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Strattoni, schiaffi, minacce verbali e altro ancora, tutto documentato con telecamere nascoste in fase di indagine dai carabinieri: per questi motivi quattro insegnanti di una scuola materna di Capurso (Bari) sono state raggiunte da un’ordinanza cautelare agli arresti domiciliari.

I fatti a cui si fa riferimento sono tutti relativi all’anno scolastico 2017-18. Protagonisti bambini di tre anni.

Le maestre accusate

Sono quattro le insegnanti che dovranno rispondere dei presunti gravi maltrattamenti perpetrati nei confronti dei bambini. Sono tutte donne e maestre di età compresa tra i quarantasette e i sessantatré anni.

I maltrattamenti

Secondo quanto sostengono i militari dell’Arma, dopo le ricostruzioni e avvalendosi delle immagini delle telecamere nascoste installate nel complesso didattico, “le quattro maestre, sia autonomamente che talora in concorso, nell’anno scolastico 2017/2018, rendevano dolorose e mortificanti le relazioni con i bambini, a loro affidati per cura ed educazione, assumendo comportamenti vessatori e violenti nei loro confronti”.

Dal video è possibile evincere alcuni atteggiamenti “troppo energici” e che descriverebbero esattamente il quadro accusatorio messo in piedi dai Carabinieri. Spintoni e bambini tenuti per la testa sul banchetto, ad esempio.

A questo si aggiunge quanto comunicato dai Carabinieri stessi in una nota stampa.

Le maestre, in maniera sistematica, per esercitare la loro funzione di insegnante, hanno assunto nei confronti dei bambini comportamenti violenti, spintonandoli, strattonandoli, a volte, trascinandoli fino a farli cadere e/o urtare ed, in alcuni casi, percuotendoli con schiaffi alle braccia e sul volto. Ai piccoli, veniva imposto di rimanere con il capo riverso sul banco, in posizione sottomessa ed, in caso di rifiuto, costretti con forza a tenere tale posizione. Altre “punizioni” consistevano nell’imporre ai bambini a rimanere in un angolo della classe con il volto rivolto verso il muro, a volte, con le mani dietro la schiena, per periodo prolungati.

Le maestre hanno anche minacciato i bambini, intimorendoli che “sarebbero stati legati con la corda – che avrebbero avuto le botte – che sarebbe stato portato in caserma dai Carabinieri dove un cane gli avrebbe dato un morso”, oltre a mortificarli platealmente, ed offendendoli con frasi: ”monelli, cattivi, scostumati, maleducati, monellaccio di strada, rimbambiti, pappamolli”.

Spetterà ora all’eventuale processo stabilire l’incontrovertibile verità su come sono andati i fatti.

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