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È partita la corsa alle richieste di rettifica delle graduatorie Gps. “I reclami – scrive la stampa specializzata – non sono previsti dall’OM n. 60/2020. A fronte di errori però consigliamo di informarsi presso gli Uffici Scolastici. Alcuni scrivono infatti “L’Amministrazione si riserva però ai sensi della Legge n. 241/90, la possibilità di attivare i provvedimenti di autotutela che dovessero rendersi necessari.” Inoltre, gli stessi “Uffici Scolastici, come era prevedibile, stanno permettendo la presentazione dei reclami”.

L’ESEMPIO DI ASTI

Vale per tutti l’avvisto pubblicato dall’Ufficio Scolastico di Asti – Alessandria: “L’Ufficio – scrive l’amministrazione scolastica della provincia piemontese – sta ricevendo in queste ore un numero esorbitante di reclami, richieste di informazioni, segnalazioni, sulle operazioni di valutazione delle domande di inserimento. Non potendo rispondere singolarmente a ciascun interessato, si comunica quanto segue: le richieste di verifica dei punteggi verranno analizzate e, se accolte, si procederà alla loro rettifica. Si raccomanda di controllare attentamente l’O.M. n. 60/2020 ed i suoi allegati”.

IL MIUR APRE ALLE CONTESTAZIONI

La normativa vigente prevede che avverso il presente provvedimento di pubblicazione di posizioni errate è ammesso ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, entro 120 giorni, oppure ricorso giurisdizionale al competente T.A.R., entro 60 giorni. Lo stesso Ministero, in un recente comunicato, ha ammesso che “le pubblicazioni di questi giorni riguardano quasi due milioni di posizioni individuali trattate, rispetto alle quali l’Amministrazione scolastica, centrale e territoriale, ha condotto e sta conducendo tutti i necessari controlli anche sulla base di segnalazioni di possibili errori da rettificare”.

La precisazione del Ministero sembra rispondere alla denuncia scritta del giovane sindacato inviata i primi di settembre al dicastero di viale Trastevere attraverso una lettera scritta indirizzata ai dirigenti competenti del MI, con richiesta di “urgente verifica del sistema di calcolo del punteggio per la redazione delle graduatorie provinciali per le supplenze di cui all’O.M. 10 luglio 2020 n. 60” per la presenza di errori di sistema” con conseguente “grave ed irreparabile danno agli interessati in termini di possibilità lavorative”.

LA RICHIESTA È LECITA

Pertanto, ha commentato ancora Orizzonte Scuola, “chiamiamolo reclamo o segnalazione errori, se l’aspirante ravvisa un errore da parte dell’Amministrazione nella valutazione della propria domanda è bene che lo segnali. Se il reclamo sarà accolto in autotutela tanto meglio, altrimenti l’aspirante potrà decidere se proseguire con il ricorso”. Diventa quindi ufficiale la linea subito indicata dall’Anief ai docenti esclusi o con punteggi non corretti, a seguito di palesi errori del sistema informatico oltre che a seguito della riformulazione più che discutibile della tabella di valutazione delle certificazioni utili presentate dagli stessi candidati contestualmente alla domanda di inserimento nelle Graduatorie provinciali per le supplenze.

I RECLAMI

Proprio per non subire ingiuste limitazioni alle proprie possibilità di lavoro come docente nella scuola pubblica – a seguito degli errori nelle Graduatorie provinciali per le supplenze e delle graduatorie d’istituto del personale docente per gli anni 2020/21 e 2021/22 -, Anief ricorda che ha preparato tre possibili percorsi, attraverso specifici modelli, per tutelare i precari: un modello di reclamo per chiedere all’ufficio scolastico la correzione di errori di valutazione dei titoli o di altra natura nelle GPS; un modello di reclamo specifico contro l’esclusione dalle GPS dei docenti in ruolo con riserva; un’istanza di accesso agli atti per verificare titoli e servizi di altri aspiranti nella propria graduatoria e fascia.

Per ricevere il modello (o i modelli) adatto alla propria situazione, il docente può inviare una mail all’indirizzo reclamo.gps@anief.net o contattare la sede territoriale Anief più vicina anche per ricevere adeguata consulenza. Nel caso in cui i reclami o l’istanza non dovessero sortire l’effetto sperato, Anief assicurerà ogni forma di assistenza per ottenere il riconoscimento dei propri diritti. 

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