Bandi di concorso ordinari e straordinari: fumata nera dall’incontro coi sindacati

Il confronto in videoconferenza tenutosi martedì 21 aprile 2020 tra le organizzazioni sindacali e il Ministero dell’Istruzione sul tema dei prossimi bandi di concorso ordinari e straordinari per il personale docente ha avuto un esito negativo “stante l’indisponibilità dell’Amministrazione a convenire su qualsiasi soluzione prospettata dal sindacato finalizzata a garantire procedure agili in grado di assicurare la copertura delle numerose cattedre vacanti fin dal prossimo 1 settembre”. Lo affermano in una nota congiunta le sigle sindacali FLC Cgil, Cisl Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal e la Gilda degli Insegnanti.

Di seguito pubblichiamo il documento di sintesi dei sindacati relativo all’esito del confronto.

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DICHIARAZIONE A VERBALE

Nel lungo confronto intercorso in materia di reclutamento più volte FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal e GILDA Unams hanno avanzato proposte e formulato osservazioni la cui fondatezza e attualità trovano conferma nella sopravvenuta e imprevedibile condizione di emergenza.

È infatti del tutto evidente l’impossibilità di conseguire, attraverso lo strumento concorsuale a tal fine destinato, l’obiettivo di stabilizzare, sin dal 1° settembre 2020, il rapporto di lavoro dei docenti precari con tre annualità di servizio e consentire la continuità didattica in una situazione di emergenza che non solo lo chiede, ma lo esige. Nel contempo l’impossibilità di effettuare concorsi ordinari nell’attuale situazione di divieto normativo non consente di definire tempi certi di svolgimento delle procedure per coprire tutti i posti disponibili, per cui si rende necessario trovare strumenti idonei per garantire la continuità delle attività didattiche.  Non hanno avuto peraltro ascolto i rilievi volti a proporre forme di semplificazione del medesimo percorso concorsuale, evitando procedure in presenza sia per il concorso straordinario, sia per la procedura finalizzata alle sole abilitazioni (anche con riferimento ai docenti già di ruolo con titolo per altro insegnamento), per la quale sarebbe stato opportuno un percorso semplificato con esclusione della prova scritta computer based che, stante la attuale situazione di emergenza, non può essere in alcun modo calendarizzata ed effettuata.

Stante l’ineludibile necessità di avere tutte le cattedre occupate all’apertura del nuovo anno scolastico, occorre studiare misure di copertura delle stesse con provvedimenti più agili e tempestivi di carattere straordinario, anche per quanto riguarda i posti di sostegno.

FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal e GILDA Unams, in coerenza con quanto da sempre sostenuto nel corso del confronto, ribadiscono la richiesta di eliminare la prova computer based sostituendola con una graduatoria per titoli, da cui attingere per l’accesso alle fasi successive, di cui può essere mantenuta la struttura comprendente percorso formativo e una prova orale selettiva a conclusione dello stesso, con valore abilitante e di conferma in ruolo.

Solo in questo modo si può realisticamente ipotizzare l’assunzione a tempo indeterminato dei docenti con effettiva decorrenza dal prossimo 1° settembre, offrendo al personale interessato e alle scuole condizioni di stabilità del lavoro, evitando l’ulteriore espansione di un precariato già oggi eccessivamente esteso. 

FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal e GILDA Unams ribadiscono inoltre il proprio dissenso per la decisione di non consentire la partecipazione alle due procedure anche dei docenti precari con servizio esclusivamente sul sostegno e privi del titolo di specializzazione, così come riscontrano il mancato accoglimento della richiesta di un diverso equilibrio nell’ambito delle varie voci della tabella dei punteggi, con una più significativa valorizzazione del servizio che assicuri il giusto riconoscimento alla professionalità acquisita con l’esperienza di lavoro. Fermo restando le rivendicazioni sopra evidenziate, si valuta come illogica e discriminante la scelta di stabilire un differente numero di quesiti per la prova computer based, prevedendone 20 in più (80 anziché 60) per la procedura finalizzata alle assunzioni.

Né appare plausibile la motivazione addotta dall’amministrazione a sostegno del diniego all’introduzione di modifiche ai testi dei bandi, asserendo che ciò renderebbe necessaria una nuova richiesta di espressione di parere da parte del CSPI. Peraltro va considerato che molte di queste criticità sono state sollevate dallo stesso CSPI nel recente parere espresso sulle procedure abilitanti. In presenza di un’emergenza straordinaria, non si può indugiare su eccezioni di carattere burocratico, peraltro facilmente superabili se assunte con la necessaria determinazione a livello politico.

Si ribadisce infine la richiesta, coerente con l’intesa siglata a ottobre dello scorso anno, di avviare il confronto sui percorsi abilitanti a regime, rivendicando il diritto di accesso alla formazione abilitante per quelle migliaia di precari, docenti con servizio misto e di ruolo in altra classe di concorso che da anni lavorano nella scuola, pur non avendo 36 mesi di servizio specifico.

FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal e GILDA Unams restano dell’avviso che l’esplodere di un’emergenza con effetti di vero e proprio sconvolgimento del contesto di riferimento avrebbe non solo giustificato, ma addirittura imposto una complessiva riconsiderazione di tutta la materia del reclutamento. Sono infatti profondamente cambiate le condizioni e le prospettive di un confronto protrattosi per mesi fra sindacati e Amministrazione, di cui le procedure in esame costituivano l’esito, frutto di complesse mediazioni, da ultimo peraltro in qualche misura disattese. Invocare ora l’urgenza dei tempi, nel momento in cui è venuta meno ogni possibilità di svolgere le procedure prima del prossimo mese di settembre, sembra in realtà soltanto nascondere una totale indisponibilità rispetto alle istanze che più volte le OO. SS., e in particolare nel corso dell’incontro del 30 gennaio u.s., hanno inteso formalmente riproporre.

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