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Si riunisce l’Osservatorio per l’Edilizia Scolastica

Si è riunito nella mattina del 24 marzo, in videoconferenza, l’Osservatorio per l’edilizia scolastica, aperto dall’intervento del Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi.

La riunione dell’Osservatorio di oggi è stata l’occasione per presentare lo stato di attuazione delle diverse linee di finanziamento e le novità relative all’Anagrafe nazionale dell’edilizia scolastica. È stato infatti completato lo sviluppo di applicazioni web che consentono al Ministero dell’Istruzione di acquisire i dati degli edifici scolastici in tempo reale e di avere informazioni più attendibili e qualitativamente migliori, non solo a fini conoscitivi del patrimonio edilizio scolastico, ma anche per una buona programmazione degli interventi. L’implementazione della nuova Anagrafe sarà accompagnata anche da webinar formativi.

“Il tema della sicurezza nelle scuole è fondamentale, è la misura della nostra civiltà. Parlare di edilizia scolastica significa parlare di benessere del personale, delle studentesse e degli studenti, ma anche di luoghi dell’apprendimento, che dobbiamo ripensare”, ha sottolineato il Ministro, ricordando che, dall’insediamento del governo, sono stati già messi a disposizione 1 miliardo e 125 milioni per la messa in sicurezza delle scuole di secondo grado. “Insieme al Ministero della Famiglia e al Ministero dell’Interno abbiamo stanziato, poi, ​la prima tranche di 700 milioni di euro da assegnare ai Comuni per la ristrutturazione, la riqualificazione, la riconversione e la costruzione di edifici per asili nido e scuole dell’infanzia. È proprio da qui che dobbiamo ricominciare: dobbiamo costruire spazi adeguati, la scuola aperta, inclusiva e affettuosa per la quale stiamo lavorando. La messa in sicurezza del sistema scolastico è il nostro primo mandato. I nostri bambini, i nostri ragazzi devono essere sicuri a scuola, devono trovare ambienti non solo ospitali, ma dove costruire i loro affetti e il rapporto con il territorio”.

(fonte: Miur)

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Università Federico II e accademia Paduano: corso di alta formazione per Assistente al Medico Estetico

Professioniste della telemedicina estetica, oggi più che mai all’avanguardia. Dopo il grande successo riscosso dalla prima edizione del primo corso universitario di Alta Formazione per “Assistente al Medico Estetico” d’Italia, Napoli torna protagonista con la seconda edizione di AME in versione, stavolta, 4.0.

Ad ideare e promuovere il corso per la preparazione di una figura professionale di assistente specializzato per il supporto al medico estetico è ancora una volta il management dell’Accademia Liliana Paduano, azienda di formazione leader nel campo nell’estetica, in convenzione  con l’Università di Napoli “Federico II”, che garantisce con la sua tradizione secolare una preparazione seria e di prestigio. 

A spiegare i dettagli dell’iniziativa, domani a partire dalle ore 11, saranno il professore ordinario di Chirurgia Plastica dell’Università “Federico II” Francesco D’Andrea, il medico Paola Tarantino ed il direttore dell’Accademia Liliana Paduano Carlo Matthey

La presentazione sarà trasmessa in diretta su facebook.com/lpbeautyque 

Per ulteriori informazioni : https://accademialilianapaduano.it/corsi/corsi-master-estetica-avanzata/corso-universitario-in-fad-assistente-al-medico-estetico-in-collaborazione-con-l-universita-federico-ii

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Seconda edizione della 5G Academy, come partecipare alla presentazione digitale

Taglio del nastro per la seconda edizione della 5G Academy, che vede insieme l’Università degli Studi di Napoli Federico II, Capgemini, leader mondiale nel supportare le aziende nel loro percorso di trasformazione digitale e di business, Nokia, leader mondiale nella innovazione e creazione di reti e tecnologie cruciali per connettere l’intelligence globale attraverso imprese, città, supply chain e società, e TIM, tra le principali realtà ICT in Europa e leader di mercato in Italia.

La famiglia della 5G Academy si allarga e con essa si amplia l’offerta formativa e si moltiplicano i percorsi, con l’obiettivo di formare nuove figure di elevata professionalità nell’ambito della digital transformation con specifico riferimento al potenziale rivoluzionario del 5G. I partecipanti acquisiranno competenze tecniche, gestionali e di consulenza di settore, contribuendo con esse allo sviluppo di business case specifici e innovativi. Un percorso che, quindi, favorirà il potenziamento del loro mindset digitale e spirito imprenditoriale.

La cerimonia inaugurale del percorso dedicato ai postgraduate è prevista per il 16 marzo 2021, alle 16. A dare inizio ai lavori saranno i saluti di Matteo Lorito, Rettore dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Le successive parole di Leopoldo Angrisani, Direttore del CeSMA, Centro federiciano cui fa capo l’Academy, e Antonia Maria Tulino, docente federiciana di telecomunicazioni e coordinatore didattico della 5G Academy, introdurranno l’Academy, i percorsi e gli obiettivi.

In programma una tavola rotonda dal titolo ‘Sinergia tra l’università e imprese: il modello San Giovanni’ che vedrà partecipare Gaetano Manfredi, docente di tecnica delle costruzioni della Federico II, già Ministro dell’Università e della Ricerca e Rettore dell’Ateneo federiciano, Valeria Fascione, Assessore Ricerca, Innovazione e Startup Regione Campania, Giorgio Ventre, Direttore del Dipartimento di Ingegneria Elettrica e delle Tecnologie dell’Informazione della Federico II, Alessandro Puglia, Future of Technology Director di Capgemini in Italia, Sergio Fasce, VP Head of People Services Nokia, Andrea Laudadio, Responsabile TIM Academy and Development.

Gli interventi conclusivi di Gea Smith, Telecoms, Media & Technology Director di Capgemini in Italia, Giuseppina Di Foggia, Amministratore Delegato e Vice Presidente Nokia Italia, Carlo Nardello, Chief Strategy, Business Development and Transformation Officer TIM, daranno il benvenuto ai nuovi talenti della Academy e il via ufficiale alle lezioni che termineranno il 30 settembre.

La cerimonia sarà moderata dal giornalista Nicola Saldutti e vedrà gli studenti, i docenti e i partner aziendali, che con la Federico II hanno dato vita al progetto, collegati da remoto.

“Con la seconda edizione della 5G Academy inauguriamo un percorso di straordinaria valenza in un momento storico nel quale connettività avanzata e transizione digitale sono i temi su cui investire anche in termini di alta formazione – dichiara il Rettore dell’Ateneo federiciano Matteo Lorito -. Di particolare interesse, anche per le idee e le prospettive che saranno discusse, sarà la tavola rotonda che vede la partecipazione dei rappresentanti della Regione e delle importanti aziende coinvolte, oltre a quella di illustri colleghi federiciani”.

L’anno appena trascorso ha dimostrato come la trasformazione digitale sia anche uno schermo contro potenziali crisi economiche: il cloud, l’AI, la blockchain, l’IoT hanno permesso alle aziende che avevano già iniziato un percorso di digitalizzazione di ridurre gli impatti della pandemia e per questo motivo tutto il sistema Paese ha fatto un salto di 5 anni in digitalizzazione – sottolinea Alessandro Puglia, Capgemini Future of Technology Director in Italia –. Il 5G sarà un acceleratore delle attuali trasformazioni digitali abilitando tutte le principali tecnologie ad andare in scala e quindi permetterà di comprendere quali profonde trasformazioni nei modelli operativi e di business potremmo applicare alle digital enterprise. La 5G Academy si rinnova con spirito ancor più sentito per supportare il sistema Italia nel produrre i talenti che saranno in grado accelerare la ripresa e al tempo stesso disegnare le 5G Enterprises in termini di evoluzione tecnologica e di business”.

“Nokia Italia vuole essere non solo fornitore leader di tecnologia innovativa ma anche protagonista nel nostro Paese dell’alfabetizzazione digitale. Infatti stiamo lavorando in Italia a programmi di diffusione delle competenze digitali, tramite iniziative e collaborazioni con Ministeri, Università e Scuole – evidenzia Giuseppina Di Foggia, Amministratore Delegato e Vice Presidente Nokia Italia -. E’ questo un mio impegno personale, che perseguo con la massima energia. Il lancio della 5G Academy rappresenta per Nokia Italia il primo sviluppo concreto del Protocollo D’Intesa siglato con il Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica nell’ Agosto 2020 per favorire l’espansione delle competenze digitali specialistiche che rappresentano il futuro della nostra società e che la pandemia Covid-19 ha reso evidentemente necessarie. Metteremo a disposizione le conoscenze più avanzate sulle opportunità di business, i principi fondamentali ed i pilastri tecnici per realizzare in pieno le potenzialità del 5G”.

“La nostra presenza alla 5G Academy conferma l’impegno del Gruppo allo sviluppo della rete mobile di nuova generazione e a favorire le competenze e le professionalità necessarie per la crescita dell’ecosistema digitale del Paese. Agevolando un rapporto sinergico tra Università e imprese vogliamo dare il nostro contributo al progresso economico e sociale, alimentato dalla diffusione delle competenze digitali. Proprio per questo siamo impegnati su tutto il territorio nazionale anche con il progetto Operazione Risorgimento Digitale, uno dei più imponenti programmi di divulgazione e formazione digitale mai attuato in Italia, con l’obiettivo di ridurre il gap delle competenze nell’utilizzo dei servizi digitali abilitati dalla rete a banda ultra larga”, afferma Carlo Nardello, Chief Strategy, Business Development and Transformation Officer TIM.

Numerose le candidature pervenute, nonostante il periodo di pandemia, che hanno visto un imponente e complesso lavoro da parte della commissione per selezionare i 30 migliori studenti di cui il 50% vengono da lauree STEM, 30% da lauree economico-giuridiche e il 20% giuridico-sociale. Figure e competenze eterogenee, quindi, compongono la classe della seconda edizione dell’Academy, tutti pronti ad ampliare le proprie conoscenze e a scrivere insieme il futuro.

Gli studenti selezionati affronteranno una prima fase preliminare dedicata all’acquisizione di soft skills, Foundational Courses, il percorso formativo si sviluppa attraverso due momenti: una fase di formazione generale, Hard and Sector-Specific Skills Courses, ed una di formazione settoriale, Deep Dives Course, per poi dedicarsi ai project work. Dieci settimane in cui i partecipanti, suddivisi in gruppi con competenze eterogenee, lavoreranno allo sviluppo di business case concreti e relativi prototipi.

Ulteriore novità di quest’anno è che alla già nota “5G Academy postgraduate”, dedicata ai neolaureati e laureandi, si aggiunge, il nuovo percorso “5G Professional”, per i professionisti del settore che hanno l’ambizione di arricchire le proprie skill, che sarà presentato ad aprile.

Per seguire l’evento collegarsi al seguente link  https://youtu.be/Z89wYAzGRYo

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Università, le richieste Anief al neo ministro Messa

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Si è concluso l’incontro tra la ministra dell’università e della ricerca Maria Cristina Messa e il presidente nazionale dell’Anief, Marcello Pacifico, e i capi dipartimento Anief Ricerca, Università e Afam.

Il leader dell’Anief – docente di Lettere di scuola superiore di primo grado e docente di Storia medievale e Storia del cristianesimo e delle chiese presso università pubbliche e private, con un dottorato di ricerca e molte pubblicazioni scientifiche alle spalle – ha parlato dunque “non solo da presidente di un sindacato che rappresenta 50mila iscritti, di cui circa mille riguardanti il mondo dell’università, della ricerca e Afam. Chiediamo di partecipare ai tavoli anche in virtù degli iscritti che rappresentiamo. Da quando ad Anief è stata certificata la rappresentatività, il 19 novembre 2019, abbiamo partecipato a 21 incontri con il Direttore generale, col Capo di gabinetto e con il ministro che l’ha preceduta, presentando anche dei documenti. Per quanto riguarda il Recovery plan, abbiamo inviato un file di 12 pagine alla VII Commissione Cultura della Camera dei deputati sulla precedente proposta. Non sappiamo cosa il Governo voglia cambiare ad oggi rispetto a quel piano. Come confederazione Cisal, a cui Anief aderisce, sappiamo che siamo stati convocati al Senato la prossima settimana in Commissione Lavoro sul Recovery plan: siamo disponibili a continuare con quel piano o a lavorare a probabili variazioni. Concludo dicendo che in quel lavoro si percepiva l’attenzione che si voleva dare alla ricerca, speriamo che con lei possa aumentare questa attenzione. Parlo di ricerca perché è alla base di tutto: Federico II diceva a suo figlio Corrado IV che bisogna studiare per la passione di farlo. Avere passione rispetto alla crescita dell’Uomo in tutte le sue conoscenze è fondamentale per far ripartire il nostro Paese. A questo devono corrispondere riserve adeguate, revisione dei profili professionali, revisione degli organici, lotta alla precarietà e rivalutazione della ricerca. Da parte nostra ci sarà sempre il dialogo aperto”.

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Marcello Pacifico, leader di Anief

Il presidente Pacifico ha continuato affermando che “abbiamo come Anief una causa in corso presso la Corte di giustizia Europea che si pronuncerà quest’anno e il problema non era tanto stabilizzare i ricercatori di tipo A o B, ma il fatto che con la legge n. 240 si è messo in esaurimento il ruolo di ricercatore. È l’unico caso in cui il ricercatore a tempo determinato non può diventare ricercatore tout court”.

Altro problema che il presidente Anief ha fatto notare è che “dal 2004 esiste una Carta europea dei ricercatori che in Italia non è stata adottata”. Importante poi anche, per quanto riguarda il sapere umanistico, “la revisione dei criteri di valutazione”.

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Federico II – Fondazione Intesa Sanpaolo: 155mila euro per 98 studenti

Sono 98 gli studenti della Federico II che beneficeranno dei 155.000 euro messi a disposizione dalla Fondazione Intesa Sanpaolo Onlus.

Destinatari dello stanziamento dell’ente, assegnato attraverso bando di concorso per l’anno accademico 2019-2020, sono gli studenti universitari iscritti ai corsi di laurea e ai corsi di laurea magistrale presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II che si trovano in svantaggio fisico, psichico, sociale o familiare o in difficoltà economica (con indicatore ISEE del nucleo familiare non superiore a 20.000 euro).

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La sede centrale dell’Università Federico II di Napoli (foto: Wikicommons)

I 98 giovani selezionati percepiranno contributi di importo compreso tra 1.500 e 3.000 euro.

Impegnativo è stato il lavoro della commissione e delle strutture dell’Ateneo che hanno lavorato, nelle varie fasi e in piena emergenza sanitaria, per individuare gli studenti con maggiori difficoltà a cui destinare il contributo. Al bando di concorso hanno partecipato, infatti, 1650 studenti.

Le quote saranno erogate a breve.

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Scuola, concluse le prove del concorso straordinario

Si sono concluse lo scorso 19 febbraio, venerdì, le prove del concorso straordinario per la scuola secondaria di primo e secondo grado. Lo rende noto il Ministero dell’Istruzione che cita anche I numeri: i candidati presenti sono stati 56.101, pari all’84,9% di quelli previsti.

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Per lo svolgimento delle procedure concorsuali sono state utilizzate 5.832 aule, pari a una media di 9,6 candidati per aula, che hanno tutti seguito uno specifico protocollo di sicurezza. Le classi di concorso coinvolte sono state 109. Le giornate di prove sono state in tutto 13. Il concorso ha preso il via lo scorso 22 ottobre.

La procedura straordinaria per titoli ed esami per le immissioni in ruolo di docenti della scuola secondaria di primo e secondo grado è stata bandita a livello nazionale per l’assegnazione di 32.000 posti. Le commissioni hanno già iniziato le correzioni delle prove scritte che dovranno essere completate in tempo per l’avvio del prossimo anno scolastico.

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Maturità 2021, il commento di Anief: “Bene non cambiare”

Secondo Anief la conferma sostanziale del modello d’esame dello scorso anno scolastico, a seguito del lockdown e comunque in condizioni di contagi non molto diverse dalle attuali, è una precauzione che va a tutela della salute degli studenti e di tutto il personale scolastico.

“Bene ha fatto il nuovo ministro Patrizio Bianchi – ha detto Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – a mantenere la struttura del 2020, perché chiedere agli studenti di realizzare anche delle verifiche scritte o pratiche avrebbe comportato il rischio di discriminare coloro che, loro malgrado, sono risultati danneggiati dalla mancata fruizione delle lezioni in presenza e dalle oggettive difficoltà ad accedere alla didattica a distanza anche per i noti problemi legati al digital divide solo in parte risolti con i finanziamenti stanziati dal passato Governo”.

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Marcello Pacifico, leader di Anief

“Ci trova anche d’accordo la decisione di non posticipare le date di svolgimento delle prove, poiché avrebbe comportato problemi notevoli alla programmazione delle attività scolastiche di fine anno, nonché all’inizio del prossimo. Ora ci attendiamo, però, decisioni importanti sul fronte del potenziamento degli organici, del tempo pieno e tempo scuola, dell’allargamento dell’obbligo scolastico, nonché sul reclutamento dei precari, che andranno a coprire oltre i 200 mila posti senza titolare, quasi la metà dei quali di sostegno, sul quale il nuovo ministro dell’Istruzione ha già detto che occorre mettere mano con procedure aggiuntive di assunzione snelle e integrative rispetto al canale dei concorsi tradizionali”.

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Maturità 2021, confermata la formula: ecco come sarà

Viene confermata la formula dell’Esame di Stato con esame unico orale omnicomprensivo. Il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi ha detto che alle superiori “deve essere concepito come il diritto di tutte le studentesse e tutti gli studenti ad essere valutati sulla base delle attività scolastiche svolte nell’arco di tutto il loro percorso. Tenendo conto delle difficoltà vissute durante l’emergenza sanitaria”. L’elaborato “potrà essere un testo, ma anche una prova pratica o un prodotto multimediale, potranno dimostrare ciò che hanno appreso e compreso, la loro capacità di pensiero critico e di esprimersi.  La commissione sarà interna, con il Presidente esterno”.

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Sempre alle superiori, la sessione d’Esame avrà inizio il prossimo 16 giugno. La prova orale prevedrà anche l’analisi di un testo già oggetto di studio nell’ambito dell’insegnamento della lingua e letteratura italiana. Saranno poi analizzati, come lo scorso anno, dei materiali (un testo, un documento, un problema, un progetto) predisposti dalla commissione. All’interno dell’elaborato o nel corso del colloquio saranno esposte le esperienze svolte nei Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento. Nella conduzione dei colloqui si terrà conto delle informazioni contenute nel curriculum dello studente.

L’Esame del primo ciclo, invece, prevede una prova orale a partire dalla discussione di un elaborato su una tematica che i Consigli di classe assegneranno, tenendo conto delle caratteristiche personali di ciascuna studentessa e di ciascuno studente, entro il prossimo 7 maggio. L’elaborato sarà trasmesso alla commissione entro il 7 giugno. La partecipazione alle prove nazionali Invalsi, che comunque si terranno, non sarà requisito di accesso. Quanto al requisito della frequenza, previsto per i tre quarti dell’orario individuale, saranno, come previsto dalla normativa, i collegi docenti a introdurre le eventuali deroghe, tenuto conto delle specifiche situazioni anche dovute all’emergenza pandemica.

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Alla Federico II un percorso post laurea inedito, per la formazione di professionisti di AFA per i pazienti cronici

E’ la prima volta in Italia che un Ateneo realizza un corso post-laurea per la costituzione di una nuova figura professionale specializzata nel supporto motorio alle persone con gravi patologie croniche. La  sfida è stata lanciata lo scorso anno, con successo, dal professore Guido Iaccarino, direttore del programma “Attività Fisica Adattata (AFA) per la Prevenzione e la terapia delle patologie degenerative croniche” dell’AOU Federico II.

Il docente, con l’ausilio di uno staff multidisciplinare, ha elaborato un protocollo clinico capace di identificare il fabbisogno sportivo di pazienti affetti da malattie croniche come il diabete, lo scompenso cardiaco oppure l’ipertensione e ha fornito loro un programma personalizzato di attività fisica. Per i soggetti che hanno aderito al programma i benefici  hanno superato di gran lunga le aspettative. I pazienti esaminati, infatti, dopo aver eseguito diversi test motori (flessibilità e potenza dei distretti muscolari, valutazione dell’equilibrio) e alcuni esami clinici (ECG di base, test da sforzo, saturimetria, bioimpedenziometria, spirometria), hanno aderito, su base volontaria, a un programma di attività fisica ad hoc. Ciascun malato cronico, scaricando l’app TELEREVALIDATIE sul proprio telefonino, ha praticato sport con il supporto di un allenatore specializzato, utilizzando anche, laddove richiesto, accessori domestici come  mobili, sedie, bottiglie, scale. I pazienti con una maggiore capacità motoria, invece, sono stati seguiti direttamente in palestra da personal trainer certificati e specializzati nelle specifiche  patologie. I risultati ottenuti dallo studio dei primi pazienti soggetti al protocollo hanno dimostrato che la qualità della vita e gli outcomes di salute sono nettamente migliorati, tanto da spingere il professore Iaccarino, insieme al suo staff di chinesiologi, a realizzare un percorso di formazione per allenatori specializzati che consentirà a un numero sempre più ampio di malati di aderire al programma.  Il corso si inserisce nel piano delle attività promosse dalla Cattedra Unesco dedicata alla “Educazione alla salute e allo sviluppo sostenibile” coordinata dalla professoressa Anna Maria Colao, primario in Endocrinologia e Direttore della Sezione autonoma di Neuroendocrinologia del Dipartimento di Endocrinologia ed Oncologia Molecolare e Clinica, Università Federico II di Napoli.

Per il primo corso in Italia così strutturato sono stati selezionati 7 preparatori atletici su 15 richiedenti. I partecipanti sono stati formati in “Progettazione e Prescrizione” di programmi di Attività fisica Adattata attraverso un percorso di 120 ore, erogate dai migliori Docenti  di “AFA” identificati a livello nazionale, sia in ambito universitario che sanitario. I corsisti hanno ottenuto anche il certificato internazionale in “Functional Aging”, grazie a una partnership con il Functional Aging Institute (functionalaginginstitute.com). Il corso, durato 7 mesi, si concluderà il prossimo 21 febbraio con un esame e il conseguente attestato di specializzazione. Il perfezionamento in AFA fornisce al medico prescrittore un nuovo collaboratore al quale fare riferimento per la gestione del paziente cronico, con il quale cooperare in maniera costruttiva ed efficace per il benessere del paziente. Questa nuova figura professionale estende il numero degli attori per la promozione della salute mettendo al centro il paziente cronico. L’intuizione del professore Guido Iaccarino prospetta interessanti scenari per professionisti del benessere del futuro nel mantenimento di un “Lifelong Wellbeing “.

Il prossimo bando per aderire al corso è già pubblico su http://www.unina.it/didattica/post-laurea/perfezionamento Potranno partecipare 30 studenti laureati con titolo magistrale in Medicina e Chirurgia o Scienze e Tecniche delle Attività Motorie Preventive o Adattate. La domanda va presentata entro le ore 12 del 29 marzo 2021 esclusivamente a mezzo pec: dip.scienze-biomedicheav@pec.unina.it indicando nell’oggetto la dicitura “Istanza di partecipazione al Corso di Perfezionamento– a.a. 2020/2021”.

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Virus Herpes simplex per generare farmaci biologici contro il cancro, la scoperta CEINGE – Federico II

Il virus Herpes simplex si può utilizzare per generare farmaci biologici ad attività oncolitica su carcinomi mammari HER2-negativi, di cui fanno anche parte i cosiddetti tumori della mammella triplo-negativi (TNBC).

È quanto hanno svelato gli studi che da circa 5 anni a questa parte portano avanti i ricercatori del CEINGE-Biotecnologie avanzate di Napoli e del Dipartimento di Medicina Molecolare e Biotecnologie Mediche dell’Università Federico II, guidati da Nicola Zambrano, professore di Biologia molecolare, che nei laboratori del Centro di via Gaetano Salvatore lavora alla messa a punto proprio di nuove tecnologie per la selezione e la produzione di farmaci biologici per sperimentazioni precliniche.

Gli studiosi hanno generato, in collaborazione con la NousCom SRL, un virus erpetico capace di infettare selettivamente le cellule cancerose che espongono, sulla loro superficie, la mesotelina, un antigene tumorale frequentemente espresso nei tumori TNBC e nel mesotelioma pleurico.

«Herpes simplex appartiene ad una famiglia di virus con cui l’uomo convive da sempre – sottolinea il prof. Zambrano –, basti pensare alle comuni manifestazioni labiali che interessano tanti di noi, ed è molto ben conosciuto. Contro questo virus esistono anche dei farmaci per controllarne l’infezione. Tali caratteristiche lo hanno reso un modello di elezione per lo sviluppo di farmaci biologici ad attività antitumorale o, più precisamente, oncolitica».

«I vantaggi dei vettori virali da noi generati, validati mediante sperimentazione su cellule e in modelli preclinici – spiega Zambrano – risiedono nel corretto bilanciamento di efficacia nell’attivazione della risposta immunitaria anti-tumorale e della specificità oncolitica verso il tumore, con limitazione degli effetti fuori-bersaglio verso i tessuti normali. I nostri studi prevedono l’utilizzo di questi vettori virali in combinazione con l’immunoterapia dei tumori, che si sta sempre più affermando come il quarto presidio per le cure anticancro, in aggiunta alle terapie più invasive quali la chemioterapia, la radioterapia e la chirurgia».

Questo virus si aggiunge a quelli generati in collaborazione con l’Università di Bologna, per il targeting del cancro alla mammella di tipo HER2 positivo, ampliando di fatto il potenziale “arsenale” terapeutico nei confronti dei tumori mammari e non.

Oltre ad “educare” i virus per renderli efficaci e selettivi, il laboratorio del CEINGE diretto dal prof. Zambrano rappresenta una vera e propria palestra per numerosi studenti di Biotecnologie e dottorandi, che hanno la possibilità a di formarsi, a livello sia teorico che pratico, sull’utilizzo di metodologie e approcci innovativi della ricerca molecolare, in particolar modo per la cura dei tumori.

«Negli ultimi cinque anni abbiamo portato avanti studi per educare Herpes simplex a riconoscere selettivamente cellule tumorali, e a replicare esclusivamente in queste ultime, tralasciando le cellule normali. Il modello iniziale era basato sul riconoscimento di tumori mammari positivi ad HER2 e lo abbiamo migliorato nella selettività verso il tumore. Abbiamo poi generato un nuovo virus in grado di riconoscere anche tumori mammari negativi ad HER2, attraverso un diverso recettore, la mesotelina. Questo recettore potrebbe essere anche sfruttato per l’ingresso del nuovo virus oncolitico in cellule del mesotelioma, un tumore particolarmente aggressivo e con limitate opzioni terapeutiche».

Gli studi pubblicati su riviste scientifiche internazionali *

I risultati degli studi sono stati oggetto di una serie di recentissime pubblicazioni, la più recente nel gennaio 2021, la meno recente a marzo 2020. L’attività di ricerca si è avvalsa del finanziamento SATIN della Regione Campania, sebbene l’analisi di alcuni meccanismi dell’immunità antivirale sia di interesse anche per il chiarimento dei meccanismi patogenetici in capo alla Covid-19 e che, pertanto, riportano anche il contributo della Regione Campania alla Task-Force Covid-19 del CEINGE.

Il gruppo di ricerca guidato da Nicola Zambrano, formato anche da giovani ricercatrici come Guendalina Froechlich (dottoranda SEMM) e Chiara Gentile (dottoranda DMMBM), si è avvalso della collaborazione del dott. Emanuele Sasso della NousCom Srl, di Alfredo Nicosia, professore di Biologia molecolare della Federico II e Principal Investigator CEINGE, e del gruppo di Massimo Mallardo, professore di Biologia cellulare della Federico II.