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Milano, istituto comprensivo Agazzi: un maestro di matematica in servizio da settembre viene aggredito. Ricoverato in codice verde al Niguarda, sostiene di essere stato aggredito da madre e zio di un alunno, anche se sulla vicenda indagano i Carabinieri che vogliono vederci chiaro. A Gela, in provincia di Caltanissetta, un 37enne è evaso dagli arresti domiciliari per picchiare un professore di suo figlio ‘colpevole’ di averlo rimproverato in classe perché disturbava. Il ragazzo aveva contestato il suo insegnante perché gli aveva messo una nota sul registro per il suo comportamento, pretendendone invece l’immediato annullamento. A Foggia il papà di un’alunna ha schiaffeggiato il vicepreside di una scuola media perché aveva rimproverato sua figlia. L’aggressione è avvenuta davanti agli altri insegnanti che hanno chiamato la polizia. Quando gli agenti sono arrivati, però, l’uomo era già fuggito ma è stato rintracciato a casa e denunciato per percosse. C’è invece una discussione per gusti musicali dietro l’aggressione alla succursale di un istituto tecnico di Avigliana, comune alle porte di Torino, dove un 18enne, che frequenta la sede centrale, è entrato in una classe con una mazza da hockey e si è scagliato contro un 15enne che la sera prima l’avrebbe deriso alla fermata del pullman per la sua passione per il rap. A difendere la vittima sono intervenuti alcuni compagni, tra i 14 e i 15 anni, tre dei quali sono rimasti lievemente feriti e medicati sul posto.

Quattro casi che riportano all’attenzione della cronaca come il fenomeno della violenza a scuola non sia ancora stato arginato e come (almeno in due casi su tre) il ruolo dell’insegnante sia stato ferocemente messo in discussione“Pubblici ufficiali di cui nessuno ha rispetto”, per utilizzare le dure parole di ANIEF in una nota stampa.

“L’istituzione scolastica – spiega il leader del sindacato Marcello Pacifico – non è strutturata e creata per combattere certi crimini. È bene, tuttavia, che si ricordi sempre che secondo la Cassazione un insegnante della scuola statale riveste il ruolo di pubblico ufficiale. Colpirlo, costringerlo alle cure dell’ospedale, è un comportamento vigliacco e sempre sanzionabile. Per questo va denunciato in modo sistematico alla polizia giudiziaria che provvederà a verificare la consistenza delle accuse e se vi sono dei profili penali da percorrere”.

La valutazione e quantificazione del rischio

Il portale di informazione del mondo scolastico Orizzonte Scuola ha pubblicato nelle scorse ore un utile vademecum per comprendere come valutare e quantificare il rischio legato a un’aggressione sul lavoro per i docenti, spesso presi di mira da alunni, ex alunni e (purtroppo) anche i genitori.

“Una volta valutati la probabilità che un evento accada – si legge sul sito – e il danno potenziale arrecato dal verificarsi dell’evento stesso, si può procedere alla prima quantificazione. A seguire dovranno essere attivate sia le misure preventive e protettive e sia le procedure di vigilanza e di monitoraggio del rischio”.

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