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Concorso straordinario, Di Meglio (Gilda): “Dopo sentenza CdS, Ministero appronti prove suppletive”

“Ci auguriamo che dopo la sentenza del Consiglio di Stato la ministra Azzolina torni finalmente sui suoi passi, con tutta evidenza falsi, e la smetta di voler cocciutamente negare ai candidati in quarantena la possibilità di partecipare al concorso straordinario”. Ad affermarlo è Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, in seguito alla decisione di Palazzo Spada che, confermando la sentenza emessa dal Tar del Lazio in merito al ricorso avanzato da una docente precaria impossibilitata a partecipare al concorso per motivi di salute legati al Covid-19, ha ribadito il diritto alle prove suppletive.

Rino di Meglio
Il coordinatore della Gilda degli Insegnanti Rino Di Meglio

“Ricordiamo che il concorso straordinario, attualmente bloccato a causa della pandemia, è riservato ai precari che hanno maturato almeno 36 mesi di servizio. Nella maggior parte dei casi, si tratta di candidati che hanno trascorso in cattedra da supplenti ben oltre tre anni e che attendevano da molto tempo un’occasione di stabilizzazione. Escluderli da questa opportunità significa ledere gravemente un loro diritto. Auspichiamo, dunque, – conclude Di Meglio – che il ministero dell’Istruzione dia seguito alla sentenza del Consiglio di Stato e, quando le prove concorsuali riprenderanno, ammetta anche chi finora non ha potuto prendervi parte per ragioni cliniche legate all’emergenza sanitaria in corso”.

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Ata, Anief: “Drammatiche conseguenze del concorso Dsga tra l’insulto ai facente funzione e l’abbandono”

“La decisione del MIUR di immettere in ruolo i vincitori di concorso in corso d’anno, senza optare per una nomina economica al primo settembre 2021, con decorrenza giuridica al 1° settembre 2020, pone non pochi problemi organizzativi, sia per ciò che concerne i facente funzione Dsga, nominati con contratto di utilizzazione annuale al 31 Agosto, ai sensi dell’art. 5 del CCNI 2020, sia per gli assistenti amministrativi precari, nominati sui posti lasciati liberi dai colleghi di ruolo andati a svolgere la facente funzione Dsga”. Lo sostiene l’Anief.

“In seno alla riunione, Anief, nelle persone della Presidente regionale della Toscana Cristina Dal Pino, che tra l’altro svolge anche il ruolo di Coordinatore nazionale del comparto Ata del giovane sindacato, e del vicepresidente regionale prof. Lorenzo Venza, ha portato all’attenzione dell’amministrazione scolastica della regione Toscana una problematica particolarmente delicata, che fino a quel momento sembrava essere sfuggita all’attenzione di tutti i membri dell’amministrazione, centrale e periferica”.

“L’amministrazione centrale aveva proposto di trasformare i posti liberi dei facente funzione, coperti con supplenze al 31 Agosto, in posti Covid, garantendo la copertura economica con i fondi appositi previsti dal Decreto 104 del 14 agosto 2020 e erogati direttamente alle istituzioni scolastiche.

Partendo dal presupposto che tali fondi erano stati specificatamente previsti per un potenziamento dell’organico, vista la particolare situazione emergenziale, la normativa non consente alle istituzioni scolastiche di far transitare questi fondi su un’altra area di funzionamento economico, un simile provvedimento andrebbe sicuramente a configurare un danno erariale. Inoltre, va precisato che il MIUR non ha tenuto in considerazione un altro fondamentale aspetto”.

“Un’altissima percentuale degli assistenti amministrativi precari al 30 giugno o al 31 agosto è ad oggi già in ruolo nelle istituzioni scolastiche sul profilo di collaboratore scolastico. Tali lavoratori stanno quindi lavorando in questi anni, in base a quanto previsto dall’art. 59 del CCNL, che permette ai dipendenti del personale ATA di accettare una supplenza su un diverso profilo professionale, di livello superiore, purché si tratti di un incarico almeno al 30 giugno, o comunque di durata annuale. Le supplenze su organico Covid si configurano giuridicamente come supplenze brevi e temporanee, indipendentemente dalla data finale di risoluzione del contratto, quindi i collaboratori scolastici di ruolo non avrebbero mai potuto accettare un incarico su un organico Covid, e non possono quindi adesso vedere i loro posti trasformati con un contratto di lavoro di tutt’altra tipologia e di tutt’altro inquadramento normativo”.

“Questi lavoratori della scuola hanno firmato un contratto con scadenza certa di durata annuale, senza nessuna clausola risolutoria, e quindi hanno tutti i diritti di mantenere la propria posizione lavorativa fino alla naturale scadenza del contratto. Non meno dannosa è la situazione dei facente funzione, alcuni dei quali hanno risposto ad un interpello anche da altre regioni, approntando spese per trasferirsi sul nuovo luogo di lavoro e, ad ora, non sanno letteralmente “che fine faranno””.

“Il nostro sindacato ha già preparato diverse istanze di conciliazione per tutelare gli assistenti amministrativi che ricoprono tale incarico in base all’art. 59 del CCNL, attendendo ulteriori chiarimenti dagli uffici scolastici regionali, che purtroppo tardano ancora ad arrivare”.

“La nostra associazione sindacale chiederà inoltre un tavolo tecnico specifico al Ministero, per discutere la situazione degli assistenti amministrativi che per anni hanno svolto il ruolo di facente funzione DSGA. La nostra intenzione è, ancora una volta, quella di chiedere un concorso riservato per questi lavoratori che per anni hanno portato avanti le nostre scuole senza avere l’adeguato riconoscimento professionale, oltre a richiedere ancora una volta con vigore la riattivazione della progressione verticale di carriera, permettendo a tutti gli assistenti amministrativi, nella percentuale prevista dalla normativa vigente in merito alla mobilità verticale, di transitare sulle figure di coordinatore amministrativo di Area C, figura già prevista nel CCNL ma mai attivata”.

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Religione cattolica, accordo CEI – Ministero per l’atteso concorso

La Ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, e il Presidente della Conferenza Episcopale Italiana (CEI), S.Em. il Cardinale Gualtiero Bassetti, hanno sottoscritto, questo pomeriggio, l’Intesa sul concorso per l’assunzione degli insegnanti di Religione Cattolica, necessaria per poter procedere con il bando vero e proprio. La procedura concorsuale ha l’obiettivo di coprire i posti che saranno vacanti e disponibili nel prossimo triennio.

Il bando è previsto dalla legge 159 del 2019 e sarà emanato nelle prossime settimane.
Siglando l’Intesa, il Cardinale Bassetti ha ricordato che “il prossimo Concorso costituisce un passaggio importante non solo per la stabilizzazione professionale di tanti docenti, ma anche per la dignità dello stesso insegnamento, frequentato ancora oggi – a trentaquattro anni dall’avvio del nuovo sistema di scelta – da una larghissima maggioranza di studenti”. Il Cardinale ha poi rinnovato “la stima e la vicinanza dei Vescovi italiani agli insegnati di religione che, con passione e competenza, accompagnano il cammino di crescita delle ragazze e dei ragazzi di oggi”.

“Ringrazio la CEI per la collaborazione che ci ha consentito di arrivare a questa Intesa – ha commentato la Ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina – che va nella direzione di tutelare le aspirazioni degli insegnanti di religione cattolica che, anche in questo periodo così complesso, hanno lavorato alacremente, in sinergia e armonia con tutto il personale scolastico, per garantire l’effettività del diritto allo studio delle nostre studentesse e dei nostri studenti. Insegnanti che, facendo valere competenze e merito con il concorso, potranno entrare in ruolo e proseguire il loro percorso professionale con maggiore stabilità”.

Il concorso prevede una riserva di posti per i docenti in possesso del riconoscimento di idoneità rilasciato dall’ordinario diocesano, che abbiano svolto almeno tre anni di servizio, anche non consecutivi, nelle Istituzioni scolastiche del sistema nazionale di istruzione.

Il nuovo concorso si terrà a circa diciassette anni dalla prima, e finora unica, procedura concorsuale bandita nel febbraio 2004 in attuazione della legge 186/03, che istituiva i ruoli per l’insegnamento della religione cattolica.

(fonte: Miur)

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Dpcm, continua lo stop ai concorsi. Anief: “Così la scuola rischia paralisi”

Continua lo stop al concorso straordinario a seguito della seconda ondata di Covid19 nella quale siamo ancora coinvolti: la procedura concorsuale, avviata lo scorso 22 ottobre con le prove uniche alle quali hanno partecipato quasi il 70 per cento dei 64 mila candidati, non terminerà quindi entro il 2020. In base a quanto si legge nella bozza del Dpcm Natale, fino al 15 gennaio prossimo permane sospeso lo svolgimento delle prove stesse come di tutte le verifiche “preselettive e scritte delle procedure concorsuali pubbliche e private e di quelle di abilitazione all’esercizio delle professioni”. Faranno eccezione i “concorsi per il personale del servizio sanitario nazionale, ivi compresi, ove richiesti, gli esami di Stato e di abilitazione all’esercizio della professione di medico chirurgo e di quelli per il personale della protezione civile”. Per quanto riguarda le prove già svolte, il governo continua a dare la “possibilità per le commissioni di procedere alla correzione delle prove scritte con collegamento da remoto”. Lo stop previsto dal Dpcm riguarda anche ai concorsi ordinari, per la scuola dell’infanzia, primaria e ancora secondaria, che quindi slitteranno ulteriormente. Anief ricorda che con una proposta di emendamento al disegno di Legge di Bilancio 2021 intende far partecipare tutti i candidati alla graduatoria finale, eliminando la procedura selettiva in modo da garantire l’assunzione di tutti i 60 mila precari con 36 mesi di servizio partecipanti.

marcello pacifico anief
Marcello Pacifico, leader di Anief

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “posticipare tutte le prove concorsuali al 2021 significa mettere a repentaglio l’individuazione di circa 80 mila nuovi insegnanti che sarebbero dovuti scaturire dalle verifiche straordinarie e ordinare delle competenze di oltre 700 mila candidati. A questo punto è evidente che si rischia fortemente di ritrovarci il prossimo anno scolastico, quindi dal 1° settembre 2021, con altre 50-60 mila cattedre scoperte, per via dei pensionamenti in arrivo, oltre le 250 mila già assegnate quest’anno. Sarebbe una prospettiva dalle conseguenze immaginabili in un comparto dove già oggi si supera il 20% di organico (nel sostegno il 40%) assegnato a supplenza e una quantità di mancata assegnazione delle immissioni in ruolo che supera il 70%. Ribadiamo quindi le nostre richieste: approfittare della pausa per trasformare subito il concorso straordinario della secondaria, aperto a chi ha svolto almeno tre anni di supplenze, in un percorso non selettivo per soli titoli, con tali graduatorie utili per le immissioni in ruolo a GaE esaurite”.

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Concorso straordinario 2020, a poche ore monta la protesta per il mancato stop

Scuola concorsi documenti scrittura uomo

A meno di 48 ore dal concorso straordinario 2020 non si arrestano le polemiche per il mancato rinvio. Anief è tra i più battaglieri: il sindacato in una nota rivolta alla stampa ribadisce il suo “no”.

“Malgrado – spiega il sindacato – le continua richieste motivate di rinvio, Governo e ministero dell’Istruzione non cambiano idea sul concorso straordinario per assumere in ruolo 32 mila nuovi docenti della scuola secondaria previsto dal DD n. 510 del 23 aprile scorso successivo bando del 28 aprile, le cui 64 mila domande sono state presentate entro il 10 agosto: dopodomani sono previste le prime prove scritte e si andrà avanti fino al 16 novembre. E cresce il moto delle proteste, che giungono da ambienti non solo politici. Considerando che le immissioni in ruolo dei vincitori prenderanno il via non prima di dieci mesi, Anief conferma l’esigenza di rinviare le prove e trasformare il concorso straordinario in una procedura finalizzata a graduare e non selezionare gli insegnanti con 36 mesi di servizio, i quali in questo modo avrebbero diritto ad essere assunti per scorrimento di graduatorie per titoli. Se, invece, le prove scritte non dovessero essere rinviate è stata predisposta dall’Ufficio Legale Anief una specifica Istanza/Diffida da inviare al ministero dell’Istruzione e all’Usr di proprio interesse – attraverso preadesione gratuita – per richiedere la predisposizione di prove scritte suppletive”.

Scuola concorsi documenti scrittura uomo

Non è da meno la Gilda degli Insegnanti che già nelle scorse ore aveva definito “scelta di buon senso” un rinvio. Ora si appella direttamente al presidente del Consiglio Giuseppe Conte. “All’ostinazione della ministra Azzolina rispetto al concorso straordinario, rispondiamo rivolgendo un appello al presidente Conte affinché almeno vengano approntate prove suppletive per consentire di partecipare anche ai docenti precari in quarantena, da anni in attesa di un’occasione di stabilizzazione. Con la curva del contagio in costante salita, far spostare i candidati da una provincia ad un’altra, se non addirittura da una regione a un’altra, è un azzardo che andrebbe evitato. Come abbiamo già ampiamente sostenuto, il buon senso dovrebbe indurre il Governo a rinviare le prove a tempi migliori. Alla luce dell’emergenza sanitaria in corso, riteniamo inoltre che sarebbe stato più opportuno vietare del tutto le elezioni per il rinnovo degli organi collegiali e le loro riunioni in presenza e indicare come unica modalità quella a distanza”.

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Concorso straordinario 2020, la Gilda: “Rinvio sarebbe scelta di buon senso”

Per lo svolgimento del concorso straordinario, a partire dal 22 ottobre molti aspiranti titolari di cattedra saranno costretti a spostarsi da una regione all’altra o da un capo all’altro della stessa regione. Molti, forse troppi, considerata la curva dei contagi in crescita. Così, alla vigilia della mobilitazione nazionale unitaria prevista per domani, la Gilda degli Insegnanti evidenzia il rischio che le prove concorsuali, strenuamente volute nei prossimi giorni dal Ministero dell’Istruzione, possano alimentare la diffusione del virus e sottolinea la necessità di rinviare a tempi migliori le procedure concorsuali. Sarebbe inaccettabile – aggiunge il sindacato – se qualche docente precario, da anni in attesa di stabilizzazione, perdesse quest’occasione per motivi sanitari o perché in quarantena.

Da un’analisi fatta sulla base dei numeri forniti dallo stesso ministero, risulta che su circa 66.000 candidati, 13.500 dovranno andare a svolgere la prova in altra regione. A titolo di esempio: nella giornata del 28 ottobre la Campania, la cui situazione sanitaria è in piena evoluzione, dovrà accogliere 831 candidati provenienti da 5 regioni diverse (Basilicata, Calabria, Puglia, Sicilia e Molise).

Oltretutto, è da evidenziare quanto scriteriata si stia rivelando la scelta di affidare le sedi d’esame alla libera candidatura di tutte le scuole del territorio, senza privilegiare le sedi più prossime ai collegamenti delle aree urbane, portando ad esempio il 27 ottobre candidati provenienti da Puglia e Basilicata a doversi spingere fino a Caltagirone, nell’entroterra della provincia di Catania, o a Randazzo sul versante nord dell’Etna, per sostenere le prove del concorso.

Rino di Meglio
Il coordinatore della Gilda degli Insegnanti Rino Di Meglio

“Se il Ministro non farà marcia indietro – afferma la Gilda – chiediamo che almeno le prove si svolgano nella regione di residenza, così da limitare al massimo gli spostamenti, l’uso di mezzi pubblici e la presenza contemporanea dei candidati nello stesso luogo. Sempre nell’ipotesi di mancato rinvio, riteniamo inoltre che sia assolutamente indispensabile prevedere una prova suppletiva per tutti coloro che, per motivi di salute legati al Covid-19, non potranno partecipare a questa procedura straordinaria. Non farlo – conclude la Gilda – sarebbe molto grave e contribuirebbe a inasprire ulteriormente una situazione già fin troppo tesa”.

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Test d’accesso a medicina, Tfa sostegno, concorsi docenti: Anief chiede ai ministri Azzolina e Manfredi di autorizzare le prove suppletive per far partecipare chi è in quarantena

Secondo il sindacato Anief “occorre assolutamente consentire ai candidati costretti all’isolamento domiciliare di poter misurare il proprio merito, come previsto dalla normativa vigente”. “In un momento in cui abbiamo superato la quota di 50 mila italiani positivi al Covid-19 – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief -, lo Stato deve garantire la parità di trattamento tra cittadini, derogando ai criteri di univocità della prova concorsuale, come ribadito anche nella sentenza n. 8655/19 del Tar Lazio. Oltre ad essere previsto dalla legge, ricordo che nell’autunno di due anni fa è stato fatto in occasione della prova della Sardegna del concorso a dirigente scolastico: in quell’occasione il sindaco di Cagliari, a seguito dell’allerta meteorologica, chiuse le scuole dove si sarebbero dovute svolgere le prove, facendole rinviare. Oggi ci troviamo alle prese con un’altra emergenza, quella epidemiologica, che va affrontata con lo stesso criterio, per non cadere altrimenti in una palese procedura selettiva discriminante”.

marcello pacifico anief
Marcello Pacifico, leader di Anief

Ne è esempio, come riporta L’Espresso, la lettera di una docente di sostegno in quarantena che avrebbe dovuto sostenere una prova selettiva a Tor Vergata dopo mesi di preparazione, che denuncia infatti come l’università non abbia “previsto nessuna misura alternativa a chi si trova nella mia situazione. Così mancano le tutele per il cittadino, anche asintomatico e negativo come la sottoscritta”. 

Per questi motivi, il sindacato Anief reputa oggi indispensabile, al fine di tutelare il diritto di una parte degli oltre 600 mila candidati complessivi che hanno fatto regolare domanda, impossibilitati a recarsi nelle sedi di svolgimento delle prove d’accesso già svolte o da svolgere, che i Ministeri di competenza fissino il prima possibile le date delle prove suppletive per misurare le loro conoscenze e capacità con i vari test a numero chiuso di medicina, per gli oltre 20 mila posti di Tfa sostegno e per partecipare ai tre concorsi – prima lo straordinario per la secondaria e poi gli ordinari per tutti i cicli scolastici – finalizzati all’individuazione di 78 mila nuovi insegnanti.

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Concorso straordinario, pubblicata la nota ministeriale per svolgere la prova computerizzata

Nonostante le riserve di sindacati e partiti, continua l’organizzazione della procedura selettiva per 32mila posti, a fronte di circa 64mila domande presentate, che prenderà il via giovedì 22 ottobre per concludersi lunedì 16 novembre, come confermato dalla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina nel question time alla Camera: il ministero dell’istruzione ha trasmesso una specifica nota agli Uffici Scolastici Regionali contenente tutte le indicazioni relative allo svolgimento della prova scritta con cinque quesiti a risposta aperta e la verifica della comprensione della lingua inglese. A seguire si procederà con i due concorsi ordinari, ai quali parteciperanno centinaia di migliaia di candidati.

L’ufficio legale Anief conferma le pre-adesioni per impugnare l’eventuale esclusione dalla graduatoria finale dei vincitori per tutti i candidati, anche per quelli che avranno superato la valutazione del 7 ma non si ritrovano nel numero utili dei posti banditi. Anief, ad ogni modo, continua a chiedere al Parlamento una soluzione diversa per risolvere il problema della supplentite, con la riapertura delle GaE o l’estensione del doppio canale di reclutamento a graduatorie di istituto provinciali – Gps, da riformulare secondo le vecchie tabelle di valutazione dei titoli come ribadito nei tavoli ministeriali. Infine, il giovane sindacato ribadisce la necessità di ammettere alle prove i candidati costretti a rimanere in quarantena per il Covid-19. Per Pacifico, le prove suppletive devono essere previste oltre che per i concorsi anche per chi ha provato i test in medicina e il Tfa sostegno.

COME SI SVOLGERÀ LA PROVA

Con la nota del 1° ottobre, il Ministero conferma che “i candidati svolgeranno la prova scritta attraverso l’ausilio di procedure informatizzate” e che “a parità di classe di concorso, tipo posto tutte le prove avverranno in contemporanea su tutto il territorio nazionale”. Secondo in una stessa giornata, nella stessa aula, si potrebbero svolgere due differenti prove (per classi di concorso/tipo posto diversi) una nella mattinata ed una nel pomeriggio, convenzionalmente “turno mattutino” e “turno pomeridiano”. Quindi una giornata può risultare divisa in due turni.

Trattandosi di prova scritta, che durerà 150 minuti, nell’istituto saranno presenti la commissione di valutazione o, in caso di più sedi di svolgimento della prova, il comitato di vigilanza cui è affidata la gestione amministrativa della prova; uno o più responsabili tecnici d’aula, cui spetterà il compito della gestione tecnica delle postazioni informatizzate per la somministrazione della prova (dall’installazione del software, al caricamento dei risultati in piattaforma); il personale addetto a compiti di sorveglianza ed assistenza interna; i candidati.

LA VIGILANZA

Il Ministero ha quindi provveduto a fornire indicazioni operative agli Uffici Scolastici Regionali perché ne diano “adeguata informativa” agli interessati. Inoltre, “ai sensi di quanto previsto dall’art. 9 del D.P.R. n. 487/94, nel caso in cui la prova scritta debba tenersi in più sedi scolastiche, sarà costituito un comitato di vigilanza per ogni sede “presieduto dal dirigente dell’istituzione scolastica sede della prova o dal collaboratore designato in caso di malattia oppure di reggenza, qualora il dirigente sia titolare di altro istituto sede di concorso”.

Dopo avere provveduto alle operazioni preliminari, comprendenti anche una dotazione di materiali utili allo svolgimento dell’esame, la consegna delle certificazioni e autodichiarazioni da parte dei candidatiti, il giorno dell’esame si procederà alla prova scritta computerizzata, la quale verterà “sui programmi contenuti all’allegato C al bando di concorso e riportate nell’apposita sezione dello spazio informativo sul sito internet del Ministero”.

IL PROTOCOLLO DI SICUREZZA

È stato inoltre predisposto un protocollo di sicurezza, con “lo scopo di dettare le linee guida dirette a prevenire e a contenere il diffondersi del virus COVID-19 in occasione dello svolgimento delle prove scritte, garantendo un adeguato bilanciamento tra la salvaguardia delle esigenze organizzative connesse al reclutamento del personale docente e la necessità di garantire condizioni di tutela della salute dei candidati, della commissione di valutazione, del comitato di vigilanza, di tutto il personale individuato con compiti di sorveglianza ed assistenza interna per lo svolgimento delle prove e, in generale, di tutte le figure presenti nelle aree concorsuali”.

Il Ministero ha previsto anche “l’obbligo da parte dei candidati, dei componenti della commissione, del personale di vigilanza e di tutte le figure presenti nelle aree concorsuali, di indossare una mascherina chirurgica, che copra correttamente le vie aeree (bocca e naso) per tutto il tempo di permanenza all’interno dell’istituzione scolastica sede di concorso”. Si tratta di un obbligo che varrà, “a pena di esclusione dalla procedura, sia durante il periodo di attesa per l’ingresso all’interno dell’istituzione scolastica, sia all’ingresso nell’aula sede di esame, sia durante lo svolgimento della prova, nonché in uscita dalla struttura”. Inoltre, “i candidati hanno l’obbligo di igienizzarsi le mani con apposito gel disinfettante contenuto nei dosatori all’ingresso e in più punti delle aree (es. ingresso, aule, servizi igienici, etc.) assicurandone un utilizzo frequente”.

Le istituzioni scolastiche provvederanno ad “assicurare quotidianamente le operazioni di pulizia dell’area concorsuale previste dal rapporto ISS COVID-19, n. 19/2020; garantire adeguata aerazione di tutti i locali, mantenendo costantemente (o il più possibile) aperti gli infissi esterni, anche dei servizi igienici; sottoporre a regolare detergenza e igienizzazione i locali, gli ambienti, le postazioni dei candidati e gli strumenti utilizzati (sedie, banchi, computer, mouse e tastiera), sia prima dello svolgimento della prova, per ciascun turno, mattutino e pomeridiano, che al termine di ogni turno”.

GLI ALTRI CONCORSI IN ARRIVO

Nel frattempo, lo stesso Ministero ha confermato che subito dopo lo svolgimento della procedura straordinaria per la secondaria, si procederà ai concorsi ordinari: infanzia primaria e secondaria. Si tratta di procedure davvero molto attese, alla quali hanno aderito in tantissimi: oltre 500 mila candidati, di cui più di 76mila domande di partecipazione per il concorso ordinario di infanzia e primaria, più di 430mila per la secondaria di primo e secondo grado.

“Non c’è ancora una data esatta, ma – comunica Orizzonte Scuola – il Ministero ha pubblicato un comunicato in cui annuncia lo svolgimento della prova preselettiva dopo la conclusione delle prove per lo straordinario. La prima operazione degli Uffici Scolastici sarà quello di stabilire, in base al numero delle domande pervenute, per ogni classe di concorso e regione, se sarà necessaria o meno la preselettiva per i due concorsi ordinari. La preselettiva si svolgerà infatti qualora a livello regionale e per ciascuna distinta procedura, il numero dei candidati sarà superiore a quattro volte il numero dei posti messi a concorso e, comunque, non inferiore a 250. In ogni caso la batteria dei test sarà pubblicata almeno venti giorni prima rispetto alla prova”.

Per quanto riguarda, infine, la procedura straordinaria per l’abilitazione, va ricordato che le domande sono state presentate entro il 15 luglio scorso, ma su quest’ultima il Ministero non ha ancora comunicato nulla: probabilmente per lo svolgimento bisognerà attendere l’esito del concorso straordinario per il ruolo.

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Concorso straordinaro 2020, per Anief è un “concorso ingiusto”

Prende lentamente il via la macchina organizzativa che porterà ad assumere circa 78.000 nuovi docenti in tre anni. “Nei prossimi mesi – dicono dal ministero dell’Istruzione – saranno espletati anche i concorsi ordinari per infanzia e primaria e per la secondaria di I e II grado, per un totale generale di circa 78mila posti. In particolare le prove preselettive degli altri due concorsi si svolgeranno subito dopo il termine della prova scritta del concorso straordinario”.

CONCORSO IN SICUREZZA

Sempre dal Ministero di Viale Trastevere fanno sapere che l’amministrazione ha “lavorato nelle scorse settimane per garantire la distribuzione dei candidati nelle aule per tutto il territorio nazionale, procedendo al reperimento di tutte le postazioni necessarie. Ciò eviterà qualsiasi forma di assembramento dei candidati. Nei prossimi giorni sarà altresì emanato un apposito Protocollo, finalizzato ad assicurare lo svolgimento in assoluta sicurezza delle prove”.

Scuola concorsi documenti scrittura uomo

LA PROVA

Dal dicastero di viale Trastevere hanno spiegato che “la prova scritta, da superare con il punteggio minimo di sette decimi o equivalente e da svolgere con il sistema informatizzato, è distinta per classe di concorso e tipologia di posto. La durata è pari a 150 minuti e prevede, per i posti comuni, cinque quesiti a risposta aperta volti all’accertamento delle conoscenze e competenze disciplinari e didattico-metodologiche in relazione alle discipline oggetto di insegnamento, e un quesito – seguito da cinque domande a risposta aperta di comprensione – per la verifica della conoscenza linguistica. Per le classi di concorso di lingua inglese la prova scritta sarà interamente in lingua e prevede sei quesiti a risposta aperta. Ai vincitori della procedura concorsuale straordinaria immessi in ruolo nell’anno scolastico 2021/2022 – che rientrano nella quota dei posti (circa 22.000 ndr) destinati alla procedura per l’anno scolastico 2020/2021 – sarà riconosciuta la decorrenza giuridica del rapporto di lavoro dal 1° settembre 2020”, assicurano dal ministero dell’Istruzione.

I DUBBI DEL SINDACATO

Un concorso “ingiusto” lo etichetta Anief che ritiene che siano stati posti dei paletti inutili e dannosi nel bando del concorso straordinario rivolto ai docenti con almeno tre anni da 180 giorni nella secondaria. Inoltre, l’estromissione in partenza di una parte consistente dei candidati risultati idonei nelle graduatorie finali non poggia su alcun fondamento, né giuridico e nemmeno normativo. Sugli esclusi, ad oggi, stiamo attendendo la pronuncia definitiva della magistratura amministrativa. Considerare utili alle immissioni in ruolo solo i primi 32 mila vincitori di concorso è una scelta che il ministero dell’Istruzione dovrà spiegare ai giudici: dopo avere impugnato l’immotivata esclusione di tanti aspiranti docenti, il giovane sindacato Anief invita tutti i partecipanti che non si collocheranno nelle posizioni utili alla preadesione per inserirsi nella graduatoria di merito finale.

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Concorso straordinario 2020, Sinopoli (FLC Cgil): “Ora è un errore”

Le scuole che dovrebbero gestire e ospitare in sicurezza le prove per il concorso straordinario annunciato dalla ministra Azzolina, prima alla stampa e poi con un’informativa solo pro forma ai sindacati, sono sotto organico e lo sono proprio a causa degli errori del ministero”. Così Francesco Sinopoli, segretario generale della Federazione Lavoratori della conoscenza CGIL.

“Il rifiuto di assumere i precari entro settembre con procedure semplificate – sottolinea- ha lasciato scoperti più di 60 mila posti durante le nomine in ruolo, mentre le convocazioni dei supplenti sono partite tardi e con graduatorie piene di errori, il che sta producendo a cascata enormi difficoltà a coprire le cattedre vacanti.”

Francesco Sinopoli foto flc cgil
Il segretario di FLC Cgil Francesco Sinopoli

“Intanto i casi di positività al COVID-19 nelle scuole purtroppo sono in aumento e per il personale precario, che potrebbe essere sottoposto a regime di quarantena nelle date delle prove, non si prevedono prove suppletive. Così – prosegue Sinopoli – un docente che aspetta da anni questa procedura potrebbe esserne escluso solo perché fa il suo dovere come supplente e sta in prima linea nel suo lavoro a scuola”.

“Le stesse indicazioni del Comitato tecnico scientifico raccomandano di evitare i contatti con personale esterno alle istituzioni scolastiche. Considerando che le assunzioni non si potranno comunque fare prima del prossimo anno è evidente che non ha senso operare con tanta fretta, se non per coprire i fallimenti in materia di assunzioni e supplenze che a hanno visto assegnati solo il 20% dei posti e contano migliaia di posti attribuiti da graduatorie sbagliate e altre migliaia ancora scoperti”. Aggiunge il dirigente sindacale.

“Il governo si assuma la responsabilità di intervenire sulla scuola e avvii subito la stabilizzazione dei precari e degli specializzati su sostegno con un concorso per titoli e prova orale, l’unico gestibile nella fase di pandemia che stiamo attraversando e capace di assicurare alla scuola la copertura dei posti vacanti. Su questo punto – conclude- le forze politiche devono avviare una riflessione e un confronto con il sindacato per trovare le soluzioni adeguate”.