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Il nuovo ministro Bianchi vuole tutte le cattedre coperte il 1 settembre. “La soluzione c’è: concorsi per titoli e riapertura GaE”

Bandiera dell'Unione Europea Europa Unita

Cosa potrà fare il nuovo ministro a capo dell’Istruzione per coprire a settembre, con l’avvio del nuovo anno scolastico, il numero record di posti che vanno a supplenza? Secondo la stampa specializzata, “il canale di assunzione dei nuovi concorsi non può considerarsi percorribile, almeno per i concorsi ordinari infanzia, primaria e secondaria, dato che sono ancora bloccati. La chance” tuttavia è limitati ai soli “vincitori del concorso straordinario, la procedura ripartita proprio ieri e che potrebbero effettivamente essere immessi in ruolo a settembre”.

Pertanto, per evitare un nuovo record di supplenze annuali, stavolta superiore ai 250 mila contratti da stipulare sino alla fine dell’anno scolastico o al 31 agosto, si potrebbe puntare davvero su quello che l’Unione europea chiede: l’immissione in ruolo per titoli e servizi. Una possibilità che ha di recente trovato d’accordo anche il Comitato europeo dei diritti sociali, che accogliendo il reclamo Anief n. 146/2017 ha dato di fatto il via libera a procedure accelerate, anche per evitare una dura condanna dell’Italia da parte dell’Ue.

Bandiera dell'Unione Europea Europa Unita
Bandiera dell’Unione Europea (foto: Flickr)

“Una prima ipotesi plausibile – conferma Orizzonte Scuola – potrebbe essere quella di modificare la normativa vigente sul concorso riservato, cancellando le norme che prevedono la selezione per esami e trasformando il tutto in un concorso per titoli. Sappiamo che la proposta era stata avanzata sia da alcune forze politiche che dai sindacati, ma l’ex Ministra Azzolina non aprì il dialogo”. Come possibile soluzione c’è la riapertura delle Gae: “ci sarebbe anche l’ipotesi – continua la rivista specialistica – di riaprire le graduatorie a esaurimento. Così da consentire ai precari abilitati di concorrere alle immissioni in ruolo tramite una selezione per titoli di natura strutturale”.

L’ipotesi ha un precedente di spessore: “Si tratta della soluzione che venne adottata durante il dicastero Mattarella con la legge 417/89, il cosiddetto doppio canale, successivamente trasfusa nella disciplina delle graduatorie permanenti istituite dalla legge 124/99, è stata poi archiviata con la trasformazione delle graduatorie permanenti in elenchi a esaurimento introdotta dall’articolo 1, comma 605, della legge n. 296 del 2006”. Ed anche nel corso della diretta di Orizzonte Scuola Tv, alcuni esponenti politici hanno ricordato la necessità di stabilizzare i precari: fra questi Francesco Verducci, senatore in quota Pd, che ha detto: “Bisogna evitare la falsa partenza di quest’anno con oltre 200 mila cattedre. Bisognava già stabilizzare i precari quando ne avevamo avuto l’occasione, la scorsa primavera, con il decreto scuola. Adesso, fra le priorità bisogna pensare ad una riforma del reclutamento”. Parole sagge: c’è solo da sperare che non si perdano nel vuoto.

(fonte: Ufficio Stampa Anief)