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Sono diventate disposizione di legge i provvedimenti contenuti nel decreto Milleproroghe approvato in Senato ed entrato in vigore ieri 1° marzo: la Legge n. 8 del 28 febbraio scorso, ha messo mano anche all’organizzazione scolastica, andando innanzitutto a ridurre il numero delle cosiddette classi pollaio (laddove il numero di iscritti sia superiore a 22 alunni, ridotti a 20 in presenza di studenti con grave disabilità certificata): grazie ad un emendamento del M5S, si ottiene quindi una prima risposta al problema, anche se bisogna ricordare che si tratta di appena 800 classi su 15.000 esistenti, diverse delle quali con oltre 30 allievi iscritti.

Sempre con la Legge 88/2020, si stabilisce che i bandi di concorso della scuola, ordinari e riservati, previsti a loro volta dalla Legge 159/2019, verranno pubblicati entro il prossimo 30 aprile: uno slittamento che, indubbiamente, mette a repentaglio la possibilità concreta di assumere i vincitori delle selezioni, lasciando qualche speranza solo per la procedura straordinaria riguardante la scuola secondaria (peraltro macchiata da tante esclusioni illegittime, contro le quali il giovane sindacato Anief ha prontamente presentato ricorso d’urgenza al giudice attraverso preadesioni gratuite). Di fatto, si prevede che solo una parte del personale scolastico possa essere stabilizzata con modalità riservate, lasciando fuori gli insegnanti di religione cattolica per quanto riguarda il concorso straordinario, i precari di infanzia e primaria, oltre che i supplenti che hanno lavorato nelle scuole paritarie e nei corsi professionali e regionali. Per non parlare di altre categorie, come i Dsga facenti funzione, gli educatori e il personale Ata.

Le altre disposizioni sulla scuola incluse nel Milleproroghe riguardano ancora il concorso straordinario della secondaria, nella parte in cui viene stabilito che la prova scritta della procedura per il reclutamento, nonché la prova scritta della procedura per il conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento, riguardano il programma di esame previsto anche per il concorso ordinario, per titoli ed esami, per la scuola secondaria, che sarà avviato contestualmente alla procedura straordinaria (e non più il programma di esame del concorso ordinario bandito nel 2016) (art. 1, co. 10-terdecies).

Un’altra disposizione sulla Scuola, sempre inclusa nella Legge 88/2020, è quella sulle prove Invalsi: i risultati, si legge, non saranno inseriti nel “curriculum degli studenti” del quinto anno che si apprestano a svolgere gli esami di maturità 2020. In pratica, il Governo ha chiesto e ottenuto di far slittare l’ingresso del curriculum allegato al diploma al 1° settembre prossimo. La partecipazione alle prove rimane invece requisito obbligatorio per essere ammessi agli Esami di Stato 2020.

Infine, con il Milleproroghe è stata accolta la proposta dell’Anief e di Udir per modificare le procedure di assunzione dell’ultimo concorso per dirigenti scolastici: viene in pratica garantita da subito l’assunzione in ruolo anche dei candidati a capo d’istituto risultati idonei, fino a completo scorrimento della graduatoria di merito. Erano 500 coloro che avevano superato le prove e aspettavano di essere inclusi.

Pacifico (Anief): “Si poteva fare molto di più”

marcello pacifico anief

Secondo Marcello Pacifico, leader del giovane sindacato, “si poteva e doveva fare molto di più, specialmente reclutamento del personale precario che continua a essere lasciato fuori in modo illegittimo, nonostante sia presenti nelle graduatorie di istituto e ata 24 mesi. Migliaia di docenti saranno licenziati la prossima estate dopo che hanno superato l’anno di prova e hanno insegnato da diversi anni. Sono ancora vigenti i ricorsi avvero le procedure per la selezione dei dirigenti scolastici. Tantissimi insegnanti non avranno accesso al concorso riservato soltanto per la scuola secondaria. Il Governo ci convochi e ci ascolti per risolvere la supplentite

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