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Cultura, questa sconosciuta. Nell’ottica di una sempre più imperante digitalizzazione e con tantissimi proclami sulla professionalizzazione dell’insegnamento, nonostante qualche voce contro che esclama che l’educazione è un’altra cosa, la cultura rischia di giocare un ruolo marginale nella crescita dei nostri giovani e – quindi – delle future generazioni.

Diventa quindi importante per un educatore trovare lo spazio per dare qualche stimolo in più ai ragazzi. Che vada ben oltre la poesia che i nostri piccoli recitano a memoria a Natale per vedersi regalare qualche decina di euro dai nonni.

Nei percorsi di letteratura – ad esempio – la poesia può giocare un ruolo fondamentale se ben raccontata. Si prenda ad esempio Felici Approdi, testo didattico di Beatrice Galli Maria Letizia Quinzio. Le due autrici hanno dato vita a un percorso didattico inclusivo che a partire dall’educazione letteraria è in grado di stimolare l’allievo su diversi ambiti. Ed è arricchito di contenuti digitali integrativi che attualizzano la fruizione della didattica senza tralasciare però il valore intrinseco dell’opera.

Nello scegliere quindi i testi didattici per accompagnare la crescita del discente, si può quindi ipotizzare di scegliere percorsi che vadano ad attivare stimoli e curiosità extracurricolari. Questo vale tanto per la scuola primaria quanto per i licei e – ancor più – gli istituti tecnici.

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