Anief: “Lo Stato paghi i supplenti brevi; in periodo di crisi senza stipendio è difficile arrivare a fine mese”

Si ripresenta l’annoso problema dei precari con una supplenza breve di qualche mese o di più settimane. In ballo la dignità dei lavoratori, che ogni anno viene messa a dura prova. In tempo di Covid questa situazione diventa sempre più un’emergenza. “Se non verrà immediatamente posto rimedio al problema con il pagamento degli stipendi in modo regolare da parte del ministero – afferma Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – agli insegnanti e al personale Ata, dovremo agire per vie legali. Non vorremmo arrivare a tanto, perché riteniamo che in un periodo di crisi per le famiglie il lavoro, se pur a breve termine, debba essere costantemente e istantaneamente retribuito. Non vorremmo arrivare a Natale, come è accaduto lo scorso anno, senza che i docenti, gli amministrativi, i tecnici, i collaboratori scolastici vedano una busta paga”

marcello pacifico anief
Marcello Pacifico, leader di Anief

“Al nostro sportello – spiega Teresa Vitiello, vicepresidente regionale Friuli-Venezia Giulia – arrivano lavoratori disperati poiché non riescono a far fronte alle spese, perché, per arrivare nelle nostre scuole, hanno affrontato un lungo viaggio e ora non riescono a pagare l’affitto. Molti di loro sono giovani, ma nemmeno i genitori riescono più ad anticipare i soldi. C’è tanta angoscia e preoccupazione, per i lavoratori è un trattamento indegno, le pretese di un lavoro qualitativo sono sempre più alte, ma non c’è la controparte stipendiale. I ritardi da parte dello Stato non si possono accettare, ci auspichiamo che quest’anno vada diversamente”.

Il supplente breve, lo ricordiamo, sostituisce un insegnante o personale Ata in malattia o in maternità, tale periodo di lavoro può durare pochi mesi, ma molte volte la supplenza viene prolungata fino al termine dell’anno scolastico, poiché il titolare di cattedra non rientra. A volte questi professionisti devono fare spola tra le scuole di una stessa provincia, viaggiano e devono sostenere dei costi.

“Auspichiamo che la Ragioneria dello Stato – continua Vitiello – proceda rapidamente per evitare il dramma vissuto lo scorso anno. Non possiamo nemmeno scordare i contratti Covid, che stanno tenendo in allerta i lavoratori di ogni parte d’Italia; il tempo passa e la preoccupazione sale. È bene, una volta per tutte, sanare l’annosa questione”.

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