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In memoria di Giancarlo Cerini, “servitore della Scuola”, un evento del Ministero

giancarlo cerini

Oggi 29 aprile 2021, alle ore 14.00, presso la biblioteca del Ministero dell’Istruzione si terrà un evento per ricordare la figura e il lavoro di Giancarlo Cerini. Forlivese, dal 1987 ispettore del Miur, dirigente ministeriale, Cerini ha dedicato la sua vita alla scuola, in particolare la scuola dell’infanzia. Si è spento all’età di 70 anni, stroncato dalla leucemia.

Fino all’ultimo ha messo la sua umanità e la sua esperienza al servizio del mondo della Scuola e delle istituzioni. Fino all’ultimo ha lavorato alle nuove linee pedagogiche per il sistema integrato 0-6.

Aprirà i lavori dell’evento di oggi il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, che non ha esitato a definirlo “servitore dello Stato”.

Sarà possibile seguire la diretta dal sito del Ministero dell’Istruzione www.miur.gov.it

(foto tratta da Facebook, pubblicata dal dirigente Dario Cillo)

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Le scuole Cambridge campane chiedono chiarimenti a De Luca: “Con la nuova ordinanza chiudiamo”

“L’ordinanza 9/2021 della Regione Campania de facto rischia di scrivere la nostra fine definitiva. Centinaia di lavoratori, così facendo, rischiano di finire in strada. L’ordinanza regionale che autorizza gli Enti di Formazione accreditati a proseguire nella didattica in presenza ed a svolgere esami, effettua una scelta che non trova riscontro logico. Non è possibile accettare questa disparità di trattamento e faremo il possibile per affermare i nostri diritti. Esigiamo, immediatamente, un incontro con il Governatore De Luca per salvaguardare la nostra già bistrattata categoria”.  

Questo è un duro atto di risentimento e di accusa dei centri Cambridge della Campania, scuole di lingua autorizzate dalla prestigiosa Università di Cambridge che con regole ferree, organizzano esami di detta Università, tese a rilasciare certificazioni riconosciute anche in ambito internazionale ed indispensabili nel mondo universitario e del lavoro.  

Capofila di questa protesta sono Georgia Forte, titolare di Objective English e di  Peter Zobel, della Cambridge School Salerno: “Siamo rimasti allibiti quando abbiamo appreso che nell’ultima ordinanza firmata da De Luca ci siano specifici riferimenti alle nostre attività professionali. Sorpresi perché da quando è cominciata la crisi in nemmeno un provvedimento tra sussidi e Ristori vari il nostro codice ATECO è mai sbucato fuori. Siamo tra i dimenticati assoluti dallo Stato italiano. Molti di noi si sono fatti carico personalmente delle spese di attività ferme, altri si sono rivolti alle banche. Speravamo che prima o poi qualcuno si ricordasse di noi, ma non immaginavamo certo in questo modo”.  
L’ordinanza 9/2021 non è paragonabile  con nessuna  altra  tipologia di provvedimento simile a livello centrale (quindi, una scelta esclusiva della Campania) fermando, infatti, fino ad aprile le attività di questi centri per verifiche ed esami finali.  Mentre di contro permette agli Enti e le scuole di formazione di continuare in presenza dove necessario l’attività didattica e di esami. “In pratica – spiegano Zobel e Forte – pone i nostri Centri in grosse difficoltà generata dall’Ordinanza  stante le diverse disposizioni che non ne permettono di concludere un lavoro già avviato ed in fase di completamento con il sostenimento dell’esame. L’ordinanza crea in sostanza una disparità di trattamento tra enti che nei fatti svolgono le stesse attività, privilegiando così, (senza saperne le motivazioni) solo alcune categorie. Forse ciò scaturisce da una errata informazione sulle nostre attività o di valutazione errata delle stesse, a cui occorre riparare immediatamente”.  

 
I centri Cambridge, ribadiscono, si sono adeguati già da tempo a quanto stabilito dai vari decreti legge e DPCM che si sono susseguiti dall’inizio della pandemia, e quindi non si comprende perché “le scuole di lingua no e gli enti formativi sì”.  L’appello viene sottoscritto da tutte le scuole firmatarie, che contestualmente chiedono un confronto immediato con la Regione.

I firmatari sono:
Peter Zobel – The Cambridge School Salerno
Georgia Forte – Objective English
Antonio Pugliese – Cambridge School Napoli
Anna Mongillo – The British School Caserta e Telese Terme
Luca Antonio e Giuseppe Paladino – The British School Napoli
Carlo Mazza e Anna Branca- The British School Boscoreale
Lydia Paternoster – St.Peter’s ELC

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Coronavirus, focolaio alla Tito Lucrezio Caro a Napoli

“L’Amministrazione  Comunale  sta vigilando con particolare attenzione sulla diffusione del contagio COVID all’interno delle comunità scolastiche, per mappare settimanalmente  l’evoluzione, cercando di raccogliere  il maggior numero di dati certi e  valutati su basi scientifiche : per questo, pur non avendo avuto alcuna segnalazione ufficiale al riguardo, il Comune  ha avuto immediata interlocuzione con la Dirigente scolastica del Liceo Tito Lucrezio Caro in via Manzoni per il quale,  organi di stampa, hanno segnalato la presenza di un focolaio.”

L'assessore alla Scuola del Comune di Napoli Annamaria Palmieri
L’assessore alla Scuola del Comune di Napoli Annamaria Palmieri

E’ quanto dichiara l’Assessore alla scuola Annamaria Palmieri che prosegue:” E’opportuno chiarire che  al contrario,  abbiamo appreso che nella scuola Tito Lucrezio Caro un unico alunno frequentante  è risultato  positivo al COVID e la classe di appartenenza è stata come prevede il  Protocollo,  collocata in quarantena. Gli altri ragazzi positivi appartenenti a classi e sezioni diverse,  non hanno mai frequentato gli spazi della scuola  dal 1° febbraio, ovvero dalla data di apertura in presenza della stessa,  e pertanto, come la scuola ufficialmente ha dichiarato anche al Distretto sanitario,  rientrano nei dati relativi a contagi in ambito familiare. Vigiliamo con attenzione – conclude l’Assessore –  per poter isolare ogni situazione preoccupante, e lo facciamo ritenendo che vadano verificate le informazioni ufficiali, in modo certo e circostanziato, proprio per evitare un clima di allarme derivante da  disinformazione oppure, come in questo caso, da semplificazioni approssimative, che purtroppo spesso creano forte disagio nella cittadinanza e danneggiano gli sforzi immensi che le scuole tutte stanno facendo sul piano della prevenzione e della vigilanza”.

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Ragazzi area penale riaprono sito turistico della Diocesi di Pozzuoli: sarà il più grande d’Europa tra i progetti sociali di recupero

La cultura, l’arte, la bellezza per salvare i ragazzi con minori opportunità. Si chiama “Puteoli Sacra” il progetto che riaprirà cattedrale, museo e ipogei diocesani nel Rione Terra di Pozzuoli per quello che sarà il più grande sito turistico in Europa gestito da giovani provenienti dall’area penale, simbolo di speranza per tutti e modello di reinserimento sociale.

Tra i tesori che richiameranno turisti da tutto il mondo c’è il duomo di Pozzuoli, un gioiello, una delle più grandi e straordinarie opere di restauro dei tempi moderni, che fa passare i turisti, come in un viaggio nel tempo, dallo spettacolo delle colonne marmoree del tempio di Augusto, al soffitto moderno che riproduce il cielo e le costellazioni dell’arrivo di San Poalo a Pozzuoli, fino alle mura seicentesche e barocche e alla preziosissima quadreria. Come i dipinti di Artemisia Gentileschi, la prima artista donna a dipingere per la Chiesa e la prima donna ad essere iscritta ad un’accademia di Arti e Disegno.

(foto: Federico Quagliuolo)

“Nel museo Diocesano alloggiano venti secoli di storia di una delle più antiche comunità cristiane dell’Occidente, tra importanti ritrovamenti pre-cristiani, dipinti seicenteschi, reliquiari dei primi martiri, ostensori, statue, e paramenti sacri. Tutte opere di enorme valore sottratte alla devastazione e ai furti del dopo bradisismo. Tra le esposizioni cristiane più importanti nel Sud Italia”, racconta Don Gennaro Pagano, direttore Fondazione CED Regina Pacis e cappellano di Nisida.

Il reinserimento dei ragazzi, provenienti principalmente dagli Istituti Penali di Nisida e di Pozzuoli, avverrà grazie all’ausilio di un team di pedagogisti, educatori e guide turistiche, seguendo il metodo “Integra”, studiato in tutta Italia. L’applicazione di questo metodo ha portato negli ultimi anni al reinserimento sociale di centinaia di ragazzi su tutto il territorio nazionale.

“Grazie a Monsignor Gennaro Pascarella Vescovo di Pozzuoli potremo avviare un progetto di inclusione sociale che, attraverso l’aiuto di giovani puteolani, darà possibilità di riscatto a tanti ragazzi. Tanti stanno sostenendo il nostro sogno proprio in un tempo difficile dove sognare insieme è una scelta coraggiosa e investire tutto se stessi per trasformare i sogni in realtà è una folle scommessa. Ma è l’unica tuttavia che vale la pena fare se si vuole dare un futuro ai nostri ragazzi, per il loro bene e per quello di tutta la società”, conclude Don Gennaro. 

Puteoli Sacra è un modello di collaborazione istituzionale, che prevederà il coinvolgimento del Centro Giustizia minorile della Campania, degli Istituti Penitenziari di Nisida e Pozzuoli nonché la partecipazione attiva di diverse Università, come la Federico II, la Parthenope o l’Accademia di Belle Arti; di tutti i soggetti istituzionali del territorio flegreo, della Diocesi di Pozzuoli e anche di tante piccole realtà del privato sociale, di enti benefici amici della Fondazione. 

Il progetto coordinato dalla Fondazione CED Regina Pacis, garanzia di sostegno, tutela e inserimento lavorativo per i ragazzi più fragili, vedrà la luce nella Primavera 2021. La Fondazione infatti dal 2013 ad oggi ha aiutato oltre 600 minori e 600 famiglie con progetti diurni ed ha ospitato 60 minori in progetti residenziali, garantendo a questi supporto psicopedagogico, orientamento, formazione e avviamento al lavoro. L’80% dei soggetti ospitati, uscito dal centro, ha trovato un’occupazione, di questi 6 hanno trovato una occupazione lavorativa nei progetti della Cooperativa Regina Pacis.

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Bimba soffocata a Palermo, Falco (Corecom): “Subito nuova campagna sui rischi della rete”

“La morte per soffocamento della piccola Antonella a Palermo, causata da una sfida sui social, è una tragedia, non c’è altro da aggiungere. Si poteva evitare? Certo, se ci fosse un’adeguata preparazione degli utenti, di qualsiasi età, all’uso degli smartphone, dei tab e dei pc per contribuire a un’opportunità di crescita e di confronto non di distruzione e dolore”. Lo ha detto Domenico Falco, presidente del Corecom Campania, addolorato per la triste vicenda siciliana.

“I social non possono trasformarsi in uno strumento di morte, occorre raccogliere immediatamente l’appello del Garante per l’infanzia e l’adolescenza che invita ad una maggiore sorveglianza sui minori e nel contempo ad un’implementazione dell’educazione digitale. Non è possibile delegare a internet e, ai suoi ingranaggi infernali, la funzione di educatore e intrattenitore dei giovanissimi, non sì può restare all’oscuro di ciò che accade ai ragazzi mentre navigano in rete”.

Il Comitato Regionale per le Comunicazioni – ha aggiunto Falco – già da anni promuove seminari attraverso il progetto ‘@scuolasenzabulli’ in collaborazione con la Polizia Postale, l’AgCom e gli esperti del settore per segnalare i pericoli conseguenti all’utilizzo incontrollato dei social, coinvolgendo il mondo della scuola. Occorre, dunque, intensificare quest’attività alla luce dei numerosi drammatici episodi legati alla ‘rete’, ai fenomeni di bullismo e cyberbullismo e alla necessità di offrire ai genitori e al personale docente gli strumenti giusti per prevenire tragedie e aiutare i ragazzi a venir fuori da situazioni spiacevoli. Si rende necessaria una campagna di informazione per genitori e figli sui rischi del web”.

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Napoli, la Giunta stanzia 45mila euro per la scuola Troisi a Pianura dopo i raid vandalici

La Giunta Comunale di Napoli ha approvato con l’urgenza necessaria una delibera che impegna  45.000 euro per  la messa in sicurezza della sede dell’IC Troisi in via Provinciale 121 a Pianura che nei giorni scorsi è  stata oggetto di odiosi furti e danneggiamenti: ignoti sono entrati  asportando infissi e porte , e tornando ben due volte per completare il lavoro. La Dirigente Scolastica nelle more del ripristino che avverrà in tempi celeri è ricorsa ad una vigilanza privata per impedire altre incursioni, con questa delibera il Comune dimostra il proprio immediato e tangibile impegno. 

L’assessore all’istruzione del Comune di Napoli Annamaria Palmieri

Come promesso ci siamo mossi subito con i tecnici municipali e servizi finanziari impegnando fondi straordinari per restituire dignità alla scuola che dovrebbe essere difesa come luogo sacro e non violentata continuamente, come  purtroppo è capitato ancora,  l’altra notte,  al nido comunale Ammaturo, in rione amicizia,  defraudato del PC e della stampante nuova e al plesso statale contiguo San Francesco in cui i vandali sono tornati all’attacco. In questi momenti difficili, con le scuole disabitate, spero  si possa chiedere un surplus di attenzione alle forze dell’ordine sui diversi territori,  per proteggerle perché sono un bene destinato a chi già sta pagando un prezzo altissimo, bambini e ragazzi”  così l’assessore Palmieri.

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Napoli, atti vandalici nelle scuole: l’ira dell’assessore Palmieri

Mentre si lavora faticosamente a trovare la quadra per la riapertura delle scuole e dopo che nei giorni di Capodanno sono state devastate da un atto vandalico le vetrate della scuola materna del plesso Baccini dell’IC Oberdan, in via Ventaglieri, l’altra notte ignoti si sono introdotti nella sede di via Provinciale 121 dell’ Istituto Comprensivo Troisi di Pianura ed hanno asportato gli infissi, entrando poi nella scuola per rubare non solo le finestre stesse ma anche LIM, videoproiettori, computer e materiali didattici.

Lo rende noto l’Assessorato alla Scuola del Comune di Napoli.

Una azione eseguita in tempi di certo non brevi, che non può non sollevare sconcerto e indignazione.

L’assessore all’istruzione del Comune di Napoli Annamaria Palmieri

“La città ha bisogno di scuola, i bambini e le bambine hanno bisogno di spazi loro e di stare insieme ai coetanei e mentre li si tiene fuori c’è chi ne approfitta per usare lo spazio scolastico come terra di nessuno.Un gesto vile e che mi auguro smuova le coscienze più sensibili di questa città, per aiutare la scuola che al momento è resa inservibile ed esposta a rischi per i quali si renderà necessaria una vigilanza che la scuola non ha, e che richiama tutto il territorio ad una responsabilità. Faremo di tutto per ripristinare con urgenza le condizioni di sicurezza, ma dobbiamo tutti insieme sdegnarci per il disvalore che questo terribile gesto rappresenta: Napoli ha bisogno di una scuola forte, e c’è invece chi in modo criminale si impegna ad indebolirla e sfiancarla”, così ha commentato l’Assessore Annamaria Palmieri.

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Si ritorna a scuola il 7 gennaio (elementari e medie) e l’11 gennaio (superiori): accordo tra le forze di maggioranza

Nella notte arriva il via libera per le date del 7 e dell’11 gennaio per il ritorno a scuola in presenza. Fonti ben informate parlano del frutto di una mediazione tra le posizioni del ministro PD Franceschini e i responsabili dei dicasteri in forza a Italia Viva, che hanno perorato quindi l’idea che da sempre professa il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina del rientro subito dopo l’Epifania. Insomma, è ancora una volta sulla scuola che si consuma lo scontro tra le varie anime di questo Governo.

Il rientro in presenza degli studenti delle superiori avverrà comunque, come indicazioni del Consiglio dei Ministri, in presenza al 50 percento.

Il decreto contenente le nuove misure per il contenimento della pandemia da Covid-19 entrerà in vigore il 7 gennaio.

Una bambina che va a scuola il primo giorno

Ma le Regioni decideranno autonomamente

Nonostante la “fumata bianca” a seguito dello scontro interno al Governo resta da dire che le Regioni potranno comunque applicare misure più restrittive di quelle nazionali. Se Toscana e Lombardia hanno già annunciato che si atterranno alle disposizioni nazionali (i toscani addirittura pressavano per il ritorno in presenza già il 7 anche per le superiori), altre come la Campania adotteranno misure ben diverse da quelle “suggerite” a livello nazionale (rientro in presenza solo per la scuola dell’infanzia e prima e seconda elementare, per poi ripartire in presenza orientativamente il 18 per scuole elementari e medie e il 25 per le superiori). Anche nelle altre regioni si valutano misure ben più restrittive di quelle nazionali, fino al caso del Friuli Venezia Giulia e del Veneto in cui i governatori Fedriga e Zaia hanno già annunciato che le loro regioni proseguiranno con la Dad fino a fine gennaio.

vincenzo de luca regione campania
Il Governatore campano Vincenzo De Luca

Le posizioni dei sindacati

La FLC Cgil aveva già espresso nelle scorse ore perplessità per la riapertura il 7 gennaio. Le fa eco ANIEF. Dura anche la Gilda degli Insegnanti: “Tra i doveri, sanciti dalla legge, che spettano al sindacato c’è anche quello di intervenire affinché siano garantita la sicurezza dei lavoratori. Ebbene, date le attuali condizioni sanitarie dovute all’andamento della curva epidemiologica e alle misure insufficienti adottate finora, prima fra tutte il sistema di tracciamento dei contagi che è andato in tilt in numerose zone d’Italia, riteniamo che il ritorno in classe il 7 gennaio rappresenti un azzardo”, dichiara Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti.

Rino di Meglio
Il coordinatore della Gilda degli Insegnanti Rino Di Meglio

“Siamo docenti e sappiamo perfettamente che l’unica vera scuola è quella in presenza e siamo i primi a sostenere che la didattica a distanza è una soluzione emergenziale. Ma, data la situazione attuale, non è affatto peregrino il rischio di riaprire le scuole il 7 gennaio e di doverle richiudere dopo pochi giorni”, conclude Di Meglio.

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La scuola è a rischio per la riapertura del 7 gennaio? I dubbi del sindacato Anief

Il quadro del rientro in classe per gli studenti delle scuole superiori non sembra essere definito. Anche se i piani prefettizi sono pronti – con turni doppi o unico, a seconda delle regioni, ingressi alle 8 e alle 10, lezioni il sabato -, in Puglia si va verso la conferma della didattica a distanza a discrezione delle famiglie. Intanto, nel Lazio potrebbe esserci il rinvio all’11 gennaio, in Campania si è deciso un ritorno graduale con le superiori sui banchi non prima del 25 gennaio.

Il sindacato autonomo Anief ritiene che i cambiamenti continui sulle percentuali di studenti delle superiori da far tornare in presenza dimostrano che si sta procedendo in modo empirico, su un contesto complicato e con il numero dei contagi mutevole: l’organizzazione autonoma conferma che servono certezze che solo uno screening iniziale, precedente al rientro, e poi settimanale possono assicurare.

“Mutare continuamente le percentuali di presenza o imporre doppi turni non è una strada facilmente percorribile – commenta Marcello Pacifico, leader Anief – perché significa che ogni volta le scuole sono chiamate a riformulare il loro piano orario settimanale, considerando anche che diversi docenti sono impegnati su più istituti, che alcune scuole superiori hanno anche i corsi serali, che molti alunni fanno decine di chilometri per seguire la lezione e non possono certo tornare a casa all’ora di cena. Rimodulare gli orari una volta sarebbe un’operazione complicata da realizzare, figuriamoci in continuazione. Anche perché non tutte le province sono in grado di garantire una maggiorazione adeguata di mezzi di trasporto e sono molti gli istituti scolastici a non detenere spazi e organici adeguati a garantire il rientro in sicurezza del 75% di allievi. Il rischio, in queste condizioni, è che la sicurezza non possa essere garantita”, conclude Pacifico.

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Allerta meteo e didattica a distanza, Anief spiega i motivi del no

Sulla polemica esplosa in Campania sulla questione maltempo – DAD interviene l’Anief. Carte alla mano, il sindacato prova a spiegare le motivazioni che hanno portato i docenti a rifiutare di fare lezione se la causa dell’impossibilità di andare a scuola è dettata da situazioni emergenziali che non siano la pandemia da Covid-19.

Ricordiamo cosa è accaduto: a ridosso della riapertura delle Scuole il sindaco di Napoli Luigi de Magistris e altri suoi pari hanno ordinato la chiusura delle stesse per un’allerta meteo diramata dalla Protezione Civile della Regione Campania. La DAD però non è stata attivata.

“Per tutte quelle situazioni emergenziali che non siano l’emergenza pandemica – spiega Anief – appare evidente che non si possa applicare il CCNI sulla DDI che è, sia nelle premesse, sia per espresso disposto normativo, applicabile solo in relazione all’emergenza sanitaria da Covid-19 in corso”. L’Ipotesi di Contratto Collettivo Nazionale Integrativo sottoscritto da Anief, CGIL e Cisl, infatti, espressamente prevede “le modalità e i criteri sulla base dei quali erogare le prestazioni lavorative e gli adempimenti connessi resi dal personale docente del comparto “Istruzione e ricerca”, nella modalità a distanza, fino al perdurare dello stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei ministri in data 31 gennaio 2020, dovuto al diffondersi del virus COVID-19” e lo stesso art. 1 dell’ipotesi di CCNI sulla DDI sottoscritta, chiarisce che “Fino al perdurare dello stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei ministri, dovuto al diffondersi del virus COVID-19, l’attività didattica sarà effettuata a distanza attraverso la modalità di didattica digitale integrata”, dunque non è possibile ricorrere, in ogni caso che esuli completamente dall’emergenza sanitaria, alla DDI.

“Il rapporto di lavoro del personale della scuola – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – è di natura civilistica ed è soggetto al principio giuridico di cui all’art. 1256 del Codice civile: ‘L’obbligazione si estingue quando, per una causa non imputabile al debitore, la prestazione diventa impossibile” e questo è il caso di chiusura delle scuole per maltempo o gravi calamità naturali. Le assenze del personale docente e ATA, in questi casi, non solo non devono essere giustificate, ma a esse non si può applicare alcuna decurtazione economica o recupero della prestazione mancata e l’anno scolastico resta comunque valido’. La Nota Miur n. 1000/2012, infatti, ha già chiarito che in caso di “eventi imprevedibili e straordinari (ad esempio gravi calamità naturali, eccezionali eventi atmosferici) che inducano i Sindaci ad adottare ordinanze di chiusura delle sedi scolastiche […] è fatta comunque salva la validità dell’anno scolastico, anche se le cause di forza maggiore, consistenti in eventi non prevedibili e non programmabili, abbiano comportato, in concreto, la discesa dei giorni di lezione al di sotto del limite dei 200, per effetto delle ordinanze sindacali di chiusura delle scuole”.