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Con l’esplosione del Covid-19, i ragazzi disabili hanno subito un danno enorme. “Stiamo perdendo anni di terapia. Sono stanca, stanchissima di battermi per diritti fondamentali: la salute, l’istruzione. Stanca del silenzio assordante che ci circonda”, ha spiegato la madre di un giovane al Corriere della Sera. Il silenzio di cui parla è quello delle istituzioni, che le associazioni di disabili denunciano da settimane.

La ministra Lucia Azzolina, dal canto suo, ha scritto lunedì scorso una lunga lettera dedicata al tema, indirizzata a tutti i protagonisti della scuola per ricordare quanto fatto finora e per condividere riflessioni per sanare «alcuni disallineamenti», promettendo che farà di tutto per garantire che la scuola rimanga inclusiva. «Ma non c’è niente di concreto. Non lasciare nessuno indietro… di grazia me lo può spiegare come?”, dice al quotidiano il signor Vito Crea, calabrese, 58 anni, padre di tre figli tra cui Francesca, 17 anni, con una diagnosi di autismo di terzo grado, presidente di Angsa Reggio Calabria e Adda.

Secondo le sue stime, due alunni con disabilità su tre sono stati tagliati fuori dalla DaD: come si fa “con la didattica a distanza che il 70% degli alunni disabili non è in grado di seguire? Sapete cosa vuol dire per un papà far indossare tutte le sante mattine un casco al proprio figlio, di quelli che si indossano per andare in moto, per girare in casa e impedirgli di sfracellarsi la testa contro un muro in una delle sue crisi autolesioniste? Che ne sapete delle mamme e delle loro notti passate insonni con i loro figli che non dormono senza farmaci, messi da parte per evitare controindicazioni e rischi di finire in ospedale ed essere contagiati? Che ne sapete dei salti mortali fatti per spiegare che non si può uscire, che non si può vedere un terapista in questi anni diventato amico? Su 450 esperti a libro paga dell’unità di crisi non ce n’è uno che capisce le problematiche dei disabili”.

L’ultimo decreto, quello del 26 aprile, ha però fornito dei provvedimenti specifici per disabili: tra le disposizioni c’è la possibilità di non indossare la mascherina e «la riattivazione delle attività sociali e socio-sanitarie erogate dietro autorizzazione o in convenzione, comprese quelle erogate all’interno o da parte di centri semiresidenziali per persone con disabilità». “Quattro righe dopo mesi di silenzio – commenta Fortunato Nicoletti, vigile del fuoco, nato a Napoli, a Milano da oltre 18 anni, papà di 3 figli, due adolescenti di 16 e 17 anni e di Roberta, 4 anni fra poco e una malattia genetica, la displasia campomelica acampomelica, che le richiede assistenza 24 ore su 24- I disabili sono stati completamente abbandonati da tutti, comuni, regioni, purtroppo anche dal governo”.

Anche la scuola potrebbe fare di più per andare incontro alle esigenze formative degli alunni disabili. A partire dalla messa in campo di docenti specializzati: invece, solo 35 mila docenti, a fronte di un numero quasi doppio di posti liberi, sono coinvolti nel conseguimento del titolo di specializzazione di sostegno. Ed è per questo che Anief continua a chiedere di attivare “percorsi universitari abilitanti in modalità telematica riservati al personale docente con almeno 24 mesi di servizio con contratto a tempo determinato sulla stessa tipologia di posto, o con contratto a tempo indeterminato al fine di favorire il passaggio di ruolo”: lo ha fatto anche nei giorni scorsi, facendo presentare modifiche emendative ad hoc al DL Cura Italia n. 18 del 17 marzo 2020 e allo stesso Decreto Legge 22 in via di approvazione definitiva, proprio in queste ore, al Senato.

Considerando che con l’avvio del prossimo anno scolastico mancheranno all’appello circa 50 mila insegnanti specializzati, sulle oltre 60 mila cattedre vacanti complessive, tra organico di diritto e deroghe. Ed avere un bel numero di persone anche specializzande sarebbe un traguardo importantissimo. È da qui, infatti, assieme alla stabilizzazione del personale specializzato, che passa la vera continuità didattica. È bene, quindi, che in parallelo alla conclusione del IV ciclo di specializzazione per le attività di sostegno, si preveda l’avvio dei corsi e delle attività formative, anche attraverso modalità telematiche, rivolti a precari che hanno già sviluppato una conoscenza biennale del sostegno agli allievi con disabilità.

Anche su questi argomenti, dalle 16 alle 17.30 di oggi, giovedì 28 maggio è previsto un incontro on-line: si tratta del webinar “Un sostegno didattico tra diritti negati e bisogno di Stabilizzazione”. Interverranno Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, Walter Miceli, responsabile nazionale della rete dei legali Anief e coordinatore della campagna #Sostegnononunoradimeno, Evelina Chiocca, presidente C.i.i.s., Giovanna D’Agostino, presidente associazione inseganti per il sostegno. 

Anief, che porta da sempre avanti la battaglia sul diritto all’inclusione, alla piena istruzione di ogni nostro alunno, al riconoscimento della dignità di ogni insegnamento anche su posti di sostegno, ha dedicato il webinar a tutti gli insegnanti di sostegno che nel tempo del Covid-19 vogliono confrontarsi. Dopo il webinar, gli utenti registrati riceveranno la documentazione relativa ai temi affrontati durante il webinar; inoltre, saranno contattati, anche telefonicamente, per la valutazione dell’organizzazione e per eventuali ulteriori approfondimenti.

(fonte: Ufficio Stampa Anief)

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