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Autostrade lancia a Napoli la nuova academy per la sicurezza delle infrastrutture

Nasce la nuova Academy per la sicurezza delle infrastrutture e la formazione di neolaureati e dipendenti di Autostrade per l’Italia. Il Rettore dell’Università Federico II, Matteo Lorito, e l’Amministratore Delegato di Autostrade per l’Italia, Roberto Tomasi, hanno siglato oggi un accordo di durata triennale per dare vita al nuovo soggetto, attraverso un’ampia collaborazione accademia-impresa in materia di formazione, didattica, ricerca e sviluppo.

Le selezioni per l’accesso ai corsi dell’Academy di San Giovanni a Teduccio saranno avviate tramite bandi rivolti a giovani laureati in ingegneria e consentiranno di ricevere gratuitamente una formazione d’eccellenza nell’ambito dell’innovazione delle infrastrutture autostradali. In questo modo l’Azienda potrà contare su un “bacino di giovani talenti” da cui attingere in vista delle nuove assunzioni previste dal Piano industriale di ASPI. I corsi saranno inoltre rivolti anche ai dipendenti di Autostrade per l’Italia che potranno seguire percorsi di formazione continua.

Attraverso l’accordo, proposto all’Ateneo dal Dipartimento di Strutture per l’Ingegneria e l’Architettura diretto da Andrea Prota, con il Gruppo, che in Campania conta più di 1000 dipendenti, la Federico II darà un contributo rilevante, in termini competenze tecnologiche, nei settori della progettazione di nuove opere, nel monitoraggio e nella valutazione della sicurezza delle infrastrutture esistenti, oltre che nel potenziamento della rete. L’Ateneo fornirà inoltre supporto nell’uso e nello sviluppo di tecnologie digitali studiate per la sicurezza della rete autostradale gestita da Autostrade per l’Italia. Una collaborazione reciproca che entrerà in campo anche nell’ambito di altre aree tematiche: dai sistemi di trasporto e mobilità integrata alla digitalizzazione dei processi di progettazione, fino allo sviluppo di progetti di intelligenza artificiale applicata alla mobilità. Le attività si concretizzeranno attraverso una produttiva collaborazione scientifica, nel supporto alla didattica, nel finanziamento di borse di studio e la gestione di tirocini formativi.

A collaborare operativamente con le strutture della Federico II sarà Tecne, il cui Amministratore delegato è Stefano Susani, società del Gruppo ASPI che svolge attività di progettazione, ingegneria e direzione lavori e che rappresenta uno dei tasselli strategici del Piano di Trasformazione avviato dalla concessionaria a inizio 2020.

La collaborazione con gli istituti universitari rappresenta uno degli aspetti maggiormente strategici della trasformazione di Autostrade per l’Italia: proprio in quest’ottica nasce la cooperazione con l’Università Federico II che, attraverso i suoi Dipartimenti e l’importante rete di laboratori, rappresenta un patrimonio unico di competenze in settori che vanno dalla sicurezza delle infrastrutture allo sviluppo di soluzioni digitali e tecnologie 4.0 per la progettazione, la realizzazione, l’esercizio e il monitoraggio delle infrastrutture tramite approcci life-cycle-based.

Siamo particolarmente lieti di avviare un percorso strutturale di collaborazione con l’università Federico II, uno degli atenei più prestigiosi a livello europeo dal punto di vista delle competenze e della ricerca ingegneristica. Consideriamo fondamentale il rapporto con le strutture universitarie per innovare la più grande concessionaria del nostro Paese. Lavorando insieme qui a Napoli potremo fare ricerca, progettare soluzioni innovative, favorire uno scambio virtuoso di competenze e generare occupazione di qualità. Dopo gli accordi raggiunti negli scorsi mesi con il Politecnico di Milano, il Politecnico di Torino, le Università Bocconi, Luiss e La Sapienza, siamo consapevoli che l’Academy che stiamo creando con la Federico II ci consentirà di fare un ulteriore scatto in avanti verso la trasformazione di ASPI in un gestore integrato di infrastrutture e mobilità sostenibile” ha dichiarato l’AD di Autostrade per l’Italia Roberto Tomasi.

“Sono molto lieto che anche ASPI abbia deciso di iniziare un percorso di collaborazione tecnico-scientifica con l’Università di Napoli Federico II. L’accordo che abbiamo oggi sottoscritto ha molteplici finalità relative alla sicurezza delle infrastrutture e delle reti; il primo passo concreto sarà l’attivazione di una Academy che sarà sviluppata presso il Campus di San Giovanni a Teduccio. I temi che verranno trattati consentiranno ai ricercatori della Federico II di sviluppare e validare ricerche in un settore che rappresenta una rilevante area di intervento del PNR 2021-2027. Il format molto flessibile dell’Academy verrà sperimentato, nella collaborazione con ASPI, sia per garantire il lifelong learning delle figure professionali già presenti in azienda sia per la formazione avanzata ed il reclutamento di giovani laureati. L’Academy sarà basata su percorsi formativi finalizzati alla contaminazione di competenze specifiche sulla sicurezza ed il monitoraggio di infrastrutture e sulle reti con competenze digitali e di intelligenza artificiale. Sarà questa la sfida che consentirà di aggiornare e formare i profili tecnici che potranno garantire ad ASPI di portare avanti un’azione costante per la sicurezza delle infrastrutture”, ha dichiarato il Rettore Matteo Lorito.

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Università di Pavia, un passo nel futuro (con la realtà aumentata e immersiva)

Il momento storico attuale richiede a governi e organizzazioni di agire con urgenza. Per questo motivo l’Università di Pavia, fondata nel 1361, e la Fondazione Alma Mater Ticinensis avviano la nuova edizione dell’Executive MBA Ticinensis improntandola ad un “rinascimento quantico” del sapere e della scienza, anche manageriale.

Secondo Stefano Denicolai, Direttore di EMBA Ticinensis e Professore di Innovation Management all’Università di Pavia, “c’è un disperato bisogno di ripensare i modelli didattici e trasferire in modo agile gli avanzamenti della scienza nei programmi formativi. Riteniamo necessario un nuovo Rinascimento che sfrutti la tecnologia digitale per ‘aumentare’ il talento umano e le capacità organizzative, senza timore di affrontare salti ‘quantici’.

In questo quadro, tecnologie come la realtà virtuale o la realtà aumentata – ci piace parlare di ‘cross-reality’ – devono però creare valore, oltre a generare stupore fine a sé stesso. Per questa ragione abbiamo creato un gruppo di lavoro multidisciplinare – a cavallo fra Università e imprese – che mira a progettare e sperimentare il modello didattico del futuro. In questo spirito, nel contesto di EMBA Ticinensis proponiamo formule diverse ed agili, in presenza e in remoto, fino al Lifelong Learning per gli Alumni. La formula prevalentemente in presenza l’abbiamo nominata ‘Full Dive’, termine diffuso anzitutto nella community videoludica per indicare un’esperienza immersiva ed estremamente coinvolgente.”

Sul fronte “virtual reality”, la collaborazione nasce anche sulla base dell’esperienza maturata durante il lockdown del 2020 da Giovanni Caturano, CMO del Gruppo Mare e docente del corso di Videogiochi e Realtà Virtuale presso Università degli Studi del Sannio“A oltre un anno dall’inizio della pandemia – spiega Caturano – è arrivato il momento di considerare la reale potenzialità espressa dalle tecnologie del virtuale, non solo in sostituzione di attività attualmente impraticabili, ma come strumento e opportunità per superare i limiti del materiale in un’ottica collaborativa e creativa che non sarebbe realizzabile altrimenti.

Ho sperimentato questo tipo di interazione in un momento in cui era necessaria per superare i limiti dello schermo condiviso e inserire dinamiche spaziali nell’esperienza didattica, ma non bisogna vedere questo approccio come alternativo al materiale: per questo ho subito trovato grande sintonia con il progetto di UniPV che vede nell’approccio XR un’evoluzione destinata a migliorare i nostri rapporti e la nostra quotidianità in un contesto in cui il digitale sempre più pervasivo diventa finalmente visibile e interattivo nello spazio intorno a noi. La fiducia che l’Università di Pavia ha scelto di accordare al Gruppo Mare esprime questa consapevolezza, guarda al futuro e apre a nuovi scenari per tecnologie spesso attribuite esclusivamente a percorsi ingegneristici”. 

A margine della sessione formativa dell’Executive MBA che ha dato il via alla collaborazione sono stati stato presentati i membri della ‘Cross-Reality Teaching Squad’, gruppo di esperti che analizzerà l’efficacia delle soluzioni digitali e in particolare delle tecnologie immersive nell’ambito didattico. Il gruppo di lavoro è composto da (in ordine alfabetico):

●       Gabriella Bottini, prof.ssa di Neuropsicologia, Università di Pavia;

●       Marco De Rossi, CEO di WeSchool, esperto di distance learning;

●       Augusto Fazioli, Managing Partner di Arts & Inventio e Business Angel, esperto di tecnologie esponenziali;

●       Alberto Giacobone, CEO di Axura, esperto di comunicazione e di trend tecnologici di frontiera;

●       Alessandro La Volpe, Vice-Presidente IBM Italia, esperto di intelligenza artificiale;

●       Gerardo Salvato, ricercatore su temi di neuroscienze, Università di Pavia;

●       Mattia Salvi, CEO di Aryel e Project Leader Augmented Reality;

●       Giovanni Vizzarri, Producer di Mare Group e Project Leader Virtual Reality;

●       Antonella Zucchella, prof.ssa di Marketing, Università di Pavia.

Al termine della sessione l’Executive MBA ha sorpreso i corsisti – manager e dirigenti – regalando a ciascuno uno strumento di lavoro d’eccezione: un visore VR di ultima generazione che permetterà, tra le altre cose, di partecipare a sessioni collaborative e altre esperienze interattive co-progettate con Mare Digital e validate assieme al gruppo di lavoro nel suo insieme, con l’obiettivo di migliorare l’esperienza di apprendimento, coniugando atmosfera e punti di forza della lezione in presenza con le potenzialità delle tecnologie esponenziali. L’obiettivo è arrivare anche a stendere indagini di frontiera sull’argomento e – auspicabilmente – un vero e proprio Centro Studi.

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Federica goes Coursera – i MOOC del Web Learning della Federico II sulla piattaforma mondiale di apprendimento online

sede centrale federico ii

Ora Federica Web Learning, il Centro per l’innovazione, la sperimentazione e la diffusione della didattica multimediale dell’Università di Napoli Federico II, leader in Europa per produzione di MOOC (Massive Open Online Courses), estende la sua offerta su Coursera, il principale provider a livello globale.La partnership è stata presentata ieri da Jeff Maggioncalda, CEO di Coursera, nell’ambito della Coursera Conference – Building a More Just World Together , una due giorni dedicata alla presentazione dei nuovi progetti Coursera e ad uno sguardo sulle opportunità educative online, arricchito dai punti di vista di numerosi e autorevoli speaker.

Coursera guida il mercato dei MOOC con oltre 77 milioni di learners nel mondo. Fondata nel 2012 dai docenti della Stanford University, Daphne Koller e Andrew Ng, propone percorsi educativi realizzati in collaborazione con le più prestigiose università e organizzazioni professionali internazionali: più di 200 le istituzioni e le aziende coinvolte di cui oltre 100 compaiono nella lista Fortune Global 500.

I primi corsi di Federica Web Learning su Coursera saranno rilasciati in lingua italiana e saranno tutti dedicati a temi di grande attualità e utilità, per affinare specifiche competenze chiave per le future realtà professionali.È possibile iscriversi già da oggi a Smart Working: Lavoro agile e Business English e alla Specialization Data Visualization: Analisi dei dati con Tableau (3 corsi).A partire dal prossimo mese sarà inoltre lanciata la Specialization Data Science con Python e R (3 corsi).

La nuova partnership internazionale di Federica Web Learning, oggi piattaforma leader in Europa per la didattica multimediale open access, già nella top ten mondiale per produzione di MOOC, con 350mila iscritti in Italia e nel mondo e oltre 2,5 milioni di sessioni di studio, consentirà di diffondere la didattica italiana più innovativa a una community internazionale.

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Borse di studio per studenti all’estero, l’iniziativa della Provincia di Bolzano

Nelle scorse ore è arrivata la conferma che anche per l’anno scolastico 2020-2021 la Provincia di Bolzano sosterrà con borse di studio gli studenti che sceglieranno di uscire dai confini italiani per frequentare una scuola superiore o un corso di formazione professionale a tempo pieno, a patto che questi non esistano in Alto Adige e che abbiano una durata minima di 6 mesi.

I requisiti

Per ottenere la borsa di studio bisogna

  • avere la cittadinanza di uno degli Stati membri dell’Unione Europea
  • avere la residenza ininterrotta in Alto Adige da almeno due anni, oppure avere il permesso di soggiorno o avere ottenuto il riconoscimento dello status di rifugiato.
  • avere un il reddito depurato relativo all’anno 2019 non superiore ai 32.000 euro (per corsi e scuole superiori che comportano una tassa superiore a 10.000 euro, la cifra è elevata a 34.000).

L’importo della borsa di studio varia, a seconda del reddito, tra i 1.500 e i 4.000 euro.

Come presentare la domanda

Le domande di borse di studio per l’anno scolastico 2020-2021 possono essere inviate entro giovedì 22 aprile via e-mail (assistenza.scolastica@provincia.bz.it) o per posta raccomandata all’Ufficio assistenza scolastica di via Andreas Hofer 18, a Bolzano. Ulteriori informazioni sul bando di concorso, il modulo per la domanda e i criteri possono essere scaricati online sul portale web della Provincia dedicato ai servizi nella sezione Borsa di studio per alunne e alunni fuori provincia.

Possono richiedere una borsa di studio anche coloro che assolvono un tirocinio della durata minima di 4 mesi che rappresenta un requisito per la futura professione.

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“Ritorno delle superiori in presenza entro fine anno? Valutiamo”

“Sono valutazioni che dobbiamo fare. Questo è un tema che il Governo si sta ponendo. Come sempre decideranno i dati e il quadro epidemiologico”. Roberto Speranza, Ministro della Salute, afferma che il Governo stia valutando la possibilità per i ragazzi delle scuole superiori e licei di tornare in presenza entro fine anno, almeno concluderlo così.

Ospite di ‘Porta a Porta’, in onda ieri sera su Raiuno, Speranza ha inoltre sostenuto l’importanza – e l’auspicio- di investire di più proprio sulla scuola.

Le affermazioni sulla scuola rientrano in un più ampio intervento di Speranza sull’attuale situazione italiana. Il Ministro ha ribadito la necessità di una campagna vaccinale unitaria nazionale che tenga conto prima di anziani e fasce fragili: “Le Regioni devono stare a questa impostazione perché chi è più anziano rischia di perdere la vita”. Il riferimento, nemmeno troppo velato, è al “dissidente” governatore campano Vincenzo De Luca che ha contraddetto il Governo centrale proprio sulla campagna vaccinale e sulle recenti decisioni di centralizzazione della stessa.

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Maturità 2021 e Esami di Stato, online la pagina web del Ministero dedicata

ministro patrizio bianchi videomessaggio scrivania

È online da qualche ora la pagina web dedicata alle prove conclusive del primo e del secondo ciclo di istruzione, istruzione.it/esami-di-stato/. Uno strumento, spiegano dal Ministero, che mette a disposizione di studentesse e studenti, ma anche dei docenti e di tutta la comunità scolastica, documenti e informazioni e materiali sugli Esami.

Sul portale sono caricate le Ordinanze che definiscono le prove di giugno, “tenendo conto dell’emergenza sanitaria e del suo impatto sulla vita scolastica e del Paese”, documenti di accompagnamento che forniscono informazioni dettagliate sulle modalità di svolgimento degli Esami di questo anno scolastico e una sezione riservata alle FAQ. Il sito, affermano dal Ministero, sarà solo uno degli strumenti pensati per sostenere la comunità scolastica in questo percorso. Come ogni anno, confermano dal Ministero, sono previste conferenze di servizio, sull’intero territorio nazionale, già in corso in queste settimane. Ma il supporto viaggia anche sui social. In vista degli Esami, infatti, sarà possibile interagire con il Ministero attraverso la rubrica social #MIrisponde con richieste di chiarimento o di approfondimento. Le risposte saranno fornite sempre attraverso i canali social. Ci sarà spazio anche per un racconto personale di questo particolare rito che resta nei ricordi di ogni generazione: attraverso la rubrica #ioMIricordo, il Ministero animerà, nel mese di giugno, a ridosso delle prove, un racconto corale in cui ciascuno potrà utilizzare l’hashtag per condividere i propri ricordi e le proprie esperienze legati agli Esami.

Grazie alla collaborazione tra il Ministero e la RAI, inoltre, ci saranno finestre dedicate agli Esami di Stato anche all’interno dei programmi di Rai Cultura (“#Maestri” e “La Scuola in Tivù”) e di RaiGulp (“La Banda dei Fuoriclasse”). In particolare, nell’ambito de “La Scuola in Tivù”, ci sarà un pacchetto di puntate dedicato alla spiegazione approfondita dei diversi passaggi dell’Esame del secondo ciclo. Mentre nell’ambito di “#Maestri” sarà data voce alle ragazze e ai ragazzi che si preparano per le prove. Tutti i materiali e le lezioni prodotti in questi mesi, sulle diverse discipline, saranno a disposizione delle studentesse e degli studenti e dei loro docenti per approfondimenti e ripassi. Tutte le puntate sugli Esami saranno disponibili su Raiplay e sul sito di Rai Scuola per poterne fruire anche dopo la messa in onda. Per i più piccoli, nell’ambito della “La Banda dei Fuoriclasse”, su RaiGulp ci saranno momenti tematici dedicati all’Esame del primo ciclo e alle discipline che ne saranno oggetto.

“Ragazze, ragazzi, abbiate fiducia in voi, abbiate fiducia nella scuola, abbiate fiducia, soprattutto, nel nostro Paese. Ognuno di voi ha il diritto di essere valutato. Per questo abbiamo scelto una formula, su cui voi state lavorando, che vi consentirà di esprimere tutto il vostro percorso. Con l’Esame – ha sottolineato – si passa da una fase all’altra della vita e questo è un momento importante, bisogna dargli tutto il peso. Il Ministero, i vostri docenti e tutta la comunità scolastica sono con voi in questo percorso”, così il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi in un videomessaggio agli studenti.

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Il Ministro Bianchi incontra il Forum degli Studenti: ecco le sue dichiarazioni

Il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi ha incontrato ieri in videoconferenza il Forum degli Studenti. Lo rende noto il Ministero sul sito Miur. Durante il suo incontro con i rappresentanti delle ragazze e dei ragazzi delle scuole secondarie di II grado, il Ministro ha esposto priorità e linee guida della collaborazione tra il Ministero e il Forum e richiesto a studentesse e studenti la redazione di un cronoprogramma dettagliato, anche nell’ottica di una legge nazionale per il diritto allo studio. Ecco le sue parole.

“Vi ringrazio innanzitutto per essere qui. Viviamo un anno complicato, non solo a causa della pandemia, che in molti casi ha reso più evidenti problemi ereditati dal passato. Abbiamo voluto uno stanziamento di risorse importante nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) su due temi particolarmente urgenti: la dispersione scolastica e l’adeguamento di strutture e infrastrutture, due emergenze che aggravano il divario tra il Nord e il Sud del Paese. A questi problemi si sono aggiunte le difficoltà contingenti, come la necessità di ricorrere alla didattica a distanza e quella di adeguare la formazione dei docenti”.

“Il problema centrale, sul quale vi chiedo di essere ancora più presenti e propositivi è quale debba essere il ruolo della scuola nel modello di sviluppo italiano. In passato si è lavorato anche positivamente, voglio riconoscerlo. Ma molto resta da fare. Dobbiamo tutti insieme impegnarci per capire come sarà la scuola dopo la pandemia, anche attraverso una riflessione sull’autonomia scolastica. L’emergenza epidemiologica separa la scuola novecentesca da quella che dovremo lasciare alle ragazze e ai ragazzi che verranno dopo di voi. Una legge per il diritto allo studio deve occuparsi di sviluppo, di sostenibilità, non solo ambientale. Deve dare massima attenzione al sistema 0-6, perché i problemi che si verificano in quella fascia non si recuperano più. Deve espressamente prevedere un capitolo sull’orientamento, perché il picco della dispersione si registra nel passaggio dalla secondaria di primo grado a quella di secondo grado. Deve dare assoluta centralità all’integrazione delle studentesse e degli studenti con disabilità, per dimostrare concretamente che nessuno viene lasciato indietro”.

Patrizio Bianchi al Forum degli Studenti
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Il terzo settore della Campania sostiene la ripartenza della scuola

Napoli. Ieri c’è stata la ripartenza delle scuole in presenza dalla primaria alla prima media. Decisione difficile, dati i numeri della pandemia. Ma al contempo un risultato importante per l’educazione e la socializzazione dei ragazzi. In questi mesi di didattica a distanza bambini e ragazzi hanno vissuto molte difficoltà. Sia legate all’apprendimento delle discipline scolastiche, che di natura psicologica. Il terzo settore è stato un tassello importante della macchina che ho provato a portare avanti la quotidianità degli studenti. Dal supporto tecnologico a quello psicologico. Sono state molte le realtà di imprenditoria sociale, associazionismo e volontariato che nell’ultimo anno hanno sostenuto o si sono, in alcuni casi, sostituite al pubblico.

Il terzo settore della Campania non abbandonerà i bambini, ragazzi ed istituzioni scolastiche in questa ripartenza. La mission del comparto è anche quella di accompagnare nella formazione e nella crescita i giovani. Per questo si propone di proseguire il lavoro di affiancamento alle scuole, avviato, con successo, dopo l’avvento della pandemia. Una fase di ripartenza che deve tenere conto delle difficoltà e dei ritardi riscontrati in questi mesi da molti studenti. Per questo il terzo settore della Campania si propone di affiancare ancora nei prossimi mesi le scuole e le istituzioni pubbliche nel ricostruire un percorso per i ragazzi in età scolare.

«Ripartenza come sinonimo di ridefinizione del sistema scolastico. L’emergenza da Covid-19 ci ha mostrato con chiarezza che bisogna andare oltre l’attuale organizzazione dell’offerta scolastica per diminuire le diseguaglianze. In questi mesi purtroppo le bambine e i bambini che vivono maggiori fragilità sono rimasti più indietro. Il terzo settore, insieme alle istituzioni scolastiche, deve continuare a svolgere quel ruolo di prossimità che gli permette di stare accanto agli alunni – in particolare ai più fragili – per colmare le distanze, sempre più marcate, tra i primi e gli ultimi. Una riflessione in particolare sugli studenti più grandi. Il tasso di abbandono scolastico in Campania è pari al 19 per cento. E dopo questa fase sarà senza dubbio maggiore. Per questo dobbiamo ripensare la scuola. Sia negli orari che nelle discipline. Investire maggiormente in azioni di accompagnamento e proposte formative attività che vadano incontro ai bisogni e alle competenze dei ragazzi stessi». A dirlo il Portavoce del Forum del Terzo Settore della Campania, Giovanpaolo Gaudino, in foto (courtesy of Antonio Balasco).

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In Veneto Garanzia Giovani resiste al Covid

‘Garanzia Giovani Veneto’ supera la soglia dei 100mila iscritti che hanno beneficiato di una opportunità di lavoro dopo l’adesione al programma. Questo recita il numero dei “tuttora occupati” aderenti al programma che emerge dal report trimestrale di monitoraggio realizzato da Regione del Veneto e Veneto Lavoro, che presenta dati aggiornati al 31 dicembre 2020, anche se una leggera flessione rispetto alle scorse annualità c’è ed è giustificata secondo gli analisti dalla pandemia da Covid-19.

“Le adesioni sono state complessivamente 14.250, il 26% in meno rispetto al 2019 i patti di servizio stipulati dai Centri per l’impiego della regione circa 9.000 (-37%): segno di una depressione economica ma anche psicologica di coloro che cercano lavoro. La maggior parte dei giovani ha trovato lavoro nei settori del turismo, dell’industria metalmeccanica e del commercio, inizialmente con contratti a tempo determinato o di apprendistato, molti risultano tuttora occupati, con una percentuale crescente di contratti a tempo indeterminato”, così all’Adnkronos l’assessore regionale al Lavoro del Veneto Elena Donazzan.

Secondo i rapporti, al calo hanno contribuito tra gli altri fattori le difficoltà del mercato del lavoro, la chiusura degli uffici pubblici e le limitazioni imposte in occasione del primo lockdown, oltre alla sfiducia dei giovani nella possibilità di trovare un impiego, che riduce la propensione alla ricerca attiva di lavoro. Il Veneto resta, comunque, tra le prime regioni in Italia per efficacia nella presa in carico con il 99% delle adesioni valide che si traduce nella stipula del patto di servizio, necessario per poter usufruire delle attività previste dal programma, con un tempo medio di 6 giorni tra l’adesione e la stipula.

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Federico II: nasce l’Hub “Smart Mobility and Logistics” per la nuova mobilità integrata e sostenibile

Il futuro prossimo della mobilità integrata e sostenibile. Questo, il campo di elezione del nuovo Polo di eccellenza e innovazione Smart Mobility and Logistics, presentato oggi, nato dall’Accordo di collaborazione tra l’Università degli Studi di Napoli Federico II, prestigiosa realtà accademica nel settore della ricerca e formazione, punto di riferimento in Italia per l’ingegneria dei trasporti, e Almaviva, Gruppo leader italiano nell’innovazione digitale.

Il Polo si propone come nodo nevralgico per imprimere slancio concreto alla trasformazione digitale del mondo dei trasporti, delle infrastrutture e dei servizi, con l’obiettivo di disegnare la mobilità del futuro – di terra, mare e aria, di persone e merci – in chiave di sostenibilità ambientale, economica e sociale, sempre più orientata alla sicurezza e all’accessibilità, alla centralità dell’utente e dell’esperienza di viaggio, all’efficienza della gestione.

L’ecosistema della mobilità e delle attività turistiche, duramente penalizzato dalla pandemia, può rappresentare un fondamentale motore di crescita e una leva di ripresa del sistema Paese, questo l’obiettivo dell’Accordo di collaborazione, fondato sulle eccellenze del Mezzogiorno con una visione nazionale che guarda al tessuto sociale e territoriale.

L’intesa tra Ateneo Federico II e Almaviva, aperta alla cooperazione di operatori del settore, associazioni, realtà accademiche e di ricerca, Pubbliche Amministrazioni, nasce all’insegna dell’integrazione dei saperi, del rafforzamento dei processi di trasferimento tecnologico, dello sviluppo di nuove competenze e di nuove opportunità per la filiera produttiva.

Sei le aree tematiche al centro dell’Accordo,individuate come principali filoni di ricerca e sviluppo.

Smart Road, dedicata a soluzioni di mobilità connessa che garantiscano una migliore gestione delle strade e del traffico, in ottica di sicurezza e confort. In questo contesto il Polo sarà nodo nevralgico a supporto di startup e PMI. Smart Terminal Hub, orientata a percorsi di trasformazione digitale di porti, aeroporti e stazioni, secondo requisiti di sicurezza, efficienza e sostenibilità ambientale. Smart on Board Services, sulla qualità dei servizi durante il viaggio e le esperienze a bordo di vettori ferroviari di lunga percorrenza, sistemi di metropolitana, TPL e micromobilità.

Mobility as a Services, in una logica in cui i concetti di modo, servizio e operatore e le stesse distinzioni tra mobilità privata e collettiva si integrano in ecosistemi di mobilità tecnologicamente assistiti e in nuovi modelli di business. Logistic & Freight, settore la cui rilevanza strategica è stata ancora più evidente in periodo pandemico e il cui sviluppo consentirà l’evoluzione delle piattaforme nella direzione Logistics as a Service. Asset Management & Predictive Maintenance, chepone l’attenzione sulle infrastrutture come asset strategico e sui relativi processi manutentivi.

“L’accordo rappresenta un’occasione per contribuire alla rivoluzione della mobilità utilizzando il patrimonio di conoscenza dell’Ateneo e la sua capacità di creare innovazione, sviluppo economico e formazione di alto livello nei settori tecnologici e manageriali associati alla sostenibilità – spiega Matteo Lorito, Rettore dell’Università Federico II-. L’iniziativa sarà integrata con la neonata task force di Ateneo SUM – Smart and Sustainable Mobility e parte di una serie di progetti anche in grado di rendere le strutture dell’Ateneo sedi di sperimentazione di nuove soluzioni”.

“Accademia e industria, ricerca scientifica e competenze tecnologiche, un progetto che punta alla condivisione della conoscenza per la trasformazione digitale della mobilità e della logistica: questo il significato della collaborazione tra Almaviva e Università Federico II – sottolinea Alberto Tripi, Presidente di Almaviva -. L’accordo quadro siglato oggi inaugura un percorso di innovazione e crescita per lo sviluppo di un nuovo modello di mobilità e, in prospettiva, di turismo. Con l’ambizione di alimentare un polo di aggregazione, aperto alla partecipazione di realtà pubbliche e private, impegnato a valorizzare investimenti ed obiettivi di modernizzazione per un sistema strategico del Paese”.