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Ferie, la Gilda denuncia: “Condotta illegittima negare determinati giorni di luglio e agosto”

ombrelloni sedie mare ferie estive

“È una condotta illegittima quella del dirigente scolastico che nega al personale docente la possibilità di fruire di giorni di ferie in determinati giorni di luglio e agosto”.

A sottolinearlo attraverso una nota stampa è la Gilda degli Insegnanti, in seguito alle ripetute segnalazioni, che stanno giungendo in questi giorni alle sedi territoriali del sindacato da parte di alcuni docenti, relative all’emanazione di circolari in merito alla richiesta di ferie.

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“Si va dalla imposizione di termini precisi – spiega la Gilda – alla compressione della finestra temporale di fruizione, alla istituzione di periodi uguali per tutti in modo, a volte, totalmente arbitrario. Le difficoltà organizzative legate alla conclusione di questo anno scolastico e all’avvio del prossimo, alla luce delle disposizioni di sicurezza per l’emergenza Covid-19, che pur comprendiamo, non autorizzano però le istituzioni scolastiche a derogare alla normativa vigente”.

“Il Ccnl stabilisce che i docenti devono fruire delle ferie durante i periodi di sospensione delle attività didattiche, ovvero dal 1 luglio al 31 agosto per quanto riguarda l’estate. Fanno eccezione coloro che sono impegnati negli esami di Stato, per i quali è disponibile solo il periodo tra la conclusione delle operazioni di esame e il 31 agosto. L’unica possibilità di riduzione o di frazionamento del periodo in cui poter richiedere le ferie si configura quando il Collegio dei Docenti delibera un piano annuale delle attività, di cui i rappresentanti sindacali devono essere informati, che prevede impegni specifici nei mesi di luglio e agosto. Se non sussistono queste condizioni – conclude la Gilda – qualunque circolare che comprima il diritto alle ferie è priva di fondamento giuridico”.

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Ferie non godute con contratti a termine: vittoria storica dell’Anief in tribunale

aula scuola generica

Il diritto alla monetizzazione delle ferie non fruite per il personale della scuola che ha svolto attività lavorativa con contratti a termine con scadenza al 30 giugno è stato finalmente riconosciuto in tribunale grazie alla vincente azione legale del sindacato Anief che da sempre si batte per la tutela e l’equiparazione di tutti i diritti dei lavoratori a tempo determinato della scuola con quelli riconosciuti al personale di ruolo. Stavolta la vittoria Anief arriva dai tribunali del Piemonte (Ivrea e Torino) dove gli Avvocati Anief Fabio Ganci, Walter Miceli e Giovanni Rinaldi ottengono ben tre sentenze di identico tenore che condannano il Miur per la mancata corresponsione dell’equivalente economico delle ferie maturate e non godute da altrettanti precari della scuola. Marcello Pacifico: “I ricorsi, dopo questa storica vittoria, saranno depositati presso i tribunali del lavoro di tutta Italia e il nostro sindacato si impegnerà a battersi anche ai tavoli delle trattative per ottenere finalmente giustizia ed equiparare i diritti dei lavoratori precari a quelli del personale di ruolo non solo per quanto riguarda le ferie, ma anche per il diritto ai permessi retribuiti, alle progressioni di carriera e per tutte le altre prerogative loro negate”. Aperte le adesioni allo specifico ricorso Anief.

Il Tribunale del Lavoro di Torino, ad esempio, evidenzia come il complesso normativo attuale, “applicabile a decorrere dal 1/9/2013 non pare tuttavia imporre ai docenti di richiedere di fruire – necessariamente in giornate destinate all’attività didattica – dei giorni di ferie maturati in eccedenza rispetto a quelli di sospensione dell’attività didattica, maturando il diritto alla monetizzazione”. Non avendo il Ministero provato che il ricorrente “abbia chiesto ed ottenuto di godere di ferie ulteriori rispetto a quelle a fruizione obbligatoria e automatica, corrispondenti con i giorni di sospensione delle attività didattiche” il tribunale ha ritenuto assolutamente “fondata la domanda della ricorrente, con diritto alla percezione dell’importo di € 1718,82 a titolo di indennità sostitutiva delle ferie maturate e non godute” e della somma aggiuntiva di “€ 826,50 oltre interessi legali, a titolo di differenze retributive”, condannando il Miur anche al pagamento delle spese di soccombenza. Identiche le conclusioni del Tribunale del Lavoro di Ivrea che condanna il Miur a risarcire altri due docenti precari per un totale pari a 2.884,28 e a un totale di spese di soccombenza pari a 2.700 Euro oltre accessori. 

Tutti i lavoratori precari della scuola, dunque, o quelli entrati in ruolo che hanno svolto supplenze al 30 giugno, potranno rivendicare in tribunale il proprio diritto alla monetizzazione delle ferie non fruite negli ultimi 5 anni se hanno stipulato contratti al 30 giugno. L’Anief con soddisfazione evidenzia come sia nuovamente riuscita a dimostrare in tribunale la validità delle proprie tesi tutelando al meglio e concretamente i diritti dei lavoratori della scuola. 

Per ulteriori informazioni e aderire ai ricorsi Anief per ottenere l’indennità sostitutiva delle ferie non fruite con contratti al 30 giugno, clicca qui.