Anief Sciopero

Fioramonti riceve Anief: il giovane sindacato alla prima “entrata formale” al Miur

Lavoro, Governo e sindacati

A dieci anni dalla sua nascita, oggi il sindacato Anief è entrato dalla porta principale del Miur per incontrare formalmente il ministro dell’Istruzione. Il professor Marcello Pacifico, fondatore e leader del giovane sindacato della scuola, ha ricordato al ministro Lorenzo Fioramonti come l’azione del giovane sindacato si sia contraddistinta per una politica attiva, contrassegnata da ricorsi seriali promossi presso i tribunali nazionali e nelle aule di giustizia comunitarie. Parallelamente, l’Anief ha condotto delle proposte legislative ed emendative, oltre che proteste di piazza. L’azione sindacale si è dipanata anche nell’attuale legislatura, senza però trovare sino a oggi riscontri. Da qui il plauso e l’auspicio che inizi una nuova stagione. Nel frattempo, i problemi della scuola – come il reclutamento, le discriminazioni verso il personale non di ruolo, gli stipendi indegni per un Paese moderno – si sono acuiti, come dimostrano la denuncia della Commissione Ue e il ricorso pendente in Corte di Giustizia. 

LE PAROLE DEL PRESIDENTE ANIEF

“Bisogna affrontare e risolvere questi problemi una volta per tutte – ha detto Pacifico al ministro Fioramonti – mentre lo stesso decreto salva-precari, approvato salvo-intese dal Consiglio dei Ministri il 7 agosto scorso, concertato con le organizzazioni sindacali firmatarie del CCNL 2016/2018, mai pubblicato in Gazzetta Ufficiale, deve costituire soltanto un punto di partenza perché non intacca il problema della supplentite. Per questo abbiamo presentato all’attuale ministro una proposta articolata in 25 punti da tradurre in un decreto salvascuola ad hoc e nella prossima legge di stabilità così da sconfiggere la piaga della precarietà, valorizzare tutto il personale della scuola e migliorare la didattica”. 

MAI COSÌ TANTI DOCENTI PRECARI

Nella memoria consegnata al ministro dell’Istruzione dalla delegazione Anief, si è partiti dalla stretta attualità, dai docenti precari che mai erano stati così tanti nella storia della scuola pubblica italiana. Si è ricordato che la situazione è cominciata a precipitare quando, nel 2012, sono state chiuse le graduatorie ad esaurimento in modo definitivo. Da quel momento, “il numero dei contratti annuali o al termine delle attività didattiche, nonostante i piani straordinari di immissioni in ruolo, i concorsi ordinari (2012 e 2016) e straordinari (2018 secondaria e 2019 primaria), è raddoppiato da 105.300 unità nell’a. s. 2011/2012 a 205 mila unità nell’a. s. 2019/2020 (155 mila a.s.2018/19, + 31 mila assunzioni mancate, + 18 mila quota 100), mentre a fronte di 180.023 assunzioni a tempo indeterminato autorizzate negli ultimi quattro anni, ne sono state realizzate soltanto la metà (90.696). Nel frattempo, soltanto nell’a. s. 2018/2019 sono state assegnate più di 10 mila cattedre in supplenza fuori graduatoria attraverso le messe a disposizione, oggi anche di studenti universitari, nonostante ci siano più di 500 mila aspiranti docenti presenti nelle graduatorie di istituto che in origine, servivano soltanto per l’assegnazione di incarichi brevi e saltuari e per questo non erano provinciali”. 

ATA SEMPRE DIMENTICATI

Per quanto riguarda il personale Ata, quest’anno si è deciso di stabilizzare soltanto i 12 mila lavoratori delle cooperative private, procedendo all’assunzione a tempo indeterminato di 7.759 unità a fronte di più di 40 mila contratti al termine al 30 giugni, della mancata attivazione di 20 mila posti previsti dai profili contrattuali, durante il blocco dei passaggi verticali, con 3 mila posti scoperti per il profilo di Direttore dei servizi generali e amministrativi. 

GLI ALTRI PROBLEMI IRRISOLTI

Intanto, i posti affidati in reggenza al personale dirigente scolastico, nonostante le nuove immissioni in ruolo, superano oggi ancora le mille unità, rispetto ad una riduzione organica – pari a quella operata per i direttori amministravi – di un quarto degli organici attivati dieci anni fa (- 4 mila).

Infine, con la riforma universitaria del 2010 si è abolito il profilo del ricercatore universitario, per introdurre una nuova precarietà attraverso i contratti a termine di tipo A e di tipo B, nonostante ci siano più di 40 mila dottori e assegnisti di ricerca, docenti a contratto da inquadrare quali ricercatori universitari secondo quanto già definito dalla Carta europea dei Ricercatori.

Sul tema del precariato scolastico, si segnale come sia ancora attiva una procedura d’infrazione della Commissione Europea, proprio per abuso di contratti a termine, che fa seguito alle sentenze Mascolo, Motter, Rossato, e un ricorso pendente presso la Corte di Giustizia europea sul precariato universitario. 

LE RICHIESTE DI ANIEF PER IL NUOVO DECRETO #SALVASCUOLA

Il giovane sindacato ha quindi consegnato una lista, composta da 25 punti, contenente le proposte da includere in un decreto #salva-scuola piuttosto che nel decreto già approvato salvaprecari che il ministro Lorenzo Fioramonti ha detto di volere rimodulare e migliorare, già all’indomani della sua nomina. “Sono proposte realizzate da chi ha a cuore la scuola, chi ci lavora e chi la vive ogni giorno – ha detto il presidente Anief -: potrebbero rappresentare una prima risposta per sconfiggere la supplentite e la precarietà che hanno caratterizzato il nostro sistema nazionale d’istruzione scolastica e universitaria”.