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Se la Buona Scuola di renziano stampo andava demolita, il primo passo sarà la completa rimodulazione dell’alternanza scuola-lavoro. Il ministro Marco Bussetti più volte negli scorsi mesi lo aveva ribadito: no alla demonizzazione di questi percorsi, ma così come sono attualmente non vanno bene. Anzi, così come saranno fino alla prossima Legge di Bilancio, la cui bozza definitiva sarà a breve chiusa per essere sottoposta alle Camere.

E oltre a Bussetti, quello del cambiare l’Alternanza è stato un cavallo di battaglia anche del vicepremier Luigi Di Maio. L’esecutivo aveva messo già mano all’Alternanza con il Milleproroghe che di fatto escludeva il percorso dai criteri valutativi per l’accesso all’esame di maturità. Salvo poi confermare che potrebbe essere argomento di colloquio orale alla terza prova della nuova maturità.

Come cambia l’Alternanza scuola-lavoro

Secondo le prime indiscrezioni, saranno profondi i mutamenti dell’Alternanza. A partire dal nome: “Percorso per le competenze trasversali e per l’orientamento”. Poi il monte ore annuale: si passerebbe dalle 400 alle 150-180 per gli istituti tecnici e istituti professionali, mentre dalle 200 alle 90 per i licei. Le modifiche potrebbero essere già valide per l’anno scolastico in corso, il 2018-19.

I tempi per i cambiamenti

Volendo abbozzare quindi un cronoprogramma, dall’approvazione della Legge di Bilancio alle Camere alla definizione da parte del Miur delle linee guida possono passare al massimo sessanta giorni. Entro inizio 2019 potremmo quindi già avere la nuova Alternanza.

Il finanziamento

Alle scuole verranno erogati fondi nei limiti necessari per il monte ore minimo. Essendo queste praticamente più che dimezzate, il provvedimento vuol dire anche quindi un notevole taglio ai finanziamenti.

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