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Suona la prima campanella della vita di tanti dei nostri figli: l’inizio della scuola è un momento delicato che segna il primo distacco del bambino dal rassicurante contesto familiare.

Come affrontare questo delicato momento di crescita?

Sono tanti i consigli che si leggono in Rete, alcuni autorevoli di psicologi e esperti di pedagogia mentre altri basati sull’esperienza personale delle tante mamme e dei tanti papà che ci sono già passati. Vedere il proprio piccolo, finora tenuto accanto a sé, piangere sulla soglia della nuova scuola è un piccolo grande colpo al cuore. Ma è proprio quello il momento in cui il genitore deve mostrarsi più sicuro e deciso.

Ecco un utile vademecum per le mamme e i papà e chiunque deve affrontare questa “prova”.

  • Piangere è normale.
    A tre anni (che è l’età in cui il bimbo inizia la scuola materna) il percorso di attaccamento è quasi concluso. Ma non per tutti questa formula è un diktat. Ci sono bambini che potrebbero aver bisogno di più tempo, anche oltre le due settimane che solitamente sono individuate come lasso di tempo per lenire il dolore del distacco. Bisogna accettare, senza angoscia, i tempi del proprio pargolo per gestire autonomamente questo distacco.
  • Genitori, non siate ansiosi!
    La fase del distacco include la paura che il passaggio da un ambiente controllato e rassicurante a uno sconosciuto provoca. In questo momento, i bambini che di per sé sono empatici e tendono ad assorbire le emotività dei genitori rischiano di spaventarsi ancora di più se questi mostrano a loro volta paure, ansie, esitazioni. Al contrario, i genitori che mostrano sicurezza durante questo passaggio trasmettono la stessa ai propri figli, aiutandoli a vivere con meno angoscia il distacco dal nido materno.
  • L’avvicinamento
    Contro lo stress del passaggio immediato da casa a scuola è la scuola stessa che può organizzare un avvicinamento graduale. In che modo? Con iniziative pre-ingresso in cui i bambini iniziano a conoscere senza l’ansia del distacco la nuova realtà, iniziative in cui sono coinvolti e presenti direttamente i genitori (come feste di inizio anno o visite dell’istituto pre-ingresso). Ma un altro passaggio fondamentale lo si farà a casa: la mamma e il papà possono (anzi, devono) iniziare a parlare di cosa accadrà da lì a breve: la nuova maestra, i nuovi compagni, come si svolgeranno le giornate del bambino…
  • Accompagnare, ma non scappare!
    Accompagnare il bambino in aula, presentargli la maestra, fare questa sorta di “passaggio di consegne” aiuta il piccolo a sentirsi più sicuro nel passaggio tra i due ambienti. Occhio, però: mai scappare di nascosto. Ok, lasciare il proprio amato pargolo in una valle di lacrime fa male e l’istinto sarebbe quello di riportarlo a sé, e non si può. Ma andarsene di soppiatto dopo averlo accompagnato a scuola nel bambino scatena una sensazione di tradimento.

Alcune letture utili da cui abbiamo tratto spunto:

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