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Tempo pieno, Sinopoli è a favore: “Incontro alle richieste di FLC Cgil”

Francesco Sinopoli, segretario generale della FLC CGIL, accoglie con favore le dichiarazioni del presidente del consiglio Conte a margine dell’annuale presentazione del Rapporto Svimez sull’economia e la società del Mezzogiorno e dichiara: “L’idea di generalizzare il tempo pieno nella scuola primaria in tutto il Paese è una proposta che va incontro alle richieste della FLC CGIL. È il momento di scelte coraggiose per offrire ai bambini e alle bambine una prospettiva concreta di successo formativo, destinando parte consistente dei fondi Next Generation EU ai luoghi dove quella generazione cresce e si forma, superando finalmente i profondi divari territoriali fotografati da Svimez”.

“E’ necessario ribadire, sottolinea il segretario della FLC, che l’occupazione femminile è una importante ricaduta del tempo pieno, ma non ne rappresenta l’obiettivo primario: la scuola non è un parcheggio. Nonostante sia chiaro il rapporto tra tempo scuola, crescita dell’occupazione femminile e diminuzione del tasso di interruzione del lavoro da parte delle donne con il conseguente incentivo all’ingresso nel mercato del lavoro, il modello pedagogico del tempo pieno è centrale, prima di tutto, come risposta ai bisogni di formazione delle bambine e dei bambini e, non secondariamente, nel contrasto al gravissimo fenomeno della dispersione scolastica”.

Francesco Sinopoli foto flc cgil
Il segretario di FLC Cgil Francesco Sinopoli

“Investimento in un tempo scuola di 40 ore settimanali in tutte le scuole del Paese, significa garantire a tutti i bambini il diritto all’istruzione, fornendo loro maggiori opportunità educative. Attualmente usufruiscono del tempo pieno solo il 33% delle classi. Stimiamo che per la diffusione del tempo pieno su tutto il territorio nazionale sia necessaria un’implementazione degli organici della scuola primaria con un incremento pari a 45 mila docenti. In sintesi, conclude Sinopoli, bisogna estendere in modo strutturale a tutte le scuole primarie del paese il tempo pieno e ci auguriamo che, alle parole del Presidente Conte, seguano i fatti”.

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Precari scuola, Sinopoli (FLC Cgil): “Cambiare rotta subito”

“Quello che oggi sta avvenendo sul tema del precariato è la sistematica strumentalizzazione della condizione vissuta da oltre 60 mila docenti, che dopo anni di lavoro nelle classi e nelle scuole si vedono accusati di non essere insegnanti capaci o abbastanza meritevoli”. Così Francesco Sinopoli, segretario generale della FLC CGIL, nella giornata che vedrà i precari della scuola manifestare in un centinaio di piazze italiane per la stabilizzazione dei lavoratori con almeno 3 anni di servizio e per l’avvio di percorsi abilitanti a regime.“In realtà – aggiunge – l’accelerazione sul concorso serve solo a nascondere il fallimento delle immissioni in ruolo di quest’anno e denota l’incapacità di elaborare un’idea di scuola e un’idea di reclutamento capaci di valorizzare la formazione del personale, oltre che la selezione”.”Il mantra del merito che la ministra ripete da settimane nasconde il fatto che tutti coloro che non supereranno la selezione del concorso resteranno esattamente dov’erano: a scuola a lavorare, come e più di prima, sempre da precari.  E quando chiediamo di essere convocati per discutere di percorsi abilitanti e formazione, investimenti sugli organici, classi pollaio o rinnovo del contratto, la ministra glissa”, sottolinea Sinopoli.

Francesco Sinopoli foto flc cgil
Il segretario di FLC Cgil Francesco Sinopoli

 “Il messaggio delle 100 piazze di oggi è chiaro ed è rivolto a tutto il governo: cambiare rotta sui diritti dei lavoratori precari è possibile ed è necessario, e può rappresentare il primo segnale del cambiamento più generale che serve sulla scuola tutta”, conclude.

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Ripartenza scuola, FLC Cgil: “Ancora troppi provvedimenti mancano”

“Sono tanti i provvedimenti che mancano, a pochi giorni dall’inizio della scuola, per assicurare il rientro in sicurezza e garantire il diritto allo studio e non si tratta solo di mascherine e di banchi monoposto, anche se ad oggi ne abbiamo disponibili solo 100.000 su 2.400.000”.

Lo afferma FLC Cgil in una nota stampa. “Siamo davanti innanzitutto all’enorme problema dei posti vuoti, effetto anche dell’impuntatura del Ministro Azzolina, che non ha voluto assumere con procedura semplificata il personale con tre anni di servizio per poi procedere successivamente alla sua selezione e che in tal modo ha allontanato la possibilità di avere 32.000 posti docenti in più coperti a settembre”.

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“Dai decreti pubblicati sui siti ufficiali degli uffici scolastici regionali emerge che le immissioni in ruolo, ad oggi, sono poco più di 22 mila su un contingente di 85 mila, meno del 30% dunque di quanto autorizzato, mentre le richieste per la call veloce come era largamente previsto, superano di poco le 2mila unità”.

“Il numero delle supplenze per quest’anno forse non arriverà a 250 mila come sostiene Azzolina, ma di sicuro raggiungerà l’altrettanto spaventosa cifra di 200 mila unità”.

“Sono necessari provvedimenti straordinari sugli organici, anche su quello ATA, che, vista l’esigenza di costante igienizzazione richiesta dalla pandemia, va profondamente rivisto assicurando in ognuno dei 42.000 plessi scolastici italiani, almeno 1 collaboratore scolastico in più”.

Per ulteriori informazioni clicca qui.

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Supplenze, FLC Cgil: “Pubblicata la circolare”

Il Ministero dell’Istruzione ha pubblicato la nota ministeriale 26841 del 5 settembre 2020 che definisce i dettagli di come avverranno le supplenze nel prossimo anno scolastico 2020/2021. Diversi i temi affrontati dall’amministrazione.

Si richiama la distinzione tra supplenze annuali e al 30 giugno, di competenza degli uffici scolastici provinciali e supplenze brevi, di competenza delle scuole, mediante graduatorie d’istituto.

È previsto che le MAD possano essere inviate solo i docenti che non sono inseriti né nelle graduatorie provinciali né in quelle d’istituto.

Ribadito il ruolo di controllo sui punteggi della scuola che stipula il primo contratto di supplenza e che convalida in modo definitivo i punteggi attribuiti all’aspirante.

È stato previsto un meccanismo di convocazione specifico per l’attribuzione di supplenze della scuola primaria relative a cattedre che richiedono linsegnamento della lingua inglese, per cui la convocazione indicherà la specifica richiesta dell’idoneità agli aspiranti coinvolti.

Per il ricorso seriale relativo agli ITP si prevede che in caso di esito negativo della vertenza saranno indicate modalità per fare in modo che all’esclusione della 1 fascia GPS faccia seguito l’inserimento nella 2 fascia GPS, e altrettanto per le graduatorie d’istituto.

Per il cosiddetto organico Covid (OM 5 agosto 2020 n. 83) si prevede che questi posti aggiuntivi siano trattati come supplenze temporanee, di competenza delle scuole, e che i contratti vengano interrotti in caso di sospensione della didattica in presenza.

Per i beneficiari di legge 104/92 è prevista una priorità secondo le previsioni contenute nel CCNI della mobilità.

Lo rende noto la FLC Cgil che ha espresso una serie di considerazioni attraverso una nota ufficiale.

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Il 31 luglio flash mob davanti al Ministero dell’Istruzione

‘A settembre tutti a scuola! Ripartire in presenza, in sicurezza e tutelando il lavoro di tutti’. Questo lo slogan che guida il flash mob di FLC Fp e Filcams Cgil che si terrà venerdì 31 luglio, alle ore 10.30, davanti al Ministero dell’Istruzione, a Roma, con una richiesta molto precisa: dare a bambini, alunni, insegnanti e tutto il personale diretto e in appalto delle scuole e dei servizi educativi all’infanzia la possibilità di rientrare a scuola, a settembre, “investendo sulla sicurezza, sulla qualità degli spazi, per la consumazione del pasto, per la pulizia e sanificazione, per un tempo scuola lungo”.

Lo annuncia la CGIL in una nota stampa consultabile sul suo sito.

“Bambini e ragazzi sono i soggetti che, più di altri, hanno subito gli effetti negativi del lockdown, necessario per il contenimento della diffusione del Covid-19. Adesso dobbiamo tornare a scuola – commentano le categorie della Cgil -, i ragazzi devono ricostruire quel sistema di relazioni alla base dei processi di apprendimento e che caratterizza la fase della loro vita, riappropriandosi di un proprio spazio di crescita. Stare a scuola e nei servizi educativi con i compagni e con gli insegnanti con orario completo fin da subito: garantire spazi adeguati, un servizio mensa di qualità, i necessari servizi di pulizia per le scuole statali, paritarie, private, un tempo scuola esteso e disteso”. Proseguono: “È fondamentale che la scuola (statale, paritaria, privata) e i servizi educativi ripartano in presenza; per farlo bisogna individuare misure che garantiscano la sicurezza e la salute degli studenti e del personale e la continuità e salvaguardia dell’occupazione e del lavoro. Occorre che il servizio di mensa scolastica riprenda contestualmente alla didattica, garantendo così anche i livelli occupazionali, dato il ruolo riconosciuto al momento del pasto quale parte integrante dell’offerta formativa, presidio per garantire la salute e fonte di nutrimento per bambini e ragazzi a supporto anche di famiglie vulnerabili. Occorre un grosso impegno per restituire, almeno in parte, a bambini e ragazzi il tempo e le opportunità formative perse nei lunghi mesi di sospensione delle attività in presenza. Bisogna individuare gli spazi e fornire, insieme alla mensa, tutti i servizi di supporto al diritto allo studio, all’ampliamento del tempo scuola, al mantenimento dei modelli organizzativi esistenti”.

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“Al Governo e agli Enti Locali chiediamo di mettere a disposizione le risorse necessarie affinché in tutto il Paese si realizzino le condizioni per permettere la ripartenza e la permanenza nelle scuole, garantendo tutte le attività e i servizi accessori. È il momento di fare le scelte necessarie per rilanciare la centralità della scuola e dare al Paese prospettive di una crescita più equa, solidale, democratica. Per questo venerdì 31 luglio, alle ore 10.30, ci troveremo tutti insieme davanti al Ministero dell’Istruzione a ribadire che a settembre vogliamo tornare tutti a scuola!”, concludono Flc Fp e Filcams Cgil.

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Graduatorie provinciali, la nota di chiarimento del Ministero sintetizzata da FLC Cgil

Con la nota 1290 del 22 luglio 2020 il ministero dell’istruzione fornisce indicazioni utili in merito all’ordinanza ministeriale 60 del 10 luglio 2020 che regolamenta le Graduatorie Provinciali Supplenze (GPS).

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Le sintetizza bene FLC Cgil sul suo sito internet.

Le precisazioni riguardano:

 i titoli valutabili: sebbene possa sembrare ovvio la nota precisa che lo sono solo quelli contemplati nelle tabelle. La precisazione è funzionale a ottimizzare i tempi di compilazione delle istanze. Nel sistema i titoli dichiarabili sono tutti elencati analiticamente nell’istanza.

– Le modalità di corretto l’inserimento e valutazione dei servizi: ciascun servizio, sia esso importato dal fascicolo personale o comunicato dall’interessato, va inserito su una sola graduatoria, a scelta dell’interessato, per la quale, ai sensi delle indicazioni del punto C.1 della tabella, sarà valutato come specifico. Va quindi inserito una sola volta anche se è specifico per più graduatorie richieste. In una fase successiva alla chiusura dell’istanza, il servizio sarà automaticamente caricato sulle altre classi di concorso o posti per i quali l’aspirante presenta istanza di inserimento e valutato secondo quanto disposto dalle rispettive tabelle di valutazione. Se il servizio non è caricabile come specifico, quali ad esempio quelli di cui all’articolo 15 comma 2 dell’OM 60/2020 (IRC e alternativa), deve essere comunque caricato su una graduatoria a scelta dell’interessato e il sistema lo valuterà come aspecifico.

 La valutazione dei servizi svolti su sostegno: il servizio prestato sul sostegno è valido

a)  come servizio specifico sulla GPS Sostegno dello specifico grado;
b)  come servizio specifico sulle classi di concorso dello specifico grado;
c)  come servizio aspecifico per le eventuali classi di concorso e posti sul sostegno di grado diverso.

– Inserimento dei titoli: a differenza dei servizi i titoli devono essere caricati per ciascuna GPS di inserimento. Il punteggio sarà reso noto solo all’atto di approvazione delle GPS.

– La valutazione dei percorsi accademici in relazione al divieto di contemporanea frequenza di più corsi: laddove vi fosse uno sfalsamento tra l’anno di formale iscrizione e quello di effettiva frequenza ciò che farà fede sarà l’anno di effettiva frequenza.  L’indicazione fornita agli aspiranti è quindi quella di dichiarare tali titoli, che saranno poi valutati dagli uffici preposti secondo le indicazioni fornite.

– Servizio prestato senza titolo di accesso: è valido ai fini della valutazione del servizio se e solo se il suddetto titolo di accesso è in possesso dell’aspirante al momento di presentazione della domanda. Farà eccessione nella GPS di seconda fascia di infanzia e primaria il servizio prestato su posto comune o di sostegno (senza ovviamente il prescritto titolo di abilitazione) dagli studenti in Scienze della formazione primaria, che è valutabile per la relativa graduatoria, come specifico e aspecifico a seconda del grado (esclusivamente per le relative graduatorie di infanzia e primaria).

– Servizi prestati in contemporanea alla frequenza di TFA e percorsi che danno punteggio aggiuntivo: per le GPS di I fascia riservate agli aspiranti abilitati non è dichiarabile il servizio prestato durante la frequenza dei percorsi cui è attribuito il punteggio aggiuntivo di cui al punto A.2 delle rispettive tabelle A/1 e A/3 né sulle GPS relative al sostegno (in quanto il relativo punteggio aggiuntivo è valutato integralmente). Gli aspiranti, qualora abbiano svolto durante la frequenza dei predetti corsi servizio su altre classi di concorso o posti comuni cui abbiano titolo, non ricomprese nel percorso di abilitazione, ovvero sul sostegno per grado diverso (ad esempio, docente abilitato TFA su secondaria di secondo grado che abbia svolto servizio sul sostegno sul primo grado, o docente di primaria che durante la LM 85-bis abbia svolto supplenze sulla secondaria), possono dichiararlo nelle relative graduatorie.

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Scuola: le iniziative di carattere sanitario per la ripresa delle attività in sicurezza, il resoconto dell’incontro della FLC Cgil

Si è svolto martedì 14 luglio 2020 l’incontro in videoconferenza tra il Ministero della Salute, il gruppo di lavoro che affianca il commissario straordinario Arcuri e le organizzazioni CGIL, CISL e UIL presenti con la confederazione e i segretari generali del settore scuola e della funzione pubblica.

Nel corso dell’incontro i rappresentanti del Ministero della Salute hanno informato le organizzazioni sindacali delle iniziative di carattere sanitario che il ministero intende assumere per supportare la ripresa delle attività scolastiche in sicurezza.

È stata data informazione sull’avvio della procedura di gara pubblica accelerata indetta per l’acquisto di test sierologici rapidi che saranno somministrati su base volontaria al personale della scuola a partire dalla seconda metà di agosto in tutte le istituzioni scolastiche coinvolte dal 1° settembre nelle attività di recupero degli apprendimenti, e a partire dal 1° settembre in tutte le altre scuole.

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Sono state inoltre descritte le procedure con le quali, in caso di test positivo, si accederà al tampone e il personale sarà collocato in isolamento fiduciario e considerato in assenza per malattia.
A tal fine sarà costituito un tavolo tecnico per il coordinamento delle misure da porre in essere per somministrare i test sierologici a cura del medico di base o del servizio della SL in caso di personale in servizio in regioni diverse da quella di residenza.

Il rappresentante del gruppo di lavoro del commissario Arcuri ha confermato che saranno fornite alle scuole le dotazioni per distanziamento e igienizzazione, sulla base delle esigenze che gli USR comunicheranno al ministero a seguito della rilevazione dei bisogni avviata nelle scuole. Le spese saranno a carico della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

La posizione della FLC

La FLC CGIL ha ribadito la necessità di dare senso e consistenza all’impegno del governo e del Ministero della Salute affinché a settembre vi siano le condizioni per una ripresa della pienezza della relazione didattica che può essere assicurata solo dalla didattica in presenza.
Ha inoltre auspicato un forte coordinamento tra i diversi livelli Istituzionali per tutti gli adempimenti non derogabili a tutela della salute delle lavoratrici e dei lavoratori e delle studentesse e degli studenti, prevedendo un ruolo attivo delle ASL attraverso:

  • l’individuazione, se non già presente, di un medico del Servizio Materno Infantile a cui la scuola si può rivolgere per qualsiasi consulenza relativa all’emergenza.
  • una procedura standardizzata per la gestione e la segnalazione alla ASL di sospetti casi COVID
  • l’individuazione in tutte le scuole del medico competente che effettua la sorveglianza sanitaria “tradizionale” (visite mediche periodiche personale e certificazione salubrità locali, firma DVR, partecipazione almeno una volta all’anno ad una riunione del SPP) e, su richiesta dei lavoratori con patologie rientranti nella cosiddetta “fragilità”, svolgere la cosiddetta “sorveglianza sanitaria eccezionale” attraverso la quale attestare l’idoneità di tali lavoratori alle mansioni svolte e/o individuare eventuali prescrizioni e limitazioni.

La nostra organizzazione ha infine sottolineato l’importanza di una partecipazione diretta del Ministero della salute al Protocollo Nazionale per la ripartenza che dovrebbe essere sottoscritto congiuntamente dal Ministero dell’Istruzione e dal Ministero della Salute, non solo per testimoniare la grande attenzione che il Governo riserva alla scuola ma soprattutto come elemento di rassicurazione psicologica nei confronti del personale e delle famiglie degli 8 milioni di studenti.

Alla fine dell’incontro i rappresentanti del Ministero della Salute, nel sottolineare la fase delicata che stiamo attraversando e quanto le azioni messe in campo dal governo richiedano un grande sforzo organizzativo tutto ancora da impostare, hanno evidenziato l’importanza di momenti di confronto con le organizzazioni sindacali che consentono da un lato di dare un’informativa sulle modalità di attuazione delle misure in oggetto e dell’altro di acquisire suggerimenti utili all’implementazione delle linee guida del Comitato Tecnico Scientifico, sulle quali bisognerà fondarsi per aprire le scuole in sicurezza.

Nota stampa FLC Cgil
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“Priorità alla scuola”, anche la FLC CGIL in piazza

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Il 25 Giugno quaranta piazze italiane si riempiranno ancora una volta di cittadini, insegnanti, educatori e studenti per chiedere la ripartenza delle attività didattiche in presenza a settembre, salvaguardando salute, sicurezza e diritto allo studio. E per chiedere al governo e alla Ministra Azzolina, attenzione e rispetto per i diritti delle bambine, dei bambini e degli adolescenti, ignorati dalle istituzioni durante la fase emergenziale e presi in considerazione solo dopo forti pressioni da parte dei lavoratori e delle famiglie.

La mobilitazione, organizzata dal comitato “Priorità alla scuola” e finalizzata a chiedere un cospicuo piano di investimenti affinché le scuole possano riaprire non uguali ma migliori di prima, pone temi e rivendicazioni condivise dalla FLC CGIL e al centro dell’attività sindacale in tutti questi mesi di emergenza sanitaria e di sospensione delle attività didattiche in presenza.

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“Siamo convinti – spiega la FLC Cgil in una nota stampa – della necessità di un grande movimento per riportare al centro dell’agenda politica il tema della scuola e del diritto all’istruzione oggetto da molti anni di scelte sbagliate, miopi e regressive. Crediamo sia arrivato il momento di rilanciare la missione costituzionale dalla scuola pubblica partendo dalle scelte necessarie a garantire la riapertura in presenza e in sicurezza per tutte e tutti. Lo sciopero che abbiamo proclamato per l’8 giugno aveva alla base questa piattaforma e per questo ci ritroviamo nelle rivendicazioni della giornata del 25 e saremo nelle piazze insieme alle cittadine e ai cittadini che credono indispensabile, per la ripartenza e per il futuro del Paese, dare PRIORITÀ ALLA SCUOLA”.

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Concorso DSGA, la FLC Cgil: “Disastro annunciato”

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“Dai dati pervenuti circa gli ammessi alle prove orali del primo (dall’anno 2000!) concorso ordinario per Direttori dei Servizi Generali e Amministrativi (DSGA) delle Istituzioni scolastiche statali risulta inequivocabile il fallimento del meccanismo concorsuale che la FLC CGIL aveva denunciato e preannunciato e che ora in essi trova piena conferma”. Lo afferma il sindacato in una nota stampa.

“Questi i dati evidenti del cattivo funzionamento dell’attuale meccanismo concorsuale:

  • in alcune regioni il punteggio per superare le prove pre-selettive è stato di 90 su 100, in altre di 76 su 100
  • la percentuale degli ammessi alla prova orale varia dal 14% all’85% (clamoroso il caso Lombardia dove su 451 posti messi a concorso solo 197 sono stati ammessi all’orale: un caso evidente di concorso “a respingere” e non “per assumere”)
  • solo in 10 regioni si prevede di chiudere il concorso a luglio; in tre di esse si prevede l’inizio della prova orale ma non la conclusione; in sei di esse non si prevede né inizio né fine.

La “regionalizzazione” – cara al mantra leghista e alla fascinazione della differenziazione – lascia sul terreno morti e feriti.

E dire che la Ministra Azzolina ha più volte proclamato che ogni cosa sarebbe andata a suo posto per il primo settembre.

Non solo ci permettiamo di dubitarne, in coerenza con i nostri ripetuti richiami a fare presto e bene, ma possiamo stare certi che al 1° settembre su circa 4.000 scuole oggi prive di titolari DSGA, di cui 3.500 circa con posti in organico di diritto, ne avremo scoperte ancora migliaia.

La FLC CGIL chiede all’Amministrazione, che deve assumersi le sue responsabilità per questi ritardi e disfunzionalità “annunciati”, di porre immediatamente riparo a questa situazione.

Se in prospettiva il concorso deve avere esclusivamente base nazionale perché nazionale e non “arlecchinescamente” regionale  è la funzione della scuola italiana, occorre ora:

  • accelerare le procedure per garantire a chi ha superato la prova orale di poter concludere il percorso;
  • intervenire per porre riparo alle storture evidenti che si sono determinate in alcune regioni a tutela di chi ha subito evidente torto dall’operato delle commissioni.

Ma occorre anche porre in essere ogni opportuno intervento per far svolgere il concorso riservato agli Assistenti Amministrativi facenti funzione di DSGA; si prospetta infatti il paradosso, anche questo da noi costantemente denunciato, di negare un riservato a chi svolge da anni questo mestiere costringendolo a fare il concorso ordinario (con tanto di prova a quiz preselettiva, buona per chi ha memoria e freschezza di studi e non esperienza), magari respingerlo e poi doverlo chiamare ancora a svolgere lo stesso mestiere per cui è stato respinto al concorso non a lui riservato (le migliaia di posti vuoti porteranno ancora  a questo risultato).

La FLC CGIL, ferma restando la necessità di tutelare gli ammessi alla prova orale, opererà in ogni sede (giurisdizionale, amministrativa e politica) per tutelare anche chi ha subito danni da questo distorto meccanismo concorsuale.

A tal fine solleciteremo il Ministero dell’Istruzione a convocarci al più presto, mantenendo l’impegno preso al tavolo di confronto sindacale, che finora è rimasto lettera morta”.

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Coronavirus, incontro Azzolina – Sindacati: la posizione di FLC Cgil

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Nell’incontro tra la Ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, e i sindacati della scuola, svoltosi mercoledì 26 febbraio 2020, sono state affrontate tutte le problematiche insorte nella vita concreta delle scuole e dei settori della conoscenza a causa delle misure di contenimento e gestione del coronavirus, soprattutto nelle zone direttamente interessate dal fenomeno dei casi di contagio.

L’amministrazione ha illustrato le misure contenute nei due DPCM seguiti al decreto legge 6 del 20 febbraio 2020 varato dal Consiglio dei Ministri, sottolineando che non si escludono ulteriori misure specifiche per la scuola. Nel merito delle misure adottate, la ministra Azzolina ha rappresentato la difficoltà di coordinare a livello centrale provvedimenti sui quali c’è una specifica competenza delle regioni, spiega FLC Cgil in una nosta stampa in cui illustra la sua posizione.

La posizione FLC Cgil

2Nel sottolineare la gravità della situazione, che richiede senso di responsabilità da parte di tutti i soggetti coinvolti, la FLC CGIL ha ricordato che proprio a questa prioritaria esigenza fa riferimento la decisione di annullare lo sciopero proclamato per il 6 marzo. Ciò tuttavia non implica in alcun modo il venir meno di quelle ragioni che riguardano un aspetto cruciale della vita della scuola, come la stabilizzazione del personale docente e ATA, precondizione per l’esercizio di una didattica e di un’offerta formativa di qualità. Per quanto riguarda il merito delle misure illustrate dalla Ministra abbiamo rilevato quanto segue2

“Occorre ricondurre ad unità le azioni di gestione della situazione a livello nazionale, evitando di procedere in ordine sparso territorio per territorio, sempre con riguardo alla necessaria differenziazione dei provvedimenti a seconda delle zone, se direttamente o indirettamente interessate dalle misure di contenimento. Gli interventi sporadici e improvvisati delle autorità locali, talvolta intervenuti anche su aspetti che riguardano direttamente le scuole, non aiutano a gestire il fenomeno all’altezza del compito: solo lo Stato può assicurare una gestione che garantisca uniformità e rispetto dei diritti fondamentali che riguardano la salute e l’istruzione. In questo senso è necessario che il dialogo avviato a livello nazionale con il sindacato sull’emergenza sanitaria contingente possa esercitarsi anche a livello territoriale, a seconda delle necessità delle situazioni locali, nel pieno rispetto delle prerogative sindacali sancite dal CCNL che la situazione di emergenza non ha certo sospeso. É necessario valutare la possibilità di rinviare i concorsi del personale docente, in quanto una parte significativa del territorio non sarebbe in grado, in questa contingenza, di ottemperare alle complesse operazioni che essi richiedono, mentre non vanno bloccati gli adempimenti connessi al processo di internalizzazione dei lavoratori ex LSU e Appalti storici”.

“In ordine alla questione della sospensione dei viaggi di istruzione abbiamo evidenziato come il DPCM non sia esaustivo delle molteplici problematiche connesse al loro svolgimento e abbiamo richiesto un intervento più preciso e deciso da parte del MI che consenta a scuole e dirigenti scolastici di affrontare tutti i casi di annullamento di viaggi i cui contratti con le agenzie erano già stati stipulati e i corrispettivi saldati. Scuole e famiglie non vanno lasciate da sole ad affrontare eventuali contenziosi che potrebbero aprirsi con le agenzie”.

“Abbiamo segnalato l’estrema difficoltà di attivazione immediata del lavoro agile prevista nel DPCM in un comparto come quello scolastico che non ne ha mai sperimentato lo svolgimento e la necessità di definirne centralmente linee guida nazionali insieme alle parti sociali, evitando comportamenti difformi sul territorio nazionale e prevedendo l’avvio immediato del confronto sulla gestione dei servizi minimi scolastici nelle regioni in cui le scuole sono state chiuse con provvedimento delle autorità locali”.

“Relativamente alla possibilità di attivare la didattica a distanza in caso di chiusura temporanea delle scuole, abbiamo sottolineato che occorre fornire indicazioni di livello nazionale che tengano conto delle tecnologie necessarie e della difficoltà a convocare gli organi collegiali interessati (collegio dei docenti e consigli di classe) con le scuole chiuse. Anche in questo caso è necessario il coinvolgimento del sindacato, trattandosi di una tematica attinente alla prestazione e all’organizzazione del lavoro del personale docente”.

“Nelle regioni in cui non è intervenuta la chiusura delle scuole ci sono molte criticità sulle quali è necessario che il ministero fornisca chiarimenti, a partire dallo svolgimento di tutte le attività che prevedono concentrazione di persone (come le assemblee di istituto, specie se svolte in locali esterni alle scuole, o l’utilizzo dei locali della scuola da parte di soggetti esterni), alla gestione di personale e alunni che rientrano da zone a rischio, allo svolgimento di seminari e convegni organizzati dalle scuole”.

“Da ultimo abbiamo chiesto alla ministra di riannodare i fili delle relazioni sindacali che si sono spezzati su tutti quei temi che la scelta di revocare lo sciopero non ha fatto venir meno: concorso docenti, PAS, concorso riservato facenti funzione DSGA”

“Abbiamo infine elencato le più urgenti scadenze amministrative per le quali si rende necessario disporre una proroga (dalla predisposizione dei Certificati Unici e del Conto Consuntivo, alle domande di part time, all’inserimento degli organici al SIDI, ecc.). Altre problematiche di cui tener conto sono lo svolgimento in un’unica data nazionale delle prove per l’ammissione alle specializzazioni universitarie per il sostegno; lo svolgimento delle prove orali del concorso per DSGA; le procedure per l’internalizzazione dei lavoratori ex appalti di servizi con particolare attenzione alla presa di servizio dopo la stipula del contratto. Ci siamo riservati al riguardo un dettagliato elenco”.

“In conclusione dell’incontro la Ministra ha chiesto la massima collaborazione al sindacato per garantire l’esercizio del diritto essenziale all’istruzione e si è resa disponibile ad un’attenta valutazione delle problematiche segnalate dalle organizzazioni sindacali”.