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Nuovo Governo Draghi, la richiesta di Anief: subito un incontro con i Ministri

Incontrare il prima possibile i sindacati della Scuola, dell’Università e della Ricerca. A chiederlo al nuovo Governo è il sindacato rappresentativo Anief: sarà importante convocare i rappresentanti dei lavoratori, così da confrontarsi con loro e comprendere quali sono le priorità da adottare nel comparto, anche in vista delle scelte da prendere con i finanziamenti ingenti che arriveranno dal Recovery Plan. Il giovane sindacato ritiene che i tempi siano ormai più che maturi per cambiare le logiche che hanno sinora governato il comparto della Conoscenza: anziché basarsi su parametri nazionali inamovibili, bisognerà partire focalizzando l’attenzione sul tessuto sociale ed economico che c’è in ogni luogo di produzione o di ricerca del sapere: in tal modo si potranno definire programmi mirati e obiettivi da raggiungere.

Dichiarazione del Prof Mario Draghi al termine del colloqui con il Presidente Sergio Mattarella,al Quirinale.(foto di Francesco Ammendola – Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

IL QUADRO DELLE EMERGENZE

Tra le emergenze da affrontare c’è sicuramente quella della supplentite, che negli ultimi anni ha toccato livelli mai visti, l’adattamento degli organici dei lavoratori, che non possono essere più realizzati solo in base al riferimento numerico degli alunni. Lo stesso vale per i plessi e le sedi scolastiche. C’è poi la questione dell’allargamento dell’obbligo scolastico, da anticipare a tre anni e posticipare alla maggiore età, come pure del tempo scuola, da riportare ai livelli pre-dimensionamento, come del rinnovo dei contratti, della valorizzazione dei profili professionali e della mobilità del personale, che passa per la cancellazione degli assurdi vincoli alla mobilità di tantissimi docenti e amministrativi. Come l’obbligo immotivato dei docenti neo-assunti di rimanere per almeno cinque anni fermi nella scuola di destinazione contro il quale il sindacato si sta battendo in tutte le sedi.

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Anief applaude alla “forma” che sta prendendo il governo Draghi

Il Governo di Mario Draghi sta prendendo una forma sempre più europeista. Secondo il sindacalista autonomo Marcello Pacifico “è fondamentale andare a esaminare a fondo il tessuto sociale ed economico che c’è in ogni luogo di produzione o di ricerca del sapere: solo a seguito di uno studio analitico si può infatti attuare un programma definito ed efficace, le cui possibilità di riuscita sono decisamente più alte rispetto a quanto avviene oggi sulla base di parametri rigidi di tipo nazionale sganciati dalla realtà. Uno degli esempi più lampanti di questo sistema è la sempre più anacronistica assegnazione degli organici dei lavoratori della scuola in base al solo mero rapporto numerico con la popolazione studentesca”.

“È chiaro – continua Marcello Pacifico – che non tenendo conto di altri fattori, anche endogeni alla scuola, come il supporto culturale e sociale del territorio e degli enti locali, si ottiene un risultato fortemente differenziato e penalizzante verso quegli studenti collocati in aree svantaggiate, con influenze dirette sia sulla ricezione dell’offerta formativa sia sull’abbandono scolastico. Come una logica da superare è quella dello stipendio comune, da ancorare al costo della vita e ai livelli europei, che tenga conto di specificità legate al burnout o al lavoro correlato o, come si è visto in tempo di pandemia, al rischio biologico, pure questo mai considerato ma evidente in un contesto lavorativo come quello scolastico”.

marcello pacifico anief
Marcello Pacifico, leader di Anief

Sempre per rimanere sulla scuola, Anief fa presente la necessità di cambiare il sistema di reclutamento, favorendo quelle logiche di assunzione di personale formato “sul campo”, adottate da tempo negli altri Paesi europei. Come dal Recovery Plan ci si aspetta che arrivino novità pure in fatto di digitalizzazione delle scuole, anche con l’introduzione di reti internet super veloci, e di mobilità del personale, “in particolare – dice il presidente Anief – quella transfrontaliera che interessa il settore della ricerca, e si concretizza nella rimozione di tutti i vincoli alla mobilità del personale docente e amministrativo. A partire dall’assurdo obbligo di permanere nel territorio di assunzione per almeno cinque anni, imposto ai docenti immessi in ruolo dallo scorso mese di settembre, e contro di esso il sindacato si sta battendo in tutte le sedi possibili”.

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“A settembre tutti gli insegnanti in classe? Draghi parte bene”

Marcello Pacifico, presidente del giovane sindacato rappresentativo, traccia il percorso da attuare per coprire in tempi ristretti le oltre 200 mila cattedre annuali con l’inizio del nuovo anno scolastico, così come illustrato dal presidente incaricato Mario Draghi ai partiti politici durante il secondo giro di consultazioni in vista della formazione del Governo: “Bisogna assumere tutti i candidati inseriti nelle graduatorie vigenti entro luglio e prevedere un canale riservato per i precari che hanno svolto almeno 36 mesi di servizio, esattamente come ci chiede l’Europa”, dichiara Pacifico.

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Marcello Pacifico, leader di Anief

A questo proposito, è di pochi giorni fa la notizia dell’accoglimento – da parte del Comitato dei diritti sociali europei – del ricorso n. 146/2017 che ha detto sì a decine e decine di migliaia di precari che protestano per l’ingiusta reiterazione dei contratti a termine a cui sono sottoposti a ogni inizio d’anno scolastico, in pieno contrasto con la direttiva, la 1999/70/CE, che l’UE ha emesso proprio per assumere in modo automatico tutti i precari storici.