Vaccini, Negroni(M5S): il 10 marzo nessun bambino sarà escluso da scuola

Lavoro, Governo e sindacati

Alessandro Negroni, coordinatore dell’Osservatorio politico M5S, ha lanciato un comunicato nella quale si tratta la questione dei vaccini a scuola. Nella nota si lege: “Matteo Salvini ha scritto una lettera alla nostra Giulia Grillo dove chiede di intervenire con un decreto legge per evitare allontanamenti dalle scuole dei bambini che non rispettino il termine del 10 marzo 2019 previsto dalla legge Lorenzin. In realtà il 10 marzo non ci sarà e non ci deve essere alcun allontanamento di bambini dalle scuole dell’infanzia per una semplice ragione: il termine del 10 marzo riguarda soltanto quei bambini i cui genitori hanno formalmente dichiarato all’inizio dell’anno scolastico di aver già effettuato le vaccinazioni ed è ragionevole pensare che arrivati al 10 marzo possano produrre senza problemi la relativa documentazione”.

Il termine del 10 marzo non riguarda in alcun modo tutti gli altri, per esempio quei genitori che hanno un iter avviato con l’azienda sanitaria territorialmente competente (in quanto a suo tempo hanno inviato formale richiesta di appuntamento).

Per comprenderlo è sufficiente una semplice lettura degli articoli della legge n. 119/2017 e successive modificazioni, che per comodità riporto qui di seguito.

L’art. 5, comma 1, della legge n. 119/2017 prevedeva due termini:

  1. “Per l’anno scolastico 2017/2018 (…) la documentazione di cui all’articolo 3, comma 1, deve essere presentata entro il 10 settembre 2017»;
  2. «La documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie può essere sostituita dalla dichiarazione resa ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445; in tale caso, la documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni obbligatorie deve essere presentata entro il 10 marzo 2018».

È evidente, dalla lettera della legge, che il termine del 10 marzo riguarda esclusivamente quei genitori che all’inizio dell’anno scolastico hanno dichiarato di aver già effettuato le vaccinazioni.

Si tratta peraltro di un termine che può considerarsi ordinatorio e non perentorio. Mi permetto di dire che forse il vicepremier Salvini poteva evitare di scrivere la lettera alla Grillo, pur riconoscendo la bontà delle sue intenzioni»