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Dopo i primi test sierologici realizzati in modo volontario è tempo di bilanci. A realizzarli è il presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico, intervistato da Italia Stampa: “Un caso su tutti da citare è quello della Regione Lombardia, dove su 200 mila docenti e amministrativi ben 100 mila si sono prenotati, in maniera naturalmente volontaria, in 50 mila lo hanno svolto e sono risultati positivi in 2.700 anche dopo i tamponi successivi: parliamo del 5 per cento. Questo significa che c’è bisogno di grande attenzione”.

“Nel frattempo – continua Pacifico – è stata emanata la Circolare del ministero della Salute sul lavoro ‘fragile’: questo è molto importante, perché bisogna senz’altro intervenire con la sorveglianza sanitaria del personale scolastico”, attraverso la quale si è stabilito che “sarà il medico competente a decidere quali tipi di sorveglianza sanitaria portare avanti. Sicuramente non è colpa di questi lavoratori, in particolare di una classe docente, quella italiana, che risulta la più anziana al mondo, in particolare over 55, anche se in questa Circolare si precisa che non è l’età anagrafica a indicare il concetto di lavoro ‘fragile’”.

marcello pacifico anief
Marcello Pacifico, leader di Anief

Il sindacato si mette a disposizione di tutto il personale per presentare”, con un apposito modello, “queste domande: è molto importante tutelare la salute. Stiamo verificando, anche attraverso una check list che abbiamo distribuito alle Rsu, cosa sia importante. Di sicuro, lo è realizzare un nuovo patto educativo tra le famiglie e gli insegnanti, per fare in modo che i ragazzi rispettino la regola del distanziamento sociale, perché se lo rispettiamo tutti supereremo insieme anche questa fase di recrudescenza che a oggi” è tornata ad un numero di casi positivi in pericolosa ascesa, “quasi indietro al mese di maggio”.

Anief, a questo scopo, ribadisce che occorre assolutamente evitare assembramenti nell’ambiente scolastico, come anche previsto da un nuovo Dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte sulla proroga dello stato emergenziale e sulle regole da attuare al ritorno a scuola, attraverso la determinazione di gruppi classe non numerosi: è dal mese di aprile che il giovane sindacato lo ha chiesto, andando a recuperare i 15 mila plessi scolastici dismessi a seguito del dimensionamento, in modo da scongiurare il ritorno della didattica a distanza. La riduzione degli studenti per aula farebbe quindi quasi sempre rispettare il limite di un metro di distanza tra uno e l’altro, ma anche limitare i rischi per il personale che versa in condizioni di “fragilità” fisica.

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