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Arrivano da Belluno, Enna, Piacenza, Torino e Verona altre 6 sentenze targate Anief che dichiarano il diritto di altrettanti docenti a percepire gli scatti di anzianità mai percepiti durante il precariato e condannano l’Amministrazione a risarcirli. I Tribunali di Belluno e Torino, in particolare, confermano anche il diritto al risarcimento del danno per sfruttamento del lavoro precario. Ancora possibile aderire ai ricorsi Anief.

In tribunale l’Anief continua a tutelare i diritti dei lavoratori della scuola e ottiene altre sei sentenze che riconoscono l’illegittimità dell’operato del Ministero dell’Istruzione che nega ai precari le progressioni stipendiali basate sull’anzianità di servizio. I ricorsi patrocinati dagli avvocati Fabio Ganci e Walter Miceli, con l’ausilio sul territorio degli avvocati Maria Maniscalco (Belluno e Verona), Chiara Rita Tumminelli (Enna), Irene Lo Bue (Piacenza) e Giovanni Rinaldi (Torino), hanno ottenuto piena ragione in favore di docenti immessi in ruolo, ma che per anni hanno stipulato contratti a termine senza percepire alcuna progressione stipendiale calcolata in base all’effettiva anzianità di servizio.

Le sei sentenze, infatti, accolgono i ricorsi Anief e attribuiscono ai ricorrenti il diritto “al riconoscimento, ai fini della progressione stipendiale prevista dalla contrattazione di comparto, della anzianità di servizio maturata durante i rapporti di lavoro a termine intrattenuti con l’Amministrazione convenuta” e alla corresponsione “dell’anzianità di servizio come sopra riconosciuta, oltre alla maggior somma tra interessi legali e rivalutazione monetaria, dalla data di maturazione di ciascun incremento retributivo fino al saldo”. Presso i Tribunali di Belluno e Torino, inoltre, il giudice riconosce anche l’illegittimità della serie di contratti a termine stipulati su posti vacanti e condanna il Ministero a risarcire i ricorrenti rispettivamente con ulteriori 6 e 2,5 mensilità calcolate sull’ultima retribuzione globale di fatto.

I tribunali del lavoro stanno riconoscendo la palese discriminazione posta in essere dalla contrattazione nazionale a discapito dei lavoratori precari della scuola – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – Auspichiamo che presto e con la nostra rappresentatività si ponga fine a quello che appare un vero e proprio ‘svilimento’ del lavoro precario e si attribuisca ai lavoratori a termine non solo il giusto riconoscimento della professionalità acquisita con uno stipendio commisurato all’effettiva anzianità di servizio anche durante il precariato, ma i medesimi diritti di cui usufruiscono solo i lavoratori a tempo indeterminato come, ad esempio, i permessi retribuiti”.

L’Anief ha promosso ricorsi ad hoc per la tutela dei lavoratori precari o per quanti sono entrati in ruolo dopo anni di precariato cui è ancora possibile aderire per far valere i propri diritti.

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