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Reclutamento, i sindacati: “Unica strada il rinnovo del CCNL”

Le organizzazioni sindacali firmatarie del CCNL Scuola, in occasione del confronto sui prossimi bandi di selezione del personale Ds, docente e Ata per la destinazione alle istituzioni scolastiche e culturali italiane all´estero, ribadiscono l´’rgenza di riportare nell´ambito delle relazioni sindacali l’intera materia della mobilità professionale all´estero, che, pur contenuta nel vigente Ccnl scuola, è attualmente disciplinata dal D. lgs. 64/2017.

La conferma della natura pattizia delle suddette procedure è contenuta anche nel verbale congiunto OO.SS. scuola / ARAN sottoscritto il 9 maggio 2019 che impegna le parti alla definizione di una specifica sequenza contrattuale per il personale della scuola in servizio all’estero e la disapplicazione delle norme del D. lgs. 64 riguardanti le materie pattizie.

sigle sindacali scuola

Nonostante tale pregiudiziale, abbiamo ritenuto opportuno esprimere nel corso del Confronto, dopo una lettura attenta dei contenuti dei bandi, le nostre valutazioni, che l’Amministrazione in parte ha accolto e che permetteranno la partecipazione alle selezioni ad un maggior numero di personale scolastico.

Tuttavia soltanto attraverso il superamento del D.lgs 64/17 ed un articolato di procedure chiare, trasparenti e condivise definite dal prossimo CCNL, sarà possibile valorizzare la mobilità per l’estero.

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Cassazione: “CCNL 2011 illegittimo, discrimina i precari”

tribunale giustizia martelletto

Arriva un’altra sentenza storica dalla Corte di Cassazione che conferma in toto quanto da sempre sostenuto da Anief sull’illegittimità di quanto riportato nel CCNL del Comparto Scuola del 4.8.2011,che, all’art. 2, nel rimodulare le fasce stipendiali sino a quel momento vigenti attraverso l’accorpamento della prima (0-2) alla seconda (3-8) e la loro sostituzione con un’unica fascia iniziale 0-8, ha previsto che solo il personale già in servizio a tempo indeterminato alla data del 1° settembre 2010, potesse conservare “ad personam” il maggior valore stipendiale in godimento, o il diritto al precedente livello 3-8 a seconda dei casi. La Cassazione, invece, ha riconosciuto anche al personale immesso in ruolo dopo il 2011, ma con almeno un anno di precariato svolto negli anni precedenti al 1° settembre 2011, all’applicazione della “clausola di salvaguardia” che riconosce il mantenimento economico del gradone stipendiale “3-8 anni” molto più favorevole.

“L’Anief – spiega una nota stampa – unico sindacato che da subito si è mosso per denunciare l’illegittimità di quegli accordi contrattuali, dopo le numerose vittorie nei tribunali di tutta Italia che rilevavano l’illegittimità della norma interna per violazione del principio di non discriminazione riportato nell’accordo quadro allegato alla Direttiva Comunitaria 1999/70/CE, ha ricevuto oggi conferma dalla Corte di Cassazione sull’assoluta fondatezza delle proprie tesi. “Il giudice, una volta accertata la violazione della richiamata clausola 4 – si legge nella sentenza – è tenuto a disapplicare la norma di diritto interno in  contrasto con la direttiva ed a riconoscere ad ogni effetto al lavoratore a termine, poi immesso nei ruoli dell’amministrazione, l’intero servizio effettivo prestato” evidenziando che “viola la richiamata clausola anche l’art. 2 del c.c.n.l. 4.8.2011 nella parte in cui limita il mantenimento del maggior valore stipendiale in godimento ‘ad personam’, fino al conseguimento della nuova successiva fascia retributiva ai soli assunti a tempo indeterminato”.  Una tale disposizione, infatti, “per essere conforme alla clausola 4 dell’Accordo Quadro CES, UNICE e CEEP allegato alla direttiva 1999/70/CE non può che essere considerata applicabile (disapplicata la limitazione in essa contenuta) a tutto il personale”.

“Nella sentenza n. 2924/2020 della Suprema Corte è riportato a chiare lettere – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – che nel momento in cui si afferma la piena comparabilità degli assunti a tempo determinato con il personale di ruolo, in ossequio al principio di non discriminazione, non può che derivarne la necessità di disapplicare una norma contrattuale che, transitoriamente, salvaguardi il mantenimento del maggior valore stipendiale in godimento ad personam fino al conseguimento della nuova successiva fascia retributiva (9-14) solo per il personale assunto a tempo indeterminato. Avevamo ragione noi – continua il presidente Anief – quando ci siamo mossi contro un CCNL economico di comparto, siglato nel 2011 da buona parte degli altri sindacati che, ancora una volta, discriminava i precari e il periodo svolto durante il precariato. Con la nostra rappresentatività porteremo noi la voce dei precari in contrattazione e anche questa stortura dovrà essere sanata. Ribadiremo – conclude Pacifico – per l’ennesima volta che il lavoro svolto durante il precariato non può mai essere considerato come servizio di serie B. La loro dignità, per noi, non è contrattabile”.

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Arrivano i mini-aumenti per i docenti, ma “manco se ne accorgono”

ccnl comparto scuola soldi

Con lo stipendio del prossimo mese si conclude il processo di micro-adeguamento dei compensi del personale docente, amministrativo, tecnico e ausiliario della scuola, attraverso l’applicazione dell’indennità di vacanza contrattuale, da adottare per legge visto che il comparto si ritrova ancora una volta con il contratto scaduto da quasi sei mesi. Considerando che nella maggior parte dei casi le addizionali regionali e comunali applicate automaticamente in busta paga sono superiori, oltre un milione di dipendenti pubblici ancora una volta si ritrova con il salario fermo e al di sotto del costo della vita. Secondo Marcello Pacifico, presidente del sindacato Anief, “il tutto avviene al netto degli incrementi del 3,48% dello scorso anno e degli arretrati ridicoli accordati dal Governo Gentiloni. Anief avrebbe da tempo individuato le risorse per raddoppiare gli aumenti previsti, a legislazione vigente, ma continua a non essere considerato, né convocato ai tavoli di contrattazione nazionale, malgrado che il rinnovo delle Rsu della primavera del 2018, sommato al numero ufficiale di iscrizioni, abbia sancito la rappresentatività del giovane sindacato”. 

PERCHÉ CAMBIANO GLI STIPENDI

Dopo l’introduzione di una prima tranche, risalente allo scorso mese di aprile, quando furono aggiunti in busta paga dai 3,90 euro del collaboratore scolastico ai 5,60 euro di un docentedelle superiori, l’accreditamento degli arretrati, sotto forma di conguaglio, dell’elemento perequativo nello stipendio del mese di maggio 2019, l’adozione a giugno dell’indennità di vacanza contrattuale in base al “gradone” di appartenenza e non più come unico gradone, come fatto per i mesi di aprile e maggio, il prossimo mese assisteremo all’ultima operazione di adeguamento. 

LA POSIZIONE DEL SINDACATO

Secondo Anief siamo alle solite. Dopo l’euforia pre e post elezioni politiche, i compensi mensili e annuali assegnati al personale scolastico continuano ad essere tra i più bassi a livello di pubblica amministrazione e rispetto a quelli percepiti dai colleghi che lavorano oltre confine, dove in media si lavora anche meno ore. Anief ha già spiegato quali sono le ragioni che hanno portato a questo intollerabile gap retributivo: si va dall‘invalidità finanziaria nelle assunzioni per via dell’abolizione del primo gradone stipendiale voluto dal CCNL del 4 agosto 2011 e coperto dalla Legge 128/12, alla disparità di trattamento negli scatti stipendiali tra personale a tempo determinato e indeterminato, contraria al diritto dell’Unione Europea, come certificato dalla Cassazione; dal mancato adeguamento dell’organico di fatto all’organico di diritto, che continua ad essere attuato dallo Stato per contenere la spesa nell’erogazione del servizio scolastico, fino al disallineamento degli stipendi dall’inflazione, misurabile in dieci punti percentuali dell’attuale stipendio rispetto al blocco decennale del contratto e agli aumenti dell’ultimo rinnovo per il 2016/2018. 

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Contratto nazionale scuola, appuntamento il 20 maggio

sede Miur Trastevere Roma

Il MIUR, dando seguito all’attuazione dell’Intesa del 24 aprile 2019, ha fissato per il 20 maggio alle ore 17 l’incontro con le organizzazioni sindacali per discutere del rinnovo contrattuale del comparto Istruzione e Ricerca. In particolare, secondo il primo punto dell’Intesa, si parlerà dell’impegno da parte dell’Amministrazione a reperire i fondi per il rinnovo del CCNLgià a partire dalla prossima Legge di Bilancio. Il governo si è inoltre impegnato a programmare nel triennio un recupero salariale che comporti un sensibile aumento stipendiale e avvii l’allineamento dei salari del personale del comparto Istruzione e Ricerca alla media europea.

“Riteniamo positivo l’impegno a voler aprire una discussione con la categoria per la valorizzazione del personale di tutto il comparto Istruzione e Ricerca a partire dall’adeguamento salariale, ma valuteremo attentamente le proposte che verranno avanzate per dare una risposta concreta aqueste problematiche”, commenta in una nota a margine la FLC Cgil.

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Aumento stipendi? Il CCNL è in scadenza ma nessuno ne parla. La denuncia di ANIEF

generica pallottoliere

Il preannunciato aumento degli stipendi del comparto istruzione in un primo momento ha fatto tirare un sospiro di sollievo, ma adesso desta preoccupazione.

E l’Associazione Sindacale Professionale ANIEF non ci sta: sono dure le parole di Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal, che in un comunicato stampa annuncia guerra aperta al Governo.

In un primo momento, infatti, il  vicepremier Luigi Di Maio, che ha “scongiurato il calo di retribuzione previsto dal vecchio governo individuando i fondi necessari affinché questa riduzione non ci fosse”. Anief però lancia un allarme: mancano nel DEF persino le risorse per adeguare i valori dell’indennità di vacanza contrattuale dal prossimo anno al 50% previsto dalla legge dell’indice di inflazione programmata, fermo ancora al 2010.

“Siamo, pertanto, certi che nonostante le ricerche e gli studi, i nostri insegnanti continueranno a essere umiliati rispetto a quelli dei Paesi più avanzati dell’area Ocse – spiegano. – Pensare di accontentarsi, a fronte di queste promesse, del mantenimento di uno stipendio che negli ultimi dieci anni è rimasto fermo, sarebbe un errore gravissimo. Anche perché i compensi del nostro corpo docente risultano in fondo alla classifica dei Paesi europei, superiori solamente ai Paesi dell’Est e quasi dimezzati a fine carriera rispetto a Germania, Austria e Olanda.

“Fa un certo senso lamentarsi per un copione già visto per tanti anni – spiega Pacifico- ovvero della mancanza cronica dei fondi utili al rinnovo contrattuale degli stipendi dei lavoratori pubblici, sprofondati nel frattempo di quasi 15 punti rispetto all’inflazione, per niente coperti da quel finto aumento del 3,48% previsto dal CCNL firmato lo scorso aprile”.

“Rimane il fatto – continua il presidente Anief– che per ovviare al mancato rinnovo contrattuale, dal 2019 va adottata l’indennità di vacanza contrattuale, in modo da coprire la metà del 14% di inflazione accumulata negli anni più il 50% dell’1,4% del tasso di inflazione programmata dal MEF per il 2019, per un totale del 7,7%: servono, a tale scopo, circa 3 miliardi di euro, di cui però nel Documento di economia e finanza propedeutico alla legge di stabilità non c’è traccia. Senza dimenticare l’adeguamento all’indice dei prezzi al consumo armonizzato per i paesi dell’UE a partire dal settembre 2015, anche questa non presente nel Def”.

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Contratto collettivo nazionale di Lavoro dei docenti pubblicato in Gazzetta Ufficiale

ccnl comparto scuola soldi

Buone notizie per i circa 739mila insegnanti italiani: è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Contratto collettivo nazionale di Lavoro per il personale del comparto scuola. L’accordo, firmato lo scorso aprile all’Aran (Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni), è però già causa di discussione perché – a differenza di quanto riportato in Gazzetta Ufficiale – la firma del sindacato SNALS CONFSAL è stata smentita dai vertici del sindacato stesso.

Cosa cambia nello specifico?

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