincia e del medesimo profilo cui si concorre (AA – AT – CR – CO – GA – IF – CS).
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Il Ministro Bussetti incontra il Commissario Europeo all’Istruzione per parlare dello “Spazio europeo dell’Istruzione”

Marco Bussetti Miur Ministro

Realizzare lo Spazio europeo dell’Istruzione entro il 2025, ampliare le possibilità di mobilità degli studenti che aderiscono al programma Erasmus+ con maggiori risorse comunitarie, trovare percorsi di sostegno a livello europeo per l’introduzione dell’Educazione motoria sin dalla Scuola primaria.

Sono i temi affrontati dal Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti, e dal Commissario Europeo per l’Istruzione, la Cultura, la Gioventù e lo Sport, Tibor Navracsics, in un incontro che si è tenuto ieri pomeriggio al MIUR.

Il Ministro Bussetti ha ribadito la disponibilità dell’Italia a sostenere attivamente la costituzione dello Spazio europeo dell’Istruzione entro il 2025, un progetto lanciato proprio dal Commissario Navracsics.

Dal colloquio è emerso inoltre come, in seguito alla firma dell’accordo con la Santa Sede per il reciproco riconoscimento dei titoli universitari, l’Italia occupi un ruolo primario nel sostenere progetti Erasmus+ aperti anche agli studenti degli Atenei della Santa Sede, come auspicato anche dal Commissario Europeo.

Il Ministro ha infine tenuto a sottolineare l’importanza della norma che introduce la presenza di docenti abilitati all’insegnamento dell’Educazione motoria sin dalla Scuola primaria e la necessità di darle un respiro anche transnazionale, attingendo alle esperienze e ai progetti europei. Bussetti ha inoltre dichiarato la disponibilità dell’Italia a partecipare ad attività sperimentali che riguardino l’Educazione motoria e lo sport nelle scuole.

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Concorso dirigenti scolastici, 31 marzo esito dello scritto

Il numero di partecipanti alle prove preselettive del concorso per dirigenti scolastici di luglio 2018 (foto: Miur)

Proseguono le procedure del concorso dirigenti scolastici: inizia la fase cruciale. Oggi e domani ci sarà l’abbinamento codici/nominativi ed entro la fine del mese sarà diffuso l’elenco degli ammessi alla prova orale. Sono 9.376 i candidati che attendono il verdetto, ma il Miur non ha ancora contezza della percentuale di vincitori che saranno avvisati tramite mail. I candidati potranno consultare on line su polis la prova svolta e la propria griglia di valutazione. Gli ammessi alla prova orale devono approcciarsi con tutte le risorse possibili e tanta determinazione al colloquio che può condurli a un ruolo di prestigio e grande responsabilità.

L’iter del Concorso a Dirigente proseguirà attraverso i seguenti step:

MARZO
25/26 marzo: scioglimento dell’anonimato e pubblicazione elenco degli ammessi. Sono ammessi alla prova orale i candidati che superano la prova scritta conseguendo un punteggio pari a 70 punti su 100. Anche coloro che non hanno superato la prova potranno accedere al proprio elaborato e alla griglia di valutazione tramite Istanze online.

APRILE 
Dovranno essere presentati i titoli inseriti nell’auto certificazione. Entro fine mese: nomina dei commissari aggregati di lingue e informatica nelle commissioni.

MAGGIO 
Prove orali (a partire dalla lettera M). Saranno indicate le sedi dove si svolgerà la prova orale. 

GIUGNO
Prove orali, con conclusione prevista entro la data di avvio degli esami di maturità.

LUGLIO
Pubblicazione delle graduatorie.

Ricorsi
Il Miur ha inoltre comunicato che i differenti giudizi di merito del consiglio di stato sui ricorsi proposti dai ricorrenti ammessi agli scritti avrebbero avuto esito favorevole per il Miur.

Per quanto concerne le altre pronunce dovrebbero arrivare nelle prossime settimane. Ovviamente il Miur utilizzerà i dispositivi degli esiti giudiziari per formulare gli elenchi ufficiali degli ammessi alla prova orale.

AGOSTO

A partire da agosto i vincitori del concorso DS potranno partecipare gratuitamente al percorso di training “Io dirigente, i miei primi 30 giorni” per i dirigenti neoassunti su tutti gli adempimenti funzionali all’attività.

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Conto annuale Ragioneria dello Stato: l’Europa è lontana per i docenti italiani

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Comunicato stampa della Federazione dei Lavoratori della Conoscenza CGIL – Nel conto annuale 2017 pubblicato dalla Ragioneria Generale dello Stato si legge della perdita che hanno subito i salari del personale della scuola e del fatto che essi siano tra i più bassi della Pubblica amministrazione.

La muta eloquenza dei numeri non ha bisogno di alcun commento e denuncia la grave responsabilità della politica che sottopaga la classe intellettuale che ha la responsabilità di formare le future generazioni. Un fatto indegno di un paese civile.

A questo proposito le denunce sindacali sono state poste da tempo alle controparti e con i conti alla mano: a parità di lavoro, i docenti italiani guadagnano in media 8000 euro l’anno in meno rispetto ai colleghi europei.

Il tempo è ormai scaduto. Il Governo crei le condizioni per aprire le trattative per il rinnovo di un Contratto nazionale di lavoro che ci avvicini all’Europa, abbandonando l’insano progetto della regionalizzazione del sistema di istruzione che porterebbe con sé la territorializzazione dei diritti e delle retribuzioni.

Al rinnovo del CCNL si dovrà necessariamente accompagnare il rilancio di una politica di investimenti in istruzione, formazione e ricerca, che riallinei il nostro Paese al resto d’Europa.

Questo il terreno su cui incalzeremo la politica con un’azione forte, puntuale e costante a partire dalla mobilitazione indetta unitariamente con tutti gli altri sindacati della scuola.