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Ddi? In UE le competenze digitali di alunni e docenti non sono sufficienti. E in Italia ancora peggio

Nell’Unione europea le competenze digitali di oltre il 15% della popolazione studentesca non sono adeguate. E anche quelle dei docenti, soprattutto nella scuola media. E in Italia questa percentuale è superata. Lo ha rilevato la Commissione europea attraverso la relazione annuale di monitoraggio del settore dell’istruzione e della formazione: la relazione, che fa un raffronto tra Paesi, con 27 relazioni approfondite per paese, analizza l’evoluzione dell’istruzione e della formazione nell’UE e nei suoi Stati membri e presenta le strategie che possono aiutarli a soddisfare le esigenze del mercato del lavoro e della società.

La relazione “Education & Training Monitor 2020″, di cui Indire riassume i contenuti, ha approfondito le modalità di insegnamento e di apprendimento nell’era digitale: ambiti che la crisi del coronavirus ha esaltato, ribadendo l’importanza delle soluzioni digitali per la didattica. Ma ha anche fatto emergere le carenze esistenti. “Contrariamente alla percezione diffusa che i giovani di oggi appartengano a una generazione di “nativi digitali”, i risultati dell’indagine indicano che molti non sviluppano competenze digitali sufficienti”, ha sintetizzato la rivista specializzata Orizzonte Scuola.

Bandiera dell'Unione Europea Europa Unita
Bandiera dell’Unione Europea (foto: Flickr)

In attesa che l’Unione Europea stanzi i fondi del Recovery Fund e l’Italia li destini anche a questo scopo, il giovane sindacato ricorda che la nota 2002 del 9 novembre 2020, concordata tra Ministero dell’istruzione, ANIEF e le altre oo.ss. firmatarie del CCNI, ha fornito alle scuole le indicazioni operative e i chiarimenti per la corretta gestione della didattica digitale integrata.

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Da Giffoni la sfida: digitalizzazione al servizio della cultura e dei giovani

Da Giffoni la nuova sfida, quella di declinare la digitalizzazione al servizio della cultura facendo da ponte tra i giovani, le istituzioni e i principali player mondiali del settore. In più l’idea di realizzare la prima cineteca digitale dedicata alla cinematografia per ragazzi, grazie al supporto tecnologico di Giffoni Innovation Hub. A lanciarla è stato Claudio Gubitosi, direttore di Giffoni Opportunity, durante il panel “Cultura & Innovazione” organizzato da Giffoni Innovation Hub nell’ambito di Next Generation 2020, rassegna iniziata ad agosto in occasione della 50esima edizione di Giffoni Film Festival.

Una riflessione corale alla quale hanno partecipato il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo, la Regione Campania, e, ancora, i Desk Europa Creativa, Google, Facebook, TIM, Kaspersky, Fondazione Symbola e Fondazione IBM, in presenza e in collegamento con la Giffoni Multimedia Valley che riconferma la sua centralità nel dialogo tra territorio, istituzioni, aziende e soprattutto i giovani.

«Il confronto è stato di grande valore – ha dichiarato Claudio Gubitosi – Abbiamo riunito le istituzioni insieme ai rappresentanti delle più grandi aziende mondiali che si occupano di digitale con un obiettivo preciso in mente: mettere al centro l’innovazione al servizio della cultura e della fruizione dei beni culturali all’interno di un contesto sociale che cambia e che, considerando il momento che stiamo vivendo, dovrà arrivare ad un rinascimento che tutti auspichiamo».

«Dobbiamo far emergere – ha continuato Gubitosi – le belle pratiche che in questo settore arrivano dalle istituzioni e che spesso attivano meccanismi di rilancio del patrimonio culturale attraverso la definizione di specifiche piattaforme digitali. In questo ambito la Campania, ad esempio, è presente con particolare efficacia. Stesso discorso vale per il MiBACT, fortemente impegnato su questo terreno. Il Governo centrale deve ascoltare le voci dei ragazzi e valorizzare con ancora più determinazione gli investimenti culturali ad opera della Regione Campania».

«Oggi Giffoni – ha spiegato Gubitosi – è pronto a cambiare. In questo momento così creativo per noi, dobbiamo dimenticare tutto ciò che abbiamo fatto finora per poterci riappropriare di una ritrovata libertà espressiva e mettere in moto “il nuovo Giffoni”. Il nostro intento è di essere un ponte tra i brand che desiderano interagire con i ragazzi e poi con le istituzioni. Cinquant’anni di storia sono qualcosa di straordinario durante i quali abbiamo conquistato la fiducia e il rispetto non di un pubblico, ma di una community sempre attiva e che abbiamo cercato di non tradire mai».

«Il mio desiderio- ha aggiunto Claudio Gubitosi – è che la Campania, e più in generale il Mezzogiorno, possa essere riferimento in questo settore, come Giffoni è leader nel mondo nel suo campo. Per farlo dobbiamo saper cambiare. Auspico una rivoluzione dolce perché finalmente la cultura possa essere vissuta secondo logiche e dinamiche più moderne. Per farlo, però, bisogna saper distruggere e ricostruire». 

«Sul fronte della digitalizzazione– ha concluso così il suo intervento il direttore Gubitosi – abbiamo un dovere ed una responsabilità. Giffoni ha un patrimonio immenso, unico al mondo nel suo genere e, insieme alla Regione Campania, promuoverà il primo luogo di fruizione al mondo del cinema dedicato ai ragazzi. Daremo vita alla prima cineteca digitale al mondo interamente incentrata sul cinema per ragazzi».

 “In fondo generare un impatto misurabile in maniera concreta – spiega Orazio Maria Di Martino, Co-founder e COO di Giffoni Innovation Hub – è il leitmotiv che definisce l’azione del mondo Giffoni e di Giffoni Innovation Hub. La costruzione di questo architrave di protagonisti, come quelli presenti al panel, è la fase 1 di un percorso operativo che abbiamo definito minuziosamente insieme a tutto il team di Giffoni Hub. Un percorso circolare che prende il via dalle idee è la visione che i ragazzi ci hanno fornito grazie a uno studio che abbiamo realizzato, e del quale beneficeranno con l’innovazione del sistema culturale nostrano. Innovazione che può anche generare ottime opportunità lavorative specie nell’ambito dei new jobs”.

LA SURVEY DI GIFFONI INNOVATION HUB

Una realtà e una necessità che è emersa anche nella Survey “Giovani, Cultura e Digitale” realizzata da Giffoni Innovation Hub, e presentata in diretta da Nicola Sapio, Content Manager di GIH, sono state svelate opinioni e speranze dei giovani giffoners. Il campione di ragazzi coinvolto, quello dai 14 ai 18 anni, era composto per il 71% da ragazze e ha mostrato dei giovani molto attivi nell’ambito della cultura. Ben il 61% di loro infatti visita un museo tra le 2 e le 5 volte l’anno, il 67% va al cinema più di 5 volte l’anno e il 52% va a teatro tra le 2 e le 5 volte l’anno e il 42% frequenta un festival tra le 2 e le 5 volte l’anno. “Riguardo invece al rapporto cultura innovazione c’è ancora molto da fare – commenta Sapio – ben il 52% non ha mai partecipato a esperienze culturali che usavano strumenti tecnologici, ed è un peccato visto che del 48% che ha avuto l’occasione di farlo il 67% si è detto soddisfatto”.

LA CENTRALITÀ DEI GIOVANI

“Vogliamo costruire insieme, pubblico e privato, un grande progetto che ponga i giovani al centro di una importantissima mission – commenta Anna Laura Orrico, Sottosegretario del Mibact – quella di rendere il nostro patrimonio culturale, le nostre bellezze, le opere frutto della creatività e del talento di cui l’Italia è ricca, accessibili a tutti, attraverso le nuove tecnologie e il linguaggio digitale. I giovani sono la chiave per digitalizzare il nostro patrimonio culturale e creare un linguaggio accessibile a tutti sulla cultura e rivoluzionare la visione stessa che questo Paese deve avere delle politiche culturali per tutte le generazioni. Questo incontro rappresenta un punto di partenza importante, un primo passo per aprire il mondo della cultura, che spesso è ancora visto come un mondo chiuso, per addetti ai lavori. Solo se saremo in grado di educare alla bellezza, alla cultura, a un approccio consapevole dell’identità culturale che il nostro Paese custodisce, e se sapremo farlo costruendo un proficuo dialogo intergenerazionale, potremo rendere l’Italia ancor più un Paese leader in una logica di sviluppo sociale, economico e culturale veramente sostenibile ed equilibrato”.

Una cultura che quindi trova nuova linfa nel digitale e nell’innovazione, spiega Laura Moro, direttrice della Digital Library del Mibact in collegamento streaming. Questo in un contesto in cui le istituzioni sono sempre più consapevoli dell’’importanza di tale binomio.

IL SISTEMA INFORMATIVO CULTURALE DELLA REGIONE

“Cosa stiamo facendo in tal senso? – dice Rosanna Romano, Direttore Generale per le Politiche culturali e per il turismo della Regione Campania – Nel 2018 abbiamo approvato la creazione di un’infrastruttura centrale chiamata Sistema Informativo Culturale con la quale ci siamo prefissati l’obiettivo di digitalizzare tutto il patrimonio culturale della nostra regione. Oltre 204mila gigabyte di materiale digitale, con più di 468mila schede di catalogo dal Centro regionale per i Beni Culturali. E ancora, poco più di un milione di pagine di libri antichi totalmente digitalizzate. A Napoli Teatro Festival abbiamo dato la gestione di questo atlante, che parte dalle esperienze teatrali realizzate fino ad aprirsi ad altre informazioni contenute in altri siti culturali della nostra regione. Oltre 4000 dischi e vinili antichi della Canzone napoletana, 150 luoghi raccolti in foto a 360 gradi e tanto altro. Sono solo alcuni dei numeri di una piattaforma realizzata grazie ai fondi europei, ma che diverrà la nostra ordinarietà, sostenuta in futuro da fondi regionali. Sono già 50 gli enti che hanno aderito a questo dominio rendendo disponibili e fruibili le loro informazioni e la conoscenza. È questo il grande valore della digitalizzazione che ci permette di andare oltre la concezione che il dato, un bene, sia di proprietà di chi lo possiede e solo chi lo possiede ha il potere di farlo fruire agli altri. La conoscenza, che è il fondamento principale di questo programma, deve essere alla portata di tutti. Abbiamo il dovere, come Pubblica amministrazione, di rendere possibile tutto questo”

GLI ALTRI TEMI DEL PANEL

E proprio in questo contesto a confrontarsi con il direttore Gubitosi, il team di Giffoni Innovation Hub e le istituzioni sono scesi in campo rappresentanti di alcuni dei big tech più impegnati nella promozione di una cultura sempre più smart. Così Domenico Sturabotti, direttore Fondazione SYMBOLA ha sottolineato come la cultura viva di relazioni e debba “essere utile per creare mappe del mondo che si trasforma. Giffoni, che da sempre fa una politica d’attacco e mai di difesa, rappresenta proprio un’occasione per avere una mappa del mondo che cambia”. Invece Enrico Bellini, Public Policy Manager di Google e Chiara Fauda Pichet, Country Coordinator Google Arts & Culture, hanno parlato dell’equilibrio tra fruizione in presenza e in assenza dei beni culturali anche grazie alle piattaforme innovative che accorciano le distanze geografiche e culturali. Passando dalle potenzialità del 5G che rende tutto più interconnesso, Luca Josi, Chief Brand Strategy, Media & Multimedia Entertainment TIM si è soffermato sulle enormi possibilità delle nuove tecnologie per raccontare in maniera diversa il patrimonio artistico. E tra le enormi potenzialità non vanno dimenticate quelle della virtual reality su cui si è soffermato Angelo Mazzetti, Public Policy manager di Facebook che ha aiutato gli spettatori collegati facendo una panoramica sull’argomento. Ovviamente come sottolineato da Alessandra Venneri Head of Corporate Communications & Public Affairs di Kaspersky Italia non c’è fruizione senza cyber security. Invece Alessandra Santacroce Presidente Fondazione IBM Italia e Direttore Relazioni Istituzionali IBM Italia ha fatto un excursus sulle competenze necessarie e i percorsi alternativi delle nuove piattaforme educative, argomento quanto mai attuale in questo periodo. E infine Andrea Coluccia, Creative Europe Desk Italia e Alessandra Lucchese, Project officer Creative Europe Desk Italy Cultura, hanno spiegato il ruolo fondamentale dei programmi Cultura e Media di Europa Creativa per sostenere le attività culturali.

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Impresa: open day Hubstrat per PMI e start-up destinato a favorire la digital transformation

hubstrat consulenza

Il 22 Ottobre dalle 10.00 alle 18.30 Hubstrat, società di digital empowerment con sede a Napoli, aprirà le porte dei suoi uffici (in via Arco Mirelli 36) per offrire la possibilità a PMI e start-up di confrontarsi con i Temporary Managers che ogni giorno guidano piccole e medie imprese nella fase di ricerca, sviluppo e gestione di nuovi progetti. Ed è proprio con l’obiettivo di aiutare gli imprenditori e gli startupper, in particolar modo meridionali, a guardare contemporaneamente alle linee di finanziamento, la pianificazione economica e gli investimenti in digitale che Hubstrat promuove un open-day con un occhio ai futuri bandi agevolati.

hubstrat consulenza

Un modo – spiegano i vertici dell’agenzia – per contribuire fattivamente al rilancio dell’economia dopo la grave crisi che l’Italia ha attraversato a causa della pandemia globale. “Da qui a breve – spiegano Corrado Sorge e Francesco Pellecchia di Hubstrat – rinnovare i processi di trasformazione digitale delle imprese e la conseguente gestione sarà improcrastinabile, e non solo a causa del Covid. La digital transformation prima era poco più che un inglesismo, ora invece con la mutazione delle necessità e lo sdoganamento dello smart working è una necessità impellente di tantissime aziende. Consumi e azioni degli utenti stanno drasticamente cambiando: questo non è un male ma un’opportunità alla quale le PMI non devono farsi trovare impreparate”.

L’incontro è per chi: vuole far partire un nuovo progetto di impresa e necessità di una linea di credito agevolato e su misura; ha già un’azienda e vorrebbe confrontarsi con specialisti in marketing e comunicazione; ha necessità di una consulenza tecnica per lo sviluppo di un nuovo software, un’app mobile o un e-Commerce complesso. Hubstrat offre una consulenza gratuita de visu di circa 40 minuti con un consulente specializzato e un report elaborato dal team interno in risposta alle necessità emerse.

Originariamente pensato per essere un evento aperto, la formula è cambiata in queste ore per rispettare ancor più rigorosamente le norme di contenimento Covid-19. È necessaria quindi la prenotazione a questo link: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-free-pass-per-imprese-e-startup-consulenza-gratuita-one-to-one-120227689255.

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Banda ultralarga, 400 milioni per potenziale la connettività delle scuole

Oltre 400 milioni di euro per potenziare la connettività delle scuole portando negli istituti la banda ultralarga. Li prevede il Piano Scuola approvato nella riunione odierna del Comitato nazionale per la Banda Ultralarga che si è svolta alla presenza della Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina. L’obiettivo del Piano è garantire rapidamente una connessione veloce (velocità a 1 Gbit con 100 Mbits di banda garantita) all’81,4% dei plessi scolastici, quelli del primo e secondo ciclo, per un totale di 32.213 edifici. Previsti anche voucher per le famiglie: fino a 500 euro, in base all’Isee, per connessioni veloci, pc e tablet.

videochiamata pc adulto didattica a distanza

​​​​​​​”L’approvazione del Piano rappresenta un’importante accelerazione – sottolinea la Ministra Azzolina -. Abbiamo aumentato gli investimenti previsti portandoli dagli iniziali 200 milioni a oltre 400. Li abbiamo raddoppiati. Con i fondi aggiuntivi delle Regioni e altre economie di spesa puntiamo a raggiungere progressivamente il 100% degli edifici scolastici. Ringrazio il Ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, la Sottosegretaria al Mise, Mirella Liuzzi, e la Ministra per l’Innovazione tecnologica e la digitalizzazione, Paola Pisano, per la collaborazione e per aver messo la scuola al centro delle attività del Comitato, recuperando velocemente ritardi che si sono accumulati nel corso degli anni. Ringrazio poi le Regioni che gestiranno queste risorse e lavoreranno con noi per attuare il Piano. Vogliamo digitalizzare la scuola e farlo in fretta”.

I 400.430.897 euro del Piano Scuola serviranno per coprire i costi strutturali per portare la banda ultralarga nelle istituzioni scolastiche e per coprire i costi di connettività per 5 anni. I voucher per le famiglie saranno, invece, di due tipologie: un contributo massimo da 200 euro per connessioni veloci e un contributo massimo da 500 euro (per Isee, Indicatori della situazione economica equivalente sotto i 20mila euro) per connessioni veloci e per l’acquisto di tablet e pc.

(fonte: Miur)

https://www.mondodocenti.com/prodotto/viaggio-con-te-3-anni-all-ti-2/