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Sicurezza, Cittadinanzattiva presenta il rapporto Scuola: un crollo ogni 4 giorni

Società

Sembrano i numeri di una catastrofe, sono l’impietosa realtà che chiede risposte veloci in tempi brevi: parliamo del rapporto sulla sicurezza nelle scuole pubblicato nelle scorse ore da Cittadinanzattiva. Il rapporto completo è scaricabile qui.

Anno scolastico 2017/18 da brivido: un crollo ogni 4 giorni

Nell’articolato dossier presentato dall’organizzazione che promuove l’attivismo dei cittadini per la tutela dei diritti, la cura dei beni comuni, il sostegno alle persone in condizioni di debolezza, il dato che balza immediatamente agli occhi è quello del numero di crolli che hanno interessato le scuole nell’anno 2017/18. In totale 50 casi, tra crolli e stacco d’intonaco, che in una media di 200 giorni di lezione l’anno vuol dire uno ogni quattro giorni. Tredici i feriti, di cui 10 bambini, per fortuna in maniera lieve.

In questa particolare classifica la Campania è in testa con 8 casi documentati, seguono Lazio (7) e Lombardia (6).

Le scuole più “recenti” sono collocate quasi tutte al Nord.

Disastro Sud, tra verifiche e agibilità

Se i dati del rischio sismico, come si evince dalla seguente tabella, sono assolutamente da tenere in considerazione…

… sono quelli sull’agibilità delle strutture che devono assolutamente far riflettere.

report cittadinanzattiva agibilità tabella

Un’Italia spaccata in due: i dati del nord, che già di per sé dovrebbero non essere questo granché, diventano virtuosi se paragonati a quelli del centro-sud. Secondo l’indagine di Cittadinanzattiva difatti al 63 percento degli istituti aventi certificato di agibilità al nord corrisponde un preoccupante 15 percento al sud, con la Campania anche in questo caso eccellenza negativa (11 percento). Se si parla di prevenzione incendi addirittura la Calabria risponde con uno 0, in un quadro critico che vede una forbice di quasi il 50 percento tra settentrione e meridione.

Difficile contattare le scuole

Un altro dato che si evince a margine di questo documento è la difficoltà di realizzare lo stesso e – in generale – di ottenere informazioni dalle scuole perché le stesse non rispondono.

Il report è difatti nato raccogliendo i dati attraverso la richiesta da parte di Cittadinanzattiva di istanze di accesso civico a 7.252 Comuni, Province e Città metropolitane, relative a 6.556 edifici scolastici di 20 Regioni, per fornire un quadro più aggiornato rispetto alla sicurezza sismica e avere informazioni dettagliate ed aggiornate rispetto alle certificazioni e agli investimenti degli Enti locali sulle indagini sui solai e per sapere quali e quanti interventi manutentivi realizzati. Questo attraverso strumenti come la PEC. E ottenere risposte è stata un’impresa.

Nel report Cittadinanzattiva elenca sinteticamente le tipologie di risposte negative ricevute a seguito dell’indagine:

  • Istanza respinta e improcedibile per mancanza di obbligo di pubblicazione e per appesantimento dei carichi di lavoro
  • Problemi di insufficiente dotazione organica degli uffici
  • Accesso consentito solo presso il Comune
  • Rinvio alle Anagrafi regionali e all’Anagrafe nazionale dell’edilizia scolastica
  • Accesso negato per adozione di regolamenti interni difformi dalla norma generale
  • Richiesta di obblighi formali non dovuti (ad esempio più di una amministrazione accetta la richiesta di accesso solo su propri moduli)
  • Richiesta di spese non dovute per il rilascio di documenti
  • Richiesta di ridefinizione dell’oggetto e dei contenuti dell’istanza
  • Riferimento alla normativa relativa all’accesso agli atti cosiddetto “procedimentale”

Alle relative PEC ha risposto il 22% degli Enti contattati, con alcune Regioni più virtuose nel rispondere come Trentino Alto Adige (40%), Toscana (36%), Umbria e Veneto (34%), Emilia Romagna e Liguria (33%), Marche (32%), altre assai meno come Lazio (11%), Abruzzo (10%), Campania (9%), Calabria (5%).

“La nostra indagine – dicono da Cittadinanzattiva – dimostra quanto sia ancora molto, troppo, difficile per i cittadini e le associazioni/comitati ottenere informazioni certe sullo stato degli edifici frequentati dai propri figli. Eppure, la trasparenza dei dati è un diritto che va assolutamente garantito”.