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Il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Marco Bussetti lo aveva annunciato, come intenzione più che altro, durante un question-time alla Camera. “Diminuiremo le ore di Alternanza scuola – lavoro“, auspicava il responsabile del dicastero dell’Istruzione. Citando quanto avevamo scritto lo scorso 20 settembre:

L’idea del Ministro, in sintesi, è quella di prevedere un numero minimo di ore di alternanza scuola lavoro differenziato tra istituto e istituto. Questo minimo potrà però essere ritoccato verso l’alto da parte della scuola stessa in funzione di valutazioni interne.

Nelle scorse ore, invece, è arrivata una secca bocciatura a questa idea. Si tratta di quella di Unioncamere.

La presa di posizione di Unioncamere

A definire un errore l’idea di ridurre le ore di Alternanza scuola – lavoro è Leonardo Bassilichi, presidente della Camera di Commercio di Firenzevicepresidente di Unioncamere.

“Secondo noi – chiosa Bassilichi – è un grande errore. Abbiamo chiamato il ministro a Didacta e vorremmo che chiarisse bene cosa fare dell’alternanza. Noi dimostriamo che l’alternanza, se fatta bene, con delle idee chiare, con degli interlocutori seri e affidabili, può essere uno strumento valido”.

Alternanza, Unioncamere e Uffizi

La dichiarazione a margine della presentazione di un importante accordo che porta Alternanza scuola – lavoro nella Galleria degli Uffizi, il celebre museo fiorentino.

Come riporta l’Ansa, gli studenti potranno visitare le aziende che si occupano di attività collegate a quelle dei musei visitati, e il prossimo anno saranno ospitati in alternanza a imprese dell’artigianato artistico, in modo da poter approfondire tecniche come l’intarsio e il mosaico e conoscere meglio i materiali utilizzati in questo ambito. Si tratta di un progetto di Alternanza di 140 ore che vedrà impegnate in via sperimentale sette scuole del territorio di Firenze.

“L’artigianato è una forma di conoscenza”

A favore della posizione di Unioncamere si schiera anche Eike Schmidt, il direttore degli Uffizi, che ha dichiarato ai giornalisti: “L’artigianato non è una forma minore di conoscenza e l’apprendimento delle tecniche metterà gli studenti in condizione di apprezzare e riconoscere l’arte che li circonda”.

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