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Si è tenuto, il 13 febbraio 2019, presso l’Ambasciata francese in Palazzo Farnese, l’incontro per verificare la volontà dell’Institut Français d’Italia di firmare il primo contratto collettivo aziendale. Questo appuntamento, da tempo atteso, è arrivato a seguito delle mobilitazioni dei lavoratori di settembre e ottobre e di un incontro tenutosi presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Ministero che è stato coinvolto nella vertenza per agevolarne la ricomposizione.

La ripresa del dialogo sindacale, auspicato da tempo, sarebbe dovuta servire a superare l’impasse nelle trattative e terminare positivamente il negoziato con la firma del contratto che i lavoratori dell’istituto attendono da molto tempo. Cosa non avvenuta, in quanto, la direzione di IFI ha comunicato la propria indisponibilità alla firma del contratto, di fatto azzerando tutto il lavoro svolto fino ad adesso da FLC.

La replica non si è fatta attendere, infatti nella nota di FLC si legge: “Riteniamo un errore la scelta di IFI di rinunciare alle positive relazioni sindacali, sbagliato rinunciare alla contrattazione collettiva non ricercando soluzioni transitorie verso quelle definitive, sbagliato rinunciare a modelli negoziali democratici e partecipativi delle rappresentanze del personale nei luoghi di lavoro. Il prestigio di una struttura di servizio dell’Ambasciata di Francia in Italia lo imponeva”.

Sempre nella nota: “La mancata firma del contratto collettivo impone alla FLC CGIL di valutare quali azioni mettere in campo per tutelare i lavoratori di IFI e salvaguardare il valore del contratto collettivo ed il principio della rappresentanza sindacale senza i quali le lavoratrici e i lavoratori di IFI sono più deboli. Insieme alle RSA FLC CGIL, e alle lavoratrici/lavoratori che rappresentiamo, valuteremo la nuova situazione che si è determinata e quale dovrà essere il nostro ruolo nell’immediato prosieguo”.

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