Pubblicato il

“Anticipare l’obbligo scolastico per limare il gap con l’Europa”

“Per garantire il diritto allo studio bisogna ripensare l’obbligo scolastico. È necessario avere più classi, più sedi, più plessi e più organici a partire dalla stabilizzazione dei 70mila colleghi chiamati dall’organico Covid”: a pronunciare queste parole è stato stamani Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato Anief, nel corso del seminario sulla Legislazione scolastica organizzato per la provincia di Ragusa.

marcello pacifico anief
Marcello Pacifico, leader di Anief

I concetti inerenti all’importanza dell’istruzione per tutti gli studenti del Paese sono stati espressi ieri dal leader dell’Anief, nel corso dell’intervento al Senato al manifesto dell’autonomia didattica presentato dagli ex ministri Luigi Berlinguer e Valeria Fedeli. Pacifico ha affermato che “è arrivato il momento di avviare una riflessione: anticipare l’obbligo scolastico. Cominciamo dunque ad aggredire questa nostra difficoltà rispetto all’Europa. Abbiamo 10 punti di percentuale di deficit nel percorso 0-6 per i nostri bambini. È lì che prendono corpo le prime disuguaglianze”.

Pubblicato il

Obbligo scolastico dai 3 ai 18 anni, la proposta del Conte-bis (che piace ad Anief)

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte (foto: wikicommons)

La riforma sull’obbligo scolastico – che non verrebbe esteso solamente dopo i 16 anni, ma comprenderebbe anche la scuola materna, al contrario di quanto avviene oggi – è tra le proposte che più sembrano prioritarie per il Pd in tema di scuola. A confermare le intenzioni dei democratici, che collimano con quelle della ministra dell’Istruzione, è stata la viceministra all’Istruzione, Anna Ascani: “Al tavolo su agenda governo 2020/2023 abbiamo portato le priorità del Pd sulla scuola: estensione obbligo 3-18 anni, gratuità dei libri di testo e tempo pieno. Investiamo sui talenti di ognuno, sul diritto allo studio universale per far crescere il Paese”.

Anief ha da diversi anni presentato formale proposta per l’anticipo dell’obbligo scolastico a 5 anni, introducendo una classe ‘ponte’ che preveda la compresenza dei maestri dell’infanzia con quelli della scuola primaria, all’interno di una rinnovata programmazione e organizzazione degli spazi d’aula. Il sindacato ha ribadito la necessità di procedere all’anticipo dell’età di avvio della scuola anche nell’ultima manovra di bilancio, assieme alla cancellazione degli organici di fatto, in modo da utilizzare il personale su posti effettivi e utili per le operazioni di mobilità e di reclutamento.

In tal modo, si andrà a valorizzare finalmente l’esperienza educativa dei bambini più piccoli, collocandola in continuità con l’apprendimento del percorso di formazione successivo. Il sindacato è infatti convinto che occorra implementare il tempo scuola e gli organici del personale, poiché le attività scolastiche sono l’antidoto principale per combattere la passività giovanile, prologo della dispersione (con il Centro-Sud ancora a pagare il conto più salato) e del fenomeno dei Neet, di cui l’Italia detiene il non invidiabile record europeo, con punte da far paura in diverse aree del Meridione, come pure confermato dal rapporto Svimez 2019 sull’economia e la società del Sud.