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Pensioni: lo “scivolo” di Brunetta e la reazione di Anief

Mandare a casa dipendenti pubblici con un incentivo all’esodo: il progetto sarebbe contenuto nel piano del ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, le cui linee guida sono state annunciate in audizione alle commissioni Lavoro e Affari costituzionali di Camera e Senato, sulle linee programmatiche del dicastero, e oggi a Palazzo Chigi, attraverso il “Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale” alla presenza del presidente del Consiglio, Mario Draghi, e dello stesso ministro per la PA. Secondo alcune anticipazioni della stampa nazionale, il ministro starebbe lavorando su uno “scivolo” per la pensione, con un incentivo volontario all’esodo. Il piano dovrebbe essere finanziato anche con i soldi per il Recovery Plan.

renato brunetta
Il ministro per la PA Renato Brunetta (foto: Facebook)

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “se confermata la notizia dell’anticipo pensionistico ci trova d’accordo. Ci sono professionalità nell’amministrazione pubblica, a partire dal personale scolastico, particolarmente esposte a problemi di salute e sicurezza troppo alti, il cui operato deve essere collocato tra i lavori gravosi. Si tratta di dipendenti statali che già devono fare i conti con le conseguenze del burnout, tra l’altro per avere convissuto con un rischio biologico molto superiore ad altre categorie ma non riconosciuto dallo Stato: non possono pure essere lasciati in servizio fino a 70 anni di età, magari dopo 40 e più anni di contributi versati. È chiaro che per noi, però, qualsiasi forma di anticipo non deve comportare decurtazioni all’assegno pensionistico, anche perché già il sistema contributivo è purtroppo determinante in negativo nel tagliare le mensilità della pensione: ci aspettiamo un allargamento, per capirci, della Ape social, che permette di lasciare il lavoro dai 62 anni e non prevede di fatto alcun ridimensionamento dei compensi per che lascia il servizio. La decisione, tra l’altro, farebbe ringiovanire un comparto la cui età media è a dir poco sbilanciata verso l’alto”.

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Sindacati e mobilità ATA, chiesto incontro alla P.A.

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Il 31 gennaio FLC CGIL, assieme a CISL Scuola e UIL RUA, ha inviato una lettera unitaria per la richiesta di un incontro urgente al Capo di Gabinetto del Ministro della Pubblica Amministrazione, ai fini di un confronto in merito all’attivazione delle procedure selettive di mobilità professionale per quanto riguarda le aree e i profili del personale ATA della scuola.

“Per la FLC CGIL – si legge in una nota stampa – questo è un atto doveroso nei riguardi di tutte le aree e i profili del personale ATA e degli Assistenti amministrativi che da molti anni stanno svolgendo la funzione di DSGA”.

Il testo della lettera

Il decreto legislativo 25 maggio 2017 n. 75, recante modifiche e integrazioni al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, all’art. 22, comma 15 consente di attivare, al fine di valorizzare le professionalità interne, procedure selettive di mobilità professionale riservate al personale delle Pubbliche Amministrazioni.
Alla luce di quanto sopra, le scriventi organizzazioni sindacali chiedono un incontro urgente in merito all’applicazione di tali disposizioni anche per quanto riguarda le aree e i profili del personale ATA della scuola.
In attesa di riscontro, porgono distinti saluti

FLC CGIL, Francesco Sinopoli
CISL FSUR, Maddalena Gissi
UIL SCUOLA, Giuseppe Turi