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A settembre 90 mila docenti precari e 250 mila supplenze annuali, Pacifico (Anief): “Un record che non ci possiamo permettere”

marcello pacifico anief

In vista del rientro in classe a settembre, resta tutto da sciogliere il nodo del precariato scolastico: “una volta che si attuerà l’assegnazione di una cospicua parte dei fondi del Recovery Fund all’Italia bisognerà portare avanti l’impegno – ha detto Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief nel corso di un’intervista a Italia Stampa – così come già detto dal premier”. Per impegnare quei fondi, ma anche per permettere il regolare avvio del nuovo anno scolastico, dopo il lockdown dovuto al coronavirus, Anief ha presentato una serie di emendamenti al Decreto Rilancio”. Le nuove graduatorie come sono state scritte nelle bozze dal ministero dell’Istruzione, per trasformarle in provinciali, sono sbagliate, anche perché cambiano in corsa la valutazione dei titoli: vanno riviste e quindi utilizzate per assumere tutti i precari”.

“Questi emendamenti – ha spiega Pacifico – prevedono innanzitutto l’esigenza di derogare la formazione delle classi dagli attuali tetti numerici”, con al massimo 15 alunni per aula. Va preso come spunto la metratura delle aule: in base ai metri quadri di ogni classe, va rivisto il numero di alunni che conterrà. Sono state indicate, come sedi utili, 3 mila dei 15 mila plessi dismessi negli ultimi 10 anni: questa è una delle cose che Anief ha chiesto. A ciò si accompagna anche la possibilità di assunzione di organici del personale docenti e Ata in deroga a tempo determinato: noi siamo d’accordo, anche se pensiamo che debba essere un intervento strutturale”.

marcello pacifico anief
Marcello Pacifico, leader di Anief

“Queste due norme combinate quindi vanno nella direzione giusta chiesta dall’Anief – ha continuato il leader del giovane sindacato -, tuttavia rimane il problema grosso dei precari: avremo 90 mila docenti precari” e 250 mila supplenze annuali complessive: un record che non ci “possiamo permettere. Dovremmo reclutare dalle graduatorie d’istituto” attraverso “call veloce”.

(fonte: Ufficio Stampa Anief)

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Azzolina aprirà l’anno scolastico 20/21 a Scampia, la soddisfazione di Annamaria Palmieri

“È con grande piacere che ricevo dalla Ministra Azzolina l’immediata  disponibilità ad accettare il mio invito per essere a Napoli per l’avvio del prossimo anno scolastico”. Lo rende noto l’assessore all’istruzione Annamaria Palmieri dopo la querelle tra l’esponente della Giunta comunale di Napoli e il Ministro Azzolina per un’uscita infelice su Scampia.

L’assessore all’istruzione del Comune di Napoli Annamaria Palmieri

Palmieri prosegue: “Sarò felice di mostrare alla Ministra Azzolina le nostre belle realtà scolastiche, che presentano tante peculiarità, non nascondono le difficoltà e la complessità della metropoli,  ma sono anche essenziale presidio dello Stato e dei valori costituzionali, come la Azzolina ha voluto sottolineare nel suo bel messaggio che ho appena ricevuto”.

“Stiamo lavorando per riaprire, le scuole, in sicurezza e in presenza. Non ci fermeremo dal rivendicare risorse e impegno di tutti per difendere la scuola pubblica a Napoli. Accolgo gli auguri del Ministro Azzolina come un ulteriore sprone, per tutta la nostra meravigliosa comunità educante”, conclude la Palmieri.

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Abilitazione scuola secondaria, a breve il bando: domande tra il 28 maggio e il 3 luglio

Procedura straordinaria per conseguire l’abilitazione per la scuola secondaria: pronto il bando, domande tra il 28 maggio e il 3 luglio. Potrebbero essere 500 mila i partecipanti. 60 quesiti su programma diverso dal bando per le immissioni in ruolo. Rimane il 7 come sbarramento. Escluse classi di concorso ad esaurimento.

Rebus sul numero degli aspiranti che potrebbe superare il mezzo milione di unità, visti i numeri dichiarati dal ministro Azzolina alla rivista Orizzonte Scuola sulla consistenza degli iscritti nelle graduatorie di istituto di seconda interessati a conseguire un’ulteriore abilitazione, della terza fascia non abilitati e di quelli ad ogni modo lì non ancora inseriti con tre anni di servizio negli ultimi dieci anni e degli insegnanti di ruolo interessati ai passaggi ruolo. Senza parlare delle migliaia di esclusi che non potranno partecipare e di quelli che non conseguiranno i 42 punti necessari per superare la procedura. Per loro, il sindacato Anief è già pronto a raccogliere le pre-adesioni ai ricorsi.

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COSA PREVEDE LA BOZZA DI DECRETO INVIATA COME INFORMATIVA AI SINDACATI

Saranno 60 i quesiti a risposta multipla da rispondere in 60 minuti, un terzo su competenze didattico/metodologiche e gli altri su competenze disciplinari relativi alla classe di concorso. La tassa sarà di 15 euro.

Per accedere, bisogna avere tre annualità di servizio negli ultimi dieci anni nel sistema nazionale di istruzione (inclusi paritaria e iefp), anche su sostegno ma di cui uno specifico, ad eccezione degli insegnanti di ruolo cui è consentito l’accesso senza servizio specifico.

Si potrà presentare domanda per una sola classe di concorso e una solta regione, ma chi partecipa alla procedura straordinaria di immissione in ruolo dove i quesiti sono 80 e la soglia di sbarramento è di 56 punti su 80 (rispetto alla presente che è di 42/60) potrà partecipare a entrambe ed essere ammesso, se non vincitore di uno dei 24 mila posti, negli elenchi finali non graduati recanti il possesso dell’abilitazione e compilati dall’ufficio scolastico regionale.

Escluse le classi di concorso ad esaurimento quali A-29, A-66, B-01, B-29, B-30, B-31, B-32, B-33.

Per gli ITP valgono le classi di concorso di cui al D.P.R. n. 19 del 14 febbraio 2016 come modificato dal D.M. n. 259 del 9 maggio 2017, e nello specifico allegato E per i posti dei licei musicali e coreutici e alle note 1-4 della relativa Tabella.

LA POSIZIONE DEL SINDACATO ANIEF

Il giovane sindacato non condivide il paletto in entrata introdotto dal legislatore come ribadito anche nei recenti incontri ministeriali e si è già attivato per presentare degli emendamenti al  Decreto Legge n. 22 in Parlamento dove ha chiesto una procedura straordinaria abilitante per tutto il personale docente precario con più di 24 mesi di servizio, senza sbarramento, e per tutto il personale di ruolo anche attraverso il ricorso a corsi di qualificazione professionale. La stessa richiesta è stata avanzata per consentire l’acquisizione della specializzazione su posti di sostegno. Nei prossimi giorni si saprà chi tra i politici farà propri questi emendamenti e se saranno approvati dalla maggioranza e del Governo durante l’esame già in VII Commissione Cultura del Senato.

Per il presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico, “se il Parlamento non ascolterà le parole di buon senso che abbiamo raccolto dal mondo della scuola, sarà complice di una nuova stagione di contenzioso perché lo Stato non può prima chiedere a migliaia di aspiranti di insegnare e poi disconoscere i percorsi di accesso al riconoscimento del titolo di questa professione. Tra il 1999/2001, il 2004/2006, il 2012/2014 si sono sempre svolti corsi straordinari abilitanti per tutto il personale con 36 mesi di servizio anche nel rispetto di una precisa direttiva comunitaria oggi ignorata. Dal 1994 la norma italiana prevede corsi per favorire anche i passaggi di ruolo di personale sovrannumerario o di classi di concorso esaurite. Oggi questo decreto nega l’esperienza maturata in 25 anni, anni in cui i precari sono stati sempre chiamati ad insegnare. Per questo prevediamo che ci sarà un’ondata di adesione ai ricorsi mai visti, per l’ampia platea di quegli esclusi che chiedono comunque di poter frequentare un corso che riconosco loro l’esercizio a quella professione che svolgono da tempo. Non possono 42 crocette annerite in 60 minuti la preparazione o negare l’esperienza di una vita di lavoro”.

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Tre miliardi per far ripartire la scuola a settembre, ma “non bastano”

ccnl comparto scuola soldi

Dalla stampa nazionale trapela la volontà di riprendere l’attività scolastica a settembre con un piano straordinario utile a garantire il distanziamento minimo indicato dagli epidemiologi per non incorrere di nuovo nel contagio di massa del Covid-19. Per il sottosegretario all’Istruzione Giuseppe De Cristofaro servono tre miliardi per la scuola, che nelle ultime stagioni ha avuto scarsa attenzione. È una cifra che torna spesso: “sono quelli che ha investito nel 2015, attraverso la “Buona scuola”, il Governo Renzi. Con quelle risorse sono stati assunti 86 mila docenti, si sono dati premi agli insegnanti più impegnati e bonus cultura a tutti quelli in ruolo”. Ma sono pure quelli che chiedeva come soglia minima il penultimo ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, poi dimessosi proprio perché mai arrivata.

“Il mondo della scuola – a cui si aggiungono psicologi, educatori, le famiglie – chiede un piano straordinario per un anno di nuovo in classe. E indica le ipotesi da percorrere per garantire le distanze sociali tra gli studenti, i 900 mila insegnanti e i 200 mila amministrativi impegnati: turni in classe mattina e pomeriggio o, dove non si può, didattica mista in aula e a casa, quindi lezioni più brevi, utilizzo del sabato e cantieri aperti in estate per recuperare classi ed edifici che hanno bisogno di interventi non strutturali. Per fare tutto questo servono risorse nuove. Tre miliardi, almeno”. Lo scrive oggi La Repubblica, citando le parole di Giuseppe De Cristofaro.

LE PAROLE “FORTI” DI DE CRISTOFARO

Secondo il sottosegretario all’Istruzione, “bisogna fare tutti gli sforzi possibili per riportare in classe docenti e discenti. La didattica a distanza ha colmato il vuoto, ma ogni giorno amplifica le disuguaglianze che già a scuola esistono. Il ministero deve insediare al più presto una task force e costruire un cronoprogramma per i prossimi quattro mesi e mezzo. È il momento di trovare tre miliardi per la scuola italiana, che nelle ultime stagioni ha avuto scarsa attenzione. Questa pandemia ha dimostrato che i pilastri dello Stato sono il sistema sanitario e il sistema dell’istruzione. Dobbiamo mettere in discussione quello che abbiamo fatto fin qui, tagli. E portare a casa i concorsi avviati con un percorso rapido che guardi a chi già insegna”.

Secondo il sindacato Anief, se il ritorno in classe si dovrà realizzare con il distanziamento sociale è allora bene sapere sin d’ora che l’investimento dovrà essere massiccio: stiamo parlando di quasi 10 milioni di persone, tra alunni, docenti e personale scolastico, un sesto della popolazione italiana, che dovrà necessariamente convivere per almeno 5-6 ore al giorno.

IL PARERE DI MARCELLO PACIFICO

“Vanno revisionate le strutture scolastiche – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – con almeno 45 anni: stiamo parlando di 25 mila sedi, su oltre 40 mila complessive, che risultano fortemente inadeguate rispetto alle norme in vigore sulla sicurezza, rispetto alle certificazioni ad esempio sull’antincendio e sulla prevenzione sismica, che nelle aree più a rischio diventano un potenziale attentato alla salute. Aggiungere a questo anche il rischio di contagio del Coronavirus sarebbe inaccettabile”.

Pacifico ritiene “che, dopo quello a cui abbiamo assistito nei giorni scorsi, con gli ospedali che non riescono più ad accogliere i malati in terapia intensiva e a gestire il troppo alto numero di decessi, sia giunto il momento di cambiare politica: la sanità e la scuola devono diventare terreno di investimenti massicci, veri, senza più vincoli e mezzucci per procedere a tagli e dimensionamenti. Il tempo dell’emergenza deve servire da insegnamento. Gli investimenti pubblici vanno realizzati per salvaguardare i beni e i valori più importanti: la salute la formazione dei cittadini. I conti dell’economia si facciano quadrare diversamente, ma questi due ‘territori’ devono rimanere esclusi. Questo significa, per rimanere alla scuola e al piano di investimenti per riprendere a settembre, che i tre miliardi indicati oggi non bastano nemmeno per l’aumento degli stipendi dei docenti”.

“Nei mesi scorsi si è parlato a lungo della volontà di valorizzare il ruolo professionale del docente – continua il sindacalista autonomo – e per farlo, solo per questo, servirebbero 4 miliardi aggiuntivi: in tal modo, si raggiungerebbero gli aumenti medi netti mensili di 240 euro utili a recuperare il gap 10% rispetto all’incremento dell’inflazione registrato da dodici anni al netto degli ultimi aumenti, con 8 punti accumulati tra il 2007 e il 2015, appena ridotto dal risibile aumento del 3,48% prodotto con l’ultimo rinnovo contrattuale sottoscritto dagli altri sindacati maggiori nel 2018. Il Governo ricordi che i 70 euro medio di aumento già finanziato per il personale della scuola non è sufficiente: mancano all’appello mille euro medi in meno al mese, che a fine carriera ogni docente continua a non percepire”.  

GLI INTERVENTI IMMEDIATI

Nel frattempo, il giovane sindacato continua a chiedere accorgimenti immediati, in modo da mettere al sicuro l’ordinato avvio del prossimo anno scolastico: bisogna dare seguito alle petizioni rilanciate dall’Anief: una per l’aggiornamento urgente delle graduatorie d’istituto e Ata 24 mesi al fine delle immissioni in ruolo e l’altra per l’avvio dell’anno scolastico 2020/21 con la conferma dei contratti vigenti. Dopo averlo fatto con il Decreto “Cura Italia”, sul quale sono state presentate 15 richieste di modifica specifiche, il giovane sindacato si dice pronto a presentare emendamenti ai parlamentari anche sul Decreto Legge n. 22 ora all’esame delle commissioni di competenza di Palazzo Madama.

(fonte: Ufficio Stampa Anief)

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Iscrizioni scuola 2020/21, c’è ancora tempo fino a venerdì

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C’è tempo fino alle 20.00 di venerdì 31 gennaio 2020 per l’iscrizione per il prossimo anno scolastico, il 2020/2021. Dopo le 20 non sarà più possibile inoltrare la domanda di iscrizione per gli alunni che devono frequentare le prime classi.

La procedura è sempre via web tramite il portale Iscrizioni online. Per i genitori che devono ancora scegliere la scuola è a disposizione la nuova App del portale ‘Scuola in Chiaro’ che permette di accedere con maggiore facilità alle principali informazioni sugli istituti.

La domanda di iscrizione a scuola può essere inviata dopo aver effettuato la preventiva registrazione al portale dedicato (www.iscrizioni.istruzione.it). La procedura di registrazione è disponibile già dallo scorso 27 dicembre. All’interno del portale i genitori hanno a disposizione delle guide e dei video tutorial di supporto. Le famiglie che hanno necessità per effettuare la procedura web possono anche rivolgersi alle segreterie degli istituti scolastici. Il sistema di Iscrizioni online avvisa in tempo reale, tramite posta elettronica, dell’avvenuta registrazione o delle variazioni di stato della domanda.

Le iscrizioni a scuola sono obbligatorie per gli alunni delle classi prime della scuola primaria e della secondaria di I e di II grado. La domanda di iscrizione deve essere inoltrata online anche per i corsi di istruzione dei Centri di formazione professionale nelle regioni che hanno aderito alla procedura (Calabria, Lazio, Liguria, Lombardia, Molise, Piemonte, Sardegna, Sicilia, Umbria e Veneto). Per le scuole dell’infanzia la procedura rimane invece cartacea. Resta facoltativa l’adesione al sistema di iscrizione online per gli istituti paritari.

(fonte: Miur)

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Iscrizioni anno scolastico 2020/21 online, ecco come

Una bambina che va a scuola il primo giorno

Al via le iscrizioni per il prossimo anno scolastico, il 2020/2021. Fino alle 20.00 di venerdì 31 gennaio 2020, è possibile inoltrare la domanda di iscrizione per gli alunni che devono frequentare le prime classi. La procedura è sempre via web tramite il portale Iscrizioni online. Per i genitori che devono ancora scegliere la scuola è a disposizione la nuova App del portale ‘Scuola in Chiaro’ che permette di accedere con maggiore facilità alle principali informazioni sugli istituti.

La domanda di iscrizione a scuola può essere inviata dopo aver effettuato la preventiva registrazione al portale dedicato (www.iscrizioni.istruzione.it). La procedura di registrazione è disponibile già dallo scorso 27 dicembre. All’interno del portale i genitori hanno a disposizione delle guide e dei video tutorial di supporto. Le famiglie che hanno necessità per effettuare la procedura web possono anche rivolgersi alle segreterie degli istituti scolastici. Il sistema di Iscrizioni online avvisa in tempo reale, tramite posta elettronica, dell’avvenuta registrazione o delle variazioni di stato della domanda.

Le iscrizioni a scuola sono obbligatorie per gli alunni delle classi prime della scuola primaria e della secondaria di I e di II grado. La domanda di iscrizione deve essere inoltrata online anche per i corsi di istruzione dei Centri di formazione professionale nelle regioni che hanno aderito alla procedura (Calabria, Lazio, Liguria, Lombardia, Molise, Piemonte, Sardegna, Sicilia, Umbria e Veneto). Per le scuole dell’infanzia la procedura rimane invece cartacea. Resta facoltativa l’adesione al sistema di iscrizione online per gli istituti paritari.

Anche quest’anno è stata lanciata una campagna di comunicazione istituzionale per dare informazioni utili alle famiglie: dai passaggi principali della procedura per le iscrizioni online alle date utili per l’inoltro della domanda di iscrizione, al portale per effettuare la procedura. La campagna sarà trasmessa sulle reti Rai (spot tv e radio) su La7 e sui canali social Miur.

(fonte: Miur)

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Iscrizioni scuola: la circolare Miur per l’anno scolastico 2020/21

aula generica esami maturità 2019

Attraverso una nota stampa sul sito ufficiale, il Ministero dell’Istruzione informa che c’è tempo dal 7 al 31 gennaio 2020 per inoltrare la domanda di iscrizione a scuola. In data 13 novembre tutti gli istituti scolastici hanno ricevuto la circolare con le indicazioni utili per le famiglie per il nuovo anno scolastico 2020/21.

La circolare è disponibile in versione integrale anche sul sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, al seguente link: https://bit.ly/2OdV8q2.

Anche quest’anno, per affiancare i genitori nella scelta è disponibile una nuova App del portale Scuola in Chiaro che permette di accedere con maggiore facilità alle principali informazioni sugli istituti. 

Lo riporta il sito del Miur che aggiunge ulteriori utili informazioni che riportiamo in calce.

Come e quando fare l’iscrizione

Anche quest’anno, dunque, i moduli per l’iscrizione alle classi prime della scuola primaria e della secondaria di I e II grado potranno essere compilati dalle famiglie dalle 8.00 del 7 gennaio alle 20.00 del 31 gennaio 2020. La procedura è sempre on line tramite il portale Iscrizioni on line. Ma i genitori, già a partire dalle 9.00 del 27 dicembre 2019, potranno accedere alla fase di registrazione che precede l’invio della domanda tramite il portale www.iscrizioni.istruzione.it. Chi ha un’identità digitale SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale) potrà entrare nella sezione web con le credenziali del gestore che ha rilasciato l’identità. Le famiglie in difficoltà potranno far riferimento agli istituti scolastici.

Le iscrizioni on line riguardano anche i corsi di istruzione e formazione dei Centri di formazione professionale regionali (nelle Regioni che hanno aderito al progetto). Per le scuole dell’infanzia la procedura rimane cartacea. L’adesione degli istituti paritari al sistema delle Iscrizioni on line resta sempre facoltativa.

Un’App per scegliere l’istituto

Per effettuare l’iscrizione on line le famiglie dovranno innanzitutto individuare la scuola di preferenza. Come sempre è disponibile il portale Scuola in Chiaro che raccoglie i profili di tutti gli istituti per consentire anche una valutazione comparativa in base alle proprie esigenze. Nel portale ci sono infatti tutte le informazioni utili e necessarie per una scelta il più consapevole possibile: dall’organizzazione oraria ai risultati ottenuti negli anni passati dagli studenti, compreso il percorso successivo (eventuali studi universitari e ingresso nel mondo del lavoro).

Per Scuola in Chiaro è disponibile una nuova App. Grazie a questa applicazione, a partire da un QR Code dinamico associato a ogni singola istituzione scolastica, viene data la possibilità non solo di accedere con i propri dispositivi mobili alle informazioni principali sulla scuola, ma anche di visualizzare alcuni dati presenti per confrontarli con quelli di altri istituti del territorio.

Scuola dell’infanzia

La domanda va presentata direttamente alla scuola prescelta. Hanno la precedenza nell’iscrizione alle scuole dell’infanzia i bambini che compiranno il terzo anno di età entro il 31 dicembre 2020. In caso di posti liberi, possono essere accettate le iscrizioni degli alunni che compiranno tre anni nei quattro mesi successivi (entro il 30 aprile 2021). Non sarà invece possibile in ogni caso iscrivere bambini più piccoli. I genitori possono scegliere tra tempo normale (40 ore settimanali), ridotto (25 ore) o esteso fino a 50 ore.

Scuola primaria

Le domande di iscrizione si compilano solo on line. I genitori iscriveranno alla prima classe i bambini che compiranno sei anni di età entro il 31 dicembre 2020. Sono accettate le iscrizioni, in caso di disponibilità di posti, anche degli alunni che compiranno i sei anni nei quattro mesi successivi, quindi entro il 30 aprile 2021. Non è consentita invece l’iscrizione alla prima classe della primaria di bambini più piccoli. I genitori, al momento della compilazione delle domande di iscrizione on line, indicheranno le proprie preferenze rispetto alle opzioni possibili dell’orario settimanale che può essere di 24, 27, fino a 30 ore oppure 40 ore (tempo pieno). Potranno anche indicare, in subordine rispetto alla scuola che costituisce la loro prima scelta, fino a un massimo di altri due istituti. Se non c’è disponibilità di posti nella prima scuola scelta, il sistema di Iscrizioni on line comunicherà in automatico di aver inoltrato la domanda verso le scuole indicate come seconda o terza opzione.

Scuola secondaria di I grado

All’atto dell’iscrizione on line, i genitori indicheranno l’orario settimanale preferito. Potranno scegliere tra tempo ordinario di 30 ore oppure tempo prolungato (da 36 fino a 40 ore), se servizi e strutture lo consentiranno. In subordine alla scuola che costituisce la prima scelta, sarà possibile indicare fino a un massimo di altri due istituti di proprio gradimento. Per l’iscrizione alle prime classi a indirizzo musicale, i genitori devono barrare l’apposita casella del modulo di domanda di iscrizione on line. Le istituzioni scolastiche organizzeranno la prova orientativo-attitudinale in tempo utile per consentire ai genitori, nel caso di carenza di posti disponibili, di presentare una nuova richiesta di iscrizione anche a un’altra scuola.

Scuola secondaria di II grado

Nella domanda di iscrizione on line alla prima classe di una scuola secondaria di II grado, i genitori esprimeranno anche la scelta dell’indirizzo di studio, indicando anche l’eventuale opzione rispetto ai diversi indirizzi attivati dalla scuola. Oltre alla scuola di prima scelta è possibile indicare, in subordine, fino a un massimo di altri due istituti di proprio gradimento.

L’iscrizione alle prime classi dei licei musicali e coreutici è subordinata al superamento di una prova di verifica di competenze e attitudini. Questa prova sarà effettuata in tempo utile per consentire ai genitori, nel caso di mancato superamento o di carenza di posti, di presentare una nuova istanza di iscrizione presso un’altra scuola.
  
La circolare contiene informazioni dettagliate anche sulle iscrizioni di alunni con disabilità, con disturbi specifici di apprendimento e con cittadinanza non italiana. Con riferimento a questi ultimi, in particolare, si ricorda che anche per quelli sprovvisti di codice fiscale è consentito effettuare la domanda di iscrizione on line. Una funzione di sistema, infatti, consente la creazione di un ‘codice provvisorio’ che l’istituzione scolastica sostituirà appena possibile con il codice fiscale definitivo.

Miur

Il link alla circolare:
https://bit.ly/2OdV8q2