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“La scuola sconta carenze strutturali che ci trasciniamo da anni aggravate dall’attuale pandemia”: è uno dei passaggi più importanti del messaggio inviato oggi dal premier Giuseppe Conte per l’inizio della scuola previsto domani nella maggior parte delle regioni italiane. Nel rivolgersi a studenti, famiglie e personale, assieme all’esigenza primaria di “rispettare le regole di cautela che” consentono di tutelare “la salute delle persone”, il premier si è quindi soffermato sui danni prodotti dall’indifferenza di governi passati e dallo sconcertante dimensionamento approvato da ormai 12 anni e mai contrastato dai governi successivi.

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte (foto: wikicommons)
Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte (foto: wikicommons)

“Come sindacato – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – giudichiamo l’intervento di Giuseppe Conte appropriato, perché ha colto i punti focali che caratterizzeranno questo difficile anno scolastico, a partire dalla necessità di rispettare le regole e il distanziamento sociale, a scuola ma anche in tutti gli altri luoghi. La scuola – prosegue il sindacalista – non poteva arrivare preparata al meglio a questo appuntamento, poiché i tagli di 4 mila istituti autonomi, di 200 mila e oltre docenti e Ata, di prezioso tempo scuola e di risorse ingenti al settore della Conoscenza, non potevano essere cancellati in pochi mesi. A questo punto, confidiamo più che mai nel fondi del Recovery fund e ci fanno bene sperare le affermazioni fatte nei giorni scorsi dallo stesso premier, assieme al suo ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, di voler porre proprio la scuola al centro del progetto di riqualificazione del Paese, attraverso oltre 200 miliardi provenienti dall’UE”.

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