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Al via SCUOLA IN GIOCO, l’iniziativa Protom che dà voce a Dante

Chi sono gli ignavi? Qual è l’aspetto di Dio? Quanto dura il viaggio all’Inferno? C’è tempo fino al 10 giugno per raccogliere le idee e chiedere al Sommo Poeta tutto quello che avreste sempre voluto sapere sulla Divina Commedia.

A 700 anni dalla morte, Protom, la prima KTI (Knowledge &Technology Intensive) company  italiana, dà voce a Dante, grazie a un mix unico di tecnologie che spaziano dal machine learning, all’interpretazione del linguaggio naturale, fino alla realtà virtuale. È così che il Sommo Poeta prende vita e si prepara a rispondere agli studenti italiani che avranno presentato le proprie domande e curiosità grazie all’apposito form on line  (scuolaingioco.com – saranno considerate per il contest online le partecipazioni di studenti e professori di scuole medie e superiori)

È “Scuola in gioco”, l’iniziativa che celebra il VII centenario della morte del Poeta fiorentino e che si propone di favorire l’innovazione presso gli istituti scolastici, avvicinandole a tecnologie all’avanguardia. Attenzione, però, per permettere all’avatar di prendere vita è necessario offrirgli anche delle risposte adeguatamente “dantesche”, in modo da misurare le reali potenzialità dell’apprendimento da parte della “macchina”. Il gioco, infatti, va ben oltre il piano letterario e invita i ragazzi a compiere il proprio viaggio dantesco, alla scoperta delle potenzialità di strumenti e tecnologie sempre più presenti nella quotidianità. 

In palio, per le partecipazioni più brillanti, c’è una maglietta magica: è CiakMe, la prima t-shirt “a realtà aumentata”, personalizzabile. Inquadrando il logo stampato sulla maglietta, tramite l’apposita app CiakMe, sarà possibile visualizzare effetti di animazione che appaiono sovrapposti all’immagine proveniente dalle telecamere anteriore o posteriore dello smartphone o del tablet. Logo e animazioni possono essere personalizzati e tutte le immagini ottenute sono condivisibili sui social.

Con questa iniziativa – spiega Giuseppe Santoro, responsabile dell’Innovation Lab di Protom – si apre, giocando con una figura importante nella nascita di una nuova lingua, un grande spazio per sperimentare l’uso dell’intelligenza artificiale e della virtual reality in campi finora inesplorati legati alla cultura umanistica; non solo con un linguaggio digitale avanzato, ma con la forza dell’elemento esperenziale che si è rivelato efficacissimo in molti ambiti di apprendimento”.

PROTOM, la prima KTI company italiana

Protom è la prima KTI (knowledge &Technology Intensive) company italiana offrendo un mix unico di competenze diverse che operano insieme. Dispone di 180 collaboratori e ha sedi a Napoli e Milano. L’azienda, grazie alle sue competenze sui cui sono innestate capacità di R&D ed Innovation, è in grado di offrire a mercati molto diversi le sue capacità. Vanta collaborazioni con le più importanti aziende operanti nei vari mercati quali ABB, Leonardo, Airbus, Fca, Atr, Hitachi Rail, Accenture, NTT Data, Gi Group, ecc.

Grazie alle sue capacità, l’azienda Protom è un punto di riferimento per lo sviluppo di progetti ad alto tasso di innovazione. Fabio De Felice, fondatore, è tra i principali esperti italiani di digitalizzazione delle imprese e insegna Ingegneria degli impianti industriali all’Università di Cassino. Protom opera sul mercato mediante 4 Business Unit: Advanced Engineering, Digital Transformation, Smart Manufacturing & Knowledge Development, creando sinergie tra competenze diverse, ma accomunate dalla costante tensione all’innovazione. A rafforzarla, da 2 tiger team, il Research Lab e l’Innovation Lab, il primo dedito allo sviluppo di progetti di R&D ed il secondo focalizzato esclusivamente allo sviluppo di soluzioni innovative da portare al mercato. Protom ha ricevuto il certificato “Elite”, il programma di Borsa Italiana per le imprese ad alto potenziale, entrando poi nel 2019 nel novero dei “50 Future Shapers” selezionate dalla London Stock Exchange per l’approccio innovativo intrapreso per rispondere alle sfide della Quarta Rivoluzione Industriale.

Negli ultimi anni, grazie alla strategia di ingresso nel settore dei prodotti innovativi in ottica sia B2B che B2C, l’azienda sta conquistando e rafforzando nuove quote di mercato.

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SOLISCAPE, IL SISTEMA CHE ILLUMINA GLI SPAZI OPERATIVI CON L’ANALISI DEI DATI

L’illuminazione che si unisce all’acustica e all’IOT e si adatta funzionalmente al comportamento delle persone ed alle condizioni ambientali in cui queste operano. È questo Soliscape, un sistema scalabile e componibile nato dalla collaborazione tra UNStudio e Delta Light.

Costruito idealmente intorno al concetto di luoghi human centric, dal prossimo 20 febbraio Soliscape sarà in presentazione presso il Delta Light Studio, lo showroom milanese della multinazionale belga leader nel settore dell’illuminotecnica sito in via Bugatti,15.

“Il modo in cui lavoriamo, viviamo e spendiamo il nostro tempo libero sta cambiando” ha dichiarato Ben Van Berkel, fondatore e direttore dello studio di architettura olandese UNStudio. “Questa nuova realtà ibrida sta spingendo architetti e designer a ripensare la progettazione delle città e degli edifici, così da creare luoghi che migliorino il benessere e la salute delle persone. L’illuminazione è un elemento cruciale per creare questi nuovi tipi di ambienti.”

COME FUNZIONA SOLISCAPE

Abbreviazione di “sound and light scape”, Soliscape combina la gestione delle sorgenti luminose con la riduzione della rumorosità. Cuore del sistema è un sofisticato meccanismo di autoapprendimento basato sull’acquisizione e l’analisi di dati comportamentali e ambientali.

A garantirne la raccolta è una rete di sensori, capaci di registrare, in tempo reale e con continuità, sia il tipo di attività svolta che parametri ambientali come, ad esempio, la componente di luce naturale. Il resto è compito di un applicativo di intelligenza artificiale con il quale Soliscape analizza questi dati e regola la luminosità, secondo un livello di comfort ottimale per le persone e per il contesto in cui si trovano. 

“Con Soliscape Delta Light unisce l’Internet of Things e l’intelligenza artificiale ad una visione umano centrica, compiendo un deciso passo in avanti verso quelle idee e funzionalità che caratterizzeranno sempre più il futuro delle applicazioni di illuminazione” ha sottolineato Gianluca D’Avino, country manager di Delta Light Italia “Grazie alle competenze tecniche di Delta Light ed alla visione di human-centric e future-proof design di UNStudio abbiamo oggi Soliscape, la perfetta sintesi tra tecnologia e benessere.”

FUNZIONALITÀ ED ESTETICA, IL DESIGN AL SERVIZIO DEL BENESSERE

Soliscape utilizza componenti LED per le sorgenti di illuminazione progettate da Delta Light con l’esclusiva Melanopic Light Technology®. Questa tecnologia consente la diffusione costante di luce bianca naturale controllando l’emissione delle frequenze blu e, quindi, favorendo la produzione di melatonina secondo il naturale ritmo circadiano.

Soliscape, dal punto di vista acustico, riduce la rumorosità negli ambienti con l’utilizzo di pannelli fonoassorbenti di ultima generazione, realizzati al 60% con materiale proveniente da bottiglie di PET riciclate. La loro forma circolare, la possibilità di scelta del colore e la linearità sinuosa dei binari di illuminazione fanno di Soliscape anche una raffinata soluzione di design. 

“Oggi più che mai Work & Living sono temi sempre più integrati e sovrapponibili. Soliscape permette di personalizzare il design e l’esperienza d’uso, considerando il comfort un fattore chiave” ha evidenziato Danilo Mandelli, direttore della Project Management Division Delta Light HQ “Semplice e customizzabile, il sistema offre ad architetti e designers una vasta gamma di soluzioni progettuali non solo per gli spazi operativi, ma anche per zone pubbliche di hotel, strutture ricettive e negozi. Attraverso la tecnologia vengono soddisfatte le esigenze e i desideri delle persone: Soliscape è stato progettato per l’uomo oltre che per l’architettura” 

In un momento di complessità come quello attuale, Soliscape è la risposta di Delta Light e UNStudio per ridisegnare gli spazi operativi di lavoro e renderli più dinamici che mai.

La transizione verso una nuova era del design, focalizzata sulla salute ed il benessere delle persone e del pianeta, passa anche per luoghi chiave come gli uffici. Soliscape vuole rappresentare la transizione tra un approccio orientato alla mera produttività  ad una visione più olistica, inclusiva, partecipativa e sostenibile.

“E’ ormai dimostrato come un’illuminazione user-centric migliori il benessere oltre che la produttività delle persone. Con Soliscape intendiamo fare un passo verso un successivo livello, non solo aggiungendo elementi di acustica, ma mappando i parametri comportamentali per migliorare ulteriormente il livello di comfort” ha ribadito Peter Ameloot, managing director di Delta Light H.Q.

Insomma, Soliscape si affaccia sul mercato italiano come sistema di illuminazione integrato che mira ad un risultato preciso: umanizzare gli spazi nel segno del benessere.

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Cultura e innovazione come modello vincente per una nuova economia: il panel Giffoni Innovation Hub

Il capitale umano ci salverà. In un mondo che sembra perennemente in crisi e le cui problematiche si riflettono sull’economia, a fare la differenza possono essere l’innovazione, la sostenibilità e un modello culturale e industriale diffuso. Su quest’onda giovedì 22 ottobre alle 11.30 si terrà – on site e online – il panel “Cultura e innovazione, verso un modello culturale e sostenibile”, organizzato da Giffoni Innovation Hub nell’ambito di Next Generation 2020, rassegna partita ad agosto in occasione della 50° edizione del Giffoni Film Festival dedicato al tema “Terra”. Un panel al quale parteciperanno i più grandi attori istituzionali e aziendali del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo, della Regione Campania, di Desk Europa Creativa, di Google, Facebook, Tim, Kaspersky, Fondazione Symbola e Fondazione IBM.

UNA GIFFONI CHE PIACE AI BIG PLAYER – «Che sia online o di persona – commenta Claudio Gubitosi, Direttore di Giffoni Opportunity che aprirà i lavori della giornata del 22 – Giffoni fa la differenza ed è il perfetto paradigma di quelle competenze soft che possono rendere l’Italia e il Sud competitivi anche in momenti di difficoltà. Non credo sia un caso, infatti, se i big della tecnologia come Google, Facebook, Kaspersky, TIM, e alti rappresentanti istituzionali hanno deciso di confrontarsi con noi su temi come la valorizzazione dei territori e della cultura locale e di prossimità. Temi sui quali a Giffoni abbiamo lavorato sin dal primo festival di ormai 50 anni fa, sebbene con strumenti molto diversi da quelli di oggi. Tecnologie che, tra l’altro, ci verranno in aiuto anche per questo panel, permettendoci di tessere un network ampio e globale».

IL FUTURO DELLA SOFT ECONOMY – «Quello di oggi – dice Orazio Di Martino, COO Giffoni Innovation Hub è il mondo della soft economy, un’economia del viver bene che è a misura d’uomo e che mescola l’innovazione, la sostenibilità e la cultura. Cultura in cui l’Italia la può fare da padrone e in cui il patrimonio artistico diventa propedeutico al contrasto dell’attuale stato di crisi. E per questo abbiamo deciso di organizzare questo panel: per confrontarci sulle strade da percorrere verso un nuovo tipo di economia che aiuti la società ad affrontare i tanti cambiamenti che viviamo, ogni giorno, con l’aiuto del digitale. Le nuove tecnologie possono fare in modo che ogni difficoltà, come successo durante il lockdown, possano in qualche modo diventare opportunità».

GLI OSPITI ISTITUZIONALI E LA SURVEY – E così, moderati da Leonardo Valente, Founder e Ceo di Media Beats, a confrontarsi tra gli altri ci saranno anche il Sottosegretario del Mibact Anna Laura Orrico, la Direttrice della Digital Library del Mibact Laura Moro e Rosanna Romano, Dg per le politiche culturali e per il turismo della Regione Campania che farà il punto sul territorio. Questo mentre a raccontare una survey, condotta tra i ragazzi tra i 14 e i 18 anni, sul rapporto tra “Giovani, Cultura e Digitale” sarà il Content Manager di Giffoni Innovation Hub, Nicola Sapio che anticipa: «Dai risultati emerge che il 70% degli intervistati individua nella valorizzazione del patrimonio artistico e culturale italiano la principale chiave di ripresa dalla crisi causata dal Covid-19. Si è inoltre evidenziata la consapevolezza del ruolo sempre più preminente che la tecnologia giocherà in tale ambito, parallelamente alle necessità di individuare un modello che sappia far condividere la modalità in presenza con quella in remoto, senza pregiudicare l’esperienza di fruizione del bene o attività culturale. Crediamo che la via da intraprendere sia quella di una sinergia sempre più stretta tra sistema pubblico e privato e con il panel “Cultura e Innovazione” intendiamo fornire il nostro contributo al dibattito, grazie agli interventi di importanti relatori che abbiamo invitato e che ringraziamo per aver aderito con entusiasmo all’evento. Sarà inoltre l’occasione per presentare un format di edutainment per le scuole che abbiamo ideato per una valorizzazione e divulgazione diffusa del patrimonio artistico e culturale del nostro Paese, con una modalità che punti sempre di più alla sostenibilità».

I TEMI E I RELATORI – A confrontarsi sulla Soft Economy saranno Domenico Sturabotti, direttore Fondazione SYMBOLA e Luca Josi, Chief Brand Strategy, Media & Multimedia Entertainment TIM che parlerà anche di come la tecnologia possa essere a servizio del patrimonio culturale; mentre Enrico Bellini, Public Policy Manager di Google e Chiara Fauda Pichet, Country Coordinator Google Arts & Culture, illustreranno l’equilibrio tra fruizione in presenza e in assenza dei beni culturali. Il tutto senza dimenticarsi delle prospettive in ambito culturale della virtual reality sulle quali dirà la sua Angelo Mazzetti, Public Policy manager di Facebook e dell’importanza della web security, tra conoscenza dei rischi e delle buone pratiche come spiegherà il General Manager di Kaspersky Lab Italia, Morten Lehn. Alessandra Santacroce, Presidente di Fondazione IBM Italia parlerà del ruolo della tecnologia nella didattica, mentre Andrea Coluccia, Creative Europe Desk Italia e Alessandra Lucchese, Project officer Creative Europe Desk Italy Cultura, si concentreranno sul ruolo dei programmi Cultura e Media di Europa Creativa a sostegno delle attività culturali.

PER PARTECIPARE – Un evento che ovviamente è stato organizzato tenendo conto delle misure del momento e al quale dunque, approfittando delle nuove tecnologie, si potrà assistere online sul sito www.giffonilive, basta registrarsi sulla pagina EventBrite al seguente link: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-cultura-e-innovazione-verso-un-modello-culturale-diffuso-e-sostenibile-125006013351?aff=ebdssbonlinesearch

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Scuole, 20 milioni per gli “ambienti innovativi”

Marco Bussetti Miur Ministro

Il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Marco Bussetti, ha firmato in data 12 agosto il decreto che avvia la realizzazione di ambienti di apprendimento innovativi in 1.006 istituti scolastici con un finanziamento di 20 milioni di euro. Il provvedimento fa seguito a un primo stanziamento di 22 milioni, dello scorso dicembre, destinato alle scuole statali di ogni ordine e grado.

“Con questa misura – dichiara il Ministro Bussetti – diamo un forte impulso per diffondere nella scuola un nuovo modo di concepire l’aula, attrezzandola con arredi e dispositivi che favoriscano metodologie didattiche innovative. A dicembre scorso abbiamo stanziato i primi 22 milioni per la realizzazione di nuovi ambienti di apprendimento in oltre mille scuole italiane. Le richieste di finanziamento pervenute a seguito di avviso pubblico sono state tante e, per questo, ho assunto l’impegno di trovare ulteriori risorse. Diamo così la possibilità ad altri mille istituti di dotarsi di ambienti laboratoriali con tecnologie innovative per l’utilizzo della realtà virtuale, della robotica educativa, del pensiero computazionale, della stampa 3D”.

In attesa di notizie su cosa accadrà a Roma, di seguito il numero delle scuole beneficiarie distinte per Regione:

RegioneNumero di beneficiari
ABRUZZO18
BASILICATA17
CALABRIA27
CAMPANIA120
EMILIA ROMAGNA62
FRIULI VENEZIA GIULIA19
LAZIO104
LIGURI24
LOMBARDIA120
MARCHE44
MOLISE7
PIEMONTE64
PUGLIA94
SARDEGNA14
SICILIA104
TOSCANA67
UMBRIA21
VENETO80
TOTALE1006
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Parte la 5G4School, l’innovazione corre a scuola

Parte 5G4School per accelerare l’innovazione nella scuola italiana. Fondazione Lars Magnus Ericsson e Fondazione Mondo Digitale hanno deciso di investire sui giovani e con il progetto 5G4School portano le nuove tecnologie di comunicazione digitale negli istituti del nostro Paese per sostenere lo sviluppo personale e professionale delle nuove generazioni e promuovere una società più connessa, innovativa e sostenibile. L’iniziativa punta a far conoscere agli studenti le potenzialità della rete di quinta generazione e avvicinarli verso nuovi scenari e profili professionali. 

“Sono orgoglioso come Presidente della Fondazione Lars Magnus Ericsson di contribuire fattivamente, attraverso questo nuovo programma, alla diffusione delle competenze critiche che saranno determinanti per l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro” ha detto Cesare Avenia, presidente della Fondazione Lars Magnus Ericsson, che ha incontrato questa mattina 100 studenti dell’IIS Croce Aleramo di Roma. “Auguro, insieme a tutto il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Ericsson, che questo nuovo programma promosso insieme a Fondazione Mondo Digitale possa avvicinare tutti gli studenti che parteciperanno alla nuova frontiera dell’innovazione tecnologica digitale” ha aggiunto Avenia. 

“Con Fondazione Lars Magnus Ericsson aiutiamo i giovani a sperimentare potenzialità e impatto delle nuove tecnologie nella vita personale e professionale. Promuoviamo creatività, soluzioni innovative e inclusive, e cultura del cambiamento per un’azione sistemica di sviluppo, visione e crescita delle aziende italiane e del nostro Paese” ha sottolineato Alfonso Molina, direttore scientifico della Fondazione Mondo Digitale. 

Trasmettere fino a 10 Gigabit al secondo, evidenziano Fondazione Lars Magnus Ericsson e Fondazione Mondo Digitale, “significa che enormi quantità di informazioni superano distanze maggiori in tempi velocissimi, rivoluzionando diversi ambiti di applicazione, dal settore automobilistico alla sanità. Ma come accompagnare i cittadini in questa trasformazione? Come investire sulla formazione dei giovani per prepararli ad affrontare con successo le sfide del futuro?” Con il progetto ‘5G4School’, continuano Fondazione Lars Magnus Ericsson e Fondazione Mondo Digitale, si “coinvolgono gli studenti nella sperimentazione delle tecnologie 5G, Internet of Things e Cloud Robotic per interconnettere oggetti, dati e persone e portare servizi e benefici nel contesto in cui vivono. E le attività, rivolte a 200 studenti delle scuole secondarie superiori di Roma e Milano, rientrano in un programma di formazione, orientamento e autoimprenditorialità che si articola in diverse fasi.  Nell’ambito del progetto, infatti, è previsto un percorso di alternanza scuola-lavoro sullo sviluppo di applicazioni IoT e Cloud per la robotica; due hackathon per selezionare i team che accedono alla Phyrtual Factory, l’acceleratore giovanile inclusivo della Fondazione Mondo Digitale.  Infine, l’esposizione dei prototipi e la premiazione del miglior progetto avverrà alla RomeCup 2019, la manifestazione di robotica in programma nella capitale dal 2 al 5 aprile.