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Integrazione, Anief si scaglia contro Bussetti: “Tutelare prima gli studenti”

Lavoro, Governo e sindacati

Desta scalpore il titolo di un’intervista in cui si attribuisce a Bussetti la volontà di tutelare prima i figli di italiani rispetto ai migranti, “in un Paese – replica Pacifico (Anief) – dove uno studente su dieci è alloglotto, spesso lo è la maggioranza nelle prime classi di alcuni Comuni del nord del Paese”. Il sindacalista autonomo poi raccoglie la promessa dello stesso ministro di utilizzare il calo delle iscrizioni degli studenti per rendere più flessibili i criteri di formazione delle classi, ridurre le classi pollaio, e lasciare l’autonomia agli istituti sotto i 600 alunni situati in zone disagiate: “Tutte proposte che il nostro sindacato ha da sempre portato in Parlamento”

Una frase infelice o forse un titolo estremamente sintetico. Sta di fatto che l’intervista al ministro Marco Bussetti, apparsa oggi sul quotidiano La Stampa, sta scatenando polemiche sul web e in particolare sui social network. «A scuola tuteliamo gli studenti immigrati, ma prima i nostri figli» è il titolo dell’intervista. Il cui senso come minimo stupisce. Come fa notare Marcello Pacifico, presidente nazionale di Anief: «Il ministro pensi a tutelare tutti gli studenti della scuola italiana, tanto più che nel nostro Paese uno studente su dieci è alloglotto e spesso lo è la maggioranza nelle prime classi di alcuni Comuni del nord».

Nella stessa intervista Bussetti, commentando il generale calo degli studenti (oltre 360mila in meno nei prossimi cinque anni) nelle scuole italiane, sostiene che questa flessione possa diventare un’occasione «per dare più tempo scuola e una maggiore offerta formativa ai nostri bambini e ragazzi. Pensiamo al tempo pieno al sud. O alle classi cosiddette “pollaio” che potranno essere eliminate». Aperture anche sulla revisione dei parametri sulle autonomie scolastiche. Il ministro sostiene che servono regole più flessibili, che valorizzino le specificità territoriali, magari mantenendo l’autonomia in favore di scuole che non raggiungono i 600 alunni, per certi indirizzi molto particolari, o in alcune aree d’Italia che si stanno svuotando. Frasi che non possono non trovare d’accordo Anief. «Si tratta di proposte che abbiamo sempre avanzato in Parlamento», conclude il presidente Pacifico.