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Concorso dirigenti scolastici: i risultati e le curiosità

Lavoro, Governo e sindacati

Ventiquattromila candidati e poco più (24.082 il numero preciso) contro i 34.580 iscritti. Oltre 10mila quindi le defezioni alla tanto discussa preselezione del concorso dirigenti scolastici che si è tenuto negli scorsi giorni. Gli ammessi sono 8.736: quindi in 37 hanno totalizzato il punteggio più basso utile per l’ammissione (71,7 centesimi).

Tra questi usciranno i nomi dei 2.425 nuovi dirigenti scolastici tanto attesi, un numero che andrà a tamponare l’emorragia finora sanata dalle reggenze di più istituti, ma che alcuni sindacati ritengono ancora insufficiente.

A questo link l’elenco degli ammessi.

La maggior parte è donna

La dirigente è rosa: per il ruolo difatti le donne candidatesi (e che hanno effettuato il test pre-selettivo)  sono quasi il triplo degli uomini: 17.279 contro 6.803.

Il più giovane è un uomo

Nonostante ciò, il più giovane ammesso è un uomo: è il messinese Giovanni Gatto, classe ’90, che potrebbe diventare il più giovane dirigente scolastico assunto in ruolo d’Italia.

L’esercito degli aspiranti dirigenti campani

Il Miur ha rilasciato anche i numeri dei partecipanti suddiviso per regione d’Italia. Al primo posto la Campania con un esercito di 4.107 candidati, su un iniziale previsto di oltre 6.000.

Il numero di partecipanti alle prove preselettive del concorso per dirigenti scolastici di luglio 2018 (foto: Miur)
Il numero di partecipanti alle prove preselettive del concorso per dirigenti scolastici di luglio 2018 (foto: Miur)

Segue a ruota la Sicilia che registra 3.357 presenze alla prova preselettive, poi Lazio e Puglia anch’esse sopra i 2000. La Calabria è al quarto posto con 1.552 presenti. In fondo alla classifica Friuli, Liguria e Umbria con numeri che sorpassano di poco le trecento unità, e fanalino di coda con appena 183 candidati (118 donne e 65 uomini) il Molise.

Diametralmente opposti agli esiti Invalsi

Un dato sicuramente curioso: la maggior parte degli aspiranti dirigenti scolastici (o presidi, come si diceva un tempo) vengono quindi da regioni come la Campania, la Calabria e la Sicilia. Che poi sono esattamente le regioni che sono uscite con le ossa rotte dall’ultimo test Invalsi. Nel rapporto, difatti, si parlava di una situazione estremamente a rischio per gli allievi campani, calabresi e isolani, i cui risultati erano ben lontani dal resto del Paese. Proprio da quelle regioni, invece, arriva il maggior numero di candidature a dirigente scolastico.