“La Grande Bellezza”: è napoletano il progetto di innovazione sociale che rappresenta l’Italia in Commissione Europea

Il progetto La Grande Bellezza, dopo aver vinto il Premio Nazionale “Patrimoni Viventi 2019” del Centro Universitario Europeo per i Beni Culturali, è stato presentanto a Bruxelles come best practice nazionale selezionata dal Ministero per l’Istruzione.  

ll progetto, durato 6 mesi, ha coinvolto 600 studenti dell’Istituto Aldo Moro di Casalnuovo, dell’ICS Don Milani Capasso e la Scuola Caporale di Acerra, del Liceo Artistico Majorana di Pozzuoli  ed è stato selezionato dal Ministero per l’Istruzione, perché ha generato un ampio laboratorio di innovazione sociale e culturale, mettendo insieme impresa culturale, scuole, istituzioni e imprese commerciali.   

La Grande Bellezza nasce con l’intento di educare, ovvero nutrire e lasciar emergere il meglio dai giovanissimi cittadini ed ha fornito gli strumenti per la salvaguardia del patrimonio e dei luoghi della cultura.  Officinae Efesti ha avviato un profondo cambiamento nella comunità dei ragazzi, delle famiglie e delle scuole: una trasformazione totale che vede al centro del processo la cultura.  

Officinae Efesti trasforma il concetto di patrimonio culturale, oltrepassando la nozione di bene tangibile, avvalorando le tradizioni e i sentimenti collettivi.  

Il progetto La Grande Bellezza, svincolandosi dalle logiche promozionali e commerciali, assume il carattere etico di un nuovo modo di fare cultura e cittadinanza, elaborando il degrado e rifunzionalizzando il patrimonio, le identità e le singolarità locali che vengono tramutate in esperienze. Questo approccio è in linea con la Conferenza di Faro e l’accezione di eredità culturali in essa contenuta, recentemente ratificata dall’Italia. A Bruxelles saranno mostrati le video interviste di otto ragazzi, in rappresentanza di tutte le Scuole e dei laboratori del progetto, che spiegheranno all’Europa che cos’è per loro la bellezza.  

«La Grande Bellezza nasce con l’intento di trasformare la relazione fra i giovani e il patrimonio culturale, materiale ed immateriale, abbandonato – dice Stefania Piccolo co-fondatrice di Officinae Efesti e direttrice artistica del progetto  –  generando un ponte fra alcuni contesti periferici della provincia di Napoli e Pozzuoli; frutto di un grande lavoro di cooperazione e condivisione di intenti, il progetto è stato costruito in rete da 4 istituti scolastici, un’organizzazione del terzo settore, un’impresa commerciale ed un soggetto istituzionale. Il progetto muove dalla convinzione che l’uso di percorsi di conoscenza inediti, la dimensione esperienziale, la rilettura delle nuove tecnologie,  rivestono un ruolo determinante per condurre i giovani alla consapevolezza che il patrimonio culturale è parte integrante di ogni individuo e al desiderio di tornare in questi luoghi per prendersene cura». 

L’interdisciplinarietà dell’intervento ha messo in connessione l’esplorazione e la mappatura del patrimonio culturale con il digital mapping, la promozione e il marketing del turismo sostenibile, l’indagine sulle ritualità campane, la scoperta della sartoria d’eccellenza, la digitalizzazione degli archivi e l’antropologia teatrale. 

«Siamo onorati di rappresentare l’Italia in Commissione Europea in un momento così complesso e doloroso» conclude Agostino Riitano, co-fondatore di Officinae Efesti e project manager supervisor di Matera 2019 Capitale Europea della Cultura. «Operiamo da quasi vent’anni, a Napoli e in tutto il territorio nazionale, sperimentando nuovi modelli di produzione culturale per dare risposte concrete e non convenzionali ai bisogni delle comunità con cui lavoriamo. Nell’ultimo decennio il Sud è stato capace di dar vita ad interventi di valorizzazione innovativi e di grande spessore, individuando le potenzialità insite nelle alleanze pubblico-privato, in particolare nelle aree periferiche e fragili dei grandi centri urbani, generando rilevanti impatti mediante una virtuosa gestione degli esigui fondi pubblici». 

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