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Rientro in presenza a settembre, ieri l’incontro Conte – sindacati

conte e azzolina conferenza stampa

Il Governo continua ad operare per far tornare in classe in sicurezza a settembre oltre otto milioni di alunni e un milione e 300 mila lavoratori della scuola: durante l’incontro del 4 giugno tra il presidente del Consiglio ed alcuni ministri, tra cui quello dell’Istruzione, con gli enti locali, le parti sociali e le associazioni, Anief era rappresentata dal suo presidente nazionale: “Il lavoro fatto per realizzare il protocollo sulla sicurezza e l’intesa sugli esami di Stato è stato condiviso – ha detto il professor Marcello Pacifico -: abbiamo ricevuto i documenti, quindi va spesa una lancia a favore della ministra Lucia Azzolina e del Governo, perché ha reso partecipe il sindacato dei processi decisionali. Il fatto che oggi siamo tutti qui riuniti significa che il Governo c’è e vuole interloquire con tutte le forze sociali, con la società civile, con le associazioni”.

conte e azzolina conferenza stampa

Il sindacalista autonomo ha detto di avere “studiato il documento tecnico-scientifico: abbiamo letto, nella parte centrale, che c’è un confronto tra quello che sta avvenendo in Italia e in Europa. Ma la parola chiave è ‘distanziamento’: noi abbiamo un numero ridotto di classi in Italia, dopo un dimensionamento che negli ultimi 12 anni ha falcidiato 4 mila istituti, tagliato 300 mila posti nel settore scuola, università e ricerca e dismesso 15 mila edifici scolastici: edifici che appartengono allo Stato, ma non sono più utilizzati. Quindi, se volessimo sdoppiare le classi, il posto dove mettere gli alunni che non entrano nelle scuole lo Stato ce l’ha”.

“Il problema è che lo Stato sembra volere ridurre le lezioni a 40 minuti e fare orari scaglionati: una eventualità, questa, però molto difficile, perché dovrebbe prevedere una elasticità oraria anche nel mondo del lavoro, sia pubblico che privato, in questo momento impensabile. Al momento, comunque, è bene ragionare sulla grandezza delle classi: se vogliamo mantenere il distanziamento sociale, se noi abbiamo un’aula media di 35 metri quadri, più di 15-16 alunni allora non ci possono entrare. In questo modo, limitando il numero degli allievi, non ci sarebbe bisogno di applicare i turni.

Su questo punto, il presidente Anief ha fornito un suggerimento: “Siccome sono in arrivo 172 miliardi per Recovery Fund, bisognerebbe riuscire a recuperare 10-12 miliardi di quei soldi per la Scuola, legandoli anche alla Sanità e alla Sicurezza. In questo modo, quindi uscendo dagli altri vincoli di bilancio, si andrebbe a ridare alla scuola, considerandole spese di funzionamento, quello che ha perso negli ultimi dodici anni. È un concetto che porteremo avanti anche con le sigle europee che Anief si accinge ad incontrare in Commissione UE nelle prossime ore”.

Pacifico ha ricordato anche che la spesa per la sicurezza nelle scuole è un investimento: “Per cancellare le classi ‘pollaio’, portando gli iscritti a non oltre 20 per classe, servirebbero 4 miliardi di euro. Poi, giustamente, ne servirebbero altri per il personale: è bene ricordare, a questo proposito, che il 50% dei lavoratori della scuola sono ‘fragili’, perché over 55 anni: c’è quindi un evidente problema di tutela della salute del personale della scuola”.

Gli edifici per evitare rischi epidemiologici, però, li abbiamo: “Riprendiamo e adattiamo quelli dismessi, abbiamo tre mesi di tempo per farlo – ha esortato il leader dell’Anief -. Bisogna quindi intervenire sulla Legge tagli-scuola n. 133 del 2008 che ha imposto il dimensionamento. Infine, bisogna ampliare gli organici: i concorsi sono stati rinviati, ma sull’assunzione dei precari rimane sempre da applicare una sentenza della Corte di Giustizia Ue, quella sul docente Fabio Rossato di qualche anno fa, che ha evidenziato il mancato risarcimento agli insegnanti di ruolo per l’abuso dei contratti a termine: una sentenza che nel rispondere al problema atavico del precariato italiano, che si trascina da vent’anni, dice che occorre una procedura di reclutamento non più aleatoria, incerta e imprevedibile”.

“Ecco perché – ha concluso Pacifico durante il suo intervento di alcuni minuti – serve una stabilizzazione con procedura concorsuale riservata, da quelle graduatorie d’istituto che il Governo ha fatto bene a riaprire e a trasformare in provinciali con il decreto scuola: si potrebbero quindi reclutare i precari da quelle graduatorie, le quali sono dello Stato e prodotte con titoli di studio rilasciati dallo Stato”.

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Sciopero scuola 8 giugno, i sindacati: “Tutto confermato”

Lo sciopero di tutto il personale scolastico proclamato per lunedì 8 giugno è confermato e si svolgerà regolarmente. I sindacati hanno inviato alla Commissione di Garanzia una nota nella quale, oltre a confermare le motivazioni dello sciopero e la data dell’8 giugno per la sua effettuazione, spiegano le ragioni per le quali, a scuole chiuse, vengono meno a loro parere i motivi alla base dell’obbligo di preavviso di 15 giorni, legati esclusivamente alla necessità di comunicare alle famiglie quali livelli di servizio si preveda di poter erogare, anche sotto il profilo della custodia e vigilanza sui minori.

sigle sindacali scuola

Non essendovi oggi questa esigenza, che sussiste unicamente per la scuola, i sindacati ritengono sufficiente il preavviso di dieci giorni previsto in via generale per i pubblici servizi.

Lo sciopero resta pertanto confermato e riguarderà, per l’intera giornata, personale docente, educativo, ATA e Dirigenti Scolastici.

(fonte: nota stampa)

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Sindacati scuola: il Manifesto per la ripartenza

“La chiusura prolungata delle scuole è una ferita per tutto il paese. Nonostante l´impegno profuso dai docenti con grande senso civico, il ricorso obbligato ed esclusivo alla didattica a distanza si rivela una condizione innaturale, nella quale si accentuano squilibri e disuguaglianze e viene meno la dimensione indispensabile delle relazioni sociali dirette, essenziali e fondative di una comunità educante. Ed è questo il motivo per cui la scuola deve riaprire quanto prima”.

Lo rendono noto le associazioni sindacali della scuola che  hanno unitariamente sottoscritto un manifesto che sintetizza le loro richieste e le loro proposte per la ripartenza della scuola in presenza, in sicurezza. 

sigle sindacali scuola

“Servono ingenti e immediati investimenti sulle strutture e sul personale e, più che negli anni precedenti, si pone l´esigenza di assicurare un ordinato avvio dell´anno scolastico: ciò significa avere al 1° di settembre tutto il personale docente,ATA e dirigente pronto ad assumere servizio in modo certo e stabile. La precarietà del lavoro ha raggiunto nel tempo dimensioni troppo estese, che le difficoltà del momento rendono del tutto insostenibili”, si legge dal sito della Gilda degli Insegnanti

A questo link è possibile scaricare il manifesto: Il manifesto unitario

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Adozione libri di testo, incontro Amministrazione – Sindacati: le novità

libreria scuola primaria

Il giorno 14 maggio 2020, alle ore 11.00, si sono riunite in videoconferenza le delegazioni dell’Amministrazione (DG-Ordinamenti dott.ssa Palermo e dott. Lombardo) e dei sindacati per discutere l’ordinanza in materia di adozioni dei libri di testo (art. 2, comma 1, lett. d) DL n. 22 del 2020.

L´incontro è stato convocato dall´Amministrazione, che ha ravvisato l’urgenza dell´informativa, nella serata del 13 maggio 2020. Le OO.SS. hanno preso atto dell’urgenza e hanno chiesto che su ogni ordinanza prevista dal decreto 22/2020 sia fornita da parte del ministero una puntuale informazione anche con l’invio delle bozze.

In particolare sono state definite due specifiche procedure:
– I libri vengono confermati con atto unilaterale dopo la ricognizione effettuata dal D.S. (atto dichiarativo) nel rispetto delle competenze degli organi collegiali (non è prevista alcuna discrezionalità del Ds);
– Le nuove adozioni, là dove sono necessarie per nuovi indirizzi, libri fuori catalogo, ecc., dovranno seguire la procedura ordinaria: consigli di classe – Collegio dei Docenti per la delibera da effettuarsi entro il giorno 8 giugno.

libreria scuola primaria

In concreto l´adozione dei nuovi libri di testo, a detta del’Amministrazione, dovrebbe essere consentita per il triennio dei professionali, per i libri fuori catalogo e per le attivazioni di nuovi indirizzi. Il Collegio dei Docenti, sempre secondo l´Amministrazione, potrebbe essere convocato anche su richiesta di un terzo dei componenti, come stabilito ordinariamente, in caso di inerzia o provvedimento unilaterale del DS.

La delegazione della FGU-Gilda degli Insegnanti ha espresso la necessità di specificare nel dettaglio le procedure garantendo le prerogative degli organi collegiali. Inoltre, essendo la scelta dei libri di testo espressione dell’autonomia didattica e della libertà di insegnamento la delegazione della FGU-Gilda degli Insegnanti ha chiesto di garantire, attraverso il Consiglio di classe, la possibilità ai docenti che vogliono effettuare una nuova adozione la possibilità di esercitare tale diritto.

Per questo la modalità di richiesta del Collegio docenti non può essere limitata alla raccolta firme di un terzo dei componenti, ma deve essere anche estesa alle richieste dei Consigli di classe, altrimenti il rischio è di affidare alla discrezionalità del DS la possibilità di confermare automaticamente i libri di testo.

Si è proposto pertanto di integrare l’OM con la possibilità di verificare nei singoli consigli di classe, anche per vie brevi con l’intermediazione del coordinatore di classe, se vi è necessità di modificare le adozioni dei libri di testo per il prossimo a.s. e, nel caso i consigli esprimano l´opportunità di modifiche, si debba convocare il collegio dei docenti per la delibera. Ciò è ancora più plausibile di fronte alla necessità di convocazione dei Collegi dei Docenti a distanza anche per altre deliberazioni concernenti la fine dell’anno scolastico (valutazione, esami, ecc.).​

La delegazione ha chiesto all’Amministrazione di avere al più presto il testo della bozza dell’O.M. per esprimere in tempi rapidissimi le osservazioni per le eventuali modifiche.

La Dott.ssa Palermo ha convenuto sulla necessità di garantire la libertà di insegnamento, attraverso la scelta dei libri di testo, e la centralità agli organi collegiali, ma esprimendo la sua preoccupazione circa i tempi delle procedure da attivare.

In merito al testo richiesto sarà il Gabinetto del Ministro a decidere se e quando trasmetterlo alle OO.SS..

Lo rendono noto le sigle sindacali in una nota congiunta.

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Il lockdown non ha fermato le assemblee sindacali

sigle sindacali scuola

Sono state quasi duecento le assemblee sindacali in modalità on line promosse oggi da FLC Cgil, CISL Scuola, UIL Scuola, SnalsConfsal e Gilda Unams, che hanno puntato i riflettori sulle problematiche legate all’emergenza in atto, alle modalità di svolgimento del lavoro imposte dal lockdown ma ancor più su quelle che caratterizzeranno la ripresa delle attività in presenza. Modi nuovi di lavorare che richiedono anche intese sindacali propedeutiche alle necessarie integrazioni della disciplina contrattuale, qualora si presentasse anche nel prossimo anno scolastico la necessità di ricorrervi.

La mobilitazione telematica ha visto una straordinaria partecipazione, tanto che l’elevatissimo numero di contatti ha messo più volte a dura prova le piattaforme, affollando oltre i limiti di capienza le aule virtuali allestite in ogni territorio. Tanto per fare alcuni esempi, oltre 2000 contatti per gli istituti comprensivi, e 1600 per la secondaria, nelle assemblee di Roma, 1600 a Firenze, oltre 3.000 a Torino, piattaforme piene a Milano, Bari, Genova, Palermo e Catania, quasi ovunque la necessità di replicare con successive riunioni per far fronte alle richieste di connessione.

sigle sindacali scuola

Una risposta che va oltre le aspettative – commentano i segretari generali Francesco Sinopoli, Maddalena Gissi, Giuseppe Turi, Elvira Serafini e Rino Di Meglio – siamo soddisfatti per il buon esito di una prova impegnativa anche sul piano tecnico, ma soprattutto per l’enorme quantità di persone che siamo riusciti a coinvolgere. Anche se costretti a seguire modalità a distanza, abbiamo promosso e reso possibile una vicinanza con le persone e tra le persone di cui tutti sentiamo quanto mai bisogno. Da questa emergenza si può uscire, oltre che con ingenti investimenti finanziari, solo rafforzando solidarietà e coesione, in questo senso il sindacato gioca un ruolo decisivo”.

Dagli interventi è emerso un forte e diffuso desiderio di ritorno alle attività in presenza, insieme alla richiesta di poterlo fare con le dovute garanzie di tutela della salute e della sicurezza. Una tutela che riguarda il personale, ma si estende in generale agli alunni e di riflesso alle loro famiglie.

È una consapevolezza che dev’essere di tutti – sottolineano i leader delle cinque organizzazioni – ci pare che anche l’incontro di ieri col Comitato Tecnico Scientifico dimostri la complessità di intervento sul settore, non è certo un caso se la scuola è stata l’unica categoria consultata in modo diretto e specifico dal CTS”. Grande spazio anche ai temi del contrasto alla precarietà, in una situazione che impone di assicurare alle scuole risorse adeguate per gestire una ripresa delle attività condizionata dall’obbligo di osservare misure ancora indispensabili di cosiddetto “distanziamento sociale”.
Lavorare con gruppi più ristretti di alunni, assicurare l’assistenza e la sorveglianza necessarie, non si può certo fare a costo zero, servono più insegnanti e più collaboratori, almeno per qualche tempo. Servono presìdi sanitari di supporto e prevenzione e serve stabilità del lavoro – concludono i segretari generali – non è pensabile che una gestione complessa come quella che ci attende dal primo settembre, con tante regole e procedure da seguire scrupolosamente, si possa reggere senza avere tutte le risorse di personale stabilmente a disposizione: insegnanti, educatori, personale ATA, dirigenti scolastici e direttori dei servizi. Guai se ci ritrovassimo in quella fase con una marea di posti coperti precariamente, magari con le nomine ancora da gestire. Una situazione che va assolutamente evitata, così come è da escludere che possano svolgersi in presenza, nell’attuale fase di emergenza, le annunciate prove concorsuali”.

(fonte: nota stampa congiunta sindacati)

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Esami di Stato 2020 e rientro a scuola di settembre, Miur raccoglie istanze sindacati

Prosegue il lavoro sui Protocolli di sicurezza per gli Esami di Stato della secondaria di secondo grado e per il rientro a scuola a settembre.

lucia azzolina foto facebook
Lucia Azzolina (foto: Facebook)

Ieri la Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina e il Comitato tecnico-scientifico, presieduto dal dottor Agostino Miozzo, hanno incontrato in videoconferenza le Organizzazioni sindacali per ascoltare le loro proposte.
​​​​​​​”Stiamo raccogliendo – sottolinea Azzolina – tutte le istanze. Servono proposte concrete, dobbiamo essere operativi, andare veloci e chiudere quanto prima i Protocolli. Abbiamo davanti una sfida importante: lavorando insieme possiamo riportare a scuola in sicurezza personale e studenti”.

(fonte: Miur)

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Esami fine anno 2020, le prime indiscrezioni su come saranno

Si è svolto ieri l’incontro tra i sindacati rappresentativi e l’amministrazione scolastica, rappresentata dal Capo Dipartimento Marco Bruschi, avente per oggetto l’attesa informativa sull’Ordinanza degli Esami di Stato del primo ciclo, della secondaria di II grado e la valutazione degli scrutini finali. Il ministero ha predisposto le linee generali attraverso tre diverse ordinanze, che saranno prima trasmesse al Consiglio superiore della Pubblica Istruzione, oltre che agli stessi sindacati.

una foto d’archivio di un’aula d’esame

ESAMI SECONDARIA PRIMO GRADO

Per quanto riguarda le classi non terminali, il MI ha annunciato che non ci sarà il cosiddetto 6 politico: i principi generali della valutazione degli alunni, infatti, conservano la loro struttura, anche se viene introdotta l’ammissione all’anno successivo, però vincolata al recupero e ad una ulteriore verifica da attuare in corrispondenza del nuovo anno scolastico. Per gli alunni con accertati problemi di apprendimento o con particolari difficoltà, si prevedono delle modalità di recupero specifico.

Sulla valutazione sarà fondamentale il ruolo dei consigli di classe, ai quali spetterà calibrare il recupero per il prossimo anno attraverso precipue schede di valutazione: spetterà sempre ai docenti indicare i nuclei del programma che non sono riusciti a portare avanti a causa dell’interruzione delle lezioni in presenza dovuta al coronavirus. Il ministero dell’Istruzione, comunque, non esclude che possano verificarsi casi, seppure limitati, di allievi non ammessi al prossimo anno scolastico, soprattutto derivanti da assenze continuative ed iniziate già dal primo quadrimestre. Gli alunni, anche privatisti, presenteranno una tesina-elaborato su indicazione del consiglio di classe con contenuti multi-disciplinari.

ESAMI SECONDARIA SECONDO GRADO

Tenuto conto del via libera del Comitato Tecnico, l’unica prova orale si svolgerà in presenza, con trasversalità degli apprendimenti, comprendente anche la seconda prova scritta di indirizzo. L’ammissione alla prova unica avverrà per tutti, nella modalità erga omnes. Si prevede, quindi, una discussione dell’elaborato predisposto dallo studente. Si conferirà un peso maggiore al percorso scolastico. Per gli studenti con disabilità certificata è prevista la presenza del docente di sostegno.

Gli studenti con disabilità, oppure immunodepressi, o che sono andati all’estero (per es. stranieri che frequentano CPIA) potranno realizzare la prova a distanza. Questa, ha assicurato il ministero dell’Istruzione, si svolgerà in sicurezza. Con un livello comunque differenziato per territori: la rilevanza del rischio deriverà dall’incrocio della tabella di rischio che il ministero della Salute emetterà nei prossimi giorni. Entreranno in gioco, comunque, diverse valutazioni, rispetto alle quali avranno rilevanza i presidenti delle Regioni e degli Uffici scolastici regionali.

VALUTAZIONE

La valutazione degli alunni si realizzerà tenendo conto di griglie nazionali, le quali serviranno a verificare la capacità dello studente di fare collegamenti e relazioni tra le varie conoscenze e competenze acquisite. In generale, le mancate ammissioni alle classi successive ci saranno solo nel caso di alunni sempre assenti o in presenza di gravi provvedimenti disciplinari.

Il parere di Pacifico (Anief)

Marcello Pacifico, presidente nazionale del sindacato rappresentativo Anief: “Premesso che per le valutazioni più complete ci riserviamo di leggere le ordinanze ministeriali, secondo noi bisognerà riprendere a scuola in presenza solo qualora vi sia la possibilità di rispettare il protocollo di sicurezza previsto dagli organi sanitari per la frequenza dei luoghi pubblici. Lo stesso esame di Stato della scuola secondaria superiore si potrà realizzare solo con la massima sicurezza e senza alcuna minaccia per la salute dei presidenti di commissione, dei sei commissari interni e degli studenti maturandi”.

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Bandi di concorso ordinari e straordinari: fumata nera dall’incontro coi sindacati

Scuola concorsi documenti scrittura uomo

Il confronto in videoconferenza tenutosi martedì 21 aprile 2020 tra le organizzazioni sindacali e il Ministero dell’Istruzione sul tema dei prossimi bandi di concorso ordinari e straordinari per il personale docente ha avuto un esito negativo “stante l’indisponibilità dell’Amministrazione a convenire su qualsiasi soluzione prospettata dal sindacato finalizzata a garantire procedure agili in grado di assicurare la copertura delle numerose cattedre vacanti fin dal prossimo 1 settembre”. Lo affermano in una nota congiunta le sigle sindacali FLC Cgil, Cisl Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal e la Gilda degli Insegnanti.

Di seguito pubblichiamo il documento di sintesi dei sindacati relativo all’esito del confronto.

Scuola concorsi documenti scrittura uomo

DICHIARAZIONE A VERBALE

Nel lungo confronto intercorso in materia di reclutamento più volte FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal e GILDA Unams hanno avanzato proposte e formulato osservazioni la cui fondatezza e attualità trovano conferma nella sopravvenuta e imprevedibile condizione di emergenza.

È infatti del tutto evidente l’impossibilità di conseguire, attraverso lo strumento concorsuale a tal fine destinato, l’obiettivo di stabilizzare, sin dal 1° settembre 2020, il rapporto di lavoro dei docenti precari con tre annualità di servizio e consentire la continuità didattica in una situazione di emergenza che non solo lo chiede, ma lo esige. Nel contempo l’impossibilità di effettuare concorsi ordinari nell’attuale situazione di divieto normativo non consente di definire tempi certi di svolgimento delle procedure per coprire tutti i posti disponibili, per cui si rende necessario trovare strumenti idonei per garantire la continuità delle attività didattiche.  Non hanno avuto peraltro ascolto i rilievi volti a proporre forme di semplificazione del medesimo percorso concorsuale, evitando procedure in presenza sia per il concorso straordinario, sia per la procedura finalizzata alle sole abilitazioni (anche con riferimento ai docenti già di ruolo con titolo per altro insegnamento), per la quale sarebbe stato opportuno un percorso semplificato con esclusione della prova scritta computer based che, stante la attuale situazione di emergenza, non può essere in alcun modo calendarizzata ed effettuata.

Stante l’ineludibile necessità di avere tutte le cattedre occupate all’apertura del nuovo anno scolastico, occorre studiare misure di copertura delle stesse con provvedimenti più agili e tempestivi di carattere straordinario, anche per quanto riguarda i posti di sostegno.

FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal e GILDA Unams, in coerenza con quanto da sempre sostenuto nel corso del confronto, ribadiscono la richiesta di eliminare la prova computer based sostituendola con una graduatoria per titoli, da cui attingere per l’accesso alle fasi successive, di cui può essere mantenuta la struttura comprendente percorso formativo e una prova orale selettiva a conclusione dello stesso, con valore abilitante e di conferma in ruolo.

Solo in questo modo si può realisticamente ipotizzare l’assunzione a tempo indeterminato dei docenti con effettiva decorrenza dal prossimo 1° settembre, offrendo al personale interessato e alle scuole condizioni di stabilità del lavoro, evitando l’ulteriore espansione di un precariato già oggi eccessivamente esteso. 

FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal e GILDA Unams ribadiscono inoltre il proprio dissenso per la decisione di non consentire la partecipazione alle due procedure anche dei docenti precari con servizio esclusivamente sul sostegno e privi del titolo di specializzazione, così come riscontrano il mancato accoglimento della richiesta di un diverso equilibrio nell’ambito delle varie voci della tabella dei punteggi, con una più significativa valorizzazione del servizio che assicuri il giusto riconoscimento alla professionalità acquisita con l’esperienza di lavoro. Fermo restando le rivendicazioni sopra evidenziate, si valuta come illogica e discriminante la scelta di stabilire un differente numero di quesiti per la prova computer based, prevedendone 20 in più (80 anziché 60) per la procedura finalizzata alle assunzioni.

Né appare plausibile la motivazione addotta dall’amministrazione a sostegno del diniego all’introduzione di modifiche ai testi dei bandi, asserendo che ciò renderebbe necessaria una nuova richiesta di espressione di parere da parte del CSPI. Peraltro va considerato che molte di queste criticità sono state sollevate dallo stesso CSPI nel recente parere espresso sulle procedure abilitanti. In presenza di un’emergenza straordinaria, non si può indugiare su eccezioni di carattere burocratico, peraltro facilmente superabili se assunte con la necessaria determinazione a livello politico.

Si ribadisce infine la richiesta, coerente con l’intesa siglata a ottobre dello scorso anno, di avviare il confronto sui percorsi abilitanti a regime, rivendicando il diritto di accesso alla formazione abilitante per quelle migliaia di precari, docenti con servizio misto e di ruolo in altra classe di concorso che da anni lavorano nella scuola, pur non avendo 36 mesi di servizio specifico.

FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal e GILDA Unams restano dell’avviso che l’esplodere di un’emergenza con effetti di vero e proprio sconvolgimento del contesto di riferimento avrebbe non solo giustificato, ma addirittura imposto una complessiva riconsiderazione di tutta la materia del reclutamento. Sono infatti profondamente cambiate le condizioni e le prospettive di un confronto protrattosi per mesi fra sindacati e Amministrazione, di cui le procedure in esame costituivano l’esito, frutto di complesse mediazioni, da ultimo peraltro in qualche misura disattese. Invocare ora l’urgenza dei tempi, nel momento in cui è venuta meno ogni possibilità di svolgere le procedure prima del prossimo mese di settembre, sembra in realtà soltanto nascondere una totale indisponibilità rispetto alle istanze che più volte le OO. SS., e in particolare nel corso dell’incontro del 30 gennaio u.s., hanno inteso formalmente riproporre.

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Assunzioni scuola, sindacati convergono su posizioni Anief di novembre

aula generica esami maturità 2019

Sulle modalità di assunzione dei docenti precari, anche gli altri sindacati rappresentativi si allineano alla proposta di Anief di assumerli in base ai titoli, rispetto ai nuovi concorsi i cui tempi di attuazione sono troppo lunghi, come si legge nei rilievi del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione. In 15 mila firmano le petizioni presentate da Marcello Pacifico che interviene martedì e mercoledì prossimo in un webinar alle 17.30.

La soluzione è a portata di un clic: basta emanare il decreto di aggiornamento delle graduatorie di istituto provinciali e scorrerle anche per il reclutamento sui posti vacanti residuali dalle immissioni in ruolo assegnate a GaE e graduatorie di merito. Sono già graduatorie per titoli. In meno di una settimana sono stati in 15 mila a firmare le petizioni lanciate da Marcello Pacifico per chiedere l’aggiornamento urgente delle graduatorie d’istituto e Ata 24 mesi al fine delle immissioni in ruolo e per l’avvio dell’anno scolastico 2020/21 con la conferma dei contratti vigenti.

Presto l’assunzione dei docenti precari sarà il tema dominante del comparto scuola. Secondo Anief, le immissioni in ruolo dei precari storici, rivendicate da tempo dalla stessa Commissione UE con la direttiva 1999/70/CE, potrebbero quindi entrare a regime con lo svolgimento di anno di formazione. Quindi, non serve più nemmeno organizzare un concorso per soli titoli. E lo stesso andrebbe fatto con il personale Ata, così da coprire altri 40 mila posti vacanti con le graduatorie già pronte, anche queste per titoli, da 24 mesi. Se si vuole superare la supplentite, l’unica cosa da fare è approvare l’emendamento Anief al decreto “Cura Italia”, altrimenti ci aspetta un anno scolastico a dir poco caotico e all’insegna dei ricorsi seriali. Per evitare decrementi all’offerta formativa, sarà fondamentale anche “confermare in toto l’attuale composizione numerica del corpo insegnante”.

aula generica esami maturità 2019

Anief chiede, inoltre, intervenendo pure sul testo del Decreto Legge n. 22 sulla Scuola in fase di conversione, di sbloccare tutte le assunzioni dalle graduatorie dei concorsi 2016 e 2018, oltre che le assunzioni sui posti Quota 100 previste dalla L. 159/2019 e un concorso per soli titoli per tutti indirizzato ai precari con almeno 36 mesi di servizio, inclusi i docenti di religione, senza dimenticare di stabilizzare il personale educativo e Ata. Sarebbe opportuno ed equo avviare poi un concorso straordinario aperto anche ai docenti scuole paritarie ai fini dell’accesso ai ruoli e non del solo conseguimento dell’abilitazione, la stabilizzazione degli amministrativi facenti funzione Dsga, la trasformazione dell’organico di fatto in organico di diritto e infine l’avvio di un nuovo concorso straordinario per i maestri dell’infanzia e primaria.

Anche per sopperire ai mancati concorsi, il giovane sindacato auspica di valorizzare l’esperienza acquisita e la continuità didattica, con la conferma nei ruoli per chi è stato immesso in ruolo con riserva e lo scioglimento della stessa per chi non è ancora stato immesso nei ruoli, ma anche l’annullamento o il congelamento delle procedure di licenziamento. Per rispondere in modo deciso all’isolamento forzato, derivante dal pericolo contagio del Covid-19, bisogna infine avviare percorsi abilitanti non selettivi in modalità telematica, rivolti pure ai docenti di ruolo “ingabbiati” senza servizio alla secondaria in esecuzione dell’art 472 del D.lgs 297/1994, oltre che organizzare PAS sostegno per i docenti di ruolo su materia e corsi abilitanti per i docenti tecnico-pratici. 

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Sindacati: “Dall’incontro del 1 aprile con Azzolina non arrivate le risposte attese”

sigle sindacali scuola

L’incontro del 1 aprile con la Ministra dell’Istruzione “non ha dato ancora le risposte attese, ma può consentire la ripresa di un confronto che ora però, per essere realmente produttivo,  deve svilupparsi a tutto campo sulle tante questioni richiamate negli interventi di questa mattina, a partire dalla richiesta di differire i termini per la presentazione delle domande di  mobilità del personale della scuola – stanti le grandi difficoltà di movimento degli interessati e le situazioni in atto nelle aree più direttamente toccate dall’epidemia – alle altre questioni poste in evidenza (organici, assunzioni in ruolo, concorsi, abilitazioni, stabilizzazione precari, e per la mobilità utilizzo della delega, domanda con riserva dei docenti in TFA, quota 100, superamento blocco quinquennale, LSU) e più in generale sui contenuti di un provvedimento ad hoc sulla scuola che appare assolutamente indispensabile. Sarà questo per tutti il vero e impegnativo banco di prova, anche alla luce delle notizie che annunciano il varo di imminenti misure per la scuola”. Lo affermano le sigle sindacali in una nota stampa.

sigle sindacali scuola

“La proposta della Ministra di apertura di tavoli tecnici, ferma restando la nostra disponibilità su un metodo di lavoro positivamente seguito anche in passato, non è infatti di per sé sufficiente, in questa fase di emergenza, per rispondere efficacemente alle tante esigenze del momento.

Occorre un confronto costante e a tutto campo al massimo livello politico perché possa essere opportunamente valorizzato il lavoro ai tavoli tecnici su temi che per loro natura richiamano decisioni di livello politico.

È necessario rilanciare un metodo che guardi al confronto come fattore importante e decisivo per la qualità delle decisioni e per garantire alle stesse l’indispensabile supporto di condivisione e compattezza per la scuola pubblica”.