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Napoli capitale della dispersione scolastica; studenti in calo in tutta la Campania

liceali generica

Meno quindicimila unità: lo dice il Miur riferendosi alla Campania in cui oggi suona ufficialmente la campanella dell’anno scolastico 2018/19. Incrociando tutti i dati certi relativi allo stato dell’arte dell’istruzione al Sud, il quadro non è certamente dei migliori.

Lo fa magistralmente, sull’edizione odierna del Corriere del Mezzogiorno, il giornalista Luca Marconi.

Napoli maglia nera d’Italia per dispersione scolastica

Tra i dati snocciolati per dipingere la situazione all’ombra del Vesuvio quello dell’ultimo rapporto Svimez sulla dispersione scolastica. Il report “Fotografia dell’abbandono scolastico e formativo” presentato a Roma parla chiaro e senza altre interpretazioni possibili: a Napoli oltre 60mila allievi lasciano la scuola dopo le medie, circa il doppio che nella Capitale (30mila) che è la città più grande d’Italia.

Csm e osservatorio Napoli

Nelle scorse ore intanto il Consiglio Superiore della Magistratura ha redatto una risoluzione al termine di un plenum straordinario nel Palazzo di Giustizia partenopeo. Il documento porta le firme di Balducci, Ardituro e Cananzi, membri della VI commissione del Csm, partendo dal case study Napoli come caso lampante della fenomenologia delle baby-gang.

La dispersione scolastica è individuata dalla commissione come campanello d’allarme per i fenomeni di devianza minorile. Fenomeni che nascono anche dalla responsabilità genitoriale esercitata «in maniera pregiudizievole» ma anche dalla mancanza di comunicazione, per esempio tra scuola e Tribunali per i Minori.

Più sport e inclusione

La soluzione secondo i relatori non è l’abbassamento dell’età perseguibile. Al contrario, sebbene le sanzioni vadano in qualche modo irrigidite bisogna spingere sulla leva del reinserimento in società.

La dispersione scolastica è quindi il primo segnale d’allarme. Di contro, secondo la relazione della VI Commissione del Csm, bisogna combatterla con più assistenti sociali ma anche con più attività tese al coinvolgimento dei giovani stessi. Come ad esempio le attività sportive e quelle inclusive.

Pronti comunque a partire

L'assessore alla Scuola del Comune di Napoli Annamaria Palmieri
L’assessore alla Scuola del Comune di Napoli Annamaria Palmieri

Dal punto di vista organizzativo tutto sembra filare liscio, in generale, per l’avvio dell’anno scolastico all’ombra del Vesuvio. L’assessore alla Scuola del Comune di Napoli Annamaria Palmieri ieri ha rivolto il suo personale “in bocca al lupo” agli studenti.

“Rivolgo a tutta la comunità scolastica, dai docenti al personale tutto, dai genitori agli allievi, i miei auguri più sinceri di un buon  anno scolastico.

Le nostre scuole sono da sempre orgogliosamente rappresentative di una cultura pedagogica dell’inclusione e della relazione che altri ci invidiano, e insieme dobbiamo collaborare per migliorarne anche gli aspetti organizzativi e per evitare le sofferenze in cui siamo incorsi a causa delle ristrettezze finanziarie degli ultimi anni.

Sono certa che, con un buon clima relazionale, in questo momento storico difficile in cui sembra che la cultura dell’urlo e dell’odio prevalga su quella del pensiero critico e della condivisione gioiosa, le scuole saranno in prima linea per presidiare un’altra narrazione del mondo nella quale accoglienza, democrazia, dialogo tra diversi, rispetto dei diritti della persona umana sono valori imprescindibili”

Dall’Assessorato al Welfare guidato da Roberta Gaeta garantiscono il regolare avvio del servizio di trasporto per allievi con disabilità, il cui numero a Napoli è in aumento rispetto allo scorso anno (circa mille allievi in più), come comunicato dalla Napoli Servizi che ne è responsabile.

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Dislessia, il Tar Piemonte sospende la bocciatura di un allievo

Matematica Discalculia DSA 170 2010

La clamorosa storia arriva dalla Val di Susa ed è stata raccontata da Repubblica.it: il Tar del Piemonte ha difatti trovato “profili di parziale fondatezza” nel ricorso dei genitori di un ragazzo con disturbo specifico d’apprendimento (DSA) e ne ha sospeso la bocciatura alla quarta di liceo.

I fatti

Il ragazzo protagonista di questa storia destinata a fare giurisprudenza è discalculico. La discalculia, nota anche come disturbo dell’aritmetica, è un disturbo specifico dell’apprendimento (DSA) legato alla comprensione di numeri e manipolazione degli stessi.

Il giovane studente è arrivato a fine anno con quattro insufficienze: scienze, inglese, latino e matematica appunto. Quindi l’esito degli scrutini è bocciatura, per una sola materia. Con tre insufficienze, difatti, si veniva semplicemente ammessi all’anno successivo con debito.

L’assenza del Piano Didattico Personalizzato

Ma i genitori dello studente non hanno accettato ciò e hanno portato il caso alla giustizia amministrativa. Il collegio di giudici, presieduto da Domenico Giordano, ha esaminato il ricorso della famiglia e la difesa del dirigente scolastico dell’istituto, e infine ha sancito che esistono profili di parziale fondatezza che darebbero ragione al ricorrente. Più nello specifico:

“[…] rilevando, a un primo esame, profili di parziale fondatezza del ricorso con particolare riferimento alla disciplina matematica, rispetto alla quale sembrerebbero trovare fondamento le censure dedotte dal ricorrente in ordine alla mancata integrale applicazione delle misure di ausilio previste dal Piano Didattico Personalizzato”

In pratica, si afferma che il docente di matematica non abbia previsto per il ragazzo con discalculia un piano didattico personalizzato e meno gravoso in termini di difficoltà. Che si può tradurre in meno compiti, utilizzo della calcolatrice o consultazione dei formulari.

La legge 170/2010

Nel 2010 infatti in Gazzetta Ufficiale veniva pubblicata la legge 170/2010 che:

riconosce la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia quali disturbi specifici di apprendimento, di seguito denominati «DSA», che si manifestano in presenza di capacità cognitive adeguate, in assenza di patologie neurologiche e di deficit sensoriali, ma possono costituire una limitazione importante per alcune attività della vita quotidiana

Nello stesso testo (articolo 5) il Miur garantisce agli studenti con DSA:

a) l’uso di una didattica individualizzata e personalizzata, con forme efficaci e flessibili di lavoro
scolastico che tengano conto anche di caratteristiche peculiari dei soggetti, quali il bilinguismo,
adottando una metodologia e una strategia educativa adeguate;
b) l’introduzione di strumenti compensativi, compresi i mezzi di apprendimento alternativi e le
tecnologie informatiche, nonché misure dispensative da alcune prestazioni non essenziali ai fini
della qualità dei concetti da apprendere;

Inoltre, agli studenti con DSA sono “garantite, durante il percorso di istruzione e di formazione scolastica e
universitaria, adeguate forme di verifica e di valutazione, anche per quanto concerne gli esami di
Stato e di ammissione all’università nonché gli esami universitari”.

La decisione

Così, il Tar ha sospeso la bocciatura del ragazzo annullandone l’insufficienza in matematica e ha disposto una nuova riunione straordinaria del consiglio di classe per ridiscutere la situazione dell’allievo con DSA, ma stavolta senza il docente di matematica.

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Meno di un mese ai test d’ammissione all’università: 83mila circa i candidati

test ammissione medicina guida

Sono 83.127 i giovani candidati che il 4 settembre proveranno ad accedere alle facoltà a numero chiuso. La maggior parte, manco a dirlo, tenterà di entrare alle facoltà di Medicina e Chirurgia e Odontoiatria: sono 67mila candidati su 83mila gli aspiranti medici. Seguono a ruota i poco più di 8mila aspiranti veterinari (8.136) e i quasi 8mila aspiranti architetti (7.986).

Posti disponibili in aumento

Rispetto allo scorso anno, c’è stato un lieve aumento dei posti a disposizione: quasi 700 in più a Medicina, quasi duecento in più a Odontoiatria, un centinaio e poco più di posti disponibili rispetto al 2017 in Veterinaria e quasi 400 per architettura.

Le proporzioni

Va da sé che è più difficile entrare nella facoltà di Medicina, dove di fronte a 67mila candidati i posti disponibili sono 9.779. In pratica, poco più di 1 su 7.

Mentre Architettura, con 7.986 candidature e 7.211 posti disponibili, è la facoltà a numero chiuso di più facile accesso.

Il calendario nazionale

La programmazione dei test d’ingresso è – come consuetudine – stabilita a livello nazionale. Si parte il 4 settembre con Medicina e Chirurgia Odontoiatria. Il 5 settembre è il turno dei candidati a Medicina Veterinaria, il 6 settembre tocca invece ad Architettura.

A distanza di qualche giorno, il 12 settembre, è previsto il test d’ammissione per Professioni sanitarie, mentre il 13 faranno il test gli aspiranti medici-chirurghi e dentisti in lingua inglese. Seguono i candidati di Scienze della formazione primaria (il 14 settembre) e, molto più avanti, i candidati iscritti ai corsi di laurea magistrale in professioni sanitarie (che dovranno aspettare il 26 ottobre).

Come si struttura il test d’ammissione alle facoltà a numero chiuso

La prova d’accesso alle facoltà a numero chiuso viene erogata sotto forma di test a risposta multipla. Il candidato ha a disposizione 100 minuti per rispondere a 60 domande.

No stress!

Come avevamo già scritto, probabilmente uno degli ostacoli maggiori alla riuscita del test non è tanto la preparazione ma quanto l’ansia di affrontare la prova stessa. Per questo vi consigliamo di leggere questo articolo che suggerisce una guida no-panico totalmente gratuita per arrivare alla prova nel miglior modo possibile.

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Campania, tornano gli abbonamenti gratuiti per gli studenti: come richiederlo

Metro Napoli Garibaldi

Una buona notizia per gli studenti della Campania, delle province quindi di Avellino, Benevento, Caserta, Napoli e Salerno: torna difatti l’abbonamento gratuito per il trasporto pubblico anche per l’anno scolastico 2018/2019.

Chi potrà richiedere l’abbonamento gratuito per i mezzi pubblici?

L’abbonamento è riservato agli studenti che sono in possesso dei seguenti requisiti:

  • Età non superiore ai 26 anni;
  • Iscritti alle scuole (pubbliche o paritarie) secondarie di primo o secondo grado (medie o superiori) o all’università;
  • Residenti in Campania;
  • Con una distanza casa-scuola (o casa-università) da coprire superiore a 1 km;
  • Con certificazione ISEE ordinario (o equivalente indicatore della situazione economica) inferiore ai 35mila euro.

Ne va da sé che sono esclusi quindi gli studenti di scuola primaria (elementare). Non solo, ma fuori dall’abbonamento gratuito restano anche le centinaia di ragazzi iscritti ai corsi di formazione professionale (come estetista, pizzaiolo, parrucchiere etc.etc.). Agevolazione esclusa anche per gli iscritti alle università telematiche.

Come si richiede l’abbonamento?

Screenshot portale Unico Campania
Screenshot portale Unico Campania

Per richiedere l’abbonamento è necessario collegarsi al sito Unico Campania apposito. Tramite la procedura guidata sarà possibile richiedere l’abbonamento o rinnovare quello precedentemente emesso. Al momento in cui vi scriviamo, il sito è attivo solo per questa tipologia di procedura.

Per procedere con l’iscrizione saranno inoltre necessarie una fototessera e la fotocopia di un documento di riconoscimento (es. carta d’identità).

La cauzione

Inoltre si spenderanno 50 euro suddivisi in 40 euro di cauzione (che verranno restituiti quando finirà l’iniziativa o in caso di mancato rinnovo dell’abbonamento per gli anni a venire) e 10 euro di spese vive della pratica (tra cui quelle per la smart-card).

I vincoli

L’abbonamento non è onnicomprensivo: questa tipologia di abbonamenti infatti non è valida per l’utilizzo dei mezzi pubblici durante le domeniche e le festività e copre solo la tratta che va dal comune di residenza a quello dove ha sede l’istituto scolastico e/o università. In funzione di questa tratta, l’abbonamento sarà integrato o relativo alla singola azienda che si utilizza.

Per portare un esempio, uno studente di Sant’Anastasia che richiede l’agevolazione per venire a studiare all’università a Napoli non potrà utilizzare lo stesso abbonamento per andare a Sorrento.

La scadenza degli abbonamenti così rilasciati è per il 31 luglio 2019.

La protesta delle agenzie formative

Una discriminazione vergognosa”. Così commenta Luca Lanzetta, presidente del Movimento Libero e Autonomo, sindacato di categoria delle agenzie formative, l’esclusione degli allievi della formazione professionale dall’agevolazione. “Ancora una volta – spiega – il provvedimento si basa sulla convinzione dei nostri burocrati e rappresentanti alle istituzioni che esista un’educazione di serie A e una di serie B. In realtà i nostri allievi sono completamente equiparati, ai sensi del d.d. 715/2018, agli altri studenti”.

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Milleproroghe, confermato bonus 18app: “Ma nel 2019 cambieremo tutto”

18 app banner

Si va verso una conferma per 18app, l’incentivo economico di 500 euro per l’acquisto di prodotti “culturali” per la crescita personale e professionale del neo maggiorenne. Resta sostanzialmente uguale a sé stesso, come prevede il decreto Milleproroghe che verrà discusso in queste ore, ma il Ministro dei Beni Culturali Alberto Bonisoli già annuncia che “nel 2019 le cose cambieranno”.

Come funziona ora?

Il bonus cultura di 500 euro è richiedibile da tutti i ragazzi nati nel 1999 che hanno compiuto quindi nel 2017 i 18 anni di età. Il periodo per registrarti è terminato il 30 giugno 2018, ma c’è tempo fino al 31 dicembre 2018 per spendere il Bonus Cultura. Per i ragazzi nati nel 2000 la procedura di registrazione non è ancora attiva.

Cosa si può acquistare?

Come indicato dal Mibac, si possono acquistare con 18app beni esclusivamente riconducibili ai seguenti ambiti:

  • Cinema (abbonamento card/biglietto d’ingresso)
  • Concerti (abbonamento card/biglietto d’ingresso)
  • Eventi culturali (biglietto d’ingresso a festival, fiere culturali, circhi)
  • Libri (audiolibro, ebook, libro)
  • Ingressi a musei, monumenti e parchi (abbonamento card/biglietto d’ingresso)
  • Teatro e danza (abbonamento card/biglietto d’ingresso)
  • Musica registrata (cd, dvd musicali, dischi in vinile, musica on line)
  • Corsi di musica, di teatro o di lingua straniera.

L’acquisto è valido anche online. In Rete ci sono portali appositamente pensati per facilitare l’acquisto con 18app online, tra questi citiamo Oceanon e Matacena Libri.

Cosa cambierà?

Nel 2019 il Mibac ha già espresso la sua volontà di cambiare le regole del gioco. In un’intervista il ministro Alberto Bonisoli afferma:

“Dal 2019 si cambia in maniera pesante. Rimarrà uno strumento tipo app con soldi che vengono erogati dal Governo. Ma interverremo sulle cifre, chiariremo quali beni possono essere acquistati e quali no, privilegeremo le fasce economicamente più deboli. Mi piacerebbe estendere l’aiuto oltre la fascia dei diciotto anni”.

Insomma, un po’ come dire che al momento non c’era il tempo di correggere il tiro, ma che in futuro dobbiamo aspettarci un’attenzione particolare sul tema – quantomeno in termini di beni e servizi acquistabili.

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Ansia da test d’ammissione all’università? Arriva la guida no-panico gratuita!

test ammissione medicina guida

Chi ci è passato lo sa perfettamente che – prima ancora della preparazione – il vero ostacolo da superare nel preparare il test di ammissione alla facoltà di Medicina (e a qualsiasi altra facoltà a maledetto numero chiuso) è gestire l’ansia, il panico, lo stress provocato.

Per gli aspiranti medici e dentisti che si preparano ad affrontare i test d’ammissione a Medicina e Odontoiatria, arriva uno strumento pratico e gratuito ideato dallo studio legale Leone-Fell in collaborazione con le scuole di preparazione Wau! e TutorUp e dal liceo Mamiani.

La guida “anti-panico”

La possiamo definire “guida anti-panico”, ricca di consigli pratici per prepararsi, anche fisicamente e psicologicamente, a quella che per molti studenti può essere considerata una delle prove più importanti del proprio percorso di studi. La guida è stata presentata in anteprima al Test Day 2018 di Sassari, arrivato alla sua quarta edizione.

Ma serve anche a difendere i propri diritti

Ok, ma perché uno studio legale prepara una guida per i test d’ammissione? Perché nel vademecum c’è una consistente parte dedicata appunto alla tutela dei propri diritti in sede d’esame. I legali Francesco Leone e Simona Fell, grazie a questa iniziativa, vogliono preparare i ragazzi che il prossimo 4 settembre affronteranno la prova nazionale su tutto ciò che potrebbe succedere fuori e dentro le aule universitarie e soprattutto come tutelarsi e far valere e rispettare i propri diritti.

Ansia e storia

Nel manuale si trovano infatti tutte le informazioni relative ai test, oltre ai consigli degli esperti su come gestire il tempo a disposizione e superare gli stati d’ansia. Infine, un’ampia parte riguarda le irregolarità che in questi anni hanno caratterizzato negativamente i test d’accesso e che hanno provocato una valanga di ricorsi, molti dei quali accolti.

Dove scarico il manuale per i test?

La guida è disponibile gratuitamente sul sito dello studio Leone – Fell a questa pagina.

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Alternanza scuola-lavoro, il Ministro: “Lavoriamo a nuove linee guida”

generica pallottoliere

Si può dire che Marco Bussetti, attuale Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, abbia detto dal primo giorno del suo insediamento nell’esecutivo gialloverde che “non tutto è da buttare”.

Una sorta di risposta a chi, soprattutto tra chi ha votato Movimento 5 Stelle e Lega Nord, avrebbe volentieri smantellato tutto il lavoro dei due precedenti esecutivi (quelli Pd guidati da Matteo Renzi e Paolo Gentiloni, per intenderci). Tra questi, la tanto criticata Buona Scuola.

Già in audizione al Senato il ministro Bussetti ha ribadito la sua volontà di non cancellare la Buona Scuola dove “c’è qualcosa di buono” e, dalle pagine del quotidiano Prealpina, ribadisce il concetto rispondendo a una domanda sull’Alternanza Scuola-Lavoro. Che, proprio nell’audizione al Senato, veniva commentata così dal responsabile del Dicastero:

“Uno strumento che può essere utile ma se visto come un’opportunità”

Le criticità di Alternanza scuola-lavoro

Perché non è visto come un’opportunità secondo Bussetti? Perché così come si è tradotta è un sistema inefficiente. Per garantirne invece il corretto funzionamento, bisogna puntare su standard di qualità superiori, e un sistema di controlli che permetta di verificare la bontà delle proposte lavorative che possano realmente migliorare la formazione dello studente. Combattere, insomma, l’idea di percorsi che “garantiscano” manovalanza a costo contenuto è una delle priorità di questo Ministero, se vogliamo leggere tra le righe.

Il ministro dell'Istruzione Marco Bussetti
Il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti

Nell’intervista a Prealpina, ribadendo quanto già detto a margine di un intervento alla Reggia di Portici dove Bussetti è stato invitato dall’Università Federico II di Napoli, il Ministro afferma difatti:

“L’alternanza è una forma d’orientamento che mette in contatto i giovani con le realtà del mondo del lavoro e delle imprese. In diversi casi è stata snaturata e si sono perse di vista le finalità formative e la qualità dei percorsi”.

La soluzione?

L’Alternanza scuola-lavoro di renziana creazione quindi resterà, almeno queste sono le intenzioni di Bussetti. Che però annuncia:

“Stiamo lavorando alla revisione delle Linee guida allo scopo di fornire un quadro di regole più definito per tutti gli attori coinvolti”.

Insomma, rivedere le regole per fissare dei paletti. E riprovarci.

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Bussetti presenta le linee programmatiche Miur: ecco cosa accadrà

Il ministro dell'Istruzione Marco Bussetti

Nelle scorse ore il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Marco Bussetti in audizione al Senato ha presentato la sua idea di scuola e come intende “riallinearla” nei prossimi anni di mandato.

Il termine “riallineare” non è casuale. In un passaggio, infatti, il neoministro spiega:

“Le riforme recenti si sono susseguite a un ritmo tale che la nuova si affaccerebbe quando ancora non è stata completata la precedente. Più che una rivoluzione, serve un riallineamento”.

Ecco alcuni dei passaggi chiave dell’intervento di Bussetti al Senato sulle linee programmatiche del Miur.

L’accessibilità come mantra del nuovo esecutivo

La scuola deve essere di tutti. Questo è un concetto ribadito più volte durante tutto il discorso di Bussetti, e già anticipato notevolmente dai vari interventi sugli organi di stampa.

Al centro del lavoro del Ministero ci sarà l’abbattimento delle barriere (non solo fisiche) per permettere ai disabili di avere pari accesso all’istruzione e alle attività formative degli altri ragazzi. Per permettere agli allievi meridionali di avere lo stesso grado d’istruzione dei pari età settentrionali (si veda l’esito dell’ultima prova Invalsi per farsi un’idea della situazione attuale). L’utopia è quella di non avere più scuole di periferia e di non perdere i nostri ragazzi prima di una qualifica d’istruzione quantomeno di scuola superiore.

Mano dura con gli alunni violenti e aggressivi

Un frame del video virale che riprende l'aggressione del docente di Lucca (fonte: Google)
Un frame del video virale che riprende l’aggressione al docente di Lucca (fonte: Google)

Ridare centralità alla figura del docente è tra le priorità del nuovo esecutivo. I casi di aggressioni nei confronti dei docenti diventati virali in Rete (non ultimo ma sicuramente emblematico quello di Lucca) hanno difatti messo in luce un problema delicato: quello della mancanza di rispetto nei confronti della figura dell’educatore che in troppe occasioni rasenta o sfocia nel penale.

Sul tavolo del Ministero si studia la possibilità che lo stesso possa costituirsi parte civile nei procedimenti penali che vedono minori, genitori e docenti coinvolti.

L’alternanza scuola-lavoro

“Uno strumento che può essere utile ma se visto come un’opportunità”, questo in sintesi il pensiero del Ministro che non getta via quindi il lavoro pregresso svolto in tal senso. L’impegno del Miur è quello di rivedere l’alternanza scuola-lavoro soprattutto in termini di rispetto degli standard di qualità e sicurezza dei percorsi di introduzione al lavoro offerti ai giovani. Il ché, molto probabilmente, andrà tradotto in maggiori controlli.

Messa in sicurezza degli istituti scolastici

Già previsto dalla Buona Scuola di renziana memoria, il tema della messa in sicurezza delle strutture scolastiche è prioritario anche per il governo gialloverde. L’idea di Bussetti è quella di un piano pluriennale di interventi, finanziati con fondi comunitari e non. Gli ammodernamenti e le eventuali ristrutturazioni dovranno tenere conto di una scuola “a misura di studente” e che sappia essere tecnologicamente all’avanguardia.

E l’università?

L’argomento università è stato solo sfiorato in audizione, per ribadire concetti che possono voler dire tutto o niente. I buoni propositi ci sono: una riduzione totale dei costi per l’accesso e gli studi (con ampliamento di esenzioni totali e sburocratizzazione per l’erogazione delle borse di studio), un maggiore supporto ai dottorandi industriali, un “piano di rientro” dei cervelli in fuga e il potenziamento dei corsi di laurea dedicati alle Stem.

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Ora di religione? Sì, se non è l’ora di catechismo.

ora di religione scuola

Introdotta nel 1929 a seguito dei Patti Lateranensi tra Governo fascista e Santa Sede, e da allora mai cancellata, l’ora di religione cattolica può essere un’ora di crescita personale importante. Attorno ad essa da anni si sviluppa un dibattito importante, in cui le posizioni sono diametralmente opposte. Sono tanti, infatti, a non voler far avvalere i propri figli di questo insegnamento. Ad oggi, in un’Italia multiculturale e in cui il cattolicesimo perde terreno rispetto ad altre religioni, ha ancora senso l’ora IRC (Insegnamento della Religione Cattolica)?

Come funziona oggi l’IRC (Insegnamento Religione Cattolica)?

Attualmente, per quanto riguarda le disposizioni di legge, l’insegnamento di Religione Cattolica non è obbligatorio e chi decide che il figlio non debba avvalersene è consapevole – per obbligo di legge – che questa scelta non deve dar atto a discriminazioni. Si tratta di uno dei pochi aspetti che non è rientrato nella legge della cosiddetta Buona Scuola.

Non solo. ma una sentenza del Tribunale di Padova del luglio del 2010 destinata a fare giurisprudenza afferma che è obbligatoria:

l’attivazione dei corsi alternativi alla Religione Cattolica costituiscono “un obbligo”, che se disatteso pone in essere “un comportamento discriminatorio illegittimo fonte, questo, di responsabilità risarcitoria per l’Istituto Scolastico inadempiente

fonte: Edscuola.

Insomma, sono le scuole a dover garantire un’alternativa a chi non si avvale dell’insegnamento della religione cattolica. Alternativa che, però, spesso non è garantita per mere questioni organizzative.

E se facessimo lo stesso l’ora di religione?

In realtà sono anni che l’ora di religione non è più intesa in senso stretto come ora di religione cattolica. Sebbene viga ancora una certa discrezionalità da parte del docente in ruolo per l’insegnamento, i programmi che vengono proposti sono allargati solitamente a religioni e culture diverse. Insomma, l’ora di religione può diventare un volano per una riflessione più profonda che comprenda valori condivisi e imprescindibili comuni al buon vivere civile.

Questo se – sia chiaro – non si intenda come mera ora di catechismo.

Libri di religione

In catalogo Matacena Libri è possibile trovare una vasta scelta dei volumi per l’IRC di recente realizzazione e tarati sulle necessità dei tempi moderni.

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Invalsi: arriverà la prova di Geografia?

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La Prova Invalsi resta, anzi, raddoppia. In un’intervista al Corriere della Sera il ministro Marco Bussetti analizza i risultati dei test Invalsi 2018 e commenta: «Dobbiamo intervenire con estrema sincerità e realismo».

Il riferimento è al grande divario che hanno registrato le performance degli allievi tra nord e sud Italia. Sebbene gli allievi delle scuole primarie abbiano più o meno registrato risultati non troppo altalenanti tra le varie aree del Paese, il gap per le secondarie diventa una preoccupante frattura, con gli studenti campani, calabresi, siciliani e sardi che dal rapporto sull’Invalsi 2018 escono con le ossa rotte: “Una situazione preoccupante”.

Gli interventi

Per ora vaghe le parole di Bussetti che esprime un laconico: “Ci rifletteremo”. Un modo probabilmente per dire che gli esiti del rapporto sulle prove Invalsi 2018 sono ora arrivati sulle scrivanie del Miur e che meritano un’attenzione a parte in un momento di super lavoro da parte del nuovo ministro in quota Lega che in poco più di un mese di mandato si è trovato ad affrontare una serie di criticità non indifferenti, che vanno dal caso delle diplomate magistrali ai concorsi per dirigenti scolastici fino alle modifiche alla Buona Scuola di renziana memoria.

Il test Invalsi resta

Tra le poche certezze che però Bussetti ha dato inequivocabilmente c’è il fatto che il test Invalsi resterà. Amato e odiato al tempo stesso, è una misura importante – anche se non del tutto certa – per avere un termometro dell’attuale situazione educativa e – appunto – apportare le giuste modifiche.

… e raddoppia con la Geografia

Non solo, ma nell’intenzione del Ministro c’è quello di aggiungere al test Invalsi (che ora prevede italiano, matematica e lingua inglese) anche la geografia. Geografia che, però, scompare nel piano didattico di parecchi istituti superiori.

Prepararsi al test Invalsi

In attesa di scoprire come saranno i prossimi test Invalsi e se abbracceranno o meglio altre materie, riproponiamo una buona scelta di tomi didattici per arrivare il più possibile preparati al test: