Decreto salva precari sotto la lente delle Commissioni Cultura e Lavoro della Camera

Lavoro, Governo e sindacati

È entrata nel vivo, all’interno delle Commissioni congiunte Cultura e Lavoro di Montecitorio, la scrematura dei circa 280 emendamenti presentati al decreto scuola n. 126, di cui 13 firmati dalla maggioranza, che andrebbero a  modificare parti strutturali del testo, in vista della discussione in Aula alla Camera prevista per il 25 novembre. Sebbene siano già diversi gli emendamenti considerati inammissibili, parte dei quali “per estraneità di materia”, molte delle richieste formulate dall’Anief sono state reputate ammissibili, anche attraverso modifiche analoghe. 

Decine di emendamenti ancora approvabili

Tra questi ultimi emendamenti, dello stesso tenero e con contenuti sostanzialmente uguali a quelli presentati dal giovane sindacato autonomo, figurano, in particolare, l’avvio di una procedura concorsuale riservata anche agli 8 mila nuovi maestri della scuola dell’infanzia e della primaria, quindi da immettere in ruolo, l’allargamento dei requisiti d’accesso al concorso straordinario, l’assunzione in ruolo di personale Ata con almeno 24 mesi di servizio svolto, la mobilità professionale degli amministrativi che hanno assunto il ruolo superiore, come facenti funzione Dsga, anche se privi di laurea. 

Rimangono in vita, quindi, decine delle richieste Anief che puntano a trovare una soluzione definitiva al sempre più grande problema della supplentite, quest’anno esploso con 205 mila contratti annuali sottoscritti: un vulnus di grandi dimensioni che riguarda pure il reclutamento, il quale continua a poggiare su convinzioni errate, come quella che l’attuazione di qualche concorso, con un numero ristretto di posti messi a bando, pur con un’alta mole di cattedre vacanti, possa sistemare tutto. 

Tra gli emendamenti similari a quelli propositi dall’Anief, che quindi il sindacato sostiene, figura il provvedimento di inserimento nelle GaE “da emanare entro il 30 giugno 2020 (…) a domanda, di tutto il personale in possesso di abilitazione, ivi incluso il diploma magistrale conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002 e il diploma tecnico professionale, nonché del personale educativo”. La richiesta, formulata dall’on. Federico Mollicone (FdI), prevede anche l’utilizzo delle graduatorie d’Istituto ai fini delle immissioni in ruolo “nel caso in cui la graduatoria permanente sia esaurita e rimangano posti a essa assegnati”: in tal caso, “si procede all’assunzione per scorrimento dalle graduatorie d’istituto che sono trasformate, a decorrere dall’anno scolastico 2020/2021, in graduatorie provinciali, aggiornabili ogni anno e aperte a nuovi inserimenti”. Inoltre, si chiede che “il personale sprovvisto di abilitazione, al fine della conferma nei ruoli”, possa entro il 30 giugno 2020, “conseguire la relativa abilitazione all’esercizio della professione attraverso la frequenza di apposito corso universitario”. 

Sempre a proposito dei docenti precari con diploma magistrale, l’on. Flora Frate (M5S) chiede che il testo del decreto n. 126 preveda anche la loro partecipazione ai concorsi, la conferma dei ruoli già sottoscritti e la proroga dei contratti in essere, permettendo a coloro che sono stati “assunti a tempo indeterminato con clausola risolutiva e che hanno superato l’anno di prova di entrare in ruolo allo scadere dell’anno scolastico in corso 2019/2020”. 

Più emendamenti, a firma degli onorevoli Valentina Aprea (FI) e Carmela Bucalo (Fd), inoltre, indicano la necessità di procedere alla “eliminazione del vincolo delle ventiquattromila assunzioni per la secondaria”. L’on. Aprea e Frate, inoltre, indicano la necessità di procedere allo “scorrimento delle graduatorie degli idonei per le assunzioni”. Sono stati considerati ammissibili anche le richieste che puntano alla “eliminazione limite temporale del servizio e valutazione dell’anno in corso”, alla “riduzione a due annualità del servizio valutabile” per l’accesso ai concorsi riservati, alla “eliminazione dell’anno di servizio specifico” sulla classe di concorso per la quale si chiede di concorrere. 

Rimane in vita l’emendamento sull’ammissione ai ruoli e alla specializzazione su sostegno “per chi ha prestato servizio senza titolo”, presentato da Paola Frassinetti (FdI) e Nicola Fratoianni (Sinistra Italiana-Leu): l’obiettivo è quello di produrre “l’acquisizione del diploma universitario di specializzazione per le attività di sostegno, nel caso in cui il vincitore ne sia sprovvisto”.

Per iniziativa dell’on. Valentina Aprea (FI), si vuole aprire alla “valutazione del servizio prestato nelle scuole paritarie e IeFP anche per i ruoli”, a patto che “tale servizio sia svolto in enti accreditati dalle regioni, sia riconducibile a una delle classi di concorso per cui è bandito il concorso oppure all’insegnamento di sostegno e sia stato prestato per garantire l’assolvimento dell’obbligo d’istruzione”. 

Sono stati reputati ammissibili anche gli emendamenti sulla “riduzione da cinque a tre anni del vincolo di permanenza dei neo-assunti”, sulla “mobilità straordinaria per tutto il personale di ruolo”, sullo “scorrimento GaE in altra provincia per i ruoli”, sulla “trasformazione delle graduatorie di istituto in provinciali e riapertura terza fascia”, sul “nuovo corso concorso riservato per ricorrenti contenzioso avverso bandi 2011, 2015, 2017 “, sullo “scorrimento graduatoria idonei concorso ds”, sulla “quota del 30% di riserva al concorso per dirigenti tecnici” a tempo determinato e sulla conferma degli “incarichi dirigenti tecnici a t.d.”. Rimane in piedi anche l’emendamento sull’ammissione al “concorso riservato per Dsga per facenti funzione con 36 mesi di servizio e ATA con 5 anni di servizio senza laurea”. 

Tra le richieste di modifica ammissibili, sempre in linea con quelle prodotte dal sindacato Anief, risultano quelle per lo scorrimento della graduatoria degli idonei al concorso Dsga, per l’esonero dalle rilevazioni biometriche anche per i dipendenti di Università e Afam, per l’assunzione del personale AFAM a tempo determinato da graduatorie aggiuntive, per l’immissione in ruolo di ricercatori a tempo indeterminato e per la Carta europea dei ricercatori, oltre che per il trattamento accessorio del personale universitario.