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Ufficiale: entro l’anno il concorso per docenti di Religione Cattolica

Sul concorso dei docenti religione cattolica da svolgere entro la fine dell’anno arriva l’ufficialità: la norma è diventata legge da poche ore, con l’approvazione del Decreto Milleproroghe. Secondo quanto contenuto nel testo, il ministero dell’Istruzione è autorizzato a bandire il concorso per i docenti di religione cattolica entro il 2021. I posti destinati al concorso sono quelli che si prevedono vacanti nell’arco di tempo che va dal prossimo anno scolastico e il 2023/2024. Anief ricorda che si tratta di un atto dovuto: la stessa Legge 159 del 2019 ha previsto che bisogna tenere conto dei docenti con almeno 36 mesi di supplente, già provvisti di idoneità dai loro ordinari diocesani.

ora di religione scuola

Prende corpo l’intesa sottoscritta il 14 dicembre scorso fra il Ministero dell’Istruzione e la CEI per far partire il nuovo concorso di religione cattolica, previsto dall’articolo 1-bis della legge 159/19. Il requisito principale di accesso – ricorda oggi Orizzonte Scuola – è il possesso per i candidati della certificazione dell’idoneità diocesana: “è prevista la certificazione dell’idoneità diocesana di cui all’articolo 3, comma 4, della legge 18 luglio 2003, n. 186, rilasciata dal Responsabile dell’Ufficio diocesano competente nei novanta giorni antecedenti alla data di presentazione della domanda di concorso”.

I REQUISITI E LA QUOTA PARTE

La legge specifica che dei posti messi a concorso, una quota non superiore al 50 per cento potrà essere riservata al personale docente di religione cattolica, sempre in possesso del riconoscimento di idoneità diocesana, che abbia svolto almeno tre annualità di servizio, anche non consecutive, nelle scuole del sistema nazionale di istruzione.

LA POSIZIONE DELL’ANIEF

Anief prende atto della volontà dell’amministrazione di avviare la procedura concorsuale. Tuttavia, il giovane sindacato non può non ricordare che la media nazionale di precariato tra i docenti di religione è più che doppia rispetto alle altre discipline d’insegnamento: anche maggiore del sostegno agli alunni disabili, per il quale il 40% di cattedre vengono destinate ogni anno ai precari. Per l’insegnamento della Religione negli ultimi tre lustri non si sono svolti concorsi, arrivando a creare oltre 10 mila precari. Una condizione intollerabile che ha convinto il Consiglio nazionale Anief a presentare una mozione attraverso la quale chiedere l’avvio di un reclutamento straordinario per la categoria.

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Decreto Milleproroghe, più tutele ai lavoratori fragili e precari: lo chiede l’Anief

Prorogare fino al 30 aprile le norme a tutela dei lavoratori fragili, riaprire le GaE a tutti i docenti precari abilitati, trasformare i concorsi riservati in modalità di individuazione non più selettiva, per rispondere al reclamo Anief accolto dal Comitato europeo dei diritti sociali per la violazione della Carta sociale europea, allungare i contratti dei dipendenti-Covid: sono alcune delle richieste emendative al decreto Milleproroghe – il D.L. 31 dicembre 2020 n. 183 – formulate dall’ufficio legale del sindacato Anief e presentate alla I e V commissione della Camera (Affari Costituzionali e Bilancio e Tesoro), che in questi giorni stanno esaminando con modalità congiunta l’Atto n. 2845. “È un momento importante dal momento in cui il Governo non ha una maggioranza di governo assoluta, ma una relativa, nei due rami del Parlamento, il particolar modo in Senato”, ha detto all’agenzia Teleborsa Marcello Pacifico, presidente del giovane sindacato, che in tal modo cerca di “far sentite con maggiore forza le ragioni del personale della scuola e dell’università e ricerca”.

“Abbiamo chiesto – ha dichiarato Pacifico – la proroga delle norme per i lavoratori fragili, che scadono a febbraio, per tutto lo stato di emergenza, almeno fino al 30 aprile. Per quanto riguarda i precari, abbiamo chiesto la proroga della riapertura delle graduatorie ad esaurimento per tutto il personale in possesso del titolo di abilitazione e, di fatto, la proroga dei termini per partecipare ai concorsi straordinari, trasformandoli in concorsi non più selettivi, ma in concorsi per titoli, e cercando così di ottemperare a quanto ci chiede l’Europa”.

Il sindacalista ha detto anche che con gli emendamenti Anief si rivendicano “norme che proroghino la mobilità straordinaria su tutto l’organico per il personale già inserito: proprio a fronte delle limitazioni che abbiamo avuto durante la pandemia”, il sindacato chiede “la proroga anche dell‘utilizzo dei dirigenti negli incarichi degli assistenti e tecnici già utilizzati nelle scuole, l’estensione al 30 giugno dei contratti dell’organico Covid o anche al 31 agosto laddove i posti sono vacanti e disponibili, la trasformazione dei posti da organico di fatto ad organico di diritto per il sostegno, la proroga delle norme sui pensionamenti, anche con la previsione di una finestra, per svecchiare il personale docente ed anche per tutelare il personale più vecchio dal rischio contagio”. .

“Le proposte – prosegue Pacifico – riguardano poi la proroga delle norme per potenziare i posti sull’infanzia, dopo quello che è avvenuto per la primaria e secondaria e per il personale ATA, la proroga dell’utilizzo dei contratti di facente funzioni Dsga, che come sappiamo sono stati chiamati fino al 31 dicembre, poi alcuni di essi sono stati licenziati e sono rientrati ai precedenti servizi, lasciando il posto ai vincitori di concorsi, in un momento in cui la scuola si trova in grande difficoltà per la gestione delle risorse per fronteggiare il Covid. E ovviamente, abbiamo chiesto anche la proroga dei contratti per i posti di sostegno e la partecipazione alle prove suppletive di tutti coloro che, in ragione della quarantena, non hanno potuto partecipare alle prove concorsuali”.

marcello pacifico anief
Marcello Pacifico, leader di Anief

Allo stesso tempo, il sindacato si è fatto da tramite per “la proroga di norme che vadano a riaprire i termini per assumere ricercatori dell’università, anche a tempo indeterminato, e questo è molto importante visto che c’è una causa in corso davanti alla giustizia europea. La stessa anche per la proroga dei termini delle istituzioni Afam. Si tratta di norme che alla fine riguardano cose che devono essere fatte per garantire il rispetto della normativa comunitaria, ma anche per dare delle risposte al personale, che in questo momento – chiosa il presidente Anief – con grande sacrificio sta cercando di portare avanti e garantire il diritto all’istruzione senza mai dimenticare il diritto all’ascolto”.

Anief ricorda che decine di migliaia di insegnanti della scuola pubblica italiana nominati in ruolo dal 2020/21 non hanno alcuna possibilità di trasferirsi dalla sede scolastica dove sono stati collocati in ruolo, nemmeno temporaneamente e neanche qualora abbiano motivazioni valide e vi sia il posto per collocarli nella sede richiesta. Eppure già in passato il sindacato ha cercato di cancellare il vincolo con appositi emendamenti, l’ultima volta con la Legge di Bilancio 2021. Anche su questo aspetto il sindacato ha proposto un emendamento al decreto Milleproroghe. E in attesa che il Parlamento cancelli la norma del vincolo di 5 anni, il sindacato Anief ha attivato la preadesione gratuita al ricorso contro il vincolo quinquennale  che impedisce ai docenti neo assunti addirittura l’avvicinamento di chi assiste un familiare con disabilità grave.

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Il Milleproroghe è legge: ecco le nuove disposizioni nel comparto scuola

Sono diventate disposizione di legge i provvedimenti contenuti nel decreto Milleproroghe approvato in Senato ed entrato in vigore ieri 1° marzo: la Legge n. 8 del 28 febbraio scorso, ha messo mano anche all’organizzazione scolastica, andando innanzitutto a ridurre il numero delle cosiddette classi pollaio (laddove il numero di iscritti sia superiore a 22 alunni, ridotti a 20 in presenza di studenti con grave disabilità certificata): grazie ad un emendamento del M5S, si ottiene quindi una prima risposta al problema, anche se bisogna ricordare che si tratta di appena 800 classi su 15.000 esistenti, diverse delle quali con oltre 30 allievi iscritti.

Sempre con la Legge 88/2020, si stabilisce che i bandi di concorso della scuola, ordinari e riservati, previsti a loro volta dalla Legge 159/2019, verranno pubblicati entro il prossimo 30 aprile: uno slittamento che, indubbiamente, mette a repentaglio la possibilità concreta di assumere i vincitori delle selezioni, lasciando qualche speranza solo per la procedura straordinaria riguardante la scuola secondaria (peraltro macchiata da tante esclusioni illegittime, contro le quali il giovane sindacato Anief ha prontamente presentato ricorso d’urgenza al giudice attraverso preadesioni gratuite). Di fatto, si prevede che solo una parte del personale scolastico possa essere stabilizzata con modalità riservate, lasciando fuori gli insegnanti di religione cattolica per quanto riguarda il concorso straordinario, i precari di infanzia e primaria, oltre che i supplenti che hanno lavorato nelle scuole paritarie e nei corsi professionali e regionali. Per non parlare di altre categorie, come i Dsga facenti funzione, gli educatori e il personale Ata.

Le altre disposizioni sulla scuola incluse nel Milleproroghe riguardano ancora il concorso straordinario della secondaria, nella parte in cui viene stabilito che la prova scritta della procedura per il reclutamento, nonché la prova scritta della procedura per il conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento, riguardano il programma di esame previsto anche per il concorso ordinario, per titoli ed esami, per la scuola secondaria, che sarà avviato contestualmente alla procedura straordinaria (e non più il programma di esame del concorso ordinario bandito nel 2016) (art. 1, co. 10-terdecies).

Un’altra disposizione sulla Scuola, sempre inclusa nella Legge 88/2020, è quella sulle prove Invalsi: i risultati, si legge, non saranno inseriti nel “curriculum degli studenti” del quinto anno che si apprestano a svolgere gli esami di maturità 2020. In pratica, il Governo ha chiesto e ottenuto di far slittare l’ingresso del curriculum allegato al diploma al 1° settembre prossimo. La partecipazione alle prove rimane invece requisito obbligatorio per essere ammessi agli Esami di Stato 2020.

Infine, con il Milleproroghe è stata accolta la proposta dell’Anief e di Udir per modificare le procedure di assunzione dell’ultimo concorso per dirigenti scolastici: viene in pratica garantita da subito l’assunzione in ruolo anche dei candidati a capo d’istituto risultati idonei, fino a completo scorrimento della graduatoria di merito. Erano 500 coloro che avevano superato le prove e aspettavano di essere inclusi.

Pacifico (Anief): “Si poteva fare molto di più”

marcello pacifico anief

Secondo Marcello Pacifico, leader del giovane sindacato, “si poteva e doveva fare molto di più, specialmente reclutamento del personale precario che continua a essere lasciato fuori in modo illegittimo, nonostante sia presenti nelle graduatorie di istituto e ata 24 mesi. Migliaia di docenti saranno licenziati la prossima estate dopo che hanno superato l’anno di prova e hanno insegnato da diversi anni. Sono ancora vigenti i ricorsi avvero le procedure per la selezione dei dirigenti scolastici. Tantissimi insegnanti non avranno accesso al concorso riservato soltanto per la scuola secondaria. Il Governo ci convochi e ci ascolti per risolvere la supplentite

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Concorso straordinario: cambia il programma ma non cambiano gli argomenti della prova scritta

Scuola concorsi documenti scrittura uomo

L’approvazione alla Camera del Decreto Milleproroghe ha portato alcune novità anche per la scuola. Tra queste la modifica del programma su cui verterà il concorso straordinario I e II grado

Il Decreto Scuola (D.L. 126/2019), infatti, al comma 10 dell’art. 1 individuava nel “programma di esame previsto per il concorso ordinario per titoli ed esami per la scuola secondaria bandito nell’anno 2016” il riferimento per la prova scritta della procedura straordinaria, sia quella per l’immissione in ruolo sui 24mila posti autorizzati che quella della prova ai soli fini abilitanti riservata a docenti con servizio in paritaria/corsi IeFP e docenti di ruolo senza anno di servizio specifico.

Il Milleproroghe, invece, ha modificato tale previsione cancellando il riferimento al concorso del 2016, unificando in tal modo il programma d’esame del concorso straordinario a quello previsto per il concorso ordinario. Ricordiamo che entrambi i bandi (straordinario e ordinario) saranno pubblicati contestualmente e che, come i bandi stessi, anche il programma (Allegato A) è al momento allo stato di bozza in attesa del parere obbligatorio seppur non vincolante del CSPI.

Va però evidenziato come la variazione introdotta con il Milleproroghe non abbia modificato quanto previsto dal Decreto Scuola sempre all’art. 1, comma 9 lettere a) (prova scritta per immissione in ruolo) e lettera d (prova scritta per conseguimento abilitazione docenti con servizio in paritarie/IeFP o di ruolo senza anno di servizio specifico), ovvero che la prova scritta riguarderà COMUNQUE argomenti afferenti alle classi di concorso e alle metodologie didattiche. Pertanto, eventuali argomenti diversi (ad esempio, la legislazione scolastica) non potranno essere oggetto di quesiti della prova scritta ma, eventualmente, solo della successiva prova orale da svolgere prima del termine dell’anno di formazione e prova per gli immessi in ruolo e di quella per il conseguimento dell’abilitazione che, ricordiamo, sarà oggetto di un decreto ad hoc. Salvo modifiche dell’ultima ora dei bandi, quindi, la prova scritta del concorso straordinario sarà composta da 45 quesiti su argomenti afferenti alla disciplina di insegnamento, 30 sulle metodologie didattiche e 5 di comprensione del testo in lingua inglese.

“Registriamo – spiega Anief in una nota stampa – con amarezza che nemmeno con l’approvazione del decreto Milleproroghe, che adesso passa al Sentato per l’approvazione definitiva ma con un testo blindato, si sia trovata una soluzione allo scandalo dell’esclusione dei docenti con servizio solo su sostegno, privi pertanto dell’anno di servizio specifico, che vanifica in modo vergognoso il lavoro di migliaia di colleghi che, in questi anni, hanno garantito il diritto all’inclusione degli studenti disabili e che, oggi, vengono ‘ringraziati’ con una porta sbattuta in faccia”.

“Ci auguriamo almeno che, vista l’imminenza della pubblicazione dei bandi e il perdurante rifiuto del ministro Azzolina di pubblicare il data-base delle domande della prova scritta nonostante le richieste unanimi di tutto il panorama sindacale, almeno non si registrino ulteriori modifiche nei programmi di studio del concorso straordinario, che generano solo confusione e spaesamento tra gli aspiranti”.

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Milleproroghe, l’appello dei sindacati a Conte e Azzolina

sigle sindacali scuola

Nella giornata di ieri è stata pubblicata dai sindacati della scuola la lettera-appello indirizzata al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e al Ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina che ha come oggetto: “Decreto legge milleproproghe, soluzione normativa a tutela dei docenti con tre anni di servizio nelle attività di sostegno e degli Assistenti Amministrativi facenti funzione di Direttore dei Servizi generali e Amministrativi (DSGA)”.

Eccone il testo integrale.

Signor Presidente, Signora Ministra,
chiediamo un intervento risolutore da parte delle SS.LL., con un apposito emendamento nel Decreto Legge cosiddetto “milleproroghe” in discussione in Parlamento, a tutela e riconoscimento del servizio svolto dalle categorie di personale scolastico di cui all’oggetto.

In merito facciamo presente quanto segue.

Docenti supplenti con tre anni di servizio nella attività di sostegno senza titolo specifico.

Crediamo sia un atto giusto e necessario consentire a questo personale di partecipare al concorso straordinario in via di indizione non, come è ovvio, per l’accesso all’insegnamento nell’organico di sostegno – per cui è imprescindibile il possesso del titolo di specializzazione – ma nella classe di concorso dell’insegnamento di provenienza.

Non si consumerebbe così a suo danno una misura di esclusione dal momento che esso possiede il titolo dei tre anni di servizio che è il requisito previsto per la partecipazione al concorso straordinario.

Assistenti Amministrativi facenti funzione di DSGA con almeno tre anni di servizio nella funzione.  

Riteniamo altrettanto giusto e necessario consentire a questo personale di partecipare ad un concorso ad esso riservato. Più e più volte abbiamo rappresentato le sue ragioni e più e più volte abbiamo trovato ascolto e riscontrato condivisione nei nostri interlocutori parlamentari, di Governo e dell’Amministrazione, purtroppo senza che siano prodotti i necessari esiti legislativi.

Ricordiamo a tale proposito, relativamente ad entrambe le categorie di cui si parla, che espressioni di condivisione delle richieste sindacali sono contenute sia nell’Intesa del 24 aprile 2019 sottoscritta dal Presidente del Consiglio sia nel Protocollo di conciliazione del 19 dicembre 2019 e sottoscritto dall’allora Ministro dell’Istruzione.

Riteniamo un atto necessario di coerenza e di credibilità da parte del Governo e dell’Amministrazione accogliere il presente appello, fermo restando che gli impegni assunti dalle Amministrazioni dello Stato non possono essere messi in discussione ad ogni mutare dei contesti politici.

Crediamo inoltre che si debba fare il possibile per evitare il ripetersi di procedure di contenzioso giurisdizionale che per l’ennesima volta assegnerebbero impropriamente il governo del reclutamento alla magistratura.

Siamo convinti che nel provvedimento in questione vi sia lo spazio per corrispondere a quegli impegni, rimuovendo ragioni di conflitto e riconoscendo positivamente il valore di una qualificata esperienza di lavoro rivelatasi indispensabile per un corretto e regolare funzionamento del sistema scolastico.

In attesa di un positivo e risolutivo riscontro, dichiarandoci disponibili a qualsiasi ulteriore chiarimento, cogliamo l’occasione per inviare cordiali saluti

I segretari di
FLC CGIL     
CISL Scuola    
UIL Scuola Rua    
SNALS Confsal    
GILDA Unams
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Milleproroghe, ammissibili gli emendamenti Anief

A Montecitorio vengono reputati ammissibili all’esame diversi degli emendamenti Anief al decreto Milleproroghe – pubblicato in Gazzetta Ufficiale sulle “Disposizioni urgenti in materia di proroga di termini legislativi, di organizzazione delle pubbliche amministrazioni, nonché di innovazione tecnologica” – per evitare la catastrofe organizzativa e didattica della scuola. Un comparto sul quale incombe la prospettiva di individuare, il prossimo settembre, oltre 200 mila supplenti con contratto fino al termine dell’anno scolastico. Il sindacato autonomo aveva chiesto la copertura definitiva delle cattedre, proprio come risposta al boom della supplentite. E anche altre disposizioni, parte delle quali andranno ora al voto delle Commissioni di competenza.

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “una situazione così difficile, mai così complessa, come quella che la scuola pubblica sta vivendo, rappresenta un problema serio, che la politica deve per forza di cose affrontare. Le nostre richieste, che non necessitano peraltro di particolari finanziamenti, garantirebbero, se approvate, la stabilizzazione di personale – docente, Ata e dirigente – già formato, scelto e pronto a subentrare su posti vacanti. E ridurrebbero di molto quel danno all’erario derivante dalla cronica violazione del nostro Stato della direttiva 1999/70/CE del Consiglio dell’UE, relativa all’accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a termine”.

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Dirigenti scolastici, Anief: “Assumere gli idonei dei concorsi”

Scuola concorsi documenti scrittura uomo

Utilizzare, a scorrimento, le graduatorie dei candidati risultati idonei al termine dei concorsi per dirigenti scolastici rimasti al palo, ma anche prorogare l’ammissione a un nuovo corso-concorso riservato per i ricorrenti dei bandi concorsuali del 2011, 2015 e 2017: a chiederlo, per il loro approdo in I e V Commissione della Camera, è il sindacato Anief, con due specifici emendamenti al decreto 162/19 pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

SCORRIMENTO GRADUATORIE IDONEI DEI PRECEDENTI CONCORSI

Con la prima richiesta la giovane organizzazione sindacale intende far procedere alla “scorrimento delle graduatorie di merito del concorso bandito con decreto del direttore generale del Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca n. 1259 del 23 novembre 2017 per il reclutamento dei dirigenti scolastici”, prorogando per l’assunzione “gli idonei, secondo l’ordine di ammissione, nel limite del regime autorizzatorio in materia di assunzioni”, con la graduatoria di merito valida “per un triennio e comunque fino alla pubblicazione di quella relativa al concorso successivo”.

Tale modalità sarebbe utile a migliorare la copertura annuale dei posti vacanti e disponibili, a fronte di mille sedi di presidenza ad oggi scoperte e degli attuali 500 candidati risultati idonei dall’ultima procedura concorsuale. Vale la pena ricordare che la modalità dello scorrimento è stata già adottata dal Miur per la nomina di ulteriori 80 vincitori lo scorso mese, a seguito delle rinunce da parte di alcuni vincitori della sede di servizio assegnata. Inoltre, la norma riprende quanto già disposto per il personale docente con l’articolo 1, comma 604, della legge 29 dicembre 2017, n. 205, che ha eliminato in corso d’opera il precedente vincolo del 10% degli idonei previsto dalla legge 13 luglio 2015, n. 107.

NUOVO CORSO-CONCORSO RISERVATO AI RICORRENTI

Per quanto riguarda il secondo emendamento, relativo sempre agli aspiranti dirigenti scolastici, la proposta del sindacato è quella di prorogare e semplificare le procedure di reclutamento di nuovi capi d’istituto prevedendo l’ammissione a un nuovo corso-concorso riservato ai ricorrenti avverso i bandi di concorso del 2011, del 2015 e del 2017, nonché ai presidi incaricati a un nuovo corso intensivo per l’immissione nei ruoli di dirigente scolastico. Sarebbe una scelta saggia e di buon senso, anche al fine di sanare una volta per tutte l’annoso contenzioso avviato presso i tribunali amministrativi.

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Sta per tornare 18app, ecco cosa si può acquistare col bonus 500 euro per i 2000

18app 2021

I nati nel 2000 a breve avranno la possibilità di utilizzare 18app, il bonus cultura di 500 euro a loro spettante.

18app è già stata prorogata e quindi estesa anche per i nati nel 2000. Questa estensione era difatti contenuta nel Milleproroghe che però in questi giorni è alle Camere per la definitiva trasformazione in legge. A breve, quindi, la piattaforma tornerà operativa e quindi tutti i nati nell’anno solare 2000 avranno accesso al bonus di 500 euro.

Cosa si può acquistare con 18app?

Vale quello che era acquistabile l’anno scorso per i nati nel 1999 che hanno avuto accesso al Bonus Cultura. Si potranno acquistare beni per un totale di 500 € delle seguenti tipologie:

  • Cinema (abbonamento card/biglietto d’ingresso)
  • Concerti (abbonamento card/biglietto d’ingresso)
  • Eventi culturali (biglietto d’ingresso a festival, fiere culturali, circhi)
  • Libri (audiolibro, ebook, libro)
  • Musei, monumenti e parchi (abbonamento card/biglietto d’ingresso)
  • Teatro e danza (abbonamento card/biglietto d’ingresso)
  • Musica registrata (cd, dvd musicali, dischi in vinile, musica on line)
  • Corsi di musica, di teatro o di lingua straniera.

Dove acquistare online con 18app

I siti del gruppo Matacena sono già ottimizzati per l’acquisto con 18app (così come per Carta Docente). Non farti trovare impreparato e visita una delle piattaforme già predisposte e ottimizzate per l’utilizzo del voucher.

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Il bonus Carta Docente 2016/17 non andrà perso: la nuova scadenza

Carta Docente scadenza

Buone notizie per i docenti più distratti: il bonus accumulato della Carta Docente 2016/17 non verrà perso. Così come come il bonus cultura scaduto di Carta del Docente 2017/18, farà cumulo per quello previsto per il prossimo anno didattico. Lo rende noto il Miur, smentendo praticamente sé stesso.

Il DPCM 28/11/2016

Secondo quanto stabiliva infatti il testo che regolamentava l’utilizzo della Carta del Docente infatti le somme erogate nel 2016 andavano spese entro l’anno successivo a quello di maturazione pena la perdita degli stessi.

Il ministro dell'Istruzione Marco Bussetti
Il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti

Il dietrofront del MIUR

Si segnala che i portafogli dei docenti già registrati verranno momentaneamente disattivati e gli importi dei buoni prenotati e non spesi verranno annullati d’ufficio ed attribuiti al residuo dell’anno scolastico 2016/2017 e 2017/2018

Il messaggio è comparso sul sito di diretta gestione ministeriale cartadeldocente.istruzione.it. Confermando quello che già il Ministero auspicava e prometteva ma che non era ancora stato avallato da gesti ufficiali.

Carta Docente e somme sospese

Dal primo settembre sono comunque sospese le funzionalità della Carta Docente. Stando a quanto comunicato dal Miur, però, alla riapertura (non si conosce ancora la data) saranno accreditati gli importi del 2016/17 oltre a quelli del 2017/18 non ancora spesi. E a quelli dell’anno 2018/19.

La nuova scadenza

Per i docenti che hanno ancora un bonus maturato relativo all’anno scolastico 2016/17 e non speso, la nuova scadenza sarà quasi certamente il 31 dicembre 2018. Lo dice l’emendamento inserito nel Milleproroghe che verrà discusso il prossimo 11 settembre in Parlamento. In caso di approvazione, quindi, i tempi per usufruire del bonus cultura relativo a due anni scolastici fa saranno comunque strettissimi.

Dove spendere con Carta Docente in scadenza 2016/17

Come sempre, vi suggeriamo di spendere il bonus accumulato online su siti che siano già ottimizzati per l’acquisto con Carta Docente. Tra questi vi segnaliamo:

  • Oceanon.
  • Matacena Libri, specializzato in vendita di libri didattici e di narrativa.
  • Matacena Giochi, che ha una sezione apposita di hardware e software già scelti per l’acquisto con Carta Docente.