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Vaccini e situazione sanitaria, incontro Ministero – sindacati scuola

sigle sindacali scuola

Seguire con la massima puntualità l’andamento del piano vaccinale – fornendo anzitutto il dato aggiornato del personale già sottoposto a vaccinazione – e più in generale l’evoluzione del quadro sanitario in ambito scolastico: questa l’esigenza posta con forza questa mattina dai sindacati con il Capo di Gabinetto del Ministro dell’Istruzione, Luigi Fiorentino, affiancato dal Capo Dipartimento Istruzione, Stefano Versari, e dal colonnello medico Maurizio Elisio in rappresentanza della struttura commissariale per l’emergenza Covid.

Da parte dei sindacati sono state ribadite le richieste di potenziare, da subito, le attività di tracciamento, con attenzione prioritaria alla scuola attraverso test periodici per tutta la popolazione scolastica, di emanare linee guida che assicurino omogeneità da parte delle ASL nell’adottare le necessarie misure di profilassi, di aggiornare il protocollo per le attività scolastiche in sicurezza ridefinendone criteri e misure alla luce delle esigenze poste dalla diffusione delle nuove varianti.

Si tratta di questioni su cui più volte le organizzazioni sindacali hanno sollecitato attenzione e interventi, ma sulle quali finora non vi sono state concrete risposte, mettendo a serio rischio l’obiettivo di un ritorno in sicurezza alle attività scolastiche in presenza. È perciò indispensabile un immediato cambio di passo, anche in vista del nuovo anno scolastico al cui regolare avvio occorre già oggi lavorare.

“L’incontro – spiegano i rappresentanti sindacali in una nota – è servito soprattutto ad approfondire le ragioni che hanno indotto il Governo a rivedere le priorità nella programmazione della campagna vaccinale, con le conseguenti ricadute sui modi e i tempi di somministrazione del vaccino al personale scolastico”.

“È stato il colonnello Elisio, con una lunga e dettagliata esposizione, a chiarire come vi sia l’assoluta necessità di completare con la massima urgenza gli interventi vaccinali sulle fasce di età più alte, maggiormente esposte a esiti letali e per le quali si pone più frequentemente l’esigenza di ricovero nelle strutture ospedaliere. Da qui l’esigenza di riordinare la sequenza degli interventi, assegnando priorità alla vaccinazione degli anziani e dei soggetti più fragili, come disposto con l’ordinanza n. 6 del Commissario Straordinario. Sulle modalità con cui gestire i nuovi criteri stabiliti a livello centrale, tenendo conto di tutte le variabili da considerare, saranno necessariamente le autorità sanitarie territoriali ad assumere le decisioni necessarie, vista la situazione estremamente diversificata che sta ad oggi connotando l’andamento delle vaccinazioni nelle diverse realtà. Pertanto, fino a quando non sarà terminata la vaccinazione di tutta la popolazione della fascia 60-69 anni, delle persone fragili e del personale socio sanitario impegnato in prima linea, non ci saranno priorità per le altre categorie (forze dell’ordine, personale scolastico,ecc)”.

Confermata, come già esplicitamente riportato dall’ordinanza del Commissario, la possibilità di ricevere la vaccinazione di richiamo, non escludendo completamente la possibilità di utilizzo di altri vaccini, nei tempi e nei modi già stabiliti, per chi ha avuto la prima inoculazione. Salvare le vite è l’obiettivo. Una corretta informazione sarà il metodo. Il Capo di Gabinetto ha annunciato la costituzione di un osservatorio permanente con la presenza delle organizzazioni sindacali, impegnandosi a fornire a tal fine il massimo supporto anche in termini di documentazione e di rilevazione costante e continua di dati. L’Amministrazione ha ribadito, inoltre, l’impegno di assicurare anche per il prossimo anno scolastico le risorse aggiuntive di organico legate all’emergenza Covid-19.

“Ora – concludono Sinopoli, Gissi, Turi, Serafini e Di Meglio (FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS CONFSAL e Gilda UNAMS) – ci si attende che si proceda all’attivazione immediata del tavolo di monitoraggio”.

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Insegnanti all’estero, i sindacati attaccano MAECI

I sindacati, “dopo una attenta valutazione delle richieste e delle proposte di modifica del contingente scolastico per l’anno scolastico 2021/22 da parte del MAECI, pur riconoscendo lo sforzo dell’Amministrazione di rafforzare le scuole statali, a cui sono stati indirizzati gran parte dei posti soppressi, considerano la proposta estremamente riduttiva, in quanto accoglie soltanto in minima parte le richieste pervenute dalle sedi consolari”. Lo affermano le sigle sindacali firmatarie del CCNL Scuola 2018 (FLC Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola Rua, Gilda Unams e SNALS Confsal).

“Rappresenta certamente un segnale positivo il rafforzamento dell’organico di sostegno, anche se resta comunque, a nostro parere, ancora sottodimensionato rispetto le reali richieste”, spiegano le sigle sindacali in una nota congiunta.

“Non sono state accolte le proposte pervenute dalla rete diplomatico-consolare di aumento di DSGA e assistenti amministrativi, pur fortemente richiesti per le loro competenze specifiche in supporto all’attività didattica svolta dalle sedi consolari. In effetti, le proposte presentate dal MAECI si sostanziano anche per il prossimo anno scolastico in un intervento residuale di manutenzione ordinaria degli organici, senza offrire risposte esaustive alle tante richieste pervenute dalle realtà scolastiche estere e dalle nostre comunità nel mondo, che chiedono a gran voce un segnale di forte discontinuità rispetto agli anni precedenti”.

“Segnaliamo, inoltre, l’inderogabile esigenza di garantire il potenziamento dell’offerta formativa delle scuole statali per il prossimo anno scolastico con una tempestiva programmazione degli interventi e l’invio di docenti di ruolo con le procedure di comando annuale previste dal D.lgs. 64/17, mediante l’utilizzo delle attuali graduatorie per la destinazione all’estero. Abbiamo proposto alla delegazione MAECI di individuare, in accordo con le OO.SS. una data definitiva per la conclusione delle procedure di nomina per il 2020/21, garantendo in ogni caso l’invio del personale non ancora assunto all’estero per il prossimo anno scolastico. Riteniamo quanto mai urgente, con il progressivo percorso di uscita dalla pandemia, che sulla gestione del sistema della formazione italiana nel mondo, recentemente assegnata al MAECI, il Parlamento e il Governo definiscano in una prospettiva di rinnovamento adeguate risorse per soddisfare l´attuale domanda di lingua e cultura italiana nel mondo, al fine di poter avviare un autentico processo riformatore delle istituzioni scolastiche e culturali italiane nel mondo”.

“A tal fine – si chiude la nota – le organizzazioni sindacali confermano l’impegno a valutare ogni possibile soluzione per migliorare e adeguare l’offerta formativa all’estero all’attuale domanda di lingua e cultura italiana nel mondo”.

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Reclutamento, i sindacati: “Unica strada il rinnovo del CCNL”

Le organizzazioni sindacali firmatarie del CCNL Scuola, in occasione del confronto sui prossimi bandi di selezione del personale Ds, docente e Ata per la destinazione alle istituzioni scolastiche e culturali italiane all´estero, ribadiscono l´’rgenza di riportare nell´ambito delle relazioni sindacali l’intera materia della mobilità professionale all´estero, che, pur contenuta nel vigente Ccnl scuola, è attualmente disciplinata dal D. lgs. 64/2017.

La conferma della natura pattizia delle suddette procedure è contenuta anche nel verbale congiunto OO.SS. scuola / ARAN sottoscritto il 9 maggio 2019 che impegna le parti alla definizione di una specifica sequenza contrattuale per il personale della scuola in servizio all’estero e la disapplicazione delle norme del D. lgs. 64 riguardanti le materie pattizie.

sigle sindacali scuola

Nonostante tale pregiudiziale, abbiamo ritenuto opportuno esprimere nel corso del Confronto, dopo una lettura attenta dei contenuti dei bandi, le nostre valutazioni, che l’Amministrazione in parte ha accolto e che permetteranno la partecipazione alle selezioni ad un maggior numero di personale scolastico.

Tuttavia soltanto attraverso il superamento del D.lgs 64/17 ed un articolato di procedure chiare, trasparenti e condivise definite dal prossimo CCNL, sarà possibile valorizzare la mobilità per l’estero.

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Valutazione periodica e finale degli alunni della scuola primaria, il Ministero incontra le organizzazioni sindacali

Si è svolto in videoconferenza ieri pomeriggio l’incontro tra Ministero dell’istruzione e organizzazioni sindacali, alla presenza del capo dipartimento dott. Marco Bruschi e della delegazione ANIEF, composta dal Segretario Generale Giuseppe Faraci e dal Presidente Regionale Anief Veneto e membro del Consiglio Nazionale Rita Fusinato.

Nel corso della riunione sono state illustrate l’Ordinanza ministeriale e le linee guida sulla formulazione dei giudizi descrittivi nella valutazione periodica e finale della scuola primaria, così come introdotte dal decreto-legge 8 aprile 2020, n. 22, convertito con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2020, n. 41 e in ultimo dalle modificazioni della legge 14 ottobre 2020, n° 126.

“Le linee guida, elaborate da un gruppo di lavoro ristretto coordinato dalla Dott.ssa Elisabetta Nigris, coordinatrice nazionale dei presidenti dei corsi di laurea in scienze della formazione primaria, rappresentano un manuale completo di docimologia”, commenta il segretario generale Giuseppe Faraci. “Dettano, con la piena consapevolezza delle caratteristiche di quel segmento scolastico, le modalità e gli strumenti, sia didattici che tecnici, su come formulare il documento di valutazione finale che dovrà attestare i risultati del percorso formativo di ciascun alunno, mediante la descrizione dettagliata dei comportamenti e delle manifestazioni dell’apprendimento rilevati in modo continuativo”, ha concluso Faraci.

aula generica esami maturità 2019

L’ordinanza ministeriale che ne introduce la piena attuazione, già a decorrere dal corrente anno scolastico, 2020/21, prevede anche delle misure di accompagnamento per le istituzioni scolastiche, le quali prevedono per un biennio, a partire dall’a.s. 2020/21, azioni di formazione finalizzate a indirizzare, sostenere e valorizzare la cultura della valutazione e degli strumenti valutativi nella scuola primaria.

“Via quindi i numeri in pagella per gli alunni della scuola primaria e ben vengano i giudizi descrittivi che consentiranno una più attenta valutazione delle attitudini e specificità che mettono in risalto le caratteristiche del bambino”, conclude il presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico.

Il Ministero ha infine rassicurato, su esplicita richiesta di Anief, che verrà sin da subito attivato un piano di formazione sia dei docenti della scuola primaria che dei dirigenti scolastici degli istituti comprensivi, che sin da subito dovranno poi provvedere ad adottare le deliberazioni collegiali necessarie e provvedere al conseguente aggiornamento del PTOF della scuola primaria.

L’Ordinanza ministeriale e le allegate linee guida verranno inviate al CSPI per le considerazioni e il parere definitivo prima della pubblicazione.

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Sindacati scuola: rinvio delle elezioni previste in primavera per il rinnovo della rappresentatività per il 2019/2021

Rinvio delle elezioni previste in primavera per il rinnovo della rappresentatività per il 2019/2021. È del Governo l’intenzione di rispondere positivamente alla richiesta inoltrata da CGIL, CISL, UIL dopo che CISAL ha chiesto al presidente dell’ARAN di avviare le procedure per il rinnovo e ANIEF ha celebrato la RSU-DAY. La ministra per la pubblica amministrazione, Fabiana Dadone, con una nota indirizzata ai sindacati confederali annuncia una norma ad hoc nel primo provvedimento utile (legge di bilancio).

incontro miur sindacati azzolina
Immagine d’archivio

Marcello Pacifico (Anief): “Peccato, per noi ci sono tutte le condizioni per votare, siamo cresciuti in questi tre anni. Oggi più che mai c’è bisogno di consultare i lavoratori in un mondo che è diverso da prima. Continueremo la nostra mobilitazione e lo svolgimento delle assemblee in ogni scuola, università, accademia, ente di ricerca. Perché abbiamo il dovere di informare dei loro diritti migliaia di amministrativi e docenti del comparto istruzione e ricerca”.

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Incontro tra Maeci e organizzazioni sindacali. Anief: la scuola italiana di Asmara va salvata

Si è tenuto un altro incontro tra le OO.SS e il MAECI sulla vicenda della scuola italiana statale di Asmara. In apertura, il Direttore Vellano ha relazionato sullo stato della trattativa diplomatica tra Governo italiano e quello eritreo, che registra una fase di sostanziale stallo. Tutte le iniziative della diplomazia italiana non hanno avuto nessun riscontro da parte del governo eritreo, il quale, nei fatti, si muove in direzione della presa in carico della scuola. Preso atto di questa difficile fase, che di fatto rende impossibile il funzionamento della scuola, Vellano ha comunicato alle OO.SS che il MAECI ritiene opportuno procedere ad alcune misure prudenziali, in primis approvando un decreto interministeriale di sospensione delle attività della scuola.

La sospensione delle attività della scuola, per Anief, porterà inevitabilmente alla chiusura della stessa, determinando una perdita enorme per lo Stato italiano in termini di credibilità della propria politica estera e di presenza nel Corno d’Africa. Non si possono cancellare 100 anni di storia con un decreto, senza che nessuno si assuma la responsabilità di quello che sta succedendo, parlando di malintesi e incomprensioni.

Anief ribadisce la propria forte contrarietà alla sospensione delle attività della scuola di Asmara che deve rimanere aperta e fermamente nelle mani dello Stato italiano. Il giovane sindacato chiede l’intervento immediato del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, e del ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, per riprendere l’iniziativa diplomatica e mantenere aperta la scuola.

Quello che sta succedendo ad Asmara è inaccettabile. Il Governo eritreo ha in pratica espulso dall’Eritrea tutti i docenti, che non potranno più fare ritorno ad Asmara, trattenendo in sede, la sola Dirigente Scolastica poiché la sua presenza è ritenuta indispensabile per completare “il passaggio di consegne” della gestione della scuola e di tutto quello che si trova al suo interno, dallo Stato italiano allo Stato eritreo. Il Governo eritreo ha anche nominato suoi funzionari che si interfacciano con la DS per gestire questo passaggio. Insomma, se nulla cambia, si va inesorabilmente verso la chiusura della scuola.

“Non è possibile – afferma il presidente dell’Anief Marcello Pacifico – che la nostra più antica, più grande e più prestigiosa scuola italiana statale all’estero ‘si spenga’ in questa maniera. La scuola di Asmara non è una scuola qualsiasi ma rappresenta la testimonianza viva di un glorioso passato fatto di donne e uomini italiani che sono nati e vissuti in Eritrea e ad Asmara, che hanno fatto la storia di quel Paese che è parte integrante della nostra stessa storia”.

Anief lancia un ultimo appello anche al Presidente della Repubblica Italiana, al Presidente del Consiglio, affinché agiscano immediatamente per riallacciare contatti veri ed efficaci tra il Governo eritreo e quello italiano, tra due popoli legati da una storica e importante amicizia che oggi più che mai ha bisogno dell’esistenza della scuola statale italiana di Asmara.

Il decreto di sospensione delle attività della scuola di Asmara non è la soluzione, anzi è la fine di quella scuola e va bloccato. Va rilanciata la trattativa diplomatica al massimo livello, individuando le vere ragioni dell’atteggiamento del Governo eritreo in questa vicenda per portare avanti una trattativa seria, veloce ed efficace.

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Religione Cattolica, la CISL Scuola dice la sua dopo l’incontro del 14 luglio

Si è svolto nel pomeriggio di ieri (14 luglio 2020) l’incontro in videoconferenza tra le organizzazioni sindacali – Flc Cgil, Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals e Fgu/Snadir – e don Daniele Saottini, direttore del servizio nazionale per l’insegnamento religione cattolica della Conferenza Episcopale Italiana. L’incontro ha visto tutti concordi nel definire un preciso iter per l’assunzione dei docenti di religione precari secondo quanto previsto dall’art.1bis della legge 159/2019.

ora di religione scuola

In primo luogo occorre procedere con tempestività allo scorrimento della graduatoria del 2004; sarà necessario dunque che il ministero dell’istruzione comunichi alle OO.SS. l’organico di religione per il nuovo anno scolastico, i posti da mettere a disposizione e le modalità procedurali per l’applicazione del comma 3 della predetta legge.

Questa prima azione dovrà garantire l’avvio del prossimo anno scolastico con l’impegno della copertura di tutti i posti vacanti in organico di diritto. In secondo luogo è necessario costruire una modalità di reclutamento strutturale nel tempo tale da consentire la stabilizzazione, in primis, del personale docente con almeno 36 mesi di servizio

L’impegno delle OO.SS., come già da tempo, si concentrerà nelle prossime settimane nel richiedere le necessarie interlocuzioni con il Ministero al fine del raggiungimento degli obiettivi indicati.

Nota stampa Cisl Scuola
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Scuola: le iniziative di carattere sanitario per la ripresa delle attività in sicurezza, il resoconto dell’incontro della FLC Cgil

Si è svolto martedì 14 luglio 2020 l’incontro in videoconferenza tra il Ministero della Salute, il gruppo di lavoro che affianca il commissario straordinario Arcuri e le organizzazioni CGIL, CISL e UIL presenti con la confederazione e i segretari generali del settore scuola e della funzione pubblica.

Nel corso dell’incontro i rappresentanti del Ministero della Salute hanno informato le organizzazioni sindacali delle iniziative di carattere sanitario che il ministero intende assumere per supportare la ripresa delle attività scolastiche in sicurezza.

È stata data informazione sull’avvio della procedura di gara pubblica accelerata indetta per l’acquisto di test sierologici rapidi che saranno somministrati su base volontaria al personale della scuola a partire dalla seconda metà di agosto in tutte le istituzioni scolastiche coinvolte dal 1° settembre nelle attività di recupero degli apprendimenti, e a partire dal 1° settembre in tutte le altre scuole.

flc cgil logo

Sono state inoltre descritte le procedure con le quali, in caso di test positivo, si accederà al tampone e il personale sarà collocato in isolamento fiduciario e considerato in assenza per malattia.
A tal fine sarà costituito un tavolo tecnico per il coordinamento delle misure da porre in essere per somministrare i test sierologici a cura del medico di base o del servizio della SL in caso di personale in servizio in regioni diverse da quella di residenza.

Il rappresentante del gruppo di lavoro del commissario Arcuri ha confermato che saranno fornite alle scuole le dotazioni per distanziamento e igienizzazione, sulla base delle esigenze che gli USR comunicheranno al ministero a seguito della rilevazione dei bisogni avviata nelle scuole. Le spese saranno a carico della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

La posizione della FLC

La FLC CGIL ha ribadito la necessità di dare senso e consistenza all’impegno del governo e del Ministero della Salute affinché a settembre vi siano le condizioni per una ripresa della pienezza della relazione didattica che può essere assicurata solo dalla didattica in presenza.
Ha inoltre auspicato un forte coordinamento tra i diversi livelli Istituzionali per tutti gli adempimenti non derogabili a tutela della salute delle lavoratrici e dei lavoratori e delle studentesse e degli studenti, prevedendo un ruolo attivo delle ASL attraverso:

  • l’individuazione, se non già presente, di un medico del Servizio Materno Infantile a cui la scuola si può rivolgere per qualsiasi consulenza relativa all’emergenza.
  • una procedura standardizzata per la gestione e la segnalazione alla ASL di sospetti casi COVID
  • l’individuazione in tutte le scuole del medico competente che effettua la sorveglianza sanitaria “tradizionale” (visite mediche periodiche personale e certificazione salubrità locali, firma DVR, partecipazione almeno una volta all’anno ad una riunione del SPP) e, su richiesta dei lavoratori con patologie rientranti nella cosiddetta “fragilità”, svolgere la cosiddetta “sorveglianza sanitaria eccezionale” attraverso la quale attestare l’idoneità di tali lavoratori alle mansioni svolte e/o individuare eventuali prescrizioni e limitazioni.

La nostra organizzazione ha infine sottolineato l’importanza di una partecipazione diretta del Ministero della salute al Protocollo Nazionale per la ripartenza che dovrebbe essere sottoscritto congiuntamente dal Ministero dell’Istruzione e dal Ministero della Salute, non solo per testimoniare la grande attenzione che il Governo riserva alla scuola ma soprattutto come elemento di rassicurazione psicologica nei confronti del personale e delle famiglie degli 8 milioni di studenti.

Alla fine dell’incontro i rappresentanti del Ministero della Salute, nel sottolineare la fase delicata che stiamo attraversando e quanto le azioni messe in campo dal governo richiedano un grande sforzo organizzativo tutto ancora da impostare, hanno evidenziato l’importanza di momenti di confronto con le organizzazioni sindacali che consentono da un lato di dare un’informativa sulle modalità di attuazione delle misure in oggetto e dell’altro di acquisire suggerimenti utili all’implementazione delle linee guida del Comitato Tecnico Scientifico, sulle quali bisognerà fondarsi per aprire le scuole in sicurezza.

Nota stampa FLC Cgil
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Secondo incontro del Tavolo Permanente per gli Esami di Stato

sede Miur Trastevere Roma

Su indicazione del capo dipartimento del ministero, le organizzazioni sindacali rappresentative parteciperanno al secondo incontro del Tavolo Permanente Nazionale per gli Esami di Stato, costituito con il decreto n.26 del 22 maggio 2020 che si pone tra i diversi obiettivi quello di verificare l’attuazione, presso le istituzioni scolastiche, delle indicazioni contenute nel Documento tecnico scientifico per gli esami di Stato emanato dal CTS-Comitato Tecnico Scientifico, del 15 maggio 2020.

sede Miur Trastevere Roma
Sede Miur Trastevere Roma

ANIEF sarà presente col suo presidente nazionale, Marcello Pacifico, che ha commentato positivamente la proposta del Ministero e l’attivazione di questo tavolo, dichiarando anche come la stessa ANIEF “sia sempre più determinata a essere in prima linea per poter garantire la sicurezza degli esami di Stato e, soprattutto, per organizzare al meglio la ripresa a settembre delle attività didattiche. In caso di condizioni sanitarie favorevoli, infatti, si spera di poter tornare in classe a fare vera scuola e vera didattica. Al fine di ottenere tutto ciò occorrono, però, idee che permettano di garantire un’organizzazione massima del prossimo anno scolastico”.

Al fine di potenziare al massimo la rappresentatività connessa al ruolo del sindacato, ANIEF propone a tutti gli interessati di avanzare le proprie idee oppure di comunicare i propri dubbi relativi al protocollo di sicurezza, inviando una mail alla segreteria nazionale del nostro sindacato, alla casella di posta elettronica segreteria@anief.net. Le vostre proposte saranno immediatamente analizzate dal nostro ufficio legislativo e portate sia al tavolo nazionale che ai tavoli regionali.

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Rientro in presenza a settembre, ieri l’incontro Conte – sindacati

conte e azzolina conferenza stampa

Il Governo continua ad operare per far tornare in classe in sicurezza a settembre oltre otto milioni di alunni e un milione e 300 mila lavoratori della scuola: durante l’incontro del 4 giugno tra il presidente del Consiglio ed alcuni ministri, tra cui quello dell’Istruzione, con gli enti locali, le parti sociali e le associazioni, Anief era rappresentata dal suo presidente nazionale: “Il lavoro fatto per realizzare il protocollo sulla sicurezza e l’intesa sugli esami di Stato è stato condiviso – ha detto il professor Marcello Pacifico -: abbiamo ricevuto i documenti, quindi va spesa una lancia a favore della ministra Lucia Azzolina e del Governo, perché ha reso partecipe il sindacato dei processi decisionali. Il fatto che oggi siamo tutti qui riuniti significa che il Governo c’è e vuole interloquire con tutte le forze sociali, con la società civile, con le associazioni”.

conte e azzolina conferenza stampa

Il sindacalista autonomo ha detto di avere “studiato il documento tecnico-scientifico: abbiamo letto, nella parte centrale, che c’è un confronto tra quello che sta avvenendo in Italia e in Europa. Ma la parola chiave è ‘distanziamento’: noi abbiamo un numero ridotto di classi in Italia, dopo un dimensionamento che negli ultimi 12 anni ha falcidiato 4 mila istituti, tagliato 300 mila posti nel settore scuola, università e ricerca e dismesso 15 mila edifici scolastici: edifici che appartengono allo Stato, ma non sono più utilizzati. Quindi, se volessimo sdoppiare le classi, il posto dove mettere gli alunni che non entrano nelle scuole lo Stato ce l’ha”.

“Il problema è che lo Stato sembra volere ridurre le lezioni a 40 minuti e fare orari scaglionati: una eventualità, questa, però molto difficile, perché dovrebbe prevedere una elasticità oraria anche nel mondo del lavoro, sia pubblico che privato, in questo momento impensabile. Al momento, comunque, è bene ragionare sulla grandezza delle classi: se vogliamo mantenere il distanziamento sociale, se noi abbiamo un’aula media di 35 metri quadri, più di 15-16 alunni allora non ci possono entrare. In questo modo, limitando il numero degli allievi, non ci sarebbe bisogno di applicare i turni.

Su questo punto, il presidente Anief ha fornito un suggerimento: “Siccome sono in arrivo 172 miliardi per Recovery Fund, bisognerebbe riuscire a recuperare 10-12 miliardi di quei soldi per la Scuola, legandoli anche alla Sanità e alla Sicurezza. In questo modo, quindi uscendo dagli altri vincoli di bilancio, si andrebbe a ridare alla scuola, considerandole spese di funzionamento, quello che ha perso negli ultimi dodici anni. È un concetto che porteremo avanti anche con le sigle europee che Anief si accinge ad incontrare in Commissione UE nelle prossime ore”.

Pacifico ha ricordato anche che la spesa per la sicurezza nelle scuole è un investimento: “Per cancellare le classi ‘pollaio’, portando gli iscritti a non oltre 20 per classe, servirebbero 4 miliardi di euro. Poi, giustamente, ne servirebbero altri per il personale: è bene ricordare, a questo proposito, che il 50% dei lavoratori della scuola sono ‘fragili’, perché over 55 anni: c’è quindi un evidente problema di tutela della salute del personale della scuola”.

Gli edifici per evitare rischi epidemiologici, però, li abbiamo: “Riprendiamo e adattiamo quelli dismessi, abbiamo tre mesi di tempo per farlo – ha esortato il leader dell’Anief -. Bisogna quindi intervenire sulla Legge tagli-scuola n. 133 del 2008 che ha imposto il dimensionamento. Infine, bisogna ampliare gli organici: i concorsi sono stati rinviati, ma sull’assunzione dei precari rimane sempre da applicare una sentenza della Corte di Giustizia Ue, quella sul docente Fabio Rossato di qualche anno fa, che ha evidenziato il mancato risarcimento agli insegnanti di ruolo per l’abuso dei contratti a termine: una sentenza che nel rispondere al problema atavico del precariato italiano, che si trascina da vent’anni, dice che occorre una procedura di reclutamento non più aleatoria, incerta e imprevedibile”.

“Ecco perché – ha concluso Pacifico durante il suo intervento di alcuni minuti – serve una stabilizzazione con procedura concorsuale riservata, da quelle graduatorie d’istituto che il Governo ha fatto bene a riaprire e a trasformare in provinciali con il decreto scuola: si potrebbero quindi reclutare i precari da quelle graduatorie, le quali sono dello Stato e prodotte con titoli di studio rilasciati dallo Stato”.