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Salva-precari, Anief: “Ci appelliamo alla sensibilità dei parlamentari coinvolti”

Lavoro, Governo e sindacati

In merito alla discussione in Commissione Lavoro sul salva-precari, arriva la nota stampa di Anief che si appella alla “sensibilità dei parlamentari coinvolti” affinché “approvino le importanti richieste di modifica, a partire dalla stabilizzazione di tanti docenti precari, come quelli di religione cattolica, i maestri della scuola primaria e gli Itp già assunti”.

Il commento del presidente Anief

“Il decreto scuola rimane l’occasione giusta – spiega il leader del sindacato, Marcello Pacifico – per intervenire su tanti nodi da sciogliere. Sono emendamenti che esperti e legali hanno predisposto, a partire dalla cancellazione di quel vergognoso record di supplenze che hanno portato i dirigenti scolastici a ricorrere con sempre maggiore insistenza alle Mad e che ancora oggi, superata la metà del mese di novembre, sono alla base dalla mancata copertura di tutte le cattedre, affidate non di rado a supplenti privi del titolo di studio previsto dalla legge, oppure con i contratti annuali o fino al termine delle lezioni ancora da sottoscrivere, di cui tantissimi sul sostegno agli alunni disabili. Ancora di più perché nei giorni scorsi, alcuni dei nostri emendamenti hanno trovato una risposta positiva nelle dichiarazioni espressi da più di un deputato della maggioranza parlamentare: ora è bene che si dia seguito a quegli intenti. Noi, comunque, andiamo avanti”. 

Gli emendamenti Anief che verranno riproposti al Senato

Gli emendamenti presentati dall’Anief – conseguenti alla piattaforma sindacale che ha portato martedì scorso allo sciopero nazionale Anief e al sit-in a Roma e alle rivendicazioni in audizione parlamentare – che non hanno avuto seguito riguardano la riapertura delle GaE, una gestione diversa e su base provinciale delle Graduatorie d’istituto, l’immissione in ruolo dei dottori di ricerca; una valutazione diversa dei requisiti di servizio per l’accesso alle nuove graduatorie e al corso abilitante; una mobilità aperta alle necessità e alle esigenze professionali e di famiglia; l’avvio di corsi-concorsi riservati per dirigenti scolastici e dirigenti tecnici a tempo determinato; la stabilizzazione degli ex Lsu e, parallelamente, del personale Ata per il quale si continua ad assumere con numeri spaventosamente bassi. Il sindacato chiede anche di rinnovare le graduatorie Afam, dei ricercatori e il salario accessorio del personale dell’Università e che opera negli atenei.