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Maltempo, il 20 novembre chiuse le scuole a Napoli

Palestre scolastiche

La Protezione civile della Regione Campania ha emanato un “avviso di allerta meteo idrogeologica ed idraulica” valevole a partire dalle ore 17 di oggi e fino alla stessa ora di domani martedì 20.

Per la zona 1 – che comprende la città di Napoli – l’allerta è di codice arancione e prevede “Precipitazioni diffuse, a carattere di rovescio e temporale, puntualmente di forte intensità. Vento localmente forte dai quadranti meridionali, con raffiche nei temporali. Mare localmente agitato, con possibili mareggiate lungo le coste esposte.”

Il Sindaco di Napoli Luigi de Magistris, con propria ordinanza, visto anche che gran parte delle alberature radicate sul territorio comunale hanno subito forti danni a seguito dell’eccezionale evento atmosferico del 29 ottobre e che sono ancora in corso le relative attività di verifica e messa in sicurezza degli alberi, ha disposto la chiusura per la sola giornata del 20 novembre di tutte le scuole cittadine pubbliche e private, compresi gli asili nido, di ogni ordine e grado.

L’Amministrazione comunale invita inoltre la cittadinanza a limitare la mobilità ai soli spostamenti strettamente necessari.

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Maltempo e sud, scuole chiuse in Sicilia e a Napoli

Maltempo a Terracina (foto: Nexting)

La straordinaria ondata di maltempo che sta vessando ormai da una settimana l’Italia non è ancora terminata. E porta con sé una serie di disagi ancora oggi 5 novembre 2018. Soprattutto al sud.

A Napoli chiusi 5 plessi scolastici

Gli allievi di 5 istituti di Napoli anche oggi non sono andati a scuola. Si tratta di due scuole di Posillipo, la Viviani e la Cimarosa; l’istituto comprensivo Foscolo – Oberdan; la scuola primaria Dante Alighieri e il plesso Caritas dell’istituto Troisi.

Sicilia in ginocchio

Notevoli disagi anche in Sicilia dove nelle scorse ore il maltempo ha provocato 12 morti. Tre Comuni dell’Agrigentino hanno deciso di tenere le scuole chiuse, si tratta di Menfi, Ribera e Sciacca.

Allerta al nord

In queste ore stato di massima allerta al nord, a destare particolare preoccupazione è il maltempo che colpirà Piemonte e Valle d’Aosta. Interessate anche Lombardia, Liguria e Veneto. Situazione attenzionata anche nel Lazio meridionale, già vessato dalle piogge e il vento dei giorni scorsi.

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Allerta meteo: come si deve regolare il personale ATA?

La straordinaria ondata di vento e maltempo che ha colpito l’Italia ha portato alla chiusura in decine di città degli istituti scolastici. FederATA, nelle scorse ore ha diramato una nota per fare il punto della situazione su come si devono comportare tutti gli appartenenti al personale ATA delle scuole chiuse, tornando a chiarire quali sono secondo le leggi attuali quale sia la loro posizione in questi casi eccezionali.

“Con la chiusura della scuola – si legge – disposta per eventi gravi e/o particolari (nevicate, alluvioni, trombe d’aria, elezioni politiche ecc .) si vieta l’accesso ai locali a tutto il personale e agli allievi. Tali assenze, comprese quelle del personale ATA, non devono essere giustificate e dare origine a decurtazione economica o richieste di recupero“.

A stabilirlo è la natura civilistica e obbligazionaria del rapporto di lavoro del personale della scuola regolato dal Codice Civile. “L’articolo 1256 precisa che ‘L’obbligazione si estingue quando, per una causa non imputabile al debitore (dipendente della scuola in questo caso), la prestazione diventa impossibile’“.

“In alcune località – spiega FederATA – si è comunque creato tra il personale interessato un certo disorientamento in merito all’obbligo di recarsi l’indomani a scuola, dovuto anche a comunicazioni inesatte e/o lacunose di addetti e/o ex sindacalisti che hanno dimostrato scarsa competenza in materia scolastica o si sono confusi con la sospensione dell’attività didattica, quando invece la scuola rimane aperta ma non si svolgono lezioni e solo il personale ATA deve recarsi a scuola mentre non lo devono fare allievi e docenti, ci sono pertanto modalità differenti di prestazioni di lavoro a seconda delle decisioni prese dagli organismi preposti (chiusura scuole o sospensione attività didattiche). Inoltre anche in caso di allerta rossa alcuni sindaci hanno deciso di tenere aperte le scuole e certi dirigenti obbligano il personale amministrativo tecnico e ausiliario a recarsi comunque al lavoro assumendosi pertanto una grave responsabilità e disattendendo precise disposizioni”.

“Dunque – secondo FederATA – permane il problema di fondo che si protrae negli anni, cioè la profonda disparità di trattamento fra i docenti e gli ATA dello stesso comparto statale che dovrebbero avere identici diritti e doveri anche e soprattutto in caso di eccezionali eventi atmosferici; infatti nel caso di sospensione dell’attività didattica gli insegnanti possono rimanere a casa senza problemi mentre gli ATA, che inoltre sovente risiedono lontano dalle loro sedi, devono comunque recarsi a scuola, affrontando anche rischi e/o disagi notevoli come è successo in questo periodo a causa dei problemi alla circolazione ferroviaria o stradale, o richiedere giorni di permesso o ferie se impossibilitati a recarsi a scuola”.

“Ci dispiace – conclude la nota – che i sindacati non abbiano nemmeno considerato questa ulteriore tematica quando hanno firmato l’ultimo contratto; ma del resto questa ennesima dimenticanza non dovrebbe stupire nessuno, poiché non hanno nemmeno avuto l’ardire di affrontare ‘l’innovazione del sistema di classificazione professionale del personale ATA’ dopo anni di promesse in tal senso, rimandando tutto per l’ennesima volta ‘convenendo di istituire una specifica Commissione paritetica’, come hanno scritto”.

“Concludiamo riportando le valide parole contenute nella circolare inviata in data 29-10-2108 dal Viminale a tutti i prefetti invitando, ovviamente in questo terribile periodo, a valutare l’opportunita’ di limitare, ‘a tutela della pubblica e privata incolumità, gli spostamenti della popolazione ed il conseguente aumento dei volumi di traffico attraverso l’adozione di provvedimenti di chiusura delle scuole e degli uffici pubblici presenti sul territorio, previe intese con l’Autorità scolastica e gli amministratori locali’ che non hanno bisogno di commenti ma solo di un sincero apprezzamento”.

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Allerta meteo e vento forte: i disagi per le scuole

Maltempo a Terracina (foto: Nexting)

L’incredibile ondata di vento e maltempo in tutta Italia ha provocato gravi ripercussioni anche sulla frequenza scolastica. Dopo i danni registrati in tutta Italia nella giornata del 29 ottobre, oggi più di un Comune ha deciso per la chiusura delle scuole. Tra questi anche città come Roma e Napoli, dove tra alberi e crolli i danni che si contano sono elevati.

Le città dove oggi 30 ottobre non si va a scuola

Tra le città più grandi, a scegliere di non mandare i ragazzi a scuola ci sono Roma e Napoli – come detto sopra – ma anche Genova, Brescia, Udine. Anche in Veneto (Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia e Vicenza) le scuole sono rimaste chiuse. E ancora Alghero, Comacchio, Grosseto, Pordenone.

Roma: chiusi il 30 ottobre perché persiste il maltempo

L’amministrazione capitolina ha diramato ieri una nota in cui annunciava che saranno “sospese le attività educative e didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado della città di Roma.  A seguito del Bollettino di criticità idrogeologica e idraulica, della Regione Lazio, che prevede il perdurare di condizioni metereologiche particolarmente avverse, la sindaca di Roma Virginia Raggi ha infatti firmato un’ordinanza che prevede la sospensione dell’attività educativa e scolastica nelle scuole di ogni ordine e grado, compresi asili nido e scuole dell’infanzia, su tutto il territorio cittadino.  Gli istituti saranno comunque presidiati dai dirigenti scolastici e dai funzionari comunali dei servizi educativi e scolastici con l’obiettivo di rilevare e segnalare eventuali criticità. Il provvedimento si è reso necessario per prevenire situazioni di pericolosità per l’incolumità dei bambini e degli studenti, nonché per motivi attinenti alla sicurezza e circolazione stradale”.

Napoli: chiusi il 30 ottobre per le verifiche

Anche Napoli, vessata dal vento, ha optato per una chiusura in via precauzionale delle scuole. In una nota diramata in serata dall’ufficio stampa si legge: “In via di pubblicazione un’ordinanza sindacale che prevede la chiusura per la giornata di domani 30 ottobre di tutte le scuole cittadine di ogni ordine e grado. Lo ha disposto il Sindaco Luigi de Magistris per consentire l’esame dei notevoli danni della non prevista, nella sua eccezionalità, ondata di maltempo, tenuto conto della sola allerta gialla, criticità ordinaria, diramata dalla competente protezione civile.
In questa fase sarà coinvolta l’intera filiera della sicurezza nelle scuole (dai dirigenti scolastici, attraverso i loro responsabili alla sicurezza dei plessi, ai servizi tecnici delle Municipalità, alla protezione civile). Nell’ordinanza sindacale che sarà pubblicata nelle prossime ore si sottolinea l’esigenza della chiusura delle scuole, anche alla luce delle prevedibili difficoltà nella viabilità a causa dei danni registrati in molte strade cittadine”.

L’amministrazione guidata dal sindaco de Magistris ha voluto esprime il più profondo cordoglio per la tragica morte del giovane Davide Natale, morto sotto un albero ad appena 21 anni.