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Progetto nazionale “Scuola Attiva Kids” per la scuola primaria anno scolastico 2021/2022

Il Ministero dell’istruzione e Sport e salute S.p.A. promuovono per l’anno scolastico 2021/2022 il progetto nazionale “Scuola Attiva Kids”, quale evoluzione del precedente “Sport di Classe” realizzato negli scorsi anni, che prevede la collaborazione con le Federazioni Sportive Nazionali e con il Comitato Italiano Paralimpico. Rivolto a tutte le classi della scuola primaria delle istituzioni scolastiche statali e paritarie, il progetto ha l’obiettivo di valorizzare l’educazione fisica nella scuola primaria per le sue valenze educativo/formative, per favorire l’inclusione e per la promozione di corretti e sani stili di vita

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Covid-19: le indicazioni di prevenzione per la riapertura delle scuole e una rete di “scuole sentinella” per sorvegliare l’epidemia

CS N°41/2021 – Covid-19: le indicazioni di prevenzione per la riapertura delle scuole e una rete di “scuole sentinella” per sorvegliare l’epidemia

ISS, 1 settembre 2021

Un documento strategico per la prevenzione e il controllo delle infezioni da SARS-CoV-2 e un piano di monitoraggio per controllare la circolazione del virus negli istituti, sono stati messi a punto per tutelare lo svolgimento della didattica in presenza.

Il documento strategico, diretto a tutte le scuole declina le misure di prevenzione per l’imminente anno scolastico come il distanziamento di almeno un metro fra i banchi, l’uso delle mascherine chirurgiche, sopra i sei anni, anche da seduti, la necessità di un frequente ricambio d’aria.

Queste sono solo alcune delle principali raccomandazioni indirizzate alle scuole che si trovano nel Rapporto Indicazioni strategiche ad interim per la prevenzione e il controllo delle infezioni da SARS-CoV-2 in ambito scolastico (a.s. 2021-2022) messo a punto da ISS, Ministero della Salute, Ministero dell’Istruzione, INAIL, Fondazione Bruno Kessler, in collaborazione con il Commissario Straordinario per l’Emergenza Covid-19.

Queste misure sono state definite dagli esperti per limitare le occasioni di contagio anche in base ai futuri scenari epidemiologici che si potrebbero configurare nel corso dell’anno scolastico. Anche in zona bianca restano le raccomandazioni su distanziamento, obbligatorietà delle mascherine chirurgiche in caso di impossibilità a mantenere la distanza di almeno un metro tra i banchi e sanificazione.

Inoltre, le attività extracurriculari sono consentite in zona bianca, mentre le stesse devono essere limitate nelle Regioni gialle, arancioni o rosse.

Il documento fa anche il punto sulle evidenze scientifiche finora prodotte in Italia dalle istituzioni sanitarie che dimostrano come la trasmissione del virus fra i giovani sia legata più alla comunità che alla frequenza e alla sede scolastica. Gli studi scientifici dimostrano anche come il personale scolastico non sia risultato più a rischio di sviluppare, rispetto ad altre professioni, l’infezione da Covid-19.

Accanto al documento strategico è stato inoltre preparato, in stretta collaborazione con le Regioni e con esperti del settore, un Piano di monitoraggio della circolazione di SARS-CoV-2 destinato alla scuola primaria e secondaria di primo grado, al fine di sorvegliare, attraverso una “rete di scuole sentinella” la diffusione del virus in ambito scolastico anche in soggetti asintomatici.

Il piano prevede test molecolari salivari condotti, su base volontaria, su alunni nella fascia di età 6-14 anni delle scuole primarie e secondarie di primo grado presenti sul territorio nazionale. Le “scuole sentinella” saranno indicate dalle autorità sanitarie regionali in collaborazione con gli uffici scolastici.

La campagna coinvolgerà almeno 55mila alunni ogni 15 giorni e sarà supportata dalla Struttura Commissariale nella sua implementazione.

La scelta dei test molecolari su campione salivare è stata effettuata poiché questi offrono un’alta precisione del risultato e garantiscono il vantaggio della facilità della raccolta del campione.

In una prima fase “di avviamento” le attività di raccolta dei campioni potranno essere eseguite nella sede scolastica con l’ausilio di personale sanitario, individuato dalle Asl competenti o dal personale della struttura commissariale.

Successivamente, la raccolta dei campioni verrà effettuata in ambito familiare rispettando le istruzioni che garantiscono la correttezza della sua esecuzione.

Il prelievo potrà essere effettuato in modo autonomo dalla famiglia e il test consegnato in punti di raccolta. Questo permette anche la possibilità di processare il campione per l’eventuale sequenziamento genomico virale.

In caso di soggetti positivi/contatti (basso o alto rischio), si seguiranno le indicazioni dei Dipartimenti di prevenzione sulla base delle procedure definite dalla rispettiva Regione/Provincia Autonoma, e del Ministero della Salute.

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Nota esplicativa a seguito dell’emanazione del D.L. n. 111/2021 “Misure urgenti per l’esercizio in sicurezza delle attività scolastiche, universitarie, sociali e in materia di trasporti.”

Come noto, con decreto 6 agosto 2021, n. 257 – acquisiti i pareri della Conferenza delle Regioni e
Province autonome, ANCI e UPI, dei Ministeri della Salute e dell’Economia e delle Finanze – questo
Ministero dell’Istruzione ha adottato il “Piano Scuola 2021-2022 – Documento per la pianificazione
delle attività scolastiche, educative e formative nelle istituzioni del Sistema nazionale di Istruzione1
”.
Il Piano precede temporalmente la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 187 del
6 agosto 2021, del decreto-legge n. 111, recante “Misure urgenti per l’esercizio in sicurezza delle
attività scolastiche, universitarie, sociali e in materia di trasporti”
Scopo della presente nota, che segue e conferma quella redatta da questo Dipartimento – 22 luglio
2021, prot. n. 1107 3
– ad accompagnamento del verbale del Comitato tecnico Scientifico n. 34 del
12 luglio u.s., è offrire alle istituzioni scolastiche impegnate nell’organizzazione della complessa
ripartenza, suggerimenti e pareri su questioni emerse a seguito dell’emanazione del citato decretolegge n. 111/2021, in attesa di conversione e, dunque, con possibilità di modifica in sede
parlamentare.
Per le autonome determinazioni delle SS.LL., evitando l’interpretazione del richiamato decretolegge, come pure la ricognizione dell’intero suo contenuto, ci si limita qui a formulare considerazioni
in merito ad alcune questioni segnalate a questo Dipartimento.
1) A quali istituzioni si rivolge il decreto-legge n. 111/2021
Il decreto-legge n. 111/2021 (d’ora in poi decreto-legge) definisce “Misure urgenti per l’esercizio in
sicurezza delle attività scolastiche, universitarie, sociali e in materia di trasporti”. L’articolo 1,
comma 1, precisa che dette “Misure urgenti” sono rivolte “… (ai) servizi educativi per l’infanzia di
cui all’articolo 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, … (e all’) attività scolastica e didattica
della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di primo e secondo grado,
…”. Il successivo comma 2, definisce le misure minime di sicurezza che si applicano ai servizi e alle
attività di cui al comma 1, in “tutte le istituzioni del sistema nazionale di istruzione”.
In sostanza, considerate le finalità, le disposizioni recate dal decreto-legge n. 111/2021 riguardano
le istituzioni scolastiche statali, paritarie e non paritarie, compresi i CPIA nonché, in termini generali,
i servizi educativi 0-3.
2) Attività educativa e scolastica “in presenza”
Il richiamato articolo 1, comma 1, del decreto-legge “… al fine di assicurare il valore della scuola
come comunità e di tutelare la sfera sociale e psico-affettiva della popolazione scolastica” dispone
che, sull’intero territorio nazionale e per l’intero anno scolastico 2021/2022, i servizi educativi e
scolastici “sono svolti in presenza”.
La previsione fonda sulla progressione della campagna vaccinale e sul “bisogno” di scuola e relazione
educativa dei nostri studenti, come peraltro rappresentato dal CTS nel verbale n. 34 del 12 luglio
2021 ed evidenziato dai risultati delle prove INVALSI 20214
.
Il bilanciamento tra diritti costituzionali alla salute e all’istruzione, tuttavia, non esclude la necessità
di eccezioni allo svolgimento in presenza delle attività educative e scolastiche. Possono, infatti,
tornare a verificarsi condizioni sanitarie che impongano interventi di deroga alla “scuola in
presenza”. Il comma 4, articolo 1, del decreto-legge prevede in proposito che – sino al 31 dicembre

Scopo della presente nota, che segue e conferma quella redatta da questo Dipartimento – 22 luglio
2021, prot. n. 1107 3
– ad accompagnamento del verbale del Comitato tecnico Scientifico n. 34 del
12 luglio u.s., è offrire alle istituzioni scolastiche impegnate nell’organizzazione della complessa
ripartenza, suggerimenti e pareri su questioni emerse a seguito dell’emanazione del citato decretolegge n. 111/2021, in attesa di conversione e, dunque, con possibilità di modifica in sede
parlamentare.
Per le autonome determinazioni delle SS.LL., evitando l’interpretazione del richiamato decretolegge, come pure la ricognizione dell’intero suo contenuto, ci si limita qui a formulare considerazioni
in merito ad alcune questioni segnalate a questo Dipartimento.
1) A quali istituzioni si rivolge il decreto-legge n. 111/2021
Il decreto-legge n. 111/2021 (d’ora in poi decreto-legge) definisce “Misure urgenti per l’esercizio in
sicurezza delle attività scolastiche, universitarie, sociali e in materia di trasporti”. L’articolo 1,
comma 1, precisa che dette “Misure urgenti” sono rivolte “… (ai) servizi educativi per l’infanzia di
cui all’articolo 2 del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, … (e all’) attività scolastica e didattica
della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di primo e secondo grado,
…”. Il successivo comma 2, definisce le misure minime di sicurezza che si applicano ai servizi e alle
attività di cui al comma 1, in “tutte le istituzioni del sistema nazionale di istruzione”.
In sostanza, considerate le finalità, le disposizioni recate dal decreto-legge n. 111/2021 riguardano
le istituzioni scolastiche statali, paritarie e non paritarie, compresi i CPIA nonché, in termini generali,
i servizi educativi 0-3.
2) Attività educativa e scolastica “in presenza”
Il richiamato articolo 1, comma 1, del decreto-legge “… al fine di assicurare il valore della scuola
come comunità e di tutelare la sfera sociale e psico-affettiva della popolazione scolastica” dispone
che, sull’intero territorio nazionale e per l’intero anno scolastico 2021/2022, i servizi educativi e
scolastici “sono svolti in presenza”.
La previsione fonda sulla progressione della campagna vaccinale e sul “bisogno” di scuola e relazione
educativa dei nostri studenti, come peraltro rappresentato dal CTS nel verbale n. 34 del 12 luglio
2021 ed evidenziato dai risultati delle prove INVALSI 20214
.
Il bilanciamento tra diritti costituzionali alla salute e all’istruzione, tuttavia, non esclude la necessità
di eccezioni allo svolgimento in presenza delle attività educative e scolastiche. Possono, infatti,
tornare a verificarsi condizioni sanitarie che impongano interventi di deroga alla “scuola in
presenza”. Il comma 4, articolo 1, del decreto-legge prevede in proposito che – sino al 31 dicembre

3a) L’obbligo di utilizzo della mascherina riguarda i bambini dai sei anni in su (CTS verbale 124 del 8
novembre 20208
). La misura pare doversi adattare al contesto scolastico in cui questi sono inseriti.
Ovvero, in ragione di principi di coerenza e ragionevolezza funzionali alla didattica, non pare
necessario l’utilizzo della mascherina nella scuola dell’infanzia anche per i piccoli che hanno
compiuto 6 anni e invece pare necessario lo sia nella scuola primaria, anche per gli alunni che i 6
anni li debbono ancora compiere.
3b) Trova conferma la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, “salvo che le
condizioni strutturali-logistiche degli edifici non lo consentano”. Rinviando ai contenuti del “Piano
scuola 2021-2022”, ci si limita qui a richiamare il CTS che in proposito precisa “laddove non sia
possibile mantenere il distanziamento fisico per la riapertura delle scuole, resta fondamentale
mantenere le altre misure non farmacologiche di prevenzione, ivi incluso l’obbligo di indossare in
locali chiusi mascherine di tipo chirurgico”. Vale a dire che la distanza interpersonale minima di 1
metro trova conferma come misura raccomandata. Ove, tuttavia, fosse impossibile rispettarla, la
norma di legge esclude l’automatico ricorso alla didattica a distanza, richiedendo diverse misure di
sicurezza.
3c) In ordine alla eventuale necessità di rilevazione a scuola della temperatura corporea, nulla varia
rispetto al precedente anno scolastico e a quanto definito dal CTS nel Verbale n. 82 del 28 maggio
20209
“All’ingresso della scuola NON è necessaria la rilevazione della temperatura corporea.
Chiunque ha sintomatologia respiratoria o temperatura corporea superiore a 37.5°C dovrà restare a
casa. Pertanto si rimanda alla responsabilità individuale rispetto allo stato di salute proprio o dei
minori affidati alla responsabilità genitoriale”.
4) La “certificazione verde COVID-19”: ulteriore misura determinante per la sicurezza
Al fine di tutelare la salute pubblica e mantenere adeguate condizioni di sicurezza nell’erogazione
in presenza del servizio essenziale di istruzione, il decreto-legge (articolo 1, comma 6) introduce, dal
1° settembre al 31 dicembre 2021 (attuale termine di cessazione dello stato di emergenza), la
“certificazione verde COVID-19”10 per tutto il personale scolastico.
La norma di che trattasi, definisce al contempo un obbligo di “possesso” e un dovere di “esibizione”
della certificazione verde.

La certificazione verde “costituisce una ulteriore misura di sicurezza” (Ministro dell’Istruzione
Patrizio Bianchi) ed è rilasciata11 nei seguenti casi:
– aver effettuato la prima dose o il vaccino monodose da 15 giorni;
– aver completato il ciclo vaccinale;
– essere risultati negativi a un tampone molecolare o rapido nelle 48 ore precedenti;
– essere guariti da COVID-19 nei sei mesi precedenti.
Il Ministero della Salute – circolare n. 35309 del 4 agosto 202112
– ha disciplinato la situazione dei
soggetti per i quali la vaccinazione anti SARS-CoV-2 venga omessa o differita in ragione di specifiche
e documentate condizioni cliniche13 che la rendono in maniera permanente o temporanea
controindicata. E’ previsto che per detti soggetti, in luogo della “certificazione verde COVID-19”, sia
rilasciata una certificazione di esenzione dalla vaccinazione, a tutti gli effetti utile a “consentire
l’accesso ai servizi e alle attività di cui al comma 1, art. 3, del decreto-legge 23 luglio 2021 n. 105” e
– allo stato, considerata la sfasatura temporale rispetto al decreto-legge di cui nella presente nota si
tratta – agli edifici destinati alle attività educative, scolastiche.
Al personale scolastico in possesso della certificazione di esenzione e, ovviamente, a quello
provvisto della “certificazione verde COVID-19”, deve comunque essere fornita informazione in
merito alla necessità di continuare a mantenere le misure di prevenzione come il distanziamento, il
corretto utilizzo delle mascherine, l’igiene delle mani, nonché il rispetto delle condizioni previste
per i luoghi di lavoro e per i mezzi di trasporto.
La certificazione di esenzione alla vaccinazione anti-COVID-19 è rilasciata dalle competenti autorità
sanitarie in formato anche cartaceo e, nelle more dell’adozione delle disposizioni di cui al citato
decreto-legge n. 105/2021, ha validità massima fino al 30 settembre 2021. Fino a tale data, sono
pure validi i certificati di esclusione vaccinale già emessi dai Servizi Sanitari Regionali.
Diversi dei quesiti da cui la presente nota muove, riguardano l’obbligo di “possesso” e il dovere di
“esibizione” della “certificazione verde COVID-19” da parte del personale dei servizi educativi
dell’infanzia (comma 1, articolo 9-ter, decreto-legge n. 52/2021, convertito con legge n. 87/2021,
introdotto dall’articolo 1, comma 6, decreto-legge n. 111/2021).
La questione, che riguarda personale non dipendente da questo Ministero, è controversa e se ne
auspica il chiarimento in fase di conversione del decreto-legge. Tuttavia, con la valenza del parere
tecnico da più parti sollecitato, considerata la specificità dei destinatari di detti servizi, ovvero
bambini non assoggettabili alla vaccinazione e impossibilitati all’uso della mascherina e, soprattutto,

La certificazione verde “costituisce una ulteriore misura di sicurezza” (Ministro dell’Istruzione
Patrizio Bianchi) ed è rilasciata11 nei seguenti casi:
– aver effettuato la prima dose o il vaccino monodose da 15 giorni;
– aver completato il ciclo vaccinale;
– essere risultati negativi a un tampone molecolare o rapido nelle 48 ore precedenti;
– essere guariti da COVID-19 nei sei mesi precedenti.
Il Ministero della Salute – circolare n. 35309 del 4 agosto 202112
– ha disciplinato la situazione dei
soggetti per i quali la vaccinazione anti SARS-CoV-2 venga omessa o differita in ragione di specifiche
e documentate condizioni cliniche13 che la rendono in maniera permanente o temporanea
controindicata. E’ previsto che per detti soggetti, in luogo della “certificazione verde COVID-19”, sia
rilasciata una certificazione di esenzione dalla vaccinazione, a tutti gli effetti utile a “consentire
l’accesso ai servizi e alle attività di cui al comma 1, art. 3, del decreto-legge 23 luglio 2021 n. 105” e
– allo stato, considerata la sfasatura temporale rispetto al decreto-legge di cui nella presente nota si
tratta – agli edifici destinati alle attività educative, scolastiche.
Al personale scolastico in possesso della certificazione di esenzione e, ovviamente, a quello
provvisto della “certificazione verde COVID-19”, deve comunque essere fornita informazione in
merito alla necessità di continuare a mantenere le misure di prevenzione come il distanziamento, il
corretto utilizzo delle mascherine, l’igiene delle mani, nonché il rispetto delle condizioni previste
per i luoghi di lavoro e per i mezzi di trasporto.
La certificazione di esenzione alla vaccinazione anti-COVID-19 è rilasciata dalle competenti autorità
sanitarie in formato anche cartaceo e, nelle more dell’adozione delle disposizioni di cui al citato
decreto-legge n. 105/2021, ha validità massima fino al 30 settembre 2021. Fino a tale data, sono
pure validi i certificati di esclusione vaccinale già emessi dai Servizi Sanitari Regionali.
Diversi dei quesiti da cui la presente nota muove, riguardano l’obbligo di “possesso” e il dovere di
“esibizione” della “certificazione verde COVID-19” da parte del personale dei servizi educativi
dell’infanzia (comma 1, articolo 9-ter, decreto-legge n. 52/2021, convertito con legge n. 87/2021,
introdotto dall’articolo 1, comma 6, decreto-legge n. 111/2021).
La questione, che riguarda personale non dipendente da questo Ministero, è controversa e se ne
auspica il chiarimento in fase di conversione del decreto-legge. Tuttavia, con la valenza del parere
tecnico da più parti sollecitato, considerata la specificità dei destinatari di detti servizi, ovvero
bambini non assoggettabili alla vaccinazione e impossibilitati all’uso della mascherina e, soprattutto,

La questione incide sul rapporto di lavoro, sicché il mancato possesso della certificazione verde è
dalla norma qualificato come “assenza ingiustificata” e il personale scolastico che ne è privo non
può svolgere le funzioni proprie del profilo professionale, né permanere a scuola, dopo aver
dichiarato di non esserne in possesso o, comunque, qualora non sia in grado di esibirla al personale
addetto al controllo.
Il termine “assenza ingiustificata” ha fatto nascere preoccupazioni circa il rapporto tra la “sanzione”
del comma 2 e le previsioni generali (legislative e contrattuali) in ordine all’assenza ingiustificata (in
specie l’articolo 13, comma 8, lett. e) del CCNL 2016-2018 e l’articolo 55-quater, comma 1, lett. b),
del decreto legislativo n. 165/2001).
La questione va inquadrata nei termini della specialità della norma introdotta dal decreto-legge
111/2021. Il comma 2 (articolo 9-ter) non sostituisce la previgente disciplina, che continua ad
applicarsi, ove ricorra. Crea però una ulteriore fattispecie di “assenza ingiustificata” – per mancato
possesso della “certificazione verde COVID-19” – che conduce ad una conseguenza giuridica
peculiare: a decorrere dal quinto giorno, la sospensione senza stipendio e la riammissione in servizio
non appena si sia acquisito il possesso del certificato verde.
Si tratta dunque di due tipi di “assenza ingiustificata”, differenti fra loro in cause ed effetti,
nonostante l’uso del medesimo sintagma.
7) Mancato possesso della “certificazione verde COVID-19”: i quattro giorni
Il già citato comma 2 stabilisce che, “a decorrere dal quinto giorno di assenza il rapporto è sospeso
e non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominato”.
La norma non interviene su importanti aspetti organizzativi correlati: quali conseguenze per le
assenze entro il quarto giorno? A partire da quale momento è sostituibile l’assente ingiustificato?
Quale durata per il contratto di supplenza?
Riguardo le conseguenze delle assenze ingiustificate – oltre l’anzidetta sanzione della sospensione
del rapporto di lavoro e di quella amministrativa, comminabili a partire dal quinto giorno – per norma
di carattere generale, anche per quelle comprese fra il primo e il quarto giorno, al personale non
sono dovute “retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominato”.
Per non avere compresenti a scuola sia il supplente che il sostituito che, nei termini, si è procurato
la certificazione verde, pare più equilibrato suggerire che la decorrenza del contratto di supplenza
abbia luogo a partire dal primo giorno di sospensione formale dal servizio, ovvero a decorrere dal
quinto giorno dell’assente ingiustificato. Circa la durata dei contratti di supplenza, si ritiene
necessario risulti condizionata al rientro in servizio del sostituito, assente ingiustificato per mancato
possesso della certificazione verde.
8) Stanziamenti per l’avvio in sicurezza dell’a.s. 2021/2022
In conclusione di questa nota interamente dedicata al decreto-legge 111/2021, in termini
riepilogativi, ci si sofferma sugli stanziamenti destinati all’avvio in sicurezza dell’anno scolastico
2021/2022. In particolare:

Ai sensi dell’articolo 58, comma 4-ter del decreto-legge 25 maggio 2021, n. 73, sono stati stanziati
422 milioni di euro ripartiti tra gli Uffici Scolastici Regionali, ai fini dell’assegnazione alle istituzioni
scolastiche, sulla base di tre criteri legati: al numero di studenti nella regione; alla numerosità
delle classi; all’indicatore di fragilità INVALSI. Il relativo decreto di riparto è in corso di
perfezionamento da parte del Dipartimento competente in materia. Attraverso tali risorse sarà
possibile la pianificazione delle attività scolastiche, con l’organizzazione di tempi, spazi, gruppi di
pari, atti al recupero in sicurezza degli apprendimenti, mediante attività scolastiche in presenza.
Sono finanziate due linee di reperimento straordinario di personale a tempo determinato
(docente e ATA) per il periodo di emergenza sanitaria settembre-dicembre 2021:
– 400 milioni per reclutare sino a circa 20.000 docenti a tempo determinato, per il recupero e
potenziamento degli apprendimenti e sino a circa 22.000 unità di personale amministrativo,
tecnico e ausiliario (assistenti amministrativi, collaboratori scolastici, …) a tempo determinato,
per finalità connesse all’emergenza epidemiologica;
– 22 milioni per intervenire, in maniera puntuale, su istituzioni scolastiche che presentano una
alta incidenza di classi numerose, mediante risorse aggiuntive di docenti a tempo
determinato.
– Ai sensi dell’articolo 58, comma 4, del richiamato decreto-legge n. 73/2021, sono stati stanziati,
in via straordinaria, 350 milioni di euro destinati all’acquisto di beni e servizi strumentali all’avvio
ed alla gestione dell’a.s. 2021/2022 (es. dispositivi di protezione e materiali per l’igiene
individuale e degli ambienti; servizi professionali per il supporto e l’assistenza psicologica e/o
pedagogica; servizi medico-sanitari; dispositivi e materiali destinati al potenziamento delle
attività di inclusione degli studenti con disabilità), nonché al rispetto dei protocolli di sicurezza.
Tali risorse verranno assegnate nei prossimi giorni mediante apposito decreto ministeriale.
Questi stanziamenti di carattere speciale, che vanno ad integrare in misura rilevante il fondo di
funzionamento delle istituzioni scolastiche, si sommano alle risorse recentemente erogate,
sempre nell’ambito del fondo di funzionamento, per analoghe finalità (150 milioni di euro
assegnati ai sensi dell’articolo 31, comma 1, decreto- legge 22 marzo 2021, n. 41).
– In aggiunta alle risorse anzidette, per favorire le attività didattiche in presenza, sono stati previsti
appositi stanziamenti per l’adeguamento e l’adattamento delle aule didattiche. A tal fine, sono
stati resi disponibili 70 milioni di euro per affitti di immobili e noleggi di strutture modulari
temporanee, nonché 200 milioni di euro per lavori di messa in sicurezza e l’ampliamento e
adeguamento di aule didattiche.
9) La “ripresa” di comunità scolastiche competenti
Giova in conclusione rimarcare l’obiettivo che ci si è qui prefissi: fornire strumenti per agire in
sicurezza in una realtà complessa, nel rispetto del principio di legalità e con metodologie scolari.
La più importante di queste ultime, fonda sulla costruzione di “comunità competenti”, capaci cioè
di dare ragione di quanto e come si opera. È la comunità competente che genera le condizioni “per
intraprendere attività volte al miglioramento della vita”.

È la “comunità scolastica competente” in quanto tale che, ottemperando agli adempimenti di
sicurezza atti a contenere il rischio di contagio, saprà riprendere a fare scuola al meglio e in presenza.
Ed è questa comunità ancora una volta che si è impegnati a sostenere. Con tutte le forze

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Il piano Bianchi per il rientro in presenza a settembre

“Il Ministero è da tempo al lavoro per il rientro a settembre in presenza e in sicurezza”. Lo dichiara il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, attraverso una nota stampa che riportiamo.

“È un obiettivo che il Governo ha perseguito sin dal proprio insediamento. Già negli scorsi mesi, quando abbiamo affrontato la seconda ondata pandemica abbiamo comunque voluto che le bambine e i bambini della primaria potessero andare a scuola in presenza. E abbiamo ridotto al minimo l’utilizzo della formazione a distanza per tutti gli altri – sottolinea il Ministro Bianchi. L’impegno in questa direzione è testimoniato anche dalle risorse stanziate nei recenti provvedimenti del Governo: 1,680 miliardi in totale per il rientro in sicurezza a settembre”.

“Allo stesso tempo prosegue la campagna vaccinale, con priorità al personale scolastico. È importante che venga fatto ogni sforzo per raggiungere la più alta copertura possibile, in modo da garantire una maggiore sicurezza a tutte e tutti al rientro. La vaccinazione è un atto di responsabilità collettiva”, conclude il Ministro.

Nella nota stampa si tirano anche le somme degli investimenti. Con il primo Decreto Sostegni, si legge, sono stati assegnati alle scuole 150 milioni di euro per garantire lo svolgimento della didattica in sicurezza, e altri 150 milioni per il potenziamento delle competenze e il recupero della socialità. Con il Decreto Sostegni bis, gli istituti statali potranno contare su 350 milioni per garantire la sicurezza negli ambienti scolastici. Per gli stessi fini, 60 milioni sono destinati alle scuole paritarie. Gli Enti locali disporranno di 70 milioni, oltre a quelli eventualmente non spesi lo scorso anno, per l’affitto di locali e il noleggio di strutture temporanee per aumentare il numero di spazi dedicati alla didattica.

Sono stati inoltre stanziati 400 milioni per attivare ulteriori incarichi temporanei di personale ATA e docente, in particolare per il recupero degli apprendimenti. Sul trasporto scolastico, prosegue il lavoro dei tavoli prefettizi di coordinamento ed è costante il raccordo con il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibile. Sempre nel Decreto Sostegni bis sono previsti 450 milioni per potenziare i servizi aggiuntivi di trasporto scolastico. Le scuole potranno inoltre accedere al fondo di 50 milioni destinato a finanziare anche i piani per gli spostamenti casa-scuola-casa del personale scolastico e degli studenti.

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“We_spaces”, i giovani immaginano la scuola del futuro

sede Miur Trastevere Roma

Spazi comuni dove incontrarsi e coltivare la socialità fra una lezione e l’altra, aree relax dove far riposare la mente, aule e ambienti digitali che favoriscano un apprendimento innovativo. È questa la scuola del futuro immaginata dalle ragazze e dai ragazzi che hanno partecipato in questi giorni a “We_spaces”, la maratona di idee organizzata dal Ministero dell’Istruzione nell’ambito del primo European Summer Camp della scuola italiana, che si è concluso oggi. Un progetto di sperimentazione delle metodologie didattiche-innovative, promosso in attuazione del Piano Estate e del Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD).

A premiare le studentesse e gli studenti, e il progetto vincitore dal titolo “Mind Society”, è stato il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, intervenuto durante l’evento che si è svolto martedì alla Casa del Cinema a Villa Borghese, a Roma.

Il Ministro ha incontrato le ragazze e i ragazzi, arrivati da tutta Italia, che in questi giorni hanno lavorato in gruppo mettendo a punto nuove idee per una scuola davvero innovativa. Partecipazione, confronto, collaborazione ed esposizione dei propri elaborati sono stati alla base del metodo didattico-innovativo sperimentato nelle giornate del Summer Camp.

“Avete utilizzato strumenti innovativi di confronto e di esposizione, avete sperimentato in prima persona l’innovazione didattica”, ha detto il Ministro Bianchi rivolgendosi alle ragazze e ai ragazzi presenti al Camp. “L’anno prossimo sarà un anno costituente della scuola, tutti dobbiamo lavorare per ripensarla, dobbiamo farlo insieme. Abbiamo voluto la scuola d’estate, in cui rientra questo progetto, per recuperare socialità e un tempo di qualità in cui i giovani lavorano insieme, si misurano insieme, fanno anche dei sacrifici insieme”.

“WE_Spaces” è uno dei percorsi intrapresi nell’ambito del Summer Camp. Un hackathon per co-progettare nuovi ambienti di apprendimento, con l’obiettivo di rinnovare gli spazi e le dotazioni per la scuola del nuovo millennio. Quarantadue partecipanti, organizzati in sei squadre di ricerca, hanno progettato un nuovo edificio scolastico con spazi sicuri, accoglienti e sostenibili, in grado di innovare le attività della scuola. L’altra iniziativa del Summer Camp, “WE_Ideas”, ha previsto, invece, la simulazione della costruzione di un’agenda comune europea. In questo percorso sono stati ottanta i partecipanti, organizzati in tre gruppi, chiamati a simulare una sessione di lavoro straordinaria della Commissione Europea, riunitasi per affrontare insieme alcune problematiche comuni degli Stati membri.

A supporto di tutti i lavori, un terzo gruppo di studentesse e studenti ha organizzato una redazione per la preparazione di newsletter, servizi giornalistici, articoli e comunicati stampa relativi alle attività svolte.

(fonte: Ufficio Stampa Miur)

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In arrivo 130 milioni per interventi di edilizia scolastica al centro-sud

vigili del fuoco generica

In arrivo nuove risorse per interventi di edilizia scolastica. Il Ministero dell’Istruzione ha infatti pubblicato, in questi giorni, due Avvisi che mettono a disposizione degli Enti locali delle Regioni del Centro-Sud fondi per la messa in sicurezza di mense scolastiche e palestre e per la costruzione di scuole innovative. Obiettivo dei finanziamenti, una maggiore diffusione del tempo pieno, dell’attività motoria e il contrasto del fenomeno dello spopolamento dei piccoli Comuni. Lo afferma il Ministero in una nota stampa.

Gli Enti locali che possono partecipare alle procedure sono quelli delle Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Nello specifico, il primo Avviso destina 130 milioni alla messa in sicurezza delle mense scolastiche e delle palestre, oltre che all’adeguamento di aree gioco e impianti sportivi esistenti a uso didattico. Il secondo, invece, libera 40 milioni per il finanziamento di interventi di costruzione di scuole innovative nei Comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti.

“Da subito abbiamo voluto imprimere un’accelerazione – dichiara il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi – per assegnare velocemente le risorse per l’edilizia scolastica e far partire quanto prima i cantieri. Da inizio mandato abbiamo autorizzato circa 2,6 miliardi, una quantità di risorse considerevole per la messa in sicurezza delle strutture e anche per ripensare i luoghi di apprendimento. Con queste nuove misure potremo dare risposte a situazioni di maggiore difficoltà, potenziare il tempo pieno e rendere sempre di più la scuola presidio per la comunità. Stiamo lavorando in maniera strategica, usando tutti i fondi che abbiamo già sul tavolo e programmando al meglio le azioni da portare avanti con il PNRR, con l’obiettivo di garantire pari opportunità a tutte le studentesse e a tutti gli studenti”.

Il Ministro dell’Istruzione ha firmato anche un decreto per 50 milioni di investimento INAIL per la costruzione di scuole innovative nelle aree interne e il decreto per l’individuazione dei criteri per l’assegnazione di 12,5 milioni, quale quota annua dell’otto per mille per interventi urgenti. Il Ministero pubblicherà i relativi avvisi nei prossimi giorni.

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G20 Istruzione, la Gilda: “Ok importanza lotta alla povertà educativa, ma assimilare percorsi abilitativi UE”

Rino di Meglio

“Le dichiarazioni dei ministri dell’Istruzione del G20 sull’importanza della lotta alla povertà educativa, che soprattutto nel nostro Mezzogiorno raggiunge livelli inaccettabili, ci trova pienamente d’accordo. Ci auguriamo che in futuro il dialogo, in particolare tra i ministri dell’Istruzione dell’Unione europea, riesca a entrare nel merito di alcune questioni secondo noi cruciali come quella delle abilitazioni”.

Ad affermarlo è Rino Di Meglio, coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, che ricorda come la normativa europea preveda il riconoscimento e la spendibilità reciproca in ogni Paese Ue di tutte le abilitazioni professionali, compresa quella all’insegnamento.

“Sarebbe opportuno – dichiara Di Meglio – che si riuscisse ad assimilare quanto più possibile i percorsi abilitativi che oggi sono estremamente differenti, provocando in qualche caso la migrazione verso i Paesi dove sono più brevi e semplici. Se vogliamo davvero essere sempre più europei – conclude il coordinatore nazionale della Gilda – è necessario che i governi affrontino anche questa problematiche”.

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“La scuola che…”, la guida Raffaello in vendita con Carta del Docente sul nostro shop

La Guida per valutare nella Scuola dell’Infanzia “La scuola che… osserva, progetta, valuda e include” si compone di due parti.

La prima parte affronta i grandi temi dell’educazione nella fascia 3-6, con riferimento alla prima infanzia 0-3. La seconda parte discute e presenta gli aspetti pratici dell’educare nella Scuola dell’Infanzia.

Questa proposta didattica Raffaello, acquistabile con Carta del Docente su Mondodocenti Shop, è suddivisa in quattro concept chiave.

OSSERVA: Osservare è una costante che definisce l’ambiente di apprendimento, in cui lo stile educativo fondato sull’osservazione e sull’ascolto, sulla progettualità elaborata collegialmente, sull’intervento indiretto e di regia qualifica la pr atica educativa e sostiene la professionalità docente.

PROGETTA: Progettare vuol dire qualificare e permettere a un progetto di calarsi nella situazione concreta della singola scuola in un determinato contesto sociale e culturale. Attraverso una progettazione ben organizzata, la Scuola dell’Infanzia opera strutturando un percorso, lo sviluppa e, infine, lo valuta.

VALUTA: Valutare significa dar valore alla persona, al contesto, all’organizzazione scolastica. La valutazione è un aspetto indispensabile nei percorsi curricolari perché consente di orientare, modificare, individualizzare le proposte educative e renderle sempre più conformi alle reali esigenze dei bambini.

INCLUDE: Includere è un processo che si riferisce alla globalità delle sfere educativa, sociale e politica, riguardando tutti i bambini e tutte le loro potenzialità. L’inclusione interviene prima sul contesto e poi sul soggetto, trasformando la risposta specialistica in ordinaria.

La guida include un cd-rom personalizzabile.

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Saranno gli studenti a disegnare la mascotte di Milano Cortina 2026

Durante le celebrazioni per il secondo anniversario dall’assegnazione all’Italia dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali del 2026 sono state presentate quattro importanti iniziative legate al mondo della scuola. All’iniziativa di oggi hanno preso parte il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, e la Sottosegretaria allo Sport, Valentina Vezzali, insieme al Presidente del CONI e della Fondazione Milano Cortina 2026, Giovanni Malagò, e all’Amministratore Delegato, Vincenzo Novari.

Il Ministro ha presentato il Protocollo d’intesa tra la Fondazione Milano Cortina 2026 e il Ministero dell’Istruzione. Il documento, nell’ambito dell’Educational Program del Comitato Olimpico Internazionale e del Comitato Paralimpico Internazionale, disegna un ampio perimetro di collaborazione in cui saranno inserite tutte le iniziative che, di volta in volta, verranno intraprese per la promozione nelle scuole dei valori dello sport, dell’Olimpismo, del Paralimpismo. Un programma che, sin dall’inizio, coinvolgerà direttamente i docenti, le studentesse e gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado.

Il primo appuntamento riguarda la Mascotte: saranno gli studenti di tutta Italia a ideare l’iconico personaggio che incarnerà lo spirito dei Giochi. Le migliori proposte saranno poi sviluppate professionalmente sul piano del design e votate dal pubblico attraverso un meccanismo di digital engagement, simile a quello che ha portato alla scelta dell’Emblema.

Oltre alla Mascotte, spiega il Ministero, sono state lanciate altre tre iniziative. Con “MC2026 School Day” gli insegnanti e gli studenti potranno partecipare a una giornata speciale che ogni anno, a partire dal 2023, sarà dedicata non solo ai valori ma anche ai segreti e alle curiosità del sogno Olimpico e Paralimpico. Attraverso “Parasports School Tour” gli atleti Paralimpici andranno nelle scuole di primo grado italiane per raccontare le loro straordinarie storie di vita e di eccellenza agonistica e per affrontare con gli studenti i temi della disabilità e dello sport Paralimpico. Il progetto “Wonder Kids” avrà invece l’obiettivo di diffondere lo sport Paralimpico a livello giovanile, individuando, attraverso la scuola, i potenziali atleti Paralimpici del futuro per avviarli alle migliori performance sportive.

Il secondo compleanno della Fondazione è stato anche l’occasione per presentare i due nuovi Ambassador di Milano Cortina 2026: la campionessa Paralimpica di scherma, Bebe Vio, accolta dal Presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Luca Pancalli, e il campione del Mondo di calcio del 2006, Francesco Totti. Campioni nello sport e nella vita che si aggiungono al dream team di cui fanno già parte Federica Pellegrini, Alberto Tomba e Deborah Compagnoni.

(fonte: Ufficio Stampa Miur)

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Cittadinanzattiva presenta i risultati di “Ora parliamo noi”

ragazza triste

Sfiduciati e provati dalla pandemia, ma ricchi di proposte e richieste, anche pressanti, alle istituzioni politiche e alla scuola per “riprendersi il futuro”. Quel futuro che oggi vedono così minaccioso che, come dice Francesca, valdostana di 17 anni parafrasando Ennio Flaiano “faccio progetti per il mio passato”; Marco stessa età e residente in Campania ha solo voglia di “riprendere da dove mi sono fermato, recuperare, colmare i vuoti e riprendermi ciò che di diritto di adolescente mi spetta: la mia vita”.

Sono le voci dei 5713 giovani che hanno partecipato, tra aprile e maggio di questo anno, alla indagine online “Ora parliamo noi”, promossa da Cittadinanzattiva, con il sostegno non condizionato di Assosalute – Associazione Nazionale farmaci di automedicazione, parte di Federchimica – e rivolta direttamente a ragazzi dai 14 ai 19 anni o attraverso le scuole con cui Cittadinanzattiva collabora.

Secondo la sintesi dell’indagine pubblicata in un comunicato stampa, i ragazzi chiedono in primo luogo di essere ascoltati, ad esempio attraverso audizioni degli studenti in Parlamento e prevedendo rappresentanti delle istituzioni più competenti e vicine al mondo giovanile, perché dicono “non siamo delle marionette da manipolare”, (Flavia quindicenne della provincia di Lecce), “prima di decidere su scelte che ci riguardano devono ascoltarci perché a volte alcune loro decisioni sono dannose per noi ragazzi” (Federica, 17enne della periferia milanese).

Le testimonianze dei ragazzi esprimono sofferenze e disagi profondi anche perché per 16 mesi si sono sentiti non considerati, silenziati, invisibili. Ora chiedono, attraverso “raccomandazioni” dirette e concrete, di essere ascoltati dalle Istituzioni in merito a tutte le decisioni e ai progetti che verranno messi in opera e di poter contribuire a migliorare il proprio presente e futuro. Dopo aver raccolto bisogni, attese e richieste con questa indagine, ci impegneremo per promuoverle presso le istituzioni perché trovino risposta, e nello stesso tempo metteremo a punto programmi ed iniziative specifiche per far fronte ai problemi non rinviabili da loro evidenziati”, dichiara Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale scuola di Cittadinanzattiva. “Il primo passo da compiere è quello di trovare modalità consultive per ascoltare i ragazzi, a tutti i livelli”.

L’indagine mette in luce le tante difficoltà che i ragazzi si sono trovati ad affrontare in questi mesi di pandemia e come questa abbia cambiato le loro abitudini. Tuttavia, la ricerca evidenzia anche come i giovani tendano ad adottare comportamenti adeguati in ambito salute, discutendo del proprio benessere in famiglia e rivolgendosi alle figure di riferimento – medico e farmacista – quando si tratta di avere indicazioni sulla propria salute”, afferma Salvatore Butti, Presidente Assosalute. “La pandemia ha messo in luce la crucialità di avere ragazzi e futuri cittadini consapevoli e informati in ambito salute. Per questo chiediamo di investire affinché l’educazione sanitaria entri nelle scuole e permetta di creare e rafforzare i percorsi di empowerment dei ragazzi in ambito salute”.

Ulteriori informazioni sul sito di Cittadinanzattiva.