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Una nuova battaglia anima la Gilda degli Insegnanti: in una nota indirizza a Palazzo Chigi, si chiede a chiare lettere di colmare la forbice retributiva tra il personale della scuola, cenerentola del pubblico impiego, e le altre categorie di dipendenti della pubblica amministrazione.

“Il governo del cambiamento dimostri di essere realmente tale abolendo il cosiddetto bonus del merito istituito dalla legge 107/2015 e stabilendo nella legge di Bilancio di destinare quelle risorse all’aumento degli stipendi dei docenti italiani per recuperare lo scatto di anzianità del 2013”.

“Il 31 dicembre prossimo scadrà il contratto – ricorda il coordinatore nazionale, Rino Di Meglio – e vorremmo un segnale concreto di rivalutazione del lavoro dei docenti e di discontinuità rispetto al passato. Sappiamo bene che la coperta è sempre troppo corta, ma non può essere sempre la scuola a pagarne le conseguenze: una soluzione che non toglie risorse ad altri capitoli di spesa è utilizzare i fondi del cosiddetto merito per incrementare le buste paga degli insegnanti”.

“Si tratta della stessa proposta che la Gilda avanzò durante le trattative all’Aran per il rinnovo dello scorso contratto e che non fu accolta dal governo Renzi. Adesso – conclude Di Meglio – ci auguriamo che avvenga finalmente un’inversione di marcia e che, insieme con l’abolizione del bonus merito, venga cancellato anche il comitato di valutazione di cui fanno parte anche studenti e genitori, perché si tratta di un’offesa cocente alla dignità dei docenti ai quali deve essere garantita la libertà di insegnamento”.

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