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Il picco dei contagi da Coronavirus si avrà nei prossimi giorni, ma la guardia rimane alta. Secondo le anticipazioni del Corriere della Sera, servirebbero comunque tre settimane per le prime riaperture. Successivamente, è già stato detto dagli epidemiologi che si arriverà alla ripresa delle attività graduale. Il Governo non ha potuto che raccogliere l’indicazione. Le prime a riprendere, una volta che arriverà il via libera sempre dei virologi, saranno le attività produttive. Secondo il premier Giuseppe Conte, il prolungamento della chiusura di aziende e industrie, dopo Pasqua, sarebbe “una misura economicamente troppo dura. È l’ultima che abbiamo preso e non può essere prolungata troppo”, ha spiegato il presidente del Consiglio.

Le istituzioni scolastiche, tuttavia, non rientrano in tale ambito. Oggi Il Foglio si sofferma proprio su questo punto: “c’è un segmento della società che più di altri è al centro delle preoccupazioni delle famiglie, ma che ragionevolmente dovrebbe essere tenuto fuori dalle priorità vitali della “riapertura”: la scuola”. Anief reputa questa posizione corretta. Perché sarebbero altissimi i rischi del propagarsi del contagio, derivante dal ritorno alle attività per oltre otto milioni di alunni e un milione tra maestri, insegnanti, personale Ata e dirigenti scolastici.

aula generica esami maturità 2019

Nel frattempo, in questo quadro di stallo delle attività, diventa ancora più importante prevedere un piano nazionale, predisposto dal Governo in simbiosi con il ministero dell’Istruzione, che permetta agli organi collegiali, in particolare al Collegio dei docenti, ai dipartimenti e ai consigli di classe, di adottare delle linee comuni sui livelli da raggiungere anche in questa fase di emergenza, pure eventualmente posticipandone i tempi di attuazione al prossimo anno scolastico, su come ratificare la valutazione formativa.

Quello che va assolutamente evitato è che in presenza di un evidente digital device, con una parte degli alunni che per vari motivi, indipendenti dalla loro volontà, non ha accesso alla didattica online, si arrivi a produrre una valutazione non oggettiva. Oltre che soggetta a possibili ricorsi. Allo stesso modo, vanno accelerati i tempi per realizzare le modifiche necessarie a modificare le norme sugli esami di Stato, andando a mutare il decreto attuativo della Buona Scuola n. 62 dell’aprile 2017, a iniziare dall’eliminazione dell’indispensabilità, per accedere alle prove finali, dello svolgimento di tutte le prove Invalsi e del monte orario minimo di Pcto. Senza escludere del tutto la possibilità che le prove, meglio se ridotte come portate, possano svolgersi con modalità telematica, come stanno facendo del resto le Università per esaminare gli studenti.

Il sindacato Anief, proprio per evitare che il delicato periodo che sta attraversando il Paese abbia ripercussioni pesanti sulla formazione e sulla Conoscenza, ha presentato alla V commissione del Senato 15 emendamenti al DL n. 18 del 17 marzo 2020, in modo che possano essere fornite risposte concrete su reclutamento, contrasto alla precarietà e incentivi per le famiglie. Una delle richieste più urgenti è quella di assumere a tempo indeterminato, a partire dal prossimo 1° settembre, il personale docente, educativo ed Ata della scuola impiegato su posti vacanti, qualora abbia svolto oltre 36 mesi di servizio. Gli emendamenti verranno esaminati a partire dall’8 aprile.

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