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Scuola al via, è guerra tra i presidi e il Governo sui vaccini

vaccinazione bambini scuola

Oggi parte ufficialmente il nuovo anno scolastico in Italia, i primi a tornare in aula sono i ragazzi della provincia autonoma di Bolzano. Ma è un rientro burrascoso: a tenere banco è la questione vaccini, tornata alla ribalta dopo che nelle scorse ore c’è stata la dura presa di posizione dei presidi durante l’audizione alla Camera del presidente dell’Associazione Antonello Giannelli.

“Quest’anno a rischio la salute dei nostri allievi”

antonello giannelli
Antonello Giannelli, presidente Associazione Nazionale Presidi (fonte: YouTube)

Giannelli non usa mezzi termini:

“Va ritirato l’emendamento che rinvia l’applicazione dell’esclusione della frequenza per i bambini non vaccinati: se passa, abbiamo per questo anno scolastico un rischio di insicurezza per la salute”

Nel Milleproroghe infatti è presente l’emendamento che de facto rinvierebbe l’obbligo vaccinale di un anno. Nel frattempo resta il caos sul da farsi: a quanto disposto dalla legge Lorenzin sull’obbligo di presentare dichiarazioni certificate Asl si contrappone la circolare a firma Bussetti – Grillo (ministri dell’Istruzione e della Salute) che prevede la stessa possa essere sostituita con un’autocertificazione (rimandiamo a questo articolo sul rinvio dell’obbligo vaccinale per maggiori informazioni).

A questa situazione si aggiunge il paradosso legislativo che si è venuto a creare e che come spiega all’Ansa da Mario Rusconi, presidente dell’Associazione Nazionale Presidi del Lazio, attribuisce:

“[…] enormi responsabilità, che si sarebbero potute evitare, ai dirigenti scolastici. Che, paradossalmente rischiano denunce sia se il bambino viene ammesso a scuola solo con l’autocertificazione sia se non viene ammesso”

La voce dei medici

Si unisce al coro anche la Federazione nazionale medici chirurghi e odontoiatri. Il presidente Filippo Anelli, anche lui in audizione alla Camera, spiega:

“Per noi medici i vaccini sono uno strumento fondamentale di tutela della salute pubblica. L’eliminazione dell’obbligo potrebbe essere interpretata come un atteggiamento antiscientifico. Auspichiamo un’offerta vaccinale attiva, in cui siano escluse tutte le possibili barriere sia organizzative sia economiche alla vaccinazione”

La richiesta: “Si impedisca l’ingresso a scuola dei non vaccinati”

La soluzione dovrebbe essere una, in pratica: non far entrare a scuola i bambini non vaccinati. Riprendendo un passaggio di Antonello Giannelli:

“Ci sono 10 mila bambini che non possono vaccinarsi per varie ragioni. E assegnare questi bambini a classi particolari non è possibile sia dal punto di vista organizzativo sia perché significa una forma di segregazione che ripugna”

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Tornare a scuola… con la caccia al tesoro: i suggerimenti di Save the Children

studenti scuola primaria generica

Con il ritorno in classe dei giovani studenti delle scuole di Bolzano inizia ufficialmente l’anno scolastico 2018-19. Il rientro in aula è sempre un momento importante della vita di un ragazzo, e diventa particolarmente delicato se il ragazzo in questione fa il suo esordio in una nuova classe, come la prima elementare o la prima media.

Come rendere questo approccio al nuovo corso di studi il più possibile ottimale, in funzione del primo fondamentale passo per incominciare una nuova vita di classe costruttiva e armoniosa insieme ai nuovi compagni?

Ci viene incontro Save the Children, una delle più grandi e importanti ONG specializzata nel supporto dei bambini. Sul blog di Save The Children, infatti, sono riportati alcuni utili consigli in vista dell’inizio del nuovo anno scolastico, nove mesi in cui la scuola sarà il luogo in cui l’allievo passerà la maggior parte del suo tempo.

Tra questi, suggerimenti di alcune attività sicuramente inusuali, ma che possono introiettare in maniera positiva l’alunno nella nuova realtà.

La caccia al tesoro di inizio anno scolastico

Quella più curiosa è sicuramente la caccia al tesoro. Nascondere oggetti per la scuola e invitare gli allievi appena arrivati a cercarli e trovarli ha una duplice finalità: la prima è favorire la conoscenza degli alunni che si incontrano per la prima volta, e farlo attraverso il gioco; la seconda è iniziare a esplorare, sempre attraverso il gioco, la scuola e iniziare subito a farlo diventare un ambiente familiare.

A ognuno la sua regola

Anche darsi delle regole può diventare un gioco. Un gioco atto a responsabilizzare gli allievi. Formare dei piccoli gruppi e assegnare a ognuno di questi il controllo del rispetto di una regola è un ottimo esercizio. Durante l’anno, è importante verificare che poi queste regole e questi controlli stiano dando i frutti sperati, coinvolgendo direttamente gli alunni.

Drammatizziamo!

La collaborazione e il rispetto reciproco non nascono spontaneamente, scrive Save the Children che invita ad alimentarli realizzando attività di drammatizzazione ispirate a vita e argomenti affrontati di ogni giorno, un modo che permette una partecipazione attiva anche agli alunni con maggiori difficoltà di apprendimento.

 

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Crollo Ponte Morandi, la preoccupazione di Solo Dirigenti: “Patrimonio edilizio in stato pessimo”

solo dirigenti

Dopo il crollo del Ponte Morandi di Genova, che ha causato la morte di 39 persone, Alessandro Turchi – presidente di SOLO DIRIGENTI (Associazione Dirigenti delle Istituzioni Scolastiche Autonome) – esprime enorme preoccupazione per lo stato del patrimonio edilizio pubblico italiano, con un occhio particolare agli edifici scolastici.

“Il rapporto Ecosistema Scuola di Legambiente di pochi mesi fa (ottobre 2017) – spiega Turchi – ha riassunto in poche e terrificanti parole la situazione degli edifici scolastici italiani. Il 41% delle nostre scuole è situato in zone sismiche ad alto rischio, il 43% è stato costruito precedentemente al 1976 e dall’entrata in vigore della relativa normativa, solo il 12,3% delle scuole in zone ad alto rischio è progettato con tecniche di costruzione antisismica. Infine, per completare il quadro, va detto che, di fatto, circa 1 scuola su 2 non ha il certificato di idoneità statica, di collaudo statico, di agibilità e di prevenzione incendi”.

“Per non parlare – continua Turchi – dell’efficienza energetica classe A, che riguarda appena lo 0,3% delle scuole. Una situazione drammatica che ci induce a chiedere che la Scuola sia collocata di diritto al primo posto nell’agenda delle priorità del “sistema Italia”. Lo pretendiamo”.

“Come dirigenti scolastici – spiega Turchi – responsabili a tutti gli effetti degli edifici, in presenza di enti locali che non intervengono più da tempo per mancanza di risorse nella manutenzione ordinaria e straordinaria e con una normativa che continua assurdamente a considerarci datori di lavoro. Lo pretendiamo soprattutto sentendo tutto il peso della responsabilità di otto milioni e mezzo di studenti, a noi affidati, e come cittadini, come operatori culturali, come membri di una società che vuole continuare a considerarsi civile”.

“SOLO DIRIGENTI – ricorda – non fa politica e guarda ai governi con simpatia o meno a seconda delle azioni messe in campo per la scuola pubblica e a seconda della considerazione in cui è tenuta la dirigenza di un settore strategico come quello della scuola. Si chiede all’attuale Ministro, all’attuale Governo, all’attuale Parlamento, di conoscere quali azioni concrete si intendono avviare, con anche le precise calendarizzazioni previste, per evitare un’altra assurda Genova in qualcuna delle nostre quindicimila scuole”.

Non chiacchiere allora, ma risposte. Per la tutela di ognuno.

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Calabria, sicurezza delle scuole: l’allarme del Codacons

reggio calabria

Negli ultimi giorni l’Italia trema e, prima che accadano tragedie, il Codacons si rivolge ai prefetti per chiedere verifiche e sicurezza per gli edifici scolastici.

Accade in Calabria dove, con una nota, Francesco Di Lieto – vicepresidente Nazionale del Codacons – chiede di differire l’inizio delle attività scolastiche in ogni edificio calabrese almeno finché non siano state effettuate tutte le verifiche tecniche atte a certificare la possibilità o meno che l’immobile possa essere utilizzabile sul fronte della vulnerabilità sismica, al fine di tutelare alunni, insegnanti e personale.

E lo fa con parole dure, decise, quando dichiara che:

“Da anni ripetiamo, inascoltati, che si tratta di una vera e propria emergenza: 9 scuole su 10 non sarebbero agibili. Per questo motivo abbiamo chiesto di ottenere la documentazione necessaria a comprendere quanto siano sicuri gli studenti in Calabria, un territorio ad alto rischio sismico. Chiediamo all’Ufficio scolastico regionale, nonché ai Comuni e alle Province calabresi di rendere pubblici gli obbligatori certificati di rispondenza alla normativa antisismica (ai sensi dell’art. 28 Legge 64/1974 e dei certificati di agibilità, previsti dall’art. 24 del Testo Unico dell’Edilizia)”.

Uno scenario impressionante, quello rilevato dal Vicepresidente: «La fotografia dell’edilizia scolastica calabrese è sconfortante. Se una scuola non è in possesso del certificato di agibilità, vuol dire che a tutti gli effetti di legge non è agibile, pertanto andrebbe chiusa per tutelare alunni, insegnanti e personale scolastico. Ma quante scuole sono in queste condizioni in Calabria? Dalle verifiche effettuate dal Codacons, la situazione è allarmante. Attualmente, infatti, risultano censiti 2.408 edifici scolastici, ma soltanto di 1909 si hanno a disposizione i dati. Solo 832 edifici sono in possesso del certificato di collaudo statico e solamente 382 hanno ottenuto il certificato di agibilità. Praticamente l’ 85% delle scuole calabresi potrebbe non essere agibile».

«Alla luce di questi dati – afferma Di Lieto – riteniamo sia il caso di disporre un censimento dell’edilizia scolastica per quanto attiene sicurezza ed agibilità degli edifici ed intervenire immediatamente, prima che sia troppo tardi. Dal punto di vista giuridico, la responsabilità è in capo al dirigente scolastico, anche se in realtà la competenza (e la responsabilità) è degli enti locali, che preferiscono ignorare il problema, sperando che non si verifichino crolli o terremoti»-

«Abbiamo il diritto di sapere se gli edifici in cui, per legge, siamo obbligati a mandare i nostri figli, siano a norma – prosegue Di Lieto – e, quindi, se lo Stato rispetta le norme vigenti. Da anni assistiamo a stucchevoli deroghe sulla pelle di bambini ed insegnanti. È arrivato il momento di dire basta. Del resto viene imposta la corsa alle vaccinazioni di massa per tutelare la salute dei bimbi, eppure ci si dimentica della salute dei bimbi quando li si obbliga a trascorrere ore ed ore in edifici pericolosi e non a norma. Probabilmente – conclude Di Lieto – la sicurezza dei bambini interessa solo a giorni alterni».

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Abbandono scolastico: come individuarlo prima e prevenirlo

bambino scrittura tabelle matematica

“Spesso gli amici mi chiedono come faccio a far scuola e come faccio ad averla piena, insistono perché io scriva per loro un metodo, che io precisi i programmi, le materie, la tecnica didattica. Sbagliano la domanda. Non dovrebbero preoccuparsi di come bisogna fare per fare scuola, ma solo di come bisogna essere per poter fare scuola”.

Questa citazione di Don Lorenzo Milani, lontana nel tempo ma più che mai attuale, apre oggi il tema del contrasto agli abbandoni scolastici precoci, o dispersione scolastica che dir si voglia: un argomento molto sentito dagli insegnanti e dalle famiglie, che incide negativamente sullo sviluppo del minore.

Quali sono i segnali di allerta? A cosa devono fare attenzione gli insegnanti? Come contrastare gli abbandoni scolastici, soprattutto in territori ad alto rischio di esclusione sociale?

Perché è così importante?

Con la crescente domanda di competenze e qualifiche elevate i giovani che abbandonano prematuramente la formazione non dispongono delle competenze e corrono il rischio di affrontare gravi e persistenti problemi sul mercato del lavoro.

Inoltre, gli studenti che hanno abbandonato la scuola prima del tempo, hanno maggiore probabilità di essere collocati in posti di lavoro precario, di crescere da un punto di vista lavorativo e quindi sociale.

Gli studi

Secondo la Commissione Europea (documento scaricabile all’indirizzo http://ec.europa.eu/educations/school-educations/twg_en.htm) l’abbandono scolastico precoce “genera notevoli costi economici sia livello individuale che collettivo con un costo complessivo che oscilla tra 1 e 2 milioni di euro per ogni studente che abbandona la scuola. Un anno in più di permanenza a scuola, può assicurare a un giovane un reddito supplementare per tutto l’arco della vita: di conseguenza un Paese con un alto tasso di abbandono scolastico dovrà impegnarsi a fondo per mantenere alti livelli di occupazione e coesione sociale”.

Il primo segnale di abbandono scolastico

Un importante segnale premonitore dell’abbandono scolastico precoce è la cosiddetta “frequenza a singhiozzo”: quando uno studente si assenta spesso o per lungo tempo è un dato da non sottovalutare, ed è certamente un segnale di pericolo.

I segnali di allerta precoci

Sempre secondo numerosi studi e monitoraggi della Commissione Europea, fra gli elementi da considerare ci sono sicuramente:

  • scarsa partecipazione o assenze ingiustificate;
  • comportamento indifferente;
  • media complessivamente scarsa;
  • voti bassi in più discipline;
  • insuccesso scolastico;
  • ripetizione dell’anno;
  • contatti con i servizi sociali;
  • contatti con le forze dell’ordine.

Come rispondere?

Il lavoro di ricerca del gruppo tematico suggerisce alcune risposte ai segnali di allarme precoci: “Per ottenere una reale diminuzione dei tassi di abbandono scolastico, gli studenti individuati monitorando i diversi segnali di pericolo devono essere dotati di un sostegno tempestivo in modo che i loro problemi di fondo possano essere affrontati”.

Per poter fare scuola, allora, bisogna essere attenti ai bisogni di tutti e non lasciare nessuno solo.

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Dislessia, il Tar Piemonte sospende la bocciatura di un allievo

Matematica Discalculia DSA 170 2010

La clamorosa storia arriva dalla Val di Susa ed è stata raccontata da Repubblica.it: il Tar del Piemonte ha difatti trovato “profili di parziale fondatezza” nel ricorso dei genitori di un ragazzo con disturbo specifico d’apprendimento (DSA) e ne ha sospeso la bocciatura alla quarta di liceo.

I fatti

Il ragazzo protagonista di questa storia destinata a fare giurisprudenza è discalculico. La discalculia, nota anche come disturbo dell’aritmetica, è un disturbo specifico dell’apprendimento (DSA) legato alla comprensione di numeri e manipolazione degli stessi.

Il giovane studente è arrivato a fine anno con quattro insufficienze: scienze, inglese, latino e matematica appunto. Quindi l’esito degli scrutini è bocciatura, per una sola materia. Con tre insufficienze, difatti, si veniva semplicemente ammessi all’anno successivo con debito.

L’assenza del Piano Didattico Personalizzato

Ma i genitori dello studente non hanno accettato ciò e hanno portato il caso alla giustizia amministrativa. Il collegio di giudici, presieduto da Domenico Giordano, ha esaminato il ricorso della famiglia e la difesa del dirigente scolastico dell’istituto, e infine ha sancito che esistono profili di parziale fondatezza che darebbero ragione al ricorrente. Più nello specifico:

“[…] rilevando, a un primo esame, profili di parziale fondatezza del ricorso con particolare riferimento alla disciplina matematica, rispetto alla quale sembrerebbero trovare fondamento le censure dedotte dal ricorrente in ordine alla mancata integrale applicazione delle misure di ausilio previste dal Piano Didattico Personalizzato”

In pratica, si afferma che il docente di matematica non abbia previsto per il ragazzo con discalculia un piano didattico personalizzato e meno gravoso in termini di difficoltà. Che si può tradurre in meno compiti, utilizzo della calcolatrice o consultazione dei formulari.

La legge 170/2010

Nel 2010 infatti in Gazzetta Ufficiale veniva pubblicata la legge 170/2010 che:

riconosce la dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia quali disturbi specifici di apprendimento, di seguito denominati «DSA», che si manifestano in presenza di capacità cognitive adeguate, in assenza di patologie neurologiche e di deficit sensoriali, ma possono costituire una limitazione importante per alcune attività della vita quotidiana

Nello stesso testo (articolo 5) il Miur garantisce agli studenti con DSA:

a) l’uso di una didattica individualizzata e personalizzata, con forme efficaci e flessibili di lavoro
scolastico che tengano conto anche di caratteristiche peculiari dei soggetti, quali il bilinguismo,
adottando una metodologia e una strategia educativa adeguate;
b) l’introduzione di strumenti compensativi, compresi i mezzi di apprendimento alternativi e le
tecnologie informatiche, nonché misure dispensative da alcune prestazioni non essenziali ai fini
della qualità dei concetti da apprendere;

Inoltre, agli studenti con DSA sono “garantite, durante il percorso di istruzione e di formazione scolastica e
universitaria, adeguate forme di verifica e di valutazione, anche per quanto concerne gli esami di
Stato e di ammissione all’università nonché gli esami universitari”.

La decisione

Così, il Tar ha sospeso la bocciatura del ragazzo annullandone l’insufficienza in matematica e ha disposto una nuova riunione straordinaria del consiglio di classe per ridiscutere la situazione dell’allievo con DSA, ma stavolta senza il docente di matematica.

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Scuola e siti internet, da settembre il dominio passa da .gov a .edu

donna scrittura laptop test concorso dirigenti scolastici

E’ un autunno carico di novità quello che si prospetta: a partire dal 20 settembre prossimo, il Miur informa che le scuole dovranno cambiare dominio per il sito online, passando da “Gov.it” ad “Edu.it”.

Questa migrazione è stata preceduta dalla   determina n. 36 del 12 febbraio 2018 dell’Agenzia per l’Italia Digitale, con la quale è stato stabilito, coerentemente con il  Piano Triennale per l’informatica nella nella PA 2017/2019, che il dominio “gov.it” va assegnato soltanto alle Amministrazioni centrali dello Stato.

Quali sono i passaggi?

Ogni istituto scolastico, statale e non, a partire dal 20 settembre dovrà verificare sul database Whois se è disponibile il nome che si è scelto, trovando nella Lista un Registrar che provvederà direttamente alla registrazione del dominio.

Attenzione: Prima di avviare la procedura è fondamentale accertarsi di avere a disposizione il codice meccanografico e tutti i dati identificativi della scuola e del legale rappresentante!

Per le tempistiche, è importante affrettarsi: solo le scuole che faranno la registrazione nel primo anno, ossia dal 20 settembre 2018 al 19 ottobre 2019, potranno mantenere lo stesso terzo livello del nome (es. il liceoleopardi.gov.it potrà diventare liceoleopardi.edu.it). I nomi a dominio delle scuole già registrate solo in questo arco di tempo iverranno riservati nell’SLD (Second Level Domain) edu.it. Il Registro.it non addebiterà al Registrar oneri per la registrazione dei nomi a dominio edu.it.

Dopo il 20 ottobre 2019, i nomi non ancora registrati saranno nuovamente disponibili disponibili e verranno assegnati secondo l’ordine cronologico di arrivo delle richieste.

Le scuole potranno mantenere il dominio “gov.it”sino  alla scadenza del contratto di canone con il proprio gestore ed eccezionalmente anche nel caso in cui questo superi la scadenza prevista dalla determina AgID.

Ulteriori istruzioni operative circa le modalità di migrazione/registrazione saranno fornite successivamente.

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Obbligo vaccinale rinviato di un anno: cosa accade ora

vaccinazione bambini scuola

Nel Milleproroghe in discussione al Senato compaiono e vengono approvati due emendamenti identici, a firma Movimento 5 Stelle e Lega, che di fatto rinviano di un anno l’obbligo a dimostrare le avvenute vaccinazioni all’atto dell’iscrizione a scuola. Nella Camera alta i due emendamenti hanno ottenuto 149 voti a favore contro 110 a sfavore (un astenuto).

Il Milleproroghe cancellerebbe l’ultima circolare firmata Grillo

Argomento sentitissimo da gran parte della base del Movimento 5 Stelle, quello dei vaccini è stato uno dei primi interventi del nuovo esecutivo gialloverde e del Ministro della Salute Giulia Grillo. Tanto è vero che all’incirca un mese fa una circolare a firma della stessa Grillo e di Marco Bussetti, a capo del Miur, stabiliva che l’obbligo vaccinale restava invariato ma – anziché presentare documentazione ufficiale delle Asl – si poteva autocertificare.

Laddove il Milleproroghe, dopo la votazione di tutti gli emendamenti e quella finale, passasse anche alla Camera, questa circolare viene de facto cassata.

Cosa dicono gli emendamenti?

In estrema sintesi, gli emendamenti rinviano di un anno l’obbligo vaccinale. Per l’anno scolastico 2018/19 insomma non c’è bisogno di presentare documentazione di alcun tipo (né delle Asl, né autocertificazioni) per poter iscrivere il proprio figlio a scuola.

Un’inutile complicazione

Ci sono due aspetti da tenere in conto riguardanti questa vicenda.

Giulia Grillo (foto: Facebook)
Giulia Grillo (foto: Facebook)

Il primo riguarda le tempistiche: non è detto, infatti, che il Milleproroghe diventi legge entro settembre, ossia entro l’iscrizione a scuola. In quel caso – e in assenza di decreti d’urgenza – resta in vigore come “regolamento” la circolare Grillo-Bussetti e, quindi, l’obbligo di presentare certificazione e/o autocertificazione delle avvenute vaccinazioni. Anche se la stessa già di per sé era oggetto di critiche e analisi: la circolare andrebbe a modificare quanto stabilito da una legge approvata e questo non è assolutamente scontato sia lecito.

Il secondo riguarda direttamente il ministro Giulia Grillo. Travolta dalle critiche, la Grillo ribadisce: “I bambini dovranno continuare a essere vaccinati e i genitori dovranno ancora presentare le certificazioni“. Se questa è la volontà politica, non si comprende proprio perché incartarsi da soli su un emendamento che strizza l’occhio agli anti-vax oltre ogni ragionevole interpretazione di sorta. Non solo, ma rispondendo a chi la contesta, il ministro Grillo rassicura: “Insieme al ministro dell’Istruzione garantiremo a tutti i bambini immunodepressi, quelli che non possono scegliere se vaccinarsi o meno, l’adeguata collocazione in classi in cui è assicurata la copertura vaccinale. In questo modo dando la priorità a chi non può scegliere rispetto a chi può scegliere di vaccinarsi e decide comunque di non farlo”. Insomma, come incartarsi da soli.

Lo scontro politico e la presa di posizione delle Regioni

L’emendamento non è andato giù nemmeno a due esponenti pentastellati: parliamo della senatrice ed ex biologa Elena Fattori che ha votato contro (“Rispetto la scelta del mio gruppo ma per mia storia personale, professionale e dolorosamente di madre non posso fare altro che dissociarmi dal mio gruppo e esprimere un indignato voto contrario”) e del deputato ed ex chirurgo Giorgio Trizzino (“Non si ritenga che per garantire l’accesso agli asili nido ed alle scuole materne si possa immaginare qualsiasi forma di deroga sull’obbligo a vaccinare i bambini”).

Critiche sono arrivate anche da Pd e Forza Italia, mentre netta è la presa di posizione delle Regioni guidate dall’opposizione.

Più di una Regione – opponendosi a quanto prevede il Milleproroghe – si è già messa all’opera per verificare se esistano i presupposti per aggirare l’eventuale legge nazionale: l’Umbria di Catiuscia Marini…

… e la Campania di Vincenzo De Luca.

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Napoli: 2,6 milioni di euro per il rifacimento delle scuole

ex Provincia Napoli città metropolitana

Con l’approvazione degli elaborati progettuali da parte del sindaco della Città Metropolitana di Napoli Luigi de Magistrial via un complesso piano di interventi per la manutenzione ordinaria delle scuole.

Il valore complessivo ammonta a 2,6 milioni di euro e riguarderà gli edifici scolastici in proprietà (o in uso gratuito con competenza dell’ex Provincia) sul territorio metropolitano (ivi comprese le isole).

Che interventi verranno effettuati?

Prima di tutto la sicurezza: secondo un preciso ordine di priorità verranno in primis realizzate opere per il ripristino, il risanamento e il consolidamento degli edifici scolastici, anche strutturale; poi il ripristino e la modifica di locali e tutto ciò che ne concerne, dalla realizzazione di murature, tramezzature, pavimentazioni ai rivestimenti, le tinteggiature e le verniciature; opere di messa in sicurezza, ma anche l’impermeabilizzazioni dei lastrici solari per evitare il fenomeno delle infiltrazioni, e il rifacimento dei bagni e dei servizi igienici.

Fondi per l’Artemisia Gentileschi

Nelle stesse ore un’altra delibera stanzia 30mila euro per concludere – finalmente – i lavori all’Istituto Artemisia Gentileschi di Agnano, finito più di una volta sotto i riflettori delle cronache.

Per il Gentileschi i 30mila euro si vanno ad aggiungere ai 617mila già stanziati. Serviranno per rimettere a posto e in sicurezza le facciate esterne della scuola, cornicioni e intonaco, in modo da restituirla al vecchio splendore. Gli interventi riguarderanno anche la sostituzione di tutti gli infissi esterni con nuovi infissi con prestazioni termiche all’avanguardia.

Il sindaco della città metropolitana di Napoli Luigi de Magistris (fonte: Wikicommons)
Il sindaco della città metropolitana di Napoli Luigi de Magistris (fonte: Wikicommons)

Il commento

“La Città Metropolitana di Napoli ha tra i suoi obiettivi strategici la funzionalità e la sicurezza delle scuole superiori su tutto il territorio metropolitano. Da quando mi sono insediato abbiamo messo in campo il più grande investimento sull’edilizia scolastica che si sia registrato dal terremoto ad oggi. E questo nonostante i gravi tagli inferti agli enti locali, grazie alla tenacia del sottoscritto e di tutte le forze politiche presenti in Consiglio Metropolitano, cui va il mio ringraziamento soprattutto perché si tratta di interventi a favore dei territori”.

Questo quanto dichiarato dal sindaco metropolitano Luigi de Magistris.

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Campania: la Regione anticipa i soldi per trasporto e assistenza specialistica

Un anticipo, per un ammontare di 4,6 milioni di euro: è quanto la Regione Campania ha anticipato “di tasca sua” con l’obiettivo di fornire ai Comuni e agli Ambiti territoriali le risorse necessarie per far partire l’anno scolastico correttamente.

Con questo stanziamento, è praticamente garantito per gli istituti scolastici l’avvio del servizio di trasporto scolastico e l’assistenza specialistica per i bambini con disabilità sensoriali.

Lo ha reso noto la Regione stessa.

Gli stanziamenti al 70 e al 50 percento

Questo anticipo, in attesa del riparto dal Fondo ministeriale apposito, copre il 70 percento delle risorse necessarie per Ambiti territoriali e Comuni che hanno presentato rendicontazione nelle ultime due annualità, mentre questa percentuale scende al 50 percento per Comuni e Ambiti che non l’hanno presentata.

A cosa servono le risorse stanziate?

Questo primo stanziamento ammonta a 4.6 milioni che verranno così suddivisi:

  1. Circa 2,5 milioni per le spese vive del trasporto scolastico e il sostegno delle
    rette per convitto/semiconvitto degli alunni con disabilità sensoriale;
  2. Circa 2,1 milioni per i servizi di assistenza specialistica per questi alunni disabili

Le dichiarazioni

Spiega all’Ansa l’assessore alle
Politiche sociali e all’Istruzione della Regione Campania Lucia Fortini:

«Con questo provvedimento i Comuni e gli Ambiti Territoriali sono nelle condizioni di far partire fin dal primo giorno di scuola tutti i servizi per il trasporto e assistenza specialistica per gli alunni con disabilità iscritti alle scuole secondarie di secondo grado. Il meccanismo di finanziamento che abbiamo pensato è basato sulla premialita’ per i Comuni e gli Ambiti Territoriali che negli anni passati hanno dimostrato efficienza nella gestione delle risorse, ma allo stesso tempo non blocca i fondi per nessuno, scongiurando così che si
penalizzino famiglie e studenti».

Soddisfatto anche il governatore campano Vincenzo De Luca che invita adesso i Comuni e gli Ambiti ad avviare tutte le attività necessarie, sottolineando l’inpegno della Regione Campania per il controllo e il supporto all’infanzia disagiata.